Al ragazzo di Acqua di Frogi
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Al ragazzo di Acqua di Frogi

Al ragazzo di Acqua di Frogi

di Cristiana Alicata.

Gaypost ieri mi ha segnalato Questo post relativo ad un video di qualche anno fatto da un ragazzo del PD e degli amici fortemente omofobo. La mia prima reazione è stata di rabbia (soprattutto perché arriva dopo una sfilza di gaffes di pezzi grossi su molti temi su cui il PD non dovrebbe mai sbagliare) e ho desiderato he il ragazzo lasciasse il PD o venisse espulso. Poi ci ho dormito su e soprattutto ho letto le cose che ha scritto quel ragazzo tra cui che si dichiara favorevole al matrimonio egualitario e che lui stesso aveva cancellato quel video perché lo ha considerato sbagliato.

Per fortuna le fobie tra cui omofobia possono passare. Tutti noi (più o meno) siamo stati omofobi. Lo siamo stati perché non ci accettavamo, per paura di esserlo, qualcuno per ignoranza, perché lo storytelling dei modelli era fortissimo quando eravamo piccoli. Perché le favole erano tutte con un maschio e una femmina e non c’era posto per niente altro. Lo siamo stati (uso il plurale maiestatis per comodità, per includerci tutti) con i maschi effeminati, con le trans, con le lesbiche rasate e la faccia incazzata e con quelle troppo femmine che possono nasconderlo tranne in camera da letto. Può capitare di essere stati omofobi e poi di avere capito che era sbagliato e che sì, un video intitolato “Acqua di Frogi” con relativo backstage e confusione tra identità di genere e orientamento sessuale può fare male ai giovani più fragili, a chi sta inseguendo la propria identità e sì, può uccidere. Può isolare. Può fare ammalare e può uccidere.

Caro Fabio Ragni solo tu adesso puoi dirci se non sei omofobo. Noi possiamo dire che il tuo video di tre anni fa era omofobia. Eh sì una bravata come quella è esattamente l’omofobia che può far male. Ma se tu ci dici che hai capito e sarai accanto a noi a combattere l’omofobia (che per me significa essere favorevoli al matrimonio e pensare che due persone omosessuali possono crescere un figlio sano) per me sei il benvenuto nel PD.
P.s. Detesto i linciaggi, ne ho vissuto uno, mi sono dimessa e ho pagato caro tempo fa una frase maldestra che descriveva un fenomeno vero con parole sbagliatissime. Si può sbagliare ma quando si fa politica si deve pagare e ricominciare da capo, abbiamo (dovremmo avere) un dovere in più: quello di essere esempio e guida e di ridare alla politica il senso alto del servizio e non della corsa alla poltrona.

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
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Recent Comments

  • un post molto interessante, io lo scorso week-end ho partecipato alla due giorni di forza europa, con benedetto della vedova. penso che sia giusto continuare nella direzione dell'integrazione europea, questo potrebbe anche aiutare l'occupazione.

  • oTTIMO ARTICOLO MA MANCA SECONDO ME IL PUNTO DI VISTA "MACROECONOMICO": il dibattito sulla riduzione dei cicli scolastici di un anno (che personalmente vedo come sperimentazione e proposta positiva) non va disgiunto dal dibattito sull'incremento dell'accesso dei ragazzi all'universita'. In un sistema-paese in cui il 40%, 45% dei ragazzi va all'universita' (invece dello sconcertante 26% attuale), DIVIENE PIU' PLAUSIBILE che la scuola (superiore o media) duri un anno di meno. In un sistema di questo TIPO, il ciclo universitario triennale ASSOMIGLIA UN PO' PIU' AD un "superliceo" de facto. dopo i 4 anni di SCUOLA SUPERIORE COMINCIA PER QUASI LA META' DEI RAGAZZI la laurea triennale