Lo svilimento del diritto di sciopero, in un volantino
 /  Diritti & Società / Economia & Lavoro / News / Lo svilimento del diritto di sciopero, in un volantino
Lo svilimento del diritto di sciopero, in un volantino

Lo svilimento del diritto di sciopero, in un volantino

di Emidio Picariello.

Il 10 novembre c’è stato uno sciopero generale e l’11 una manifestazione promossa da Eurostop. Innanzitutto è interessante che USB, l’Unione Sindacale di Base, sia così strettamente alleata a un movimento populista e qualunquista come Eurostop che ha come slogan NO EURO, NO UE, NO NATO. Ma l’altra cosa interessante sono i motivi dello sciopero, come da volantino.

Contro la precarietà.

L’osservatorio sul precariato, nell’ultimo report scrive:

Nei primi otto mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +944.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+704.000) che del

2015 (+805.000).

Calcolato su base annua il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Questo saldo annualizzato – vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli

ultimi dodici mesi – risulta pari a +565.000 (in leggera contrazione rispetto a quello rilevato a luglio: +586.000). Tutte le tipologie contrattuali sono in crescita su base annua: + 17.000 per i

contratti a tempo indeterminato, + 53.000 per i contratti di apprendistato (+53.000), + 45.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, + 449.000 per i contratti a tempo determinato.

Queste tendenze attestano la persistenza di una fase di ripresa occupazionale

https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Allegati/Osservatorio_Precariato-Gen-Ago_2017.pdf

 

I tagli al sociale.

Non si capisce di cosa si parli, la sola riforma del terzo settore prevede uno stanziamento di 190 + 200 milioni, per agevolazioni fiscali e crediti agevolati (fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-08-07/terzo-settore-riforma-42-passi-063520.shtml?uuid=AEvEsm9B). La  spesa sanitaria continuerà a crescere (fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=49812). Si fa fatica anche a rispondere.

 

La privatizzazione di grandi aziende, la dismissione di aziende strategiche.

In realtà, secondo il vicedirettore di Bankitalia, il programma di privatizzazioni è addirituttra troppo prudente (fonte: https://www.milanofinanza.it/news/def-bankitalia-esplicitare-meglio-programmi-privatizzazioni-201704191628021073). Sarebbe interessante capire quali “aziende strategiche” si stanno dismettendo.

 

Rinnovo dei contratti pubblici.

Nonostante ci siano delle critiche, al rinnovo si sta lavorando e sono previsti degli aumenti, oltre ai famosi 80 euro (fonte: https://www.termometropolitico.it/1271008_rinnovo-contratto-statali-cifre-esatte.html).

 

L’incremento di salari, stipendi e pensioni. Rilancio di servizi pubblici gratuiti. Diritto al reddito e all’abitare.

Beh, siamo tutti d’accordo, no? E capisco anche che non spetti al sindacato dire come. Però ci dica perché. Cosa abbiamo fatto per meritare questo incremento? Quali servizi pubblici non sono gratuiti e sono da rilanciare? Il diritto al reddito e all’abitare lo sosteniamo con quali soldi, e quali case? Tutto molto bello, ma scioperare per queste cose è come scioperare contro l’inverno.

 

Messa in sicurezza del territorio.

Il Governo ha già varato il piano “Casa Italia” (fonte: http://www.governo.it/approfondimento/piano-casa-italia/7093) se non va bene, sarebbe interessante capire cosa, non va bene.

 

Il contrasto alla xenofobia e al razzismo.

Bellissimo. Ma uno sciopero? In che modo potrebbe essere utile alla causa?

 

Contro la deriva autoritaria e repressiva del governo.

Di preciso in quale circostanza il Governo è stato autoritario? E che cosa ha represso, di recente? A quali vicende ci si riferisce? Qualcuno è stato picchiato? Giornalisti arrestati? Questo volantino è stato ciclostilato di nascosto? Se la risposta a queste domande è “no”, allora non c’è nessuna deriva autoritaria e repressiva.

 

In difesa del diritto di sciopero.

Ecco, se volete davvero difendere il diritto di sciopero, non organizzate scioperi di venerdì sostenuti da motivazioni pretestuose e infantili.

 

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
Condividi:
Tags:

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked.*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Recent Comments

  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.