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L’UE, “potenza civile” globale. Cooperazione allo sviluppo e Aid for Trade (AfT)

L’UE, “potenza civile” globale. Cooperazione allo sviluppo e Aid for Trade (AfT)

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di Eleonora Salluzzi.   Nel difficoltoso tentativo di studiare, comprendere e definire l’Unione Europea (UE), alcuni studiosi le hanno attribuito le caratteristiche di una “potenza civile – civilian power”, che espande la sua influenza nell’arena globale a suon di regole, commercio e cooperazione, non armi. Coerentemente con la sua natura, nella sua dimensione esterna l’Unione

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Di chi è il Mare Nostrum?

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di Federico Di Benedetto. Il Mediterraneo è da sempre un canale di comunicazione che ha messo in contatto i paesi europei, arabi ed africani. Tuttavia, negli ultimi anni, quest’ultimo è diventato uno scenario che ha assunto una connotazione negativa, a causa dell’incapacità delle istituzioni internazionali ed europee, cosi come dei singoli paesi che si affacciano su

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  • però che differenza c'è tra una provincia e una grande città come roma o milano? decentrare gli interventi a livello di circoscrizioni, agli stessi uffici dove si chiede la scia per le ristrutturazioni degli appartamenti? probabilmente non hanno le competenze. non sarebbe meglio avere un ufficio tecnico a livello di plesso tra scuole, con dentro un architetto, un ingegnere civile e un funzionario amministrativo, in grado di fare rilievi e progetti, scegliere le ditte e seguire i lavori? ps: MA è NORMALE CHE IL TESTO SIA CONVERTITO IN MAIUSCOLO?

  • Buongiorno condivido l'analisi e la tesi di fondo ma per espeerienza personale non sono purtroppo così sicuro della riuscita. Uno dei miei figli frequenta il civico liceo linguistico di milano (un polo di eccellenza con il liceo della scala gestito da sempre dal comune di milano) e non ho purtroppo riscontrato quella maggiore agilità e prontezza nel recepire bisogni e stimoli anche da parte di alunni e genitori (c'è una agguerrita e proattiva associazione genitori che propone e promuove iniziative di caria natura e interagisce attivamente con l'istituto). Io credo molto più semplicemente che sia la testa (intesa non solo come competenze specifiche ma anche i tanto citati soft skill) di presidi ed insegnanti che debba essere portata verso obiettivi diversi anche attraverso un riconoscimento maggiore del loro ruolo o percezione sociale a tutti gli effetti (alzi la mano chi non considera i professori dei propri figli con paternalistica condiscendenza o peggio). insomma se riteniaMo che la scuola non debba solo riversare competenze sugli studenti dobbiamo riconoscere nel concreto il ruolo e la responsabilità di educatori agli insegnanti e dargli mezzi e obiettivi in linea.