Ma è bravo 'sto Luciano Maiani?
Risposta: Luciano Maiani è uno dei firmatari della lettera contro la visita del Papa alla Sapienza.
Dice, e che risposta è? Difatti non dovrebbe essere una risposta.
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Laicità28.01.08Ma è bravo 'sto Luciano Maiani?Risposta: Luciano Maiani è uno dei firmatari della lettera contro la visita del Papa alla Sapienza. 16.01.08Libera Chiesa in libero Stato
Il solo risultato di questa assurda polemica sulla presenza del Papa all'inaugurazione dell'Università di Roma è stato quello di trasformare in vittima colui che è in primo luogo il responsabile di questa rinnovata tensione tra Stato e Chiesa e quindi di alimentare il progetto restauratore integralista di questo Pontefice e ancora una volta creare le condizioni per una polarizzazione che da sempre impedisce in Italia l'affermarsi di uno Stato veramente laico, autenticamente multireligioso. 15.01.08Il perché di un invito sbagliatoGiovedì 17 gennaio il papa sarà chiamato a partecipare, intervenendo, all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università di Roma “La Sapienza”. Un gruppo di fisici della stessa università sta già giustamente protestando, appoggiando una lunga lettera di Marcello Cini che spiega le ragioni profonde della non opportunità dell’invito di un pontefice per l’inaugurazione dell’Anno Accademico di una Università della Repubblica. Fare il Papa con il PapaLa faccenda Ratzinger-Sapienza potrebbe chiudersi con una battuta: peggio dei rettori che invitano a parlare un Papa all'apertura dell'anno accademico ci sono solo quelli che boicottano l'evento tentando di impedire al Papa di parlare. Ma non è così semplice. Mi sono interrogato sul perchè si potesse essere contrari alla presenza del Papa nell'aula magna dell'università in cui studio. E mi sono risposto. Caro Francesco, il Papa è un capo di stato di un paese estero. Per cui, che stia a casa sua. 12.01.08Laici e contenti"L'iniziativa è nata solo e soltanto dall'idea che sia necessario reagire,
in primo luogo culturalmente, davanti a quel che sta accadendo."
Un seminario dal titolo: "Per un confronto aperto: laicità, nuovo civismo e valore della persona". È questa l'idea di Gianni Cuperlo, qui è possibile leggere integralmente la lettera-appello. I Mille aderiscono con convinzione. 10.01.08Caro Giuliano Ferraradi Cristiana Alicata Meraviglia, non poco, questo dibattito sulla moratoria dell’aborto tutto di una generazione maschile alle soglie della nonnità. Meraviglia e non poco che a rispondere alle richieste della Chiesa siano stati, in queste settimane due ex sessantottini (D’Alema sui matrimonio gay e la famiglia e Ferrara sull’aborto), ventenni rivoluzionari 40 anni fa, che all’epoca, forse si riempivano le tasche del parka con libertà sessuale e parità di genere. Ma d’altronde molte donne ricordano allora di avere fatto più le ancelle del ciclostile che le capopopolo. 10.07.07Una proposta laicadi Tommaso Caldarelli
E’ noto che alcuni spazi della Margherita ( Teodem, Rutelli, Fioroni…. ) sono spesso in condizione di imbarazzante servilismo. Secondo me questa cosa è da cambiare. Sono il primo a non avere i paraocchi, però: in Italia non si governa senza tener presente la vicinanza e la condizione di “ protettorato “ che la gerarchia esercita. Non è una lamentazione biblica o un mugugno continuo : semplicemente, un dato di fatto. In Francia, dove i Pacs ci sono da una vita, i vescovi francesi prima delle recenti elezioni, hanno pubblicato un comunicato lungo 15 righe in cui, fatta salva l’autonomia dello Stato, ricordavano il valore della famiglia fondata sul matrimonio tradizionale. In Italia, non è andata esattamente cosi: al primo tentativo di una legge che disciplinasse le leggi di fatto ( una legge assolutamente migliorabile, soprattutto nel comparto economico, e nel rapporto diritti/doveri ) si è parlato di “Mutazione Antropologica”. C’è dunque uno sviluppo antropologico ritenuto migliore di altri, che dovrebbe essere : Bambino – Scuola – Università – Lavoro e Indipendenza – Famiglia – Prole – Vecchiaia. Sbaglio? Bene, se è cosi, questo sviluppo antropologico non è un nemico da battere. Non è questo il punto. I punti a mio parere sono 3. Bene, dunque questo non è un “ problema di laicità “: al massimo, una “ risposta laica “, ovvero Pacs e affini non creano un problema, semmai lo risolvono. Che ne viene a iMille di tutto questo? La mia proposta è semplice : schierarci assolutamente per i diritti civili, senza che questo diventi una battaglia di tipo radical-boselliana contro le gerarchie. Agiamo nel rispetto reciproco, ma impegnandoci a contrastare quelle nostre componenti più clericali e reazionarie. 20.06.07Qualche idea sull'ispirazione cristianadi Mario Adinolfi La ragione è una sola: perché hanno molto in comune. E perché il cattolicesimo democratico non è stato mai negatore di libertà, se a questa libertà corrispondeva un deciso volere della cittadinanza. Proprio per questo si fregiava di quell'aggettivo "democratico", che è lo stesso che utilizzeremo semmai dovesse nascere il nuovo partito. La radice socialista contiene in sé più il concetto di "liberazione" (dalla schiavitù, dall'oppressione, dall'alienazione) che quello di libertà, che ha in nuce anche una dimensione propositiva. Liberi per fare che? L'incrocio di queste tradizioni, di quello scudo che portava la parola "libertas" al centro e di quel pugno chiuso che era un gesto di liberazione attraverso la lotta, renderebbe sensato e fecondo e moderno lo stare insieme in uno stesso partito, ora che la libertà è un dato acquisito e la liberazione quotidiana abbiamo imparato a non farla discendere dai pugni. A me piacerebbe che i Mille portassero con orgoglio la dimensione caratteristica di essere l'unico luogo della dialettica verso il Pd, dove chi crede al primato della famiglia e chi va a sfilare al Gay Pride possono stare tranquillamente fianco a fianco e condividere un tratto di strada insieme nel pieno rispetto reciproco. Da noi non esistono integralismi: la mia ispirazione cristiana (tutta politica, che sulla fede cado più volte di molti altri) non mi impedisce di essere a favore dei Dico, come in campagna elettorale mi sono detto a favore dei Pacs. E so che vengono comprese le mie ragioni quando allo stesso tempo mi dichiaro contrario al matrimonio omosessuale e ritengo che in un paese dove oltre sedici milioni sono le coppie sposate che compongono una famiglia, quando una legge finanziaria le ignora, anzi le tartassa, si compie una operazione politica fortemente antipopolare. |