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di Raoul Minetti.

iMille e il Comitato Scientifico del Premio Helen Joanne “Jo” Cox per Studi sull’Europa sono lieti di comunicare il vincitore del Premio Jo Cox, 3a edizione, e le menzioni speciali.

Il Premio di Laurea Jo Cox verrà conferito a Roma presso la Camera dei Deputati a inizio febbraio 2019.  Esponenti delle istituzioni e dell’università premieranno il vincitore del Premio, le menzioni speciali e gli altri finalisti, e animeranno assieme ai giovani presenti un dibattito sul futuro dell’Europa e sul ruolo dell’Italia in Europa.

iMille ringraziano i quasi 200 giovani partecipanti al Premio, tra cui i finalisti.  Grazie per la vostra bravura, impegno e passione per l’Europa.

 

Premio Jo Cox per Studi sull’Europa:  Martina Coli. Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, e Universita’ di Firenze (Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri)

“It’s all about values: the enforcement of the rule of law in the European Union as a challenge ahead”

 

Menzione Speciale Economia, ex aequo: Caterina Massazza. Universita’ Luigi Bocconi, Milano

“Should the Government ‘Prime the Pump’ to Private Companies? A Panel Data Analysis of the Impact of State Aid on Economic Welfare in the EU”

Menzione Speciale Economia, ex aequo: Fabio Borella. Universita’ Luiss, Roma

“Le asimmetrie di un’Unione Economica e Monetaria incompleta. Proposte per la realizzazione di un’Unione Fiscale per l’Area Euro”

Menzione Speciale Geopolitica: Federico Bonomi. Universita’ di Pavia

“Populists in the Parliaments: a comparative analysis of populist parliamentarian behaviour concerning European Integration”

Menzione Speciale Societa’ e Storia, ex aequo: Tommaso Maria Ruocco, Universita’ di Perugia

“The impact of the financial and migration crises on European identity and its relation with national identity”

Menzione Speciale Societa’ e Storia, ex aequo: Elisabetta Toselli, Universita’ di Bologna

“Stateless Roma in the Western Balkans: the case of Macedonia”

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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Recent Comments

  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.