La democrazia del falso
 /  News / Politica / La democrazia del falso
La democrazia del falso

La democrazia del falso

di Emidio Picariello.

Mi sono di recente imbattuto in una vignetta di Sio (https://twitter.com/scottecs/status/1014799046731616256) , un disegnatore noto per la surrealtà del suo lavoro. È una conversazione fra due pupazzetti che si svolge così:

Hai letto l’ultimo numero?

L’ultimo numero di cosa?

Di niente, l’ultimo numero

Ma i numeri sono infiniti

Ah sì? Allora come mai non c’è un numero dopo il novecentonovantanove?

Sì che c’è, c’è il mille!

Oh oh oh, credi ancora al mille? Quanti anni hai cinque? Ah ah ah

Mi sono sentito nei panni del pupazzetto che sostiene l’esistenza del mille, perché vedo e conosco delle cose, le approfondisco e le leggo, e poi però vedo che il semplice fatto che siano reali, non è più sufficiente a conservarle tali.

Gli esempi sono molti, prendiamone alcuni. Il magazine Rolling Stone è uscito con un appello firmato da alcune persone dello spettacolo intitolato “Noi non stiamo con Salvini, da adesso chi tace è complice”. Uno di coloro ai quali è stato chiesto di scrivere qualcosa è Gipi, il fumettista, il quale si premura di specificare, in un breve testo su Facebook, che pur considerando la Lega e il M5S il male, non condivide quel “chi tace è complice”. Qui finisce la sua precisazione. Ma Libero, il quotidiano, si avventa su questa dichiarazione e twitta:

“Lui? È il vignettista Gipi ed è stato tirato in ballo nel manifesto di Rolling Stone contro Salvini. Peccato che non abbia mai detto “sì” a far comparire il suo nome: la rivista sputtanata, ancora. “E chi tace avrà i c… suoi”, sbotta”

La realtà è completamente sparita dalla notizia, lo stesso Gipi lo specifica in un tweet. Ma ormai l’informazione è persa è soffocata dal caos di chi, ammucchiando bugie volontarie, l’ha coperta di rumore. Questa tecnica è ormai consolidata e sta funzionando in tutti i campi.

L’obiezione più comune che sento quando dico che qualunque partito voglia vincere le prossime elezioni deve organizzare una macchina di propaganda estremamente strutturata è che il PD non ha niente da propagandare e dunque non gli servirebbe. Anche questa percezione è frutto dello stesso meccanismo. Non che si debba essere d’accordo con tutto quello che il PD ha fatto mentre era al Governo, ma l’attuale Esecutivo non ha licenziato quasi nessun provvedimento, viceversa i Governi Renzi e Gentiloni hanno perseguito una loro specifica politica e lo hanno fatto attraverso gli strumenti normativi, non tramite annunci e – appunto – propaganda. Non dico che questa politica fosse totalmente condivisibile, ma anche chi la condivide idealmente, sostiene che il PD non abbia idee, a dimostrazione del fatto che l’unica voce che si è sentita è quella della propaganda dell’estrema destra di Salvini e del M5S.

Se si apre qualunque testata on line, tranne qualche felice eccezione, si può comprendere cos’è che ha alimentato questo meccanismo. I giornali sono alla caccia di notizie che costringano i lettori a cliccare, così da incrementare la pubblicità non perché si forniscono le notizie migliori e approfondite, ma perché si fa leva sulla curiosità spesso morbosa. Molte delle notizie di propaganda che sono diffuse sono semplici, morbose e scandalistiche. Quindi queste notizie sono state spinte con forza da una macchina propagandistica ben studiata e organizzata, e successivamente sono state propagate per inerzia dalla pigrizia interessata dei giornali e telegiornali che hanno ripubblicato notizie succulente senza approfondire.

Alcuni ritengono che il consenso di Salvini e Di Maio si ridurrà con la prova del Governo, ma non tengono conto del fatto che il loro consenso non si basa su fatti oggettivi, ma sulla narrazione dei fatti. Salvini si è subito infatti accanito a risolvere un problema che non esiste, quello dei migranti. Che non esiste lo dicono i numeri (https://www.corriere.it/opinioni/18_luglio_09/forza-numerisull-emergenza-migranti-576ebeec-82e0-11e8-8c19-eee67e3476a0.shtml ), che esiste lo dice la propaganda, che sarà risolto lo potrà dire Salvini. Non dorma sonni tranquilli chi crede che il consenso di questo Governo si esaurirà facilmente, sarà sufficiente che continui a fare quello che sta facendo e ha sempre fatto: propaganda.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
Condividi:

1 comment

  1. Purtroppo tutto vero.

    Roberto M.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked.*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Recent Comments

  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.