Come difendersi dal microtargeting
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Come difendersi dal microtargeting

Come difendersi dal microtargeting

di Emidio Picariello.

Il caso che ha coinvolto Facebook nelle scorse settimane è una buona occasione per fare un po’ di riflessioni e un po’ di chiarezza su quello che è il mondo della pubblicità e dei contenuti pubblicitari ma soprattutto sulle tecniche utilizzate dalle aziende per vendere prodotti e servizi pubblicizzandoli solo presso quelle persone che sono potenzialmente interessate allo specifico prodotto o servizio.

Prima di tutto sarà necessario dire che nessuno ha rubato niente, neppure la società CA che è accusata genericamente dai giornali di averlo fatto. Quello che Cambridge Analytica ha invece fatto è stato utilizzare dei dati che per contratto non poteva condividere con altri, per organizzare delle campagne di microtargeting.

CA è venuta in possesso di questi dati pubblicando delle applicazioni su Facebook che molte persone hanno volontariamente utilizzato. Queste applicazioni avevano la possibilità di leggere le informazioni di chi le usava e anche dei loro amici, possibilità data alle applicazioni dagli utenti stessi i quali hanno sottoscritto il contratto con Facebook quando si sono iscritti e hanno anche autorizzato le applicazioni stesse: ma tanto nessuno legge i termini di utilizzo dei programmi, ci può essere scritto qualunque cosa, e infatti c’era scritta qualunque cosa.

Queste informazioni sono già utilizzate da Facebook per fare il direct marketing di cui tutti abbiamo avuto esperienza: a chi non è capitato di cercare – o addirittura di comprare – qualcosa e poi di vederla nelle pubblicità di Facebook? Ecco, quello è il direct marketing, nella sua incarnazione più ovvia. Quella meno palese è invece che anche dei film che hai visto, della musica che ascolti, tutte le informazioni che condividi, possono far immaginare all’algoritmo che tu sia disposto a comprare qualcosa, e l’algoritmo ti presenta esattamente quella cosa che potrebbe interessarti. Vedetela dal punto di vista di un’azienda: è certo più conveniente fare vedere pubblicità passeggini a chi ha figli piccoli piuttosto che a chi non ne ha, e Facebook giustappunto sa se l’utente ha dei figli piccoli e ha la possibilità di mostrare esattamente a quell’utente il passeggino. In realtà questa cosa conviene parzialmente anche all’utente, che non è bombardato da messaggi che probabilmente non gli interessano, ma riceve consigli su cose che verosimilmente sta davvero cercando – con la fastidiosa eccezione di vedersi pubblicizzate a lungo cose che sono ormai già state comprate.

Il passaggio rilevante è però che l’inserzionista che si rivolge a Facebook offrendo il passeggino, non riceve in cambio l’elenco degli utenti interessati, è Facebook che decide a chi mostrare l’inserzione. Viceversa, se si effettua l’accesso a un gioco o a una applicazione utilizzando le credenziali di Facebook si concede all’applicazione stessa la possibilità di accedere direttamente alle nostre informazioni. Dunque in questo caso Cambridge Analytica ha utilizzato i dati così raccolti per effettuare una sua propria profilazione e ha utilizzato questa profilazione per fare campagne di microtargeting, ovvero per invogliare gli elettori a votare Trump e Brexit sfruttando gli argomenti che sapeva che li avrebbero invogliati a votare in quel modo.
Ecco, siamo arrivati al punto, dopo questa lunga premessa di spiegazioni. È vero che CA ha veicolato un messaggio molto specifico alle persone, ma è anche vero che le persone erano pronte a ricevere quel messaggio. CA le ha solo identificate e intercettate. Se “costruire un muro lungo il confine con il Messico” è un messaggio che piace alle persone, il problema non è come CA sa che quel messaggio piace, ma è perché quel messaggio piace.

Quello che dobbiamo cominciare a chiederci – se non è troppo tardi – non è come CA abbia cambiato l’esito delle elezioni, ma come siano cambiati gli elettori e perché su di loro messaggi semplicistici e spaventosi abbiano sempre più presa. Personalmente sono propenso a puntare un dito verso la stampa – anche quella tradizionale – che ha come unico interessa quello di raccogliere click e lettori, senza chiedersi che conseguenze possano avere sul formarsi di un’opinione pubblica consapevole e matura le notizie presentate in modo scandalistico. In sostanza quello che sta accadendo è che i media formano un pubblico sempre indignato e i politici accarezzano l’indignazione per prendere voti. Nel mezzo c’è stata CA che non ha fatto altro che mettere in contatto i politici con il loro pubblico di riferimento. L’unico modo per combattere questa situazione è formare le persone, cambiare il modo di raccontare il mondo, far capire loro che forse non è il caso di essere sempre arrabbiati, allora e solo allora, con un elettorato più maturo, il problema sarà risolvibile. Fino a che la maggioranza dell’elettorato è indignata, disinformata e manipolabile, il populista troverà sempre un modo per raggiungerla.

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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1 comment

  1. su sky tv si dice che FB traccia gli ip (considerato in europa dato personale) sebbene non sia iscritto a FB , ma naviga in siti dove ci sono i loghi/banner/like di fb. Detto questo faccio notare la non parità di trattamento che il garante riserva ad un micro fornitore di liste e un colosso di internet. Ad esempio se il fornitore di elenchi telefonici di “voghera” su 1000 indirizzi postali ne ha 1 senza consenso piovono multe e la disapprovazione sociale.

    marco merlo

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  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.

  • I diritti delle minoranze riguardano tutti, soprattutto in un periodo così nero. Tornerà il sole, e con esso l'arcobaleno.