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Laicità

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Laicità

28.01.08

Ma è bravo 'sto Luciano Maiani?

Risposta: Luciano Maiani è uno dei firmatari della lettera contro la visita del Papa alla Sapienza.
Dice, e che risposta è? Difatti non dovrebbe essere una risposta.

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16.01.08

Libera Chiesa in libero Stato

Raffaello_scuola_di_Atene.jpgRiceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Gabriele Boccaccini (Professor of Early Christianity, University of Michigan)

Il solo risultato di questa assurda polemica sulla presenza del Papa all'inaugurazione dell'Università di Roma è stato quello di trasformare in vittima colui che è in primo luogo il responsabile di questa rinnovata tensione tra Stato e Chiesa e quindi di alimentare il progetto restauratore integralista di questo Pontefice e ancora una volta creare le condizioni per una polarizzazione che da sempre impedisce in Italia l'affermarsi di uno Stato veramente laico, autenticamente multireligioso.
Il problema è che clericalismo e antianticlericalismo da sempre si alimentano a vicenda. Questa è una vecchia storia.

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15.01.08

Il perché di un invito sbagliato

GalileoGuidoReni.jpgdi Riccardo Spezia

Giovedì 17 gennaio il papa sarà chiamato a partecipare, intervenendo, all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università di Roma “La Sapienza”. Un gruppo di fisici della stessa università sta già giustamente protestando, appoggiando una lunga lettera di Marcello Cini che spiega le ragioni profonde della non opportunità dell’invito di un pontefice per l’inaugurazione dell’Anno Accademico di una Università della Repubblica.

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Fare il Papa con il Papa

autorete.jpgdi Francesco Costa

La faccenda Ratzinger-Sapienza potrebbe chiudersi con una battuta: peggio dei rettori che invitano a parlare un Papa all'apertura dell'anno accademico ci sono solo quelli che boicottano l'evento tentando di impedire al Papa di parlare. Ma non è così semplice.

Mi sono interrogato sul perchè si potesse essere contrari alla presenza del Papa nell'aula magna dell'università in cui studio. E mi sono risposto.

Caro Francesco, il Papa è un capo di stato di un paese estero. Per cui, che stia a casa sua.
Non vedo il problema: Romano Prodi ha ricevuto lauree honoris causa tenendo lezioni nelle università di Sofia, Barcellona, Madras, Providence, Michigan, Bucarest, Lovanio, La Valletta, Tirana, Madrid, Seul, Oxford, Tunisi, Lublino. Capi di stato italiani vanno all'estero a parlare nelle università e ricevere lauree honoris causa, la stessa cosa fanno capi di stato stranieri in Italia. Quando - per dirne una - l'università di Perugia ha insignito di una laurea honoris causa il capo di stato canadese, tu eri certamente a manifestare davanti l'ateneo, no?

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12.01.08

Laici e contenti

"L'iniziativa è nata solo e soltanto dall'idea che sia necessario reagire, in primo luogo culturalmente, davanti a quel che sta accadendo."

Un seminario dal titolo: "Per un confronto aperto: laicità, nuovo civismo e valore della persona". È questa l'idea di Gianni Cuperlo, qui è possibile leggere integralmente la lettera-appello.

I Mille aderiscono con convinzione.

10.01.08

Caro Giuliano Ferrara

di Cristiana Alicata

Caro Giuliano Ferrara,
mi permetto di provocarti un po’.

Meraviglia, non poco, questo dibattito sulla moratoria dell’aborto tutto di una generazione maschile alle soglie della nonnità.
Un’organizzazione religiosa fondata sulla gerarchia maschile che lancia una legittima richiesta in uno dei paesi dove la presenza femminile nelle università (quanti rettori?), nella politica (quante ministre e di cosa?), nelle aziende (quante dirigenti?) è bassissima. Terreno fertile.

Meraviglia e non poco che a rispondere alle richieste della Chiesa siano stati, in queste settimane due ex sessantottini (D’Alema sui matrimonio gay e la famiglia e Ferrara sull’aborto), ventenni rivoluzionari 40 anni fa, che all’epoca, forse si riempivano le tasche del parka con libertà sessuale e parità di genere. Ma d’altronde molte donne ricordano allora di avere fatto più le ancelle del ciclostile che le capopopolo.

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10.07.07

Una proposta laica

di Tommaso Caldarelli

funerpapa.jpgParlare di laicità oramai sembra di moda : è dunque, anche se ripetitivo, credo doveroso e importante.

E’ noto che alcuni spazi della Margherita ( Teodem, Rutelli, Fioroni…. ) sono spesso in condizione di imbarazzante servilismo. Secondo me questa cosa è da cambiare.

Sono il primo a non avere i paraocchi, però: in Italia non si governa senza tener presente la vicinanza e la condizione di “ protettorato “ che la gerarchia esercita. Non è una lamentazione biblica o un mugugno continuo : semplicemente, un dato di fatto. In Francia, dove i Pacs ci sono da una vita, i vescovi francesi prima delle recenti elezioni, hanno pubblicato un comunicato lungo 15 righe in cui, fatta salva l’autonomia dello Stato, ricordavano il valore della famiglia fondata sul matrimonio tradizionale. In Italia, non è andata esattamente cosi: al primo tentativo di una legge che disciplinasse le leggi di fatto ( una legge assolutamente migliorabile, soprattutto nel comparto economico, e nel rapporto diritti/doveri ) si è parlato di “Mutazione Antropologica”.

C’è dunque uno sviluppo antropologico ritenuto migliore di altri, che dovrebbe essere : Bambino – Scuola – Università – Lavoro e Indipendenza – Famiglia – Prole – Vecchiaia. Sbaglio?

Bene, se è cosi, questo sviluppo antropologico non è un nemico da battere. Non è questo il punto.

I punti a mio parere sono 3.
1. Spiegateci, in questa Italia di fuga di cervelli, affitti alle stelle, lavoro precario, assenza di classe dirigente dalle lunghe vedute e che sappia gettare un ponte verso il futuro, come un ragazzo possa realizzare questo sviluppo antropologico che è per me il più bello dei sogni.
2. Spiegateci in che modo la legalizzazione delle coppie di fatto mini questo sviluppo antropologico. Perché non è questa legalizzazione che rende lo Stato corrotto e libertino, è la situazione contingente a rendere tutto più precario e mutevole.
3. Spiegateci perché la legalizzazione delle coppie omosessuali mini questo sviluppo antropologico. Cos’è, da quando i gay potranno essere riconosciuti come coppia ci saranno immediatamente molti più gay in giro? Non credo, no?

Bene, dunque questo non è un “ problema di laicità “: al massimo, una “ risposta laica “, ovvero Pacs e affini non creano un problema, semmai lo risolvono.

Che ne viene a iMille di tutto questo? La mia proposta è semplice : schierarci assolutamente per i diritti civili, senza che questo diventi una battaglia di tipo radical-boselliana contro le gerarchie. Agiamo nel rispetto reciproco, ma impegnandoci a contrastare quelle nostre componenti più clericali e reazionarie.

20.06.07

Qualche idea sull'ispirazione cristiana

di Mario Adinolfi

Io provengo da un'esperienza formativa vissuta da giovanissimo in quella straordinaria palestra politica che è stato il cattolicesimo democratico, travasato poi nella storia del Partito popolare, che è un pezzo del futuro Partito democratico. Se vogliamo far sì che il Pd sia davvero un luogo fecondo di idee e non quel marasma di melma che appare essere oggi, noi dobbiamo tornare a scoprire le ragioni profonde per cui un segmento del cattolicesimo politico e una tradizione di radice socialista, possono decidere di fondersi in un'unica struttura politica.

La ragione è una sola: perché hanno molto in comune. E perché il cattolicesimo democratico non è stato mai negatore di libertà, se a questa libertà corrispondeva un deciso volere della cittadinanza. Proprio per questo si fregiava di quell'aggettivo "democratico", che è lo stesso che utilizzeremo semmai dovesse nascere il nuovo partito. La radice socialista contiene in sé più il concetto di "liberazione" (dalla schiavitù, dall'oppressione, dall'alienazione) che quello di libertà, che ha in nuce anche una dimensione propositiva. Liberi per fare che?

L'incrocio di queste tradizioni, di quello scudo che portava la parola "libertas" al centro e di quel pugno chiuso che era un gesto di liberazione attraverso la lotta, renderebbe sensato e fecondo e moderno lo stare insieme in uno stesso partito, ora che la libertà è un dato acquisito e la liberazione quotidiana abbiamo imparato a non farla discendere dai pugni.

A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l'unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco. Da noi non esistono integralismi: la mia ispirazione cristiana (tutta politica, che sulla fede cado più volte di molti altri) non mi impedisce di essere a favore dei Dico, come in campagna elettorale mi sono detto a favore dei Pacs. E so che vengono comprese le mie ragioni quando allo stesso tempo mi dichiaro contrario al matrimonio omosessuale e ritengo che in un paese dove oltre sedici milioni sono le coppie sposate che compongono una famiglia, quando una legge finanziaria le ignora, anzi le tartassa, si compie una operazione politica fortemente antipopolare.