Eccovi la terza ed ultima parte della "Milano che fu" raccontato da Luigi Barzini:
"Poi arrivo' il fascismo. e nessuno seppe cosa pensare. Molti milanesi indossarono la camicia nera per convinzione, conformismo o senso di disciplina e gridavano gli slogan fascisti. I nobili, i cotonieri, gli industriali, i radicali, i sindacalisti, i Cattolici, i socialisti, i paesano, i poveri - tutti trovarono una risposta nel fascismo, il quale sembrava adeguarsi ad esigenze diverse e sembrava soddisfarle tutte. Nella confusione di quei vent'anni tra le due guerre, tra un discorso del Duce ed un altro, tra una battaglia e l'altra per aumentare la produzione del grano o per aumentare il tasso di natalita', le vecchie divisioni in classi continuarono e i vecchi processi sociali continuarono, ma senza che nessun gruppo sociale potesse portare il proprio nome, leggere il proprio giornale di riferimento o essere chiaramente consapevole di cosa fosse e cosa provasse a fare. L'idea fascista di autarchia aveva incoraggiato le industrie della periferia di Milano, ma aveva anche incoraggiato la passivita' della gente di Milano davanti all'arroganza delle decisioni che venivano dal regime a Roma. Questo voleva dire che la classe dirigente milanese, che un tempo era stata gelosa della propria autonomia, si adatto' (o cerco' di adattarsi) alla burocrazia di Roma e inizio' ad abituarsi a prendere treni notturni per vedere i ministri nella capitale e a chiedere favori per la risoluzione dei loro problemi, cosa che in passato riuscivano a risolvere fieramente da soli."
Proseguo il ritratto della citta' pre "Milano da bere" raccontato da Luigi Barzini (la prima parte potete trovarla qui):
"All'inizio del secolo Milano sembrava ancora quello che era, una vecchia citta' Europea, una citta' fatta di piccoli industriali, mercanti, artigiani e finanzieri. Vecchie case, vecchie strade, vecchi archi e chiese antiche; le ville erano circondate da vecchi giardini e da centinaia di giardini segreti nel mezzo della citta; il fiorire di hotels che aveva conosciuto Stendhal;, la Scala, i ristoranti che risplendevano di ottoni e di velluti rossi (uno di essi portava il nome di un cuoco Egiziano al seguito di Napoleone nel viaggio di ritorno da Alessandria verso Milano); la gentile onesta' di persone bene educate; lo spirito pieno di risorse e piacevole delle classi operaie; buon cibo; cavalli ben curati; carrozze leggere; case ospitali; tutto indicava che Milano era una citta' commerciale, ma anche una citta' ricca, acculturata e civile. Le fabbriche fumose erano in periferia; le grandi strade simili a quelle di Berlino o dell'America non erano molte. Uomini d'affari affamati di successo vivevano in case nuove, in nuovi distretti separati, senza essere notati, e l'odio sociale correva come in un fiume sotterraneo per sprigionarsi in superficie nei momenti di crisi, quando i lavoratori scioperavano.
Ci si interroga spesso sul futuro di Milano e qualche volta capita di scordare il suo passato. Propongo un ritratto della citta' pre "Milano da bere" raccontato da Luigi Barzini.
"All'inizio del novecento Milano era una citta' occupata, dignitosa, pratica e ancora bella. C'erano poche strade davvero moderne. Erano strade costruite per ostentare la nuova prosperita' generata dalle industrie che ricordavano un po' la Berlino guglielmina o le avenidas dell'America Latina. Ma la maggior parte della citta' rimaneva antica. Molti edifici, tra cui La Scala avevano uno stile neo-classico settecentesco, uno stile amato da Maria Teresa d'Austria, da Napoleone, Eugène de Beauharnais e dal'Arciduca Ranieri. Guerre e rivoluzioni, gli Austriaci, i Francesi e poi ancora gli Austriaci si erano susseguiti l'uno con l'altro senza alcun particolare cambiamento nel gusto architettonico. Qua e la sorgeva ancora orgoglioso qualche palazzo rococo che apparteneva all'aristocrazia, famose chiese antiche, nascoste fra piccole strade che risalivano al Rinascimento o al Medio Evo, e che portavano il nome delle Corporazioni di quell'epoca. La cerchia interna della citta' aveva ancora il proprio naviglio navigabile, sopra il quale apparivano vecchi giardini che lasciavano cadere romanticamente le foglie dagli alberi sull'acqua verde dei canali.
Segnatevi il 27 marzo.
Nell'ambito del progetto LoVe
l'insolito viaggio da Torino a Trieste (il tracciato della autostrada A4) in programma dal 27 al 29 marzo a bordo di un pulmino, l'equipaggio formato da Giuseppe Civati, Marta Meo e Giovanni Damiani approderà a Lissone, unica tappa brianzola del tour.
Alle ore 21,00 presso la sala polifunzionale della Biblioteca Civica in p.zza IV Novembre, ci sarà l'incontro con la cittadinanza.
Sarà un'occasione unica di confronto e dibattito sulla questione settentrionale e sulle proposte del Pd per il Nord e per la Lombardia.
Quale città meglio di Lissone può rappresentare il disagio delle piccole imprese, gli artigiani, i commercianti e i professionisti che vivono sulla loro pelle la mancanza di risposte concrete da parte del mondo politico?
Questa è la sfida politica del PD per il Nord: l'impresa di parlare alle imprese.
Giovedi sera alle 21, invece della solita minestra, potete venire a sentire cosa ha da suggerire il portavoce dei Mille (insieme ad altri relatori) per “Liberare la crescita” dell’Italia (in fondo a questo link i dettagli). A Milano a palazzo Turati (bisogna pre-iscriversi).
Il pullman verde di Walter arriverà a Monza sabato pomeriggio e molti
di noi si apprestano a raggiungerlo da ogni angolo della Brianza.
E, dato che noi democratici abbiamo a cuore l'ambiente e ci
apprestiamo a costruire già ora quel paese avanzato e moderno in cui
vorremmo vivere, abbiamo deciso di lasciare a casa i nostri suv e di
cominciare a circolare su immaginarie piste ciclabili che, da ciascuno
dei nostri Circoli, convergano alla Villa Reale.
Da Lissone, ad esempio, si parte alle 14.00.
Giovedì 13 marzo, a Lissone, la Brianza parla di uno dei temi a lei più caro, il lavoro: l'appuntamento è alle ore 21, Palazzo Terragni, p.za della Libertà, Lissone.
Interverranno Alessia Mosca (Responsabile Lavoro dell'esecutivo nazionale del Partito Democratico e candidata alla Camera dei Deputati alla circoscrizione Lombardia 1), Enrico Brambillla (Coordinatore Provinciale del Partito Democratico e candidato al Senato della Repubblica per la Lombardia) e Onorio Rosati (Segretario della Camera del Lavoro di Milano). Parteciperà all'incontro anche il Vicepresidente dei Giovani Imprenditori Confindustria di Monza e Brianza.
Lunedì 17 marzo invece, a Vimercate, alle ore 21 si parla di "Innovazione, sviluppo, lavoro per il vimercatese, per la Brianza, per il Paese". L'appuntamento è a Villa Giussi, via Mazzini 4, Vimercate. L'incontro consisterà in un botta e risposta con il Ministro Paolo Gentiloni sui temi del nuovo distretto tecnologico, del superamento del divario digitale, dello sviluppo della banda larga e delle tecnologie come occasione di crescita, sviluppo, occupazione. Con lui si confronterà Luigi Vimercati, sottosegretario alle comunicazioni, candidato del PD al Senato. Saranno presenti anche Enrico Brambilla, Giuseppe Civati, Alessia Mosca, Enrico Farinone (candidati del Pd Brianza al Senato e alla Camera), Gigi Ponti (Assessore provinciale, Progetto Monza e Brianza).
Milano, Lunedì 17 Marzo 2008
Incontro con Matteo Colaninno
ore 18,30 Auditorium San Carlo
C.so Matteotti 14
Libertà e Giustizia incontra: Matteo Colaninno, capolista del Pd per la Camera dei deputati a Milano
Partecipano:
Salvatore Bragantini, economista
Sandra Bonsanti, presidente LeG
Coordina:
Roberto Rho, giornalista di Repubblica
I figli di... pagano le colpe dei padri? (dipende: anche se i padri hanno debiti!)
Vieni a conoscere il capolista alla Camera Lombardia 1 per il Pd, puoi fargli la domanda giusta che ti convincerà a votarlo.
Sappiate che in lista poco più sotto, al 15 e al 17, ci sono i nostri campioni de iMille, Ivan Scalfarotto e Pippo Civati.
Volere Votare, Dovere Votare.
Primo post della sezione del blog dedicata a Milano. In attesa di pubblicare i primi interventi, ti ricordiamo che se vuoi essere partecipare alle attività del gruppo o vuoi inviare un contributo per questa sezione puoi scrivere a questo indirizzo.