|
|
di Giuseppe Gallo La XXI edizione della Fiera del Libro di Torino ha riportato l'attenzione, suo malgrado, su una delle grandi questioni irrisolte della politica estera, ignorata in blocco da entrambi i fronti durante la campagna elettorale del 13-14 aprile. D'altra parte, non bisogna stupirsi troppo delle polemiche suscitate. È vero che oltrepassano i confini editoriali in cui la Fiera torinese si è rigorosamente mantenuta, a differenza di quella di Parigi che traeva forza dal contatto diretto che Sarkozy ebbe con il presidente israeliano Shimon Peres. Ma non è la prima volta che i libri scatenano un dibattito di tale portata, extraletteraria. In tempi recenti, in Francia, era già capitato con Michel Houellebecq e negli anni Settanta, in Italia, con Elsa Morante, per tacere delle reazioni seguite agli infuocati quanto intolleranti pamphlet dell'ultima Fallaci.
Continua a leggere"Israele, Palestina e la Politica Estera del PD" »
Conversazione fra Francesco Costa e Emidio Picariello sulla vicenda Calderoli-Gheddafi:  Francesco: "Guardavo alla recente polemica Calderoli - Gheddafi, e devo dire che
ho riscontrato una cosa abbastanza spiacevole, anche in persone che stanno dalla
nostra parte, anche in amici più che stimati: abbiamo una certa timidezza nei
confronti dei dittatori, nonché una compiacenza da "fine che giustifica i mezzi"
che spinge alla benevolenza verso chiunque metta i bastoni tra le ruote ai
nostri avversari politici, fosse anche il più feroce dei terroristi. Non
possiamo star lì a strizzarci l'occhio, a chiederci sghignazzando se dobbiamo
per forza sceglierne uno dei due. Di questo passo finiamo per precipitare
nell'ennesimo né né - "né con Calderoli né con Gheddafi" - come se i due fossero
la stessa cosa, e non lo sono."
Emidio: "Perché non posso essere d'accordo né con Calderoli né con Gheddafi? Che
male c'è? A te dà fastidio vedere in difficoltà i tuoi avversari politici? A me
degli avversari politici non importa. Secondo me Calderoli, per quello che ha
fatto NON DEVE rappresentarci al governo. Nel merito di questa questione ha
ragione Gheddafi. E sì, Gheddafi è peggio di Calderoli. E no, dei miei avversari
non mi importa. Resta sul pezzo: Gheddafi ha ragione o torto? E non mi
rispondere che non è autorizzato ad interferire. Troppo spesso ci concentriamo
sulla forma, sul fatto che è un'indebita interferenza, e non sulla sostanza."
Continua a leggere"Differenze e indifferenze" »
Due millini ci dicono la loro - in forma stringata e poco seriosa - sulla composizione del nuovo governo: e voi come inviereste il vostro telegramma? Come compilereste la vostra schedina?
Continua a leggere"Lampo-governo" »
di Paolo Borrello  La liberalizzazione dei servizi pubblici è stata oggetto di attenzione da parte del governo Prodi grazie soprattutto ai provvedimenti proposti dal ministro Bersani. I risultati non sono stati eclatanti ma qualcosa si è fatto.
Diversa la situazione per quanto riguarda i servizi pubblici locali. Il disegno di legge del ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Linda Lanzillottasi è "arenato" in parlamento per l'opposizione diRifondazione comunista ma anche di molti Sindaci sostenuti da maggioranze sia di centro sinistra che di centrodestra, come testimonia ad esempio la stessa
posizione assunta dall'ANCI.
E tale situazione non può che essere valutata negativamente perché se si fosse proceduto ad una estesa liberalizzazione dei servizi pubblici locali i benefici sarebbero stati
evidenti, si intende per i cittadini, non certo per le corporazioni che si
annidano anche nella gestione di quei servizi.
Quali i benefici principali?
Continua a leggere"Le liberalizzazioni promesse e mai fatte: i Servizi Pubblici Locali" »
La nostra Cristiana Alicata scrive una lettera molto bella al neo-sindaco di Roma, in cui si parla di gay pride, di famiglia e di normalità: la trovate sulla home di Repubblica. Un invito ancora: leggetela davvero.
di Giuseppe A. Veltri  Le parole 'merito' e 'meritocrazia' sono state tra le più utilizzate al recente campagna elettorale. Sono state utilizzate per indicare uno dei punti cardine del futuro partito democratico e come una necessita' ineludibile per una nazione moderna che sappia utilizzare i propri talenti e le proprie risorse umane. Personalmente, non potrei essere maggiormente d'accordo, se considerate che questa e' stata una delle ragioni della mia fuga dall'Italia. Ma la questione del merito e della meritocrazia troppo spesso viene affrontata con una pericolosa superficialità. Partiamo ad esempio dalla considerazione che per meritocrazia solitamente si intende un metodo di selezione dove viene premiato il più meritevole e la selezione non avviene in base a caratteristiche completamente indipendenti da quello che le persone hanno fatto: come razza, sesso, essere nato da parenti poveri, ecc. Queste differenze non dovrebbero pesare nella scelta di un individuo che dovrebbe essere selezionato in base alle sue capacita'.
Continua a leggere"Meritocrazia?" »
Dopo le primarie di ieri notte ce lo spiegano i nostri Francesco Costa e Giovanni Fontana.
 Vuoi vedere che alla fine non era poi cosi' sbagliato far sentire la propria voce sul Tibet? Allora se qualcosa si muove vuol dire che i cinesi hanno capito: il fastidio dell'opinione pubblica
europea non voleva essere in nessun modo una critica verso il loro popolo e la loro cultura ma solo verso una determinata scelta politica.
di Aldo De Rossi  Per ottocento anni, Genova e' stata per secoli la più grande città marittima d'Europa, Genova e' stata una repubblica indipendente, prospera, fiera. La sua potenza era tale che la città veniva definita "la Superba". Ma dov'e' oggi la traccia di tale superbia? Oggi Genova e' ridotta in cenere, e' vecchia, fragile, isterica, spaventata da ogni cambiamento, incapace di proiettarsi verso il futuro, schiacciata fra la rabbia dei suoi camalli precari, fra un'amministrazione portuale corrotta, e fra i famelici appetiti delle lobbies politiche che ormai si scannano per le carcasse di ciò che e' rimasto di Genova, e in questa immobile confusione, l'unica organizzazione che ne beneficia e' la criminalità organizzata. Il fulcro della grandezza di Genova e' sempre stato il suo porto. Fino a che Genova ha mantenuto un porto attivo e vigoroso, fino a che e' stata lasciata libera di commerciare, i Genovesi sono stati in grado di mantenere un primato commerciale, nonostante il periodico avvicendamento di potenti stati nazionali. In tali avvicendamenti, Genova non solo riusciva a mantenere il suo primato di potenza marittima e commerciale, ma grazie alla sua politica di neutralità', approfittava delle guerre fra le grandi nazioni Europee accrescendo il suo potere. Fino alla fine del settecento Genova era l'equivalente di quello che oggi sono il miglio d'oro di Londra, la Svizzera, e il porto di Rotterdam. Genova era tutte queste cose in una.
Continua a leggere"Le Citta' Italiane tra Decadenza e Speranza: Genova" »
di Elvira Santaniello  Su Il Roma del 22/04/08 è stato pubblicato un articolo dal titolo emblematico: "Nasce la Conferenza permanente dell'associazionismo. Pomicino: riqualifichiamo la classe dirigente".
Si tratta praticamente di un network di associazioni, il COPAC (Conferenza permanente associazionismo campano), che, nei prossimi mesi, attraverso varie iniziative si propone di concorrere a riqualificare gran parte della classe dirigente locale e regionale e contribuire a risolvere alcuni fra i più gravi problemi di Napoli e della Campania.
Wow, che bella idea, mi sono detta: ci voleva proprio un altro organismo succhia fondi europei per la formazione! Come se quelli che ci sono già non bastassero!
Ma l'aspetto più interessante di questa notizia è che questi scienziatoni che si presentano come promotori di una nuova cultura, questi maestri nuovi sul modello di Seneca con Nerone, (trattasi, tra gli altri, di Salvatore Lauro, ex senatore di Forza Italia e presidente di "Roma-Neapolis"; Giuseppe Gargani, deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista di Forza Italia e presidente del Centro studi "Leonardo Da Vinci"; Ermanno Corsi, fino al 2007 presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania e presidente del Centro Studi "Nicola Amore"; Paolo Cirino Pomicino, democristiano della vecchia guardia, membro del gruppo dei 24 parlamentari italiani che hanno ricevuto condanne penali in via definitiva e presidente di "Campania Futuro") hanno affermato che la causa delle maggiori problematiche della Regione Campania è da individuare nel fallimento delle due giunte, comunale e regionale e, proprio per colmare, con una progettualità condivisa, il vuoto di contenuti che caratterizza l'azione di governo locale e rilanciare il confronto per la crescita sociale e civile, hanno dato vita questo nuovo organismo.
Continua a leggere"Vesuvio, Convegni e Monnezza" »
di Gabriele
Boccaccini
Nel suo discorso di insediamento alla Camera, l'on. Gianfranco Fini ha fatto
alcuni importanti riferimenti a temi religiosi, i quali dimostrano da un lato
l'attenzione della Destra a queste problematiche, dall'altro come
l'ascesa e il radicamento popolare della Destra (in Europa e negli Stati
Uniti) sia anche in larga misura determinata dal suo essersi posta in sintonia
con il contemporaneo fenomeno di rinascita delle religioni nel mondo
globalizzato. La Sinistra che si era fondata su previsioni (errate) di
un'evoluzione in senso diametralmente opposto e in Italia aveva scommesso
sull'affermazione del modello conciliare all'interno della Chiesa
cattolica (sintomatico a questo proposito è ricordare oggi la citazione a don
Milani contenuta nel discorso di insediamento dell'on. Bertinotti), ne è
uscita perdente e priva di una strategia vincente. Ad essere sonoramente
sconfitto è stato il modello laicista francese, ancora troppo caro a tanta
parte della Sinistra italiana, per cui la religione è vista come un fatto
privato che non deve trovare espressione alcuna all'interno dello Stato
(e della scuola). Tale modello è entrato in crisi proprio di fronte
all'emergere di un più accentuato pluralismo etnico e religioso in Italia,
all'entrata quindi dell'Italia nel mondo globalizzato.
L'applicazione del modello laicista francese avrebbe richiesto una ancora
più completa cancellazione del riferimento a qualsiasi espressione religiosa
all'interno della scuola e delle istituzioni pubbliche.
Continua a leggere"L'identità cristiana dell'Italia; ovvero, Come non lasciare alla Destra anche il monopolio della religione." »
di Francesco Costa Uno dei motivi per cui abbiamo sostenuto Walter Veltroni alle primarie del 14 ottobre era il suo obiettivo di fare dell'Italia un paese normale
- quindi un paese in cui la flessibilità sia una cosa positiva e non un
dramma, in cui la criminalità organizzata non sia qualcosa con cui
convivere, in cui in politica estera si stia dalla parte delle
democrazie e non dalla parte delle dittature, eccetera - e di farlo
tramite un partito normale, un partito che sceglie gli
alleati sulla base del programma e non viceversa, che tenta di farsi
potenziale portavoce delle istanze di tutti i cittadini e non solo di
una determinata categoria, che ha un leader eletto democraticamente che
rende periodicamente conto alla sua base dei risultati raggiunti dal
partito.
Continua a leggere"Il grande salto" »
di Alessandro Tavano  Il voto di rigetto per Rutelli a Roma conclude la prima campagna
elettorale del PD, un partito appena nato.
Una prospettiva a volo d'uccello mostra un'Italia blu.
Anche un po' blue (triste).
C'è parecchia discussione in giro. Non dico su Walter,
perché, come ha suggerito Cacciari, chi pensa di imputare a
Walter la sconfitta di Rutelli semplicemente non ragiona.
C'è discussione su di noi, che siamo il futuro del PD.
C'è poca autocritica, ma d'altronde questa è
una caratteristica molto italiana, anche se si vive all'estero.
C'è e ci sarà interesse per noi.
Continua a leggere"Ritorno al futuro" »
di Emidio Picariello
 Qualcuno dice che sono paranoico. A sostegno di questa teoria, i miei
detrattori, dicono che arrivo troppo presto alla stazione, quando devo
prendere un treno, o all'aeroporto, se devo prendere l'aereo. Dicono
che sono paranoico perché mi piace che la cena sia pronta per tempo
quando ho ospiti, perché arrivo puntuale, se posso, agli appuntamenti.
Loro dicono che sono paranoico, io dico che sono responsabile.
Continua a leggere"Cambio" »
da Pennarossa
Più che ai tempi supplementari, il ballottaggio romano mi ha fatto subito pensare ad uno "spareggio salvezza".
Dopo la batosta alle politiche, non perdere a Roma significava salvare almeno il campionato, porre un argine - neanche tanto simbolico - alla straordinaria avanzata di Berlusconi & C.
L'esito finale con Alemanno sindaco ha il sapore di un tracollo, di una disfatta che porterà inevitabilmente ad una stagione di lotte cruente, sia all'interno del neonato PD, sia tra il nuovo partito e la Sinistra Arcobaleno, uscita umiliata dalle elezioni politiche e con il dente avvelenato nei confronti del mancato alleato.
Continua a leggere"LEZIONI DI ... TEDESCO" »
di Marco Simoni
Abbiamo perso le elezioni. Una parte crescente del centrosinistra, compresi dirigenti e militanti, crede che sia saggio prender atto del fatto che l'unità d'Italia sia fallita, e attrezzarci di conseguenza dividendo il partito in tronconi territoriali, evidentemente perchè il successo della Lega (8%) è più importante di quello di Berlusconi (39%). Nel frattempo, altri strateghi spiegano che le elezioni le vinceremo facendo un grande accordo con l'Udc che, ancora una volta, sposterà verso posizioni filo vaticane i dirigenti e gli eletti, senza che gli elettori che non votano a destra possano aumentare. Altri, per fuggire la depressione, si concentrano sulla vita privata, gite, scampagnate, vino e cose di cui non si parla in società. Nel frattempo a sinistra della sinistra della sinistra si riscopre una grande voglia di comunismo, chiaramente fedele al primo, implicito insegnamento di Marx: studia la società, asino, e poi ne riparliamo. Altri ancora si tirano su il morale, ascoltano un po` di musica, e cercano di pensare come potesse andar peggio, ma rimangono, come Altan, senza risposte. E noi Mille? Noi siamo ottimisti e un po' secchioni, ci divertiamo ma anche ci attrezziamo. Ci aspettano cinque anni di cose difficili da digerire, soprattutto le interviste a Calderoli piene di cose sensate, che forse gli hanno fatto fare un corso accelerato di convivenza civile. Dovremo anche essere contenti se il governo farà cose buone, che tanto le porcate le hanno fatte nei cinque anni del Berlusconi II. E nel frattempo continueremo a fare politica, a spiegare a cosa somiglia l'Italia che abbiamo in mente, quali sono le cose che ci piace leggere, e magari ascoltare e vedere.
Continua a leggere"Resistere e cambiare" »
(ovvero: vita da prof. seconda puntata)
di Lorella Camporesi

Passata la tornata elettorale, avendo uno schieramento ottenuto una netta vittoria, il premier designato (o “in pectore”, come amano dire, sbagliando, alcuni giornalisti televisivi) si appresta a comporre la sua squadra di governo (osservazione en passant: è proprio necessario abusare di queste immagini calcistiche?).
Allora, io ascolto i telegiornali, leggo gli articoli di politica, cerco di capire in quali mani sarà posto il mio destino di povera insegnante, ma, parafrasando una vecchia simpatica pubblicità, mi viene da dire…e la scuola non c’è più!
Bossi vicepremier, Maroni alle riforme, no, forse viceversa; e Formigoni, a Roma o a Montecitorio? E Calderoli, dove lo mettiamo? E poi Schifani, non si merita una poltrona importante? Ma in tutto questo balletto, il ministero della (pubblica) istruzione esiste ancora, o sarà uno di quelli eliminati, scorporati o incorporati?
Continua a leggere"… E la scuola non c’è più!" »
per Speakers' Corner
di Raoul Minetti

ll Partito Democratico si troverà nei prossimi mesi di fronte a una scelta importante: cosa “diventare da adulto”, un grande partito “liberista solidale” nel solco dell’esperienza del Labour Britannico, dei Democratici Americani e del Psoe Spagnolo; o invece evolvere verso un partito “socialista o socialdemocratico” nel solco della classica socialdemocrazia Europea come rappresentata dalla Spd Tedesca, dai partiti Socialisti Nordici (ad esempio, quello Svedese) e, in parte, dal Socialismo Francese. Sgombro subito il campo da dubbi: qualora non fosse chiaro dal titolo, chi scrive è a favore di quello che per l’appunto chiamerò il modello del “liberismo solidale”.
Continua a leggere"Per un "Liberismo Solidale"" »
di Francesco Costa
A me questa storia dell'election day - l'accorpamento di elezioni diverse in un solo giorno per risparmiare quattrini - non ha mai convinto. E' una cosa per cui vedo molti argomenti contro - rende le operazioni di voto e di spoglio tortuose e complicate aumentando il rischio di errori da parte degli elettori e degli scrutatori, sovrappone temi nazionali e temi locali, crea imprevedibili effetti-traino - e un solo argomento a favore, quello del risparmio di una manciata di milioni di euro.
Continua a leggere"I Ballottanti" »
Dopo averci a lungo pensato, Francesco Costa, noto ai più per essere lo spin doctor di Ivan, ha scritto la sua analisi. Eccola.
|
|
Commenti recenti
gIANCARL: Differenze e indiffe
Enzo Lo: L'identità cristiana
Filippo : Differenze e indiffe
Filippo : Differenze e indiffe
Filippo : Differenze e indiffe
Giuseppe: Lampo-governo
admin: Differenze e indiffe
Giovanni: Differenze e indiffe
raoul: Le liberalizzazioni