L’Italia, lo sappiamo, è un posto un po’ conservatore e un po’ anomalo e molti connazionali hanno posizioni originali su alcuni concetti. Ad esempio in ambito di università e ricerca scientifica. Prendiamo il caso del valore legale della laurea. Molti pensano che il pezzo di carta con “sigillo statale” sia garanzia per chi ha ottenuto il riconoscimento. In realtà, il valore legale equipara una laurea conquistata con fatica in un’università buona e selettiva a quella regalata in una scadente e generosa. Così facendo, non si premiano i piu meritevoli, non si incentivano le università a migliorarsi e non si motivano gli studenti ad iscriversi negli atenei più formativi. Il risultato finale è che si peggiora la qualità complessiva del sistema. Nel mercato del lavoro, al contrario, si dovrebbe sempre tenere in massima considerazione la qualità dell’università
dove il candidato ha conseguito la laurea, oltre che il punteggio finale e la media dei voti. (more…)
Il sette settembre uscirà “In nessun paese”, il nuovo libro di Ivan Scalfarotto. Così Ivan lo presenta sul suo blog.
Tra una settimana sarà in libreria il mio nuovo libro. L’ho scritto insieme a Sandro Mangiaterra per le edizioni Piemme: si chiamerà “In nessun paese – Perché sui diritti dell’amore l’Italia è fuori dal mondo” e parlerà delle tante persone e delle tante famiglie che il nostro paese ha deciso di lasciare nella terra di nessuno.
L’amore non è un argomento marginale. L’amore è l’elemento intorno al quale si costruiscono la nostra identità, il nostro progetto di vita, la nostra socialità, i nostri giorni. Non poter determinare se stessi in autonomia e libertà costituisce una limitazione insopportabile dei diritti della persona. L’Italia è l’unico paese tra i grandi paesi democratici (e non solo) che non ha ancora legiferato su una serie infinita di temi che hanno a che fare con l’amore: le coppie di fatto, quelle omosessuali, l’omofobia e la transfobia, l’omogenitorialità, l’adozione ai single. (more…)
Ogni volta che leggo Walter Veltroni non posso fare a meno di essere d’accordo con lui. Mi piace moltissimo il suo modo di raccontare. Mi convince appieno la sua indubbia capacità di mettere le cose da fare dentro una cornice coerente, cosicché invece di dare l’impressione di zompettare casualmente qua e là tra mille questioni sembra in effetti uno che sta lavorando a un progetto dotato di una sua propria visione. Mi conquista ogni volta il suo modo di parlare così “inspirational”, così capace di motivare le persone e di metterle insieme sulla base di valori condivisi. E così anche ieri leggendo la sua lettera agli italiani (e quindi anche a me), alla fine della lettura mi sono detto ancora una volta: “E bravo Walter!” (more…)
Riceviamo e pubblichiamo la lettera-appello di un giovane disoccupato. Pensiamo sia emblematica di tante difficili realta’ di giovani disoccupati
In merito all’articolo pubblicato su La Stampa dell’8 agosto u.s. dal titolo “L’azienda che non trova gli ingegneri”, mi trovo a segnalare quanto segue, premettendo che, in base alla mia esperienza, quello che leggerete si riferisce ormai purtroppo all’intera realtà lavorativa italiana e la SPEA, non me ne voglia, è solo uno spunto per una mia riflessione: sono un trentaquattrenne, plurilaureato e con diversi anni di esperienza professionale alle spalle, tra cui anche un periodo all’estero piuttosto consistente, in ambito militare prima e civile poi.
A causa di questa maledetta crisi, per una serie di congiunture sfavorevoli, sono rimasto senza lavoro dal 2009. Ormai ho sviluppato una certa familiarità nel rispondere ad annunci di ricerca, presentarmi a colloqui, trattare con head hunters, risorse umane e agenzie di lavoro e nel propormi spontaneamente alle aziende. (more…)
(Paviglione Italiano, 13 Giugno 2010, Shangai, foto: expo2010italy)
Sono a Shanghai per una conferenza e ieri ho avuto l’opportunita’ di visitare l’Expo Universale di Shanghai 2010. L’Expo Universale è una grande fiera ma soprattuto una grande vetrina per il mondo. I paesi mostrano i propri simboli, le proprie ricchezze, umane e materiali. Il tutto ha una finalità anche economica e commerciale (sono previsti più di 70 milioni di visitatori a Shanghai 2010, quindi un enorme serbatoio di potenziali visitatori, uomini di affari, turisti); ma probabilmente è soprattuto l’aspetto simbolico che conta, l’immagine che tramite le sale del proprio padiglione un paese riesce a dare a visitatori curiosi di tutto il mondo. (more…)
Di fronte alla possibilitá che la maggiornaza parlamentare si sgretoli la posizione del PdL è chiara e non priva di logica. Il capogruppo alla Camera dichiara oggi «Siamo in un sistema bipolare, facciamo le elezioni indicando il nome del premier e nessun capo dello Stato pensa poi di proporre un nome diverso da quello uscito dalle urne. Ci sono da rispettare le prerogative del presidente della Repubblica, ma noi rimaniamo fermi su un punto: non è ipotizzabile che la maggioranza indicata dal popolo venga ridotta a minoranza in seguito allo spostamento di uno spezzone della coalizione. Niente esecutivi di transizione».
Sono sicuro che a parti invertite (con un esecutivo di centrosinistra traballante e Berlusconi Presidente della Repubblica) anche da sinistra si invocherebbe la suprema sovranitá popolare. Alcuni urlerebbero “Il presidente eletto dalle urne non sia cambiato da manovre di palazzo! Il presidente della repubblica rispetti il verdetto del popolo!”. In effetti questi slogan suonano bene anche in salsa rosa. Il messaggio, è semplice, chiaro, facilissimo da difendere in qualsiasi dibattito televisivo, con un enorme potere persuasivo e, naturalmente, è profondamente sbagliato.
Dire “sono gay” non è uguale a dire “mi piace farlo nella posizione 69 oppure a missionario”. Non è più accettabile questa confusione che fa credere alla gente che se uno non fa mistero della sua omosessualità è perché vuole esibire il suo rapporto col sesso e scioccare la gente. Nessuno di noi crederebbe che un uomo che ci presenta sua moglie stia alludendo alla loro vita sessuale. Questo vuol dire che tutti quelli che si dichiarano tolleranti nei confronti degli omosessuali “purché vivano questa scelta in privato, com’è giusto che sia” dovrebbero prendere atto di avere una posizione inaccettabile in un paese civile e democratico. Se siamo d’accordo con il principio che la legge è uguale per tutti, sarebbe come chiedere a tutti i cittadini di non fare parola con nessuno riguardo alla propria situazione familiare. Nessuno potrebbe più dire “mio marito” “mia moglie” o prendersi per mano o baciarsi per la strada. (more…)
Ha certamente ragione Ilvo Diamanti a segnalare che il PD fa male ad avere paura delle elezioni. Direi di più, è davvero triste aver paura delle elezioni proprio mentre la destra si sgretola e Berlusconi è comunque al crepuscolo – che questo crepuscolo possa durare magari 10 anni, trascinando anche l’Italia al suo eterno declino, è un’altra storia…
Però ha ragione anche Paolo Flores D’Arcais a chiedere perfino a Vendola e Di Pietro di lavorare per l’idea di un governo istituzionale e tecnico con i due obiettivi minimi di ripristinare la libertà di informazione televisiva e di fare una legge elettorale almeno un po’ meno porcata di questa. Con l’ottima anche se scivolosa argomentazione che, in caso contrario, queste non sarebbero elezioni libere. (che poi Di Pietro gli risponda picche e approfitti per insultare il PD, mentre Vendola dica che il PD è risorsa essenziale, è un’altra storia, che dimostra solo la diversa caratura dei due…). (more…)
Nel PD sento circolare, in questi giorni, la domanda sbagliata: Berlusconi è giunto alla sua fine politica? Come al solito il problema sta più nella domanda che non nella risposta. Qualunque sia la risposta, è una notizia che non mi interessa e non mi appassiona. La domanda giusta sarebbe, in questo caso, che cosa succede al nostro Paese dopo la fine di Berlusconi, se quel momento è arrivato?
Ecco intanto un’altra domanda sbagliata: chi sarà il prossimo leader del centro-sinistra? Questo è l’errore che costringe il PD a stare all’opposizione: voler battere l’avversario sul suo terreno migliore, la leadership. E’ una strategia perdente e – per sovrammercato – non è neanche quella giusta. Se è vero che le persone vogliono questo, vogliono dei leader da seguire, è anche vero che la responsabilità politica di una classe dirigente è dirigere, appunto, non seguire.
Eccoci quindi alla domanda giusta: quale visione di Paese propone il Partito Democratico? Ora, ipotizzando che davvero si vada a votare a fine marzo 2011, si può trascorrere questo tempo in due modi, nella parte sinistra del Paese: discutendo del fatto che Vendola sia il leader giusto per il Centrosinistra o meno, oppure proponendo una visione di Italia che si lascia alle spalle la prima e la seconda Repubblica. (more…)
Mentre in questi giorni siamo in tanti a trastullarci con la fantapolitica, quella con la p minuscola dove si discetta di possibili scenari di assetti governativi, di date di elezioni, di coalizioni e di candidati premier, la cosa triste è che in pochi, tra quelli che dovrebbero farlo di mestiere, si ricordano della Politica, con la P maiuscola.
Se infatti in pochi anni gli assetti partitici sono cambiati enormemente, e cambiano con una velocità incredibile, altre due cose non cambiano mai: le facce che determinano questi assetti e, cosa ancor peggiore, la struttura antiquata della società italiana. Non cambiano i problemi dell’accesso ad un lavoro dignitoso, il superamento dell’assistenzialismo familiare che, inopportunamente e ingiustamente, supplisce ad un sistema di aiuto di giovani, anziani e malati, dei tanti blocchi corporativi pigri e conservatori che tanto dicono ma poco fanno. E la lista potrebbe essere molto lunga. (more…)
Questo è il sito di quelli che sul Partito Democratico hanno due opinioni in conflitto. La prima è che possa diventare un rivoluzionario meccanismo di cambiamento e rinnovamento della politica e della società italiane, avvilite da anni di pigrizie, egoismi e scarsa lungimiranza. La seconda è che rischi già di diventare invece ciò da cui si dovrebbe emancipare: la riproduzione di un sistema di autoconservazione di un establishment che ha avuto dei meriti e delle intelligenze, ma che ha smesso di trarne frutto da un pezzo. Questo è il sito di quelli che non si sono ancora rassegnati a far prevalere la seconda opinione. [...]
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