Io mi sento italiano. Profili e storie della “seconda generazione”.Anass Hanafi
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Io mi sento italiano. Profili e storie della “seconda generazione”.Anass Hanafi

Io mi sento italiano. Profili e storie della “seconda generazione”.Anass Hanafi

di Anass Hanafi.

iMille sostengono l’approvazione dello Ius Soli e pubblicheranno da oggi storie e testimonianze sul tema.

Nato a Torino nel 1994 da genitori marocchini, a 17 anni acquisisce la nazionalità italiana.

Studente di giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino, oggi è Presidente dell’associazione universitaria RUN Unito. È stato selezionato alla Scuola di Politiche per l’anno accademico 2017/2018.

Da dove viene la tua famiglia e in quale paese ti senti più a casa?

I miei genitori sono partiti trent’anni fa dal Marocco verso l’Italia, per inseguire il sogno italiano. Per costruirsi nuove opportunità e per garantire ai propri figli migliori condizioni di vita. Riguardo al paese in cui mi sento maggiormente “a casa” posso dire che è stata una domanda a cui, inizialmente, non trovavo una risposta netta. In Marocco ero considerato straniero e in Italia ugualmente.  Tuttavia con il tempo ho maturato una certa sensibilità riguardo all’argomento, giungendo alla conclusione un po’ simpatica di definire l’Italia come mia prima casa e il paese di origine dei miei genitori come seconda casa. Fortunatamente non devo preoccuparmi dell’IMU.

Cosa ha significato per te acquisire la cittadinanza italiana?

Per me ha significato un riconoscimento legislativo che di fatto era già assodato nelle mie azioni quotidiane. Non nascondo di aver vissuto controvoglia la fatica delle code all’ufficio immigrazione, ai fini della richiesta del permesso di soggiorno. Il tutto per essere riconosciuto come “immigrato” residente sul suolo italiano, quando l’immigrazione non l’ho mai vissuta in prima persona.

La cittadinanza italiana ha significato per me anche acquisire la Cittadinanza Europea, istituita con il Trattato di Maastricht.
Mi sento pienamente Europeo, con radici africane. Mi sento Afro-Europeo.

Concludo con una citazione riportatami da un mio caro amico:

“Essere liberi non vuol dire fare quello che vuoi. Essere liberi significa decidere quello che vuoi.”

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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