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Così l’Unione Europea lotta contro la povertà nel mondo

Così l’Unione Europea lotta contro la povertà nel mondo

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di Francesco Foglia. La politica di sviluppo dell’Unione Europea mira a promuovere lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo con l’obiettivo primario di sradicare la povertà. Insieme alla politica estera, di sicurezza e commerciale, rappresenta una pietra angolare delle relazioni dell’Unione con il resto del mondo. L’Unione Europea rappresenta il principale donatore di

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Commercio, sviluppo, sicurezza. Il ruolo dell’ UE nell’ Africa sub-sahariana

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di Roberto Isibor. L’Africa rappresenta per l’UE qualcosa di più di un semplice partner commerciale: essa è un vicino prossimo la cui pace, sicurezza e sviluppo sostenibile risultano di fondamentale e diretto interesse per il Vecchio Continente. Non a caso l’Unione Europea, che ha visto la luce contemporaneamente al problema dello sviluppo del Terzo Mondo,

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Prima di Brexit. L’uscita della Groenlandia dalla Comunità Europea (e alcune lezioni)

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di Alessandro Venieri. Uno dei temi più caldi di questo autunno 2017 continua ad essere la trattativa in corso tra Regno Unito e Unione Europea riguardante la fuoriuscita del primo dalla seconda. Mentre il gabinetto May perde sempre più in credibilità e in coesione, soprattutto in seguito alla tutt’altro che irresistibile vittoria alle ultime elezioni

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  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.