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	<title>Comments for iMille &#187; iMille &#8211; Le cose cambiano</title>
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	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell&#039;Italia.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 06:54:29 +0000</lastBuildDate>
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		<item>
		<title>Comment on Lavoro: la battaglia sbagliata by Fil</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/lavoro-la-battaglia-sbagliata/comment-page-1/#comment-18968</link>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:54:29 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido: ottima analisi.

Semplificazione amministrativa, distruzione della selva di contratti di lavoro atipici che abbiamo in Italia e introduzione di salari minimi sono, a mio parere, la priorità. 
Solo queste misure possono eliminare l&#039;enorme problema del precariato.

L&#039;art 18 puo&#039; essere, in un contesto simile, discusso. Ma una sua riforma senza tutto il resto non ha molto senso (anche se si puo&#039; argomentare che i contratti di lavoro atipici sono figli dell&#039;articolo 18: le imprese li usano per evitare le rigidità e le difficoltà di licenziamento da questo causate).

Peccato perchè se un governo tecnico non riesce a compiere questi passi è difficile immaginare che uno &quot;politico&quot; possa farcela. Almeno non rapidamente (e purtroppo avremmo invece bisogno di un cambio di passo rapidissimo, viste le condizioni in cui siamo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido: ottima analisi.</p>
<p>Semplificazione amministrativa, distruzione della selva di contratti di lavoro atipici che abbiamo in Italia e introduzione di salari minimi sono, a mio parere, la priorità.<br />
Solo queste misure possono eliminare l&#8217;enorme problema del precariato.</p>
<p>L&#8217;art 18 puo&#8217; essere, in un contesto simile, discusso. Ma una sua riforma senza tutto il resto non ha molto senso (anche se si puo&#8217; argomentare che i contratti di lavoro atipici sono figli dell&#8217;articolo 18: le imprese li usano per evitare le rigidità e le difficoltà di licenziamento da questo causate).</p>
<p>Peccato perchè se un governo tecnico non riesce a compiere questi passi è difficile immaginare che uno &#8220;politico&#8221; possa farcela. Almeno non rapidamente (e purtroppo avremmo invece bisogno di un cambio di passo rapidissimo, viste le condizioni in cui siamo).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Speciale iMille: Siamo tutti Greci by Massimo Matteoli</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/speciale-imille-siamo-tutti-greci/comment-page-1/#comment-18967</link>
		<dc:creator>Massimo Matteoli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:24:39 +0000</pubDate>
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		<description>Stupisce la leggerezza con cui la classe dirigente tedesca sta affrontando la crisi greca.
Anche ora da Berlino (e dalla Commissione a Bruxelles, per altro) arrivano quasi incitazioni ai Greci ad andarsene piuttosto che inviti al buon senso.
Mi piacerebbe che qualcuno facesse il calcolo di quanto è già costato  a tutti gli europei il &quot;mancato salvataggio&quot; della Grecia.
Quanto ci costerà il fallimento di Atene penso che nessuno lo possa realisticamente prevedere, ma sicuramente sarà molto di più di quello che pensano i soloni del rigore un tanto al chilo. 
E&#039; disarmante vedere come l&#039;Unione non sia riuscita ad unire le misure di rigore finanziario a forme di aiuto e stimolo all&#039;economia.
Mi ricorda quei medici che per ogni malattia non sapevano prescrivere altro che salassi e purghe.
Speriamo che l&#039;Europa sappia fare un salto di qualità, altrimenti le conseguenze le pagheremo noi tutti.
Per questo è&#039; importante, molto di più di quanto si possa pensare, che ciascuno si impegni per far maturare nell&#039;opinione pubblica l&#039;idea che mai come oggi l&#039;europeismo, il superamento degli egoismi nazionali, è una questione politica vitale e non il sogno di qualche utopista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stupisce la leggerezza con cui la classe dirigente tedesca sta affrontando la crisi greca.<br />
Anche ora da Berlino (e dalla Commissione a Bruxelles, per altro) arrivano quasi incitazioni ai Greci ad andarsene piuttosto che inviti al buon senso.<br />
Mi piacerebbe che qualcuno facesse il calcolo di quanto è già costato  a tutti gli europei il &#8220;mancato salvataggio&#8221; della Grecia.<br />
Quanto ci costerà il fallimento di Atene penso che nessuno lo possa realisticamente prevedere, ma sicuramente sarà molto di più di quello che pensano i soloni del rigore un tanto al chilo.<br />
E&#8217; disarmante vedere come l&#8217;Unione non sia riuscita ad unire le misure di rigore finanziario a forme di aiuto e stimolo all&#8217;economia.<br />
Mi ricorda quei medici che per ogni malattia non sapevano prescrivere altro che salassi e purghe.<br />
Speriamo che l&#8217;Europa sappia fare un salto di qualità, altrimenti le conseguenze le pagheremo noi tutti.<br />
Per questo è&#8217; importante, molto di più di quanto si possa pensare, che ciascuno si impegni per far maturare nell&#8217;opinione pubblica l&#8217;idea che mai come oggi l&#8217;europeismo, il superamento degli egoismi nazionali, è una questione politica vitale e non il sogno di qualche utopista.</p>
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	<item>
		<title>Comment on Laicità. La questione scout gay è stata mal posta by melba</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/laicita-la-questione-scout-gay-e-stata-malposta/comment-page-1/#comment-18966</link>
		<dc:creator>melba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:41:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=17337#comment-18966</guid>
		<description>Malposto, o meglio malproposto, è questo articolo. La questione è veramente molto semplice,nonostante la cortina fumogena qui sollevata, e cioè se in qualsiasi modo uno stato (o un comune, o una provincia o una regione) possano e debbano considerare come &quot;di pubblica utilità&quot; e quindi degno di tutela un modello educativo che è completamente contrario a ciò che la scienza, e il buonsenso, sanciscono come vero, e che incoraggia alla discriminazione, sia pure &quot;mite&quot; come quella qui descritta. 
Poi, che gli scout facciano magari come vogliono, ma con lo stigma sociale che ne consegue, così come per le sette, dalle quali in certe circostanze anche i cattolici &quot;militanti&quot; poco si differenziano, alla fine, anziché in mezzo agli onori per il buon (!!) lavoro svolto.
Quanto al fatto che gli italiani vogliano &quot;scegliere&quot; l&#039;oratorio e la parrocchia, penso che più che una scelta sia una necessità, in un paese che delega alle famiglie ogni aspetto della &quot;cura&quot; dei giovani, come degli anziani. E forse ciò è successo anche per non turbare le prerogative di una chiesa cattolica così virulentemente invadente nella quotidianità di questo paese. 
per non scordare che, con un martellamento culturale che è sempre stato attivissimo a partire dalle scuole stesse, gli italiani sono stati convinti che la chiesa cattolica sia in Italia l&#039;unica istituzione in grado di insegnare &quot;valori&quot;, come se loro stessi non ne possedessero da insegnare ai propri figli o non se ne riconoscessero come validi portatori (e modelli). Il che è decisamente ridicolo, basta pensare allo IOR, ai vari gestori &quot;molto mondani&quot; di attività che dovrebbero essere di pura assistenza (vedi don verzè, ecc.), o a renatino de pedis sepolto in mezzo ai santi e ai martiri, senza vergogna e senza pentimento. Senza pretesa di voler fare una lista né una graduatoria, per la quale ci vorrebbe davvero troppo tempo e troppo spazio.
Mi limito a dire che io a mio figlio non avrei mai potuto additare come maestra di vita e di valori una organizzazione il cui principale insegnamento è sempre stato &quot;fate quel che dico e non quel che faccio&quot;:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Malposto, o meglio malproposto, è questo articolo. La questione è veramente molto semplice,nonostante la cortina fumogena qui sollevata, e cioè se in qualsiasi modo uno stato (o un comune, o una provincia o una regione) possano e debbano considerare come &#8220;di pubblica utilità&#8221; e quindi degno di tutela un modello educativo che è completamente contrario a ciò che la scienza, e il buonsenso, sanciscono come vero, e che incoraggia alla discriminazione, sia pure &#8220;mite&#8221; come quella qui descritta.<br />
Poi, che gli scout facciano magari come vogliono, ma con lo stigma sociale che ne consegue, così come per le sette, dalle quali in certe circostanze anche i cattolici &#8220;militanti&#8221; poco si differenziano, alla fine, anziché in mezzo agli onori per il buon (!!) lavoro svolto.<br />
Quanto al fatto che gli italiani vogliano &#8220;scegliere&#8221; l&#8217;oratorio e la parrocchia, penso che più che una scelta sia una necessità, in un paese che delega alle famiglie ogni aspetto della &#8220;cura&#8221; dei giovani, come degli anziani. E forse ciò è successo anche per non turbare le prerogative di una chiesa cattolica così virulentemente invadente nella quotidianità di questo paese.<br />
per non scordare che, con un martellamento culturale che è sempre stato attivissimo a partire dalle scuole stesse, gli italiani sono stati convinti che la chiesa cattolica sia in Italia l&#8217;unica istituzione in grado di insegnare &#8220;valori&#8221;, come se loro stessi non ne possedessero da insegnare ai propri figli o non se ne riconoscessero come validi portatori (e modelli). Il che è decisamente ridicolo, basta pensare allo IOR, ai vari gestori &#8220;molto mondani&#8221; di attività che dovrebbero essere di pura assistenza (vedi don verzè, ecc.), o a renatino de pedis sepolto in mezzo ai santi e ai martiri, senza vergogna e senza pentimento. Senza pretesa di voler fare una lista né una graduatoria, per la quale ci vorrebbe davvero troppo tempo e troppo spazio.<br />
Mi limito a dire che io a mio figlio non avrei mai potuto additare come maestra di vita e di valori una organizzazione il cui principale insegnamento è sempre stato &#8220;fate quel che dico e non quel che faccio&#8221;:</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Riscoprire la democrazia. Storie di una staffetta partigiana by Ridere o piangere &#171; Il blog di Teresa Vergalli</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/riscoprire-la-democrazia-storie-di-una-staffetta-partigiana/comment-page-1/#comment-18965</link>
		<dc:creator>Ridere o piangere &#171; Il blog di Teresa Vergalli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 18:13:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ci sono state parole speciali  tra me e Loris e tra me e  Ivan, il quale  su “I Mille” ha commentato presentazione e libro con attente riflessioni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ci sono state parole speciali  tra me e Loris e tra me e  Ivan, il quale  su “I Mille” ha commentato presentazione e libro con attente riflessioni [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Euro o non euro: è questo il problema? by Michele Ballerin</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/euro-euro-e-questo-il-problema/comment-page-1/#comment-18964</link>
		<dc:creator>Michele Ballerin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:17:39 +0000</pubDate>
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		<description>@Cinzia: tutto quello che posso dirti, in effetti, è: buona fortuna, nella capanna...
@fil e u.: sono d&#039;accordo, naturalmente: le ragioni economiche per cui l&#039;euro ci conviene sono mille+una. Ma mi sembra importante rimarcare la ragione più generale, quella storica, perchè se c&#039;è un terreno su cui il dibattito in Italia risulta povero è proprio quello della coscienza storica. Ci si dimentica troppo spesso che per &quot;capire&quot; un fenomeno storico la prima mossa è storicizzarlo, altrimenti si rischia non solo di non capirlo, ma perfino di capire il contrario...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cinzia: tutto quello che posso dirti, in effetti, è: buona fortuna, nella capanna&#8230;<br />
@fil e u.: sono d&#8217;accordo, naturalmente: le ragioni economiche per cui l&#8217;euro ci conviene sono mille+una. Ma mi sembra importante rimarcare la ragione più generale, quella storica, perchè se c&#8217;è un terreno su cui il dibattito in Italia risulta povero è proprio quello della coscienza storica. Ci si dimentica troppo spesso che per &#8220;capire&#8221; un fenomeno storico la prima mossa è storicizzarlo, altrimenti si rischia non solo di non capirlo, ma perfino di capire il contrario&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Euro o non euro: è questo il problema? by u.</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/euro-euro-e-questo-il-problema/comment-page-1/#comment-18963</link>
		<dc:creator>u.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:16:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con l&#039;impostazione dell&#039;articolo, con l&#039;unica osservazione che il ragionamento che porta avanti l&#039;autore non ha bisogno di &quot;prendersela&quot; con gli economisti: semplicemente, il discorso sul lungo periodo regge anche in chiave economica. Anzi, è per una migliore economia che nasce l&#039;Europa (in primo luogo per risparmiare su carbone e acciaio, e poi tutto il resto).

Se poi uno vuole scientemente starsene in una capanna, che gli vuoi rispondere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con l&#8217;impostazione dell&#8217;articolo, con l&#8217;unica osservazione che il ragionamento che porta avanti l&#8217;autore non ha bisogno di &#8220;prendersela&#8221; con gli economisti: semplicemente, il discorso sul lungo periodo regge anche in chiave economica. Anzi, è per una migliore economia che nasce l&#8217;Europa (in primo luogo per risparmiare su carbone e acciaio, e poi tutto il resto).</p>
<p>Se poi uno vuole scientemente starsene in una capanna, che gli vuoi rispondere?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Euro o non euro: è questo il problema? by cinzia</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/euro-euro-e-questo-il-problema/comment-page-1/#comment-18962</link>
		<dc:creator>cinzia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 12:59:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=17273#comment-18962</guid>
		<description>Io sono tra quelli che hanno creduto fortemente nell&#039;Euro proprio nella prospettiva storica indicata dall&#039;articolo. Ma negare che quella prospettiva storica è già stata sconfitta nei fatti è negare la realtà.
 L&#039;Europa unita non si fa perchè sono i popoli a non volerla. Prima i francesi hanno bocciato la costituzione europea, adesso i tedeschi si rifiutano di aiutare i greci perchè se sono nei guai è colpa loro e comunque &quot;l&#039;Europa  può fare a meno della Grecia&quot;. E come se non bastasse non consentono, dalla loro posizione di forza, ai governi dei paesi in difficoltà di attuare una politica economica che gli consenta di uscire dalla crisi, e lo fanno a detta loro &quot;in difesa dell&#039;euro&quot; . A questo siamo...Avanti così e l&#039;euro porterà ad una nuova guerra fredda in Europa (fredda perchè per fortuna gli americani ci impediranno di spararci addosso).
 Io adesso la penso come Krugman: l&#039;Euro l&#039;hanno voluto politici idealisti e sognatori, e come tutti i sogni politici falliti si è trasformato in un incubo per tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono tra quelli che hanno creduto fortemente nell&#8217;Euro proprio nella prospettiva storica indicata dall&#8217;articolo. Ma negare che quella prospettiva storica è già stata sconfitta nei fatti è negare la realtà.<br />
 L&#8217;Europa unita non si fa perchè sono i popoli a non volerla. Prima i francesi hanno bocciato la costituzione europea, adesso i tedeschi si rifiutano di aiutare i greci perchè se sono nei guai è colpa loro e comunque &#8220;l&#8217;Europa  può fare a meno della Grecia&#8221;. E come se non bastasse non consentono, dalla loro posizione di forza, ai governi dei paesi in difficoltà di attuare una politica economica che gli consenta di uscire dalla crisi, e lo fanno a detta loro &#8220;in difesa dell&#8217;euro&#8221; . A questo siamo&#8230;Avanti così e l&#8217;euro porterà ad una nuova guerra fredda in Europa (fredda perchè per fortuna gli americani ci impediranno di spararci addosso).<br />
 Io adesso la penso come Krugman: l&#8217;Euro l&#8217;hanno voluto politici idealisti e sognatori, e come tutti i sogni politici falliti si è trasformato in un incubo per tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Chi devo chiamare quando voglio parlare con l’Europa? by Fil</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/chi-devo-chiamare-quando-voglio-parlare-con-leuropa/comment-page-1/#comment-18959</link>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:10:21 +0000</pubDate>
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		<description>@ Francesco

Condivido. 
Il che confermerebbe che la politica (i politici) dovrebbero idealmente avere un ruolo di guida sui popoli. Dovrebbero capire dove sta il bene comune e quali sono i traguardi da raggiungere, anche quando questi fossero a prima vista impopolari. Non solo, ma dovrebbero pure avere il coraggio di perseguirli.

Spesso si sente dire che l&#039;Europa è la costruzione di una élite politica distante dalla realtà, intendendo cosi&#039; muovere una critica a tutto il progetto di costruzione europea. Io invece penso che non tutto debba necessariamente partire dal basso. La vera e buona politica dovrebbe essere in grado di anticipare i bisogni della gente e spiegare quali sono le soluzioni adeguate per farvi fronte. Ma ovviamente se il calcolo politico, come ora, si riduce a mera strategia elettorale, allora nessun pensiero di lungo periodo puo&#039; articolarsi (come giustamente dicevi...). 
Certo la linea tra democrazia ed elitismo illuminato è difficile da tracciare. Ma senza una politica coraggiosa si rischia in effetti di non andare da nessuna parte.

ps: sviscereremo con calma a Bruxelles :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesco</p>
<p>Condivido.<br />
Il che confermerebbe che la politica (i politici) dovrebbero idealmente avere un ruolo di guida sui popoli. Dovrebbero capire dove sta il bene comune e quali sono i traguardi da raggiungere, anche quando questi fossero a prima vista impopolari. Non solo, ma dovrebbero pure avere il coraggio di perseguirli.</p>
<p>Spesso si sente dire che l&#8217;Europa è la costruzione di una élite politica distante dalla realtà, intendendo cosi&#8217; muovere una critica a tutto il progetto di costruzione europea. Io invece penso che non tutto debba necessariamente partire dal basso. La vera e buona politica dovrebbe essere in grado di anticipare i bisogni della gente e spiegare quali sono le soluzioni adeguate per farvi fronte. Ma ovviamente se il calcolo politico, come ora, si riduce a mera strategia elettorale, allora nessun pensiero di lungo periodo puo&#8217; articolarsi (come giustamente dicevi&#8230;).<br />
Certo la linea tra democrazia ed elitismo illuminato è difficile da tracciare. Ma senza una politica coraggiosa si rischia in effetti di non andare da nessuna parte.</p>
<p>ps: sviscereremo con calma a Bruxelles <img src='http://www.imille.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Titoli di studio, Trote, e valutazione del merito by Renzino l'Europeo</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/titoli-di-studio-trote-valutazione-del-merito/comment-page-1/#comment-18958</link>
		<dc:creator>Renzino l'Europeo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:52:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=17319#comment-18958</guid>
		<description>Finalmente, oggi, dopo quasi 20 giorni dalla chiusura, vengono resi noti per via indiretta (&quot;Sole 24 Ore&quot;) i risultati del Questionario MIUR...

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/05/consultazione-online-statistiche-risposte.pdf?uuid=ca2778a4-9b72-11e1-8862-245f006fedf5

RR</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente, oggi, dopo quasi 20 giorni dalla chiusura, vengono resi noti per via indiretta (&#8220;Sole 24 Ore&#8221;) i risultati del Questionario MIUR&#8230;</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/05/consultazione-online-statistiche-risposte.pdf?uuid=ca2778a4-9b72-11e1-8862-245f006fedf5" rel="nofollow">http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/05/consultazione-online-statistiche-risposte.pdf?uuid=ca2778a4-9b72-11e1-8862-245f006fedf5</a></p>
<p>RR</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Chi devo chiamare quando voglio parlare con l’Europa? by Francesco Mo</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/chi-devo-chiamare-quando-voglio-parlare-con-leuropa/comment-page-1/#comment-18957</link>
		<dc:creator>Francesco Mo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:30:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.imille.org/?p=17312#comment-18957</guid>
		<description>@Fil io ho l&#039;impressione che, per quanto non sarà compresa all&#039;inizio dall&#039;opinione pubblica, uno scatto in avanti è rimasta l&#039;unica opzione percorribile. Il problema è che, malgrado la vittoria di Hollande, la classe politica europea non è più quella di Maastricht, così visionaria e impavida, ma è sempre di più ostaggio di calcoli elettoralistici e non sa guardare oltre il palmo del proprio naso. 

Speriamo bene insomma. 

ps: tutti argomenti da sviscerare per bene insieme, non appena rientrerete alla base :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Fil io ho l&#8217;impressione che, per quanto non sarà compresa all&#8217;inizio dall&#8217;opinione pubblica, uno scatto in avanti è rimasta l&#8217;unica opzione percorribile. Il problema è che, malgrado la vittoria di Hollande, la classe politica europea non è più quella di Maastricht, così visionaria e impavida, ma è sempre di più ostaggio di calcoli elettoralistici e non sa guardare oltre il palmo del proprio naso. </p>
<p>Speriamo bene insomma. </p>
<p>ps: tutti argomenti da sviscerare per bene insieme, non appena rientrerete alla base <img src='http://www.imille.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
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