Due anni di Raggi e zero manutenzione del verde a Roma
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Due anni di Raggi e zero manutenzione del verde a Roma

Due anni di Raggi e zero manutenzione del verde a Roma

di Estella Marino.

Dopo due anni esatti di amministrazione Raggi, la manutenzione del verde a Roma è ancora ferma al palo e parchi, ville storiche e giardini sono allo sbando.

Con il punto della situazione nell’ottobre 2016, dopo quasi un anno di commissariamento e i primi mesi di amministrazione Raggi, avevo tracciato una situazione di stallo, che purtroppo appare immutata dopo due anni e determina quello che è sotto gli occhi di tutti: una manutenzione del verde urbano assolutamente carente se non quasi totalmente assente.

In due anni quindi, quelli che hanno sempre detto che avrebbero cambiato tutto perché era facile (erano gli altri quelli ladri e corrotti….) non hanno prodotto nulla, con la scusa ricorrente che è sempre colpa di quelli di prima, tesi ormai difficile da sostenere soprattutto per le manutenzioni ordinarie.

Ad ottobre supereranno i mesi di consiliatura della Giunta Marino, che altra scusa accamperanno?

La questione della difficoltà della manutenzione del verde a Roma, come già ho spiegato due anni fa, ha radici profonde: in seguito alla crisi scaturita dall’annullamento a inizio 2015 di tutti gli affidamenti diretti in qualche modo riconducibili all’inchiesta “mafia capitale”, purtroppo venne confermata l’incapacità del Dipartimento Ambiente – già constatata l’anno precedente quando tentai di iniziare a costruire dei bandi di gara pubblica di manutenzione del verde pluriennali – ad attuare una normale politica di gare di appalti pubblici per la manutenzione, ancora di più oggi che il nuovo codice degli appalti richiede notevoli competenze, con o senza vicende giudiziarie in corso.

Da ex assessore all’Ambiente della giunta Marino, in molti continuano a pormi alcuni domande, vediamole:

1)     Non si potrebbe ripristinare il servizio giardini con un elevato numero giardinieri del comune come tanti anni fa? (una gestione quindi internalizzata)

Certo, ma non in tempi brevi: l’organico ai tempi raggiungeva le 1200 persone, mentre oggi siamo a 300 giardinieri teorici perché nel calcolo sono ricompresi anche tutti quelli che oggi hanno per età o problemi fisici una serie di limitazioni nello svolgere le relative mansioni (visto che da anni non ci sono nuovi giardinieri e progressivamente l’età media va aumentando). I giardinieri sono dipendenti comunali quindi ad eventuali nuove assunzioni si applicherebbero i vincoli di un ente locale (patto di stabilità, turn over collegato ai pensionamenti, limiti di bilancio, ecc…); quindi, un piano di assunzioni è una soluzione nel medio periodo, assolutamente da programmare, ma che non risolve l’oggi e nemmeno un futuro molto prossimo.

2)      E le gare di appalto pubbliche, per avere ditte selezionate per i servizi di manutenzione del verde?

Sulle gare il Comune di Roma è fermo da tre anni.

  1. Gara di monitoraggio censimento ed eventuali abbattimenti delle alberature.

La Gara fu pubblicata con l’amministrazione Marino nel 2015, sospesa per oltre un anno nel 2016 per un ricorso al Tar, aggiudicata definitivamente a luglio 2017. E’ quella che ad oggi sta producendo gli abbattimenti di alcune alberature a Roma, ma non so se il dipartimento Ambiente stia vigilando sulla corretta esecuzione dei lavori; si sono sollevate anche varie critiche al riguardo, ma continuo a ritenere indispensabile la necessità di un monitoraggio e l’eventuale abbattimento per le alberature a rischio, in una città in cui gli alberi ormai crollano senza neanche un filo di vento.

Gli alberi hanno un ciclo di vita, accorciato anche dall’usura di una “vita in città”: quello che andrebbe fatto dopo l’abbattimento, e non c’è, è un efficace piano di rimozione degli apparati radicali e la ripiantumazione di una nuova pianta.

  1. Gara di appalto per la manutenzione orizzontale (sfalcio erba): ancora non aggiudicata, dopo essere stata ritirata e ripubblicata per errori sul bando.

iii.     Gara di appalto per la manutenzione verticale (potatura alberi): ancora non aggiudicata, dopo essere stata ritirata e ripubblicata per errori sul bando.

  1. Servizio di apertura e chiusura ville storiche. Non pervenuto
  2. Appalto per la manutenzione delle aree giochi per bambini. Non pervenuto.
  3. Eventuali bandi per favorire lo svolgimento di attività commerciali compatibili con i giardini e le ville che abbiano anche tra i servizi da svolgere la manutenzione del verde: non pervenuti. E vista la allucinante vicenda della sospensione delle attività al Casale dei Cedrati a villa Pamphili (bando della sovrintendenza, sempre epoca Amministrazione Marino), se il buongiorno si vede dal mattino….

3)   Forse la giunta si è concentrata sul decentramento del verde, avviato sempre dall’amministrazione Marino e  sulle Regole per la gestione del verde?

Nulla di tutto ciò. Per quanto riguarda il decentramento, grazie ad una delibera di giunta di indirizzi approvata ad ottobre 2015, tutti i Municipi avrebbero potuto procedere con gli atti amministrativi alla presa in carico delle aree verdi entro i 5000 mq, il cosiddetto verde di quartiere, per avviare una gestione come ente di prossimità più vicina ai cittadini (mentre oggi, ricordiamocelo, il verde è gestito e manutenuto tutto centralmente e cioè dal Comune). E corre l’obbligo di sottolineare che solo i Municipi I e II -a guida PD- hanno preso in carico le aree verdi, mentre i Municipi a trazione grillina non hanno mosso un passo.

Infine, Roma è ancora senza Regolamento del verde pubblico: l’amministrazione Marino non era riuscita a portarla in approvazione nonostante il lavoro di due anni con associazioni e uffici, ma le bozze in circolazione oggi sembrano un netto passo indietro. Non c’è neppure traccia di un regolamento sulle sponsorizzazioni necessario per far partecipare “sponsor” alla gestione del verde.

L’unico a cui la giunta Raggi ha messo mano è il Regolamento degli orti e giardini approvato per la prima volta nel 2014, e mai attuato da questa amministrazione, motivo per cui tutte le realtà ortiste aspettano da due anni di essere messe in regola, ed ora sono state cambiate loro nuovamente le norme di riferimento.

Alla fine, quindi, la risposta che si può dare alla domanda sullo stato penoso delle aree verdi è molto semplice: perché non ci sono ditte, cooperative e nemmeno giardinieri per fare la manutenzione.

Dopo tre anni non sono ancora stati in grado di istituire la stazione appaltante per il settore del verde in grado di scrivere bandi e capitolati che reggano ai ricorsi al tar, di fare le gare di appalto e di gestire una direzione lavori all’altezza della qualità e della quantità di verde pubblico di una tra le capitali più verdi d’Europa.

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.

  • I diritti delle minoranze riguardano tutti, soprattutto in un periodo così nero. Tornerà il sole, e con esso l'arcobaleno.