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Chi fa le cose
 Gianluca Galletto ha 38 anni è pugliese di Grottaglie. Vive di nostalgia e finanza da una finestra di Park Avenue. Risiede;infatti a New York dal 1997 ed è dirigente di un importante fondo di investimenti. La Puglia se la porta dentro fin dalla laurea in Economia alla Bocconi e ha cominciato a sentirla a ancora più lontana negli anni di Bruxelles e della sua esperienza lavorativa alla Commissione Europea. Eclettico, spontaneo, inquieto ha deciso di trasferirsi negli USA nel '96 per proseguire negli studi a Yale, dove ha maturato curiosità instancabili per il mercato, la finanza, il liberismo e la democrazia. Qui ha conseguito un M.A. in Economics e svolto attività di ricerca, lo si ricorda passeggiare nel campus con Lezioni Americane di Calvino.
Esperto di mercati finanziari, buon batterista rock e lesto di penna spesso collabora con testate giornalistiche e televisive (Il Sole 24 Ore, l'Unita, Bloomberg Investimenti, RAI TV) o con riviste specialistiche come quelle del centro studi NENS diretto dal Min. Bersani e con la Fondazione Italiani Europei. Da sempre appassionato di politica e civilmente impegnato, si è dedicato a dar voce alle istanze degli italiani all'estero, della vecchia e della nuova generazione, col sogno di contribuire alla crescita morale e civile del suo paese. La tenacia e la passione l'hanno portato a fondare nel 2003 l'Ulivo USA e a vari incarichi di promozione e coordinamento di attività del centrosinistra negli USA (come le primarie 2005, la campagna dell'Unione 2006). Infine ha fatto esperienze con i manager delle campagne di alcuni importanti leader democratici americani e ha promosso molte attività in comune fra l'Ulivo USA e i democratici di New York.
La spontaneità del suo impegno politico lo hanno avvicinato a Barak Obama fino al punto di congelarsi le membra nella campagna elettorale dell'Ohio a cui ha partecipato come volontario addetto al door to door. Parla l'Inglese ma anche i principali dialetti italiani. Da piccolo sognava di fare l'attore.
Il sottoscritto nacque a Roma nei primi anni ’60 da madre abruzzese e da padre ciociaro. Dicono che, viste le radici, e il segno zodiacale taurino, era normale che il prodotto fosse una “capatosta” una ‘nticchia idealista. Vivo nella capitale in un quartiere popolare (Pietralata) nel quale, da bimbo ho fatto il Boy Scout e da grandicello il volontario, in una associazione che ha provato a dar qualche risposta concreta alla piaga della tossicodipendenza.
Di formazione radicalsocialista - la mia prima tessera radicale (1981) è stata firmata Francesco Rutelli (:-0) - dopo l'impegno politico negli anni '80/'90, su alcune campagne (nucleare, carcerazione preventiva, sterminio per fame nel mondo), ho fatto l'esperienza nel volontariato sopracitata, dopodiché, sono tornato ad impegnarmi in politica nel 2003, con i DS.
Appassionato della politica partecipata, trasparente, meritocratica, sono convinto che la rete, la blogosfera, sono i luoghi, gli esempi di riferimento, dai quali i partiti - PD in primis - debbono mutuare i comportamenti, per essere credibili riferimenti. Assieme a Carlo Traina ho fondato il Blog di Pennarossa che ha fatto parlare di se per alcune iniziative che hanno coinvolto centinaia di bloggers. Dopo alcune perplessità iniziali, partecipo alle iniziative de iMille (ancora mi chiedo se per merito di questo gruppo di belle persone, non solo virtuali, o se per il demerito degli esempi di politica reale, in cui mi sono imbattuto).
Romano con orgogliose origini siciliane, ma soprattutto romanista.
Sono nei Mille fin dalla prima riunione del 16 Giugno 2007. Ho 55 anni: nel mondo della politica italiana sarei unanimemente ritenuto un "giovane rampante". Nei Mille però sono un "fuori quota", per cui cerco di darmi da fare secondo la logica di un "patto generazionale": affianco i giovani cercando di rimanere il più possibile in seconda linea.
Fondatore insieme a Valter Gallo del blog Pennarossa, ho deciso tre anni fa di dedicarmi finalmente alla politica in maniera più attiva, dopo vari improbabili e decennali tentativi di spendere il mio tempo libero nel campo della musica (chitarra e piano).
Rimane la passione per le gite in moto, per la lettura (principalmente saggi e riviste socio-politiche) e per la fotografia, in virtù della quale mi sono nominato senza accettare discussioni "fotografo ufficiale de iMille".
Qualcuno mi definisce un pignolo della lingua italiana, forse perché sono un inflessibile fustigatore dei tic linguistici e perché insisto in ogni occasione sull'importanza della punteggiatura (ormai dimenticata). Fosse per me, obbligherei tutti ad avere l'homepage dell'Accademia della Crusca come pagina predefinita sul browser.
Come blogger (e come Pennarossa) mi piace approfondire e sperimentare le potenzialità che offre la rete, sia promuovendo iniziative e campagne sul web, sia partecipando a convegni ed eventi a livello nazionale.
I miei studi parlano di una laurea in Scienze Politiche con tesi in Diritto Penale sull'ambiente carcerario. Professore era Aldo Moro, del quale conservo gelosamente tutti gli appunti dalle lezioni, oltre ai ricordi di eccezionali discussioni "fuori orario" nel quale confrontavamo le nostre idee politiche decisamente differenti.
Per vivere, lavoro da sempre in una delle più grandi aziende italiane dove mi occupo di Pianificazione Finanziaria.
I miei blog:
http://pennarossa.splinder.com
http://kkarl.splinder.com/
Le mie foto:
http://www.flickr.com/photos/carlotraina/
http://www.flickr.com/photos/karltra/
Biografia: Ho 50 anni suonati, sono sposato, ho due figli di 17 e 12 anni, una laurea in Scienze statistiche e demografiche e una storia di molti lavori negli anni '80 (ricercatore esperto in economia dell'istruzione, in servizi alle imprese, poi in mercati agroalimentari). Approdato in una grande società di servizi informatici, prima a fare l'analista di organizzazione, poi attività di offerta e prevendita, e ancora l'esperto di controllo di gestione, oggi mi occupo di sistemi ERP in ambiente Oracle.
Mio nonno si iscrisse al PCI nel 1921, anno della sua fondazione, mia madre è stata staffetta partigiana, mio padre ha passato la vita fra partito e sindacato. Sono cresciuto con la politica, anche se non l'ho mai praticata professionalmente ma solo nel movimento studentesco e poi, a tratti, da volontario nelle sezioni. Sono quindi quasi l'esatto contrario di quella richiesta di novità e ricambio che hanno spinto iMille ad iniziare la loro avventura.
E sono qui proprio per questo, per dare il mio piccolo aiuto, anche di idee, a questa esigenza di novità e ricambio, che molti anni di politica di base e in rete mi hanno insegnato essere quanto mai necessaria.
Pensiero: il Partito Democratico può essere un flop, una nuova versione della melma politica che tutti i giorni va a dire inutilità nei talk show. O può essere il catalizzatore di una nuova fase della storia dell'Italia. Il mio sogno è che questa nuova fase sia costruita attorno ad un progetto di rivoluzione ecologica ed energetica dell'Italia, perché potremmo essere davvero, di nuovo, un Belpaese – pulito, grande utilizzatore di fonti energetiche rinnovabili, centro motore dell'innovazione tecnologica nel buon uso dell'energia.
Mi chiamo Giovanni Fontana, ho 24 anni, e didovessono non lo so dire.
Sono un "mezzo" tutto, quindi un tutto niente. Sono nato a Firenze (vicino a un cimitero), dopo essere stato concepito in Toscana (davanti a un cimitero), da madre toscana e padre americano - pure lui, "mezzo", italiano. Abito a Roma da una vita (accanto a un cimitero), e studio alla Sapienza (di fronte all'altro cimitero). Di fiorentino mi è rimasta l'attenzione per la lingua e il tifo per la Fiorentina, ma vivo a Roma perché in nessun altro posto al mondo se indugi un poco allo scattare del semaforo, invece di insultarti o aspettare pazientemente, ti senti dire «a regazzi', piuvverde deccosì nun ce diventa...».
Da bambino volevo fare il capitalista, allora ho imparato tutte le capitali del mondo a memoria. Cresciuto un poco ho ripiegato sul liceo scientifico, per poi scartare di lato e dedicarmi allo studio della linguistica e della letteratura; dopo la triennale in filologia romanza (neanche io sapevo cosa fosse prima d'incontrarla!), mi sto specializzando in una di quelle cose - così inutili che tutti dovrebbero saperle - che hanno a che fare con il medioevo, con Ginevra, Lancillotto, Tristano e Isotta.
Penso che essere di sinistra significhi intervenire, e cioè non girarsi dall'altra parte se qualcuno sta male, come disse bene qualcuno: se vedo uno che viene picchiato, cerco di impedirlo. Poi magari ce le prendo io.
Questo vuoldire tanto, perché in molti casi per fare sì che le cose cambino, bisogna intervenire. Per ciò inorridisco quando sento definire "di sinistra" i personaggi più conservatori dell'intero arco politico.
Proprio per provare a intervenire e a cambiare, con disincanto ma forza di volontà, per non continuare - solo - a lanciare contumelie al televisore, ho pensato giusto tentare di sfruttare quella che è la più grande opportunità degli ultimi anni: il progetto del Partito democratico.
Per quello che ne so io il PD è un partito laico, moderno e libertario. Per quello che ne so io, è il mio partito ideale.
È da qui che voglio profondere il mio piccolo contributo per fare sì che questo progetto si concretizzi come nelle proprie prerogative.
Poi si sa, non tutto va come nei propri progetti, per dire: ora so tutte le capitali, ma non farò il capitalista...
Blog: Distanti saluti Email: Dunfermine@gmail.com
Classe 1976, romano di nascita, abruzzese di origine, vivo da un po' a cavallo tra Francia e Spagna. In Francia ho avuto il mio approccio con la politica e con il discorso politico: potete immaginare impressione che ebbi quando, nei primi anni universitari romani, iniziai a confrontarmi con l'Italia ed il suo modo di vivere la politica. Credo di non essermi mai abituato. Sarà forse questo sentirmi "alieno" che mi ha spinto ad avvicinarmi alle campagne referendarie radicali ed ora al PD.
Politologo di formazione, dopo aver studiato in Italia, Francia ed in Belgio ho lavorato per il Governo Autonomo Regionale Basco, il Programma della Nazioni Unite per l'Ambiente, per la Segreteria del Consiglio dell'Unione Europea e per un agenzia di consulenze di comunicazione politica.
Credo di poter contribuire ad arricchire il dibattito soprattutto sui fronti dei diritti civili e dell'europeismo. Sui diritti civili, perché tra le tante cose mi ostino a credere che una vera politica di sostegno alle famiglie ed un vero riconoscimento delle coppie di fatto sono misure che possano vivere tranquillamente sotto lo stesso tetto pure in Italia. Sul fronte europeista, perché nel corso di questi anni ho maturato il convincimento che in Europa da soli non si va da nessuna parte e che la vera sfida é unire e non dividere. Per citare gli U2: "We are one but we're not the same. We have to carry each other".
Ingegnere elettronico, 33 anni, lavoro in campo informatico con contratto a progetto, ma senza ansie. Ho vissuto per 12 anni a Bolzano, per 16 a Senigallia, per 2 a Milano, per 3 a Cagliari, da ottobre 2007 vivo a Roma. Da sempre soffro di una insana passione per la politica, che negli ultimi anni si è andata coniugando con quella per la storia. Mi fanno arrabbiare le tante bugie della destra, ma anche tante ipocrisie presenti a sinistra. Non ho mai fatto parte di un partito; la mia unica esperienza militante è stata con un gruppo per il boicottaggio della pubblicità sulle reti televisive berlusconiane ai tempi dei girotondi. Il gruppo si chiamava Co.Re. (consumo responsabile): chi l'ha visto?
Mio malgrado, sono fondamentalmente un ottimista. Oggi ripongo grandi speranze nel Partito Democratico, almeno per il medio-lungo periodo. Nel breve periodo, temo che ci sia poco da fare: il virus Berlusconi condiziona troppo la politica e la società italiana; polarizza le scelte lungo un asse che non consente di creare coalizioni in grado di riformare le troppe cose che non vanno. Non parlo di coalizioni di partiti, ma di coalizioni sociali. Oggi sarei contento di dare il mio contributo alla battaglia culturale contro la visione corporativistica e settaria che prevale in Italia, tanto a destra quanto a sinistra. Perché, per me, essere di sinistra vuole dire innanzi tutto essere contro il privilegio. Infatti il mio motto potrebbe essere: "Meno privilegi per tutti".
Genovese di nascita ma non d'origine, ora ho quasi 25 anni e da sei anni vivo a Pisa per ragioni di studio. Con una laurea e un anno di dottorato alle spalle, sempre alla Scuola Normale, collaboro ad analizzare dati e scrivere programmi per CMS, un grande esperimento di fisica delle particelle che si svolge al CERN di Ginevra. Fra i miei passatempi ci sono aikido, fantasy, torte, programmazione, e altre bizzarrie varie.
Da tempo porgevo un orecchio alla politica, ma con sconforto; in questi mesi, poi, con la nascita del PD, ho pensato che fosse ora di darsi da fare per contribuire a migliorare un po' le cose: forse adesso ce n'è la possibilità, e di sicuro ce n'è bisogno.
Ho scoperto iMille dal blog di un'amica, e dopo aver seguito un po' le loro vicende ho pensato "questi mille possono riuscire davvero a fare qualcosa"... e così eccomi qua a dare una mano.
[Il mio blog]
Sono nata nel 1975, alle elementari fecero un progetto sperimentale e ci diedero il tesserino di "operatori ecologici" (che allora non era ancora sinonimo di netturbini!), era uno dei primi progetti di sensibilizzazione sulle questioni ambientali; potevamo agire a tutela dell'ambiente ed io pensai che in fondo era proprio un bel mestiere. Oggi faccio l'ingegnere per l'ambiente ed il territorio, mi occupo di sostenibilità ambientale e di pianificazione territoriale, sto finendo un dottorato di ricerca in tecnica urbanistica e contemporaneamente lavoro (come co.co.co.) presso gli uffici tecnici dell'area ambiente di un comune.
Più di una volta nella mia vita sono "scattata" dicendo "le cose non vanno, bisogna fare qualcosa!" e regolarmente mi sono ritrovata "incastrata" a fare la rappresentante .... dal liceo in poi infatti non ho mai smesso di fare la rappresentante degli studenti, sempre a sinistra anche se mai in organizzazioni di partito. Dopo la laurea mi sono presa un anno sabbatico, anche dalla politica, andando a fare un master in economia e gestione ambientale a Milano dove ho capito che anche nel lavoro avrei potuto spendermi al massimo solo per un fine pubblico o collettivo.
La mia coscienza civile e politica è sempre attiva e sulla mia strada ho incontrato iMille, (che ho conosciuto seguendo i movimenti di Ivan Scalfarotto) una boccata di ossigeno in un contesto culturale nazionale che tende ad uniformarsi verso il basso. Condivido buona parte delle considerazioni de iMille sui temi centrali della politica, e contribuisco al dibattito interno sui temi a me più vicini come la sostenibilità ambientale, la gestione del territorio, il problema cronico della pubblica amministrazione, la laicità dello stato e la questione morale (e ovviamente anche le questioni di genere).
Come quasi tutti quelli a cui mi presento vi starete chiedendo perché mi chiamo Estella, i miei hanno scelto questo nome (al quale sono molto affezionata) perché "era il nome in codice di una partigiana", è dura la vita dei figli dei sessantottini, vero?
Sono nato a Viareggio 34 anni fa e dopo essermi laureato in Economia Politica all’Università di Pisa, mi sono trasferito a Pavia per frequentare un Master in Gestione Integrata dell’Ambiente.
Dal 2000 vivo e lavoro a Milano dove collaboro con Ambiente Italia, una società di ricerca e consulenza in campo ambientale. Mi occupo, in particolare, di politiche di sviluppo sostenibile e processi partecipativi locali. Ho sempre vissuto la politica come qualcosa di vicino ma distante (e viceversa) rimanendone ai margini per una certa, innata, diffidenza.
Poi, un giorno, qualcuno estrae il tuo numero. E ti metti in gioco.
Sono nata nel 1976. Ho compiuto gli studi classici e poi la laurea in ingegneria meccanica. Ho fatto una quindicina di traslochi e vissuto un po' le anime di tutta l''Italia: il benessere superficiale del nord est, la congiuntura urbana ed industriale di Torino, la secolare allegria buona di Roma, che poi è la mia casa e lo sarà sempre. Le origini siciliane e un anno e mezzo di lavoro in toscana completano la mia formazione geografica.
Mi considero un' ingegnera umanista e creativa, attualmente sono al soldo di una casa automobilistica nel settore Marketing&Sales.
Nel 2000, mentre cercavo casa a Roma da studente, ho fondato il portale www.affittistudenti.it che ora trova casa a tutti i fuorisede e lavoratori in fuga in giro per l'Italia.
Nel 2003 mentre preparavo la mia tesi in Svizzera ho scritto un libro: Quattro (Edizioni Il Dito e La Luna, Milano, 2006), la storia di una famiglia inconsueta: composta da due donne e dai loro due figli. Di recente un mio racconto è stato pubblicato nella collana Principesse Azzurre (Mondadori, 2007), diretta da Delia Vaccarello. Considero la scrittura un mezzo di trasmissione potente, una carezza dell'anima, quando è scrittura che distrae, ma anche quando è scrittura che illumina.
Sono tra IMille, perché non mi va a sessant'anni che mio figlio che mi chieda perché l'Italia fa così schifo e perché io non ho fatto nulla per impedirlo. Voglio dirgli: "Guarda, io ci ho provato."
Credo nel buon senso e nella curiosità al potere (non alla fantasia che può declinarsi anche in menzogna) intesa come attenzione all'altro, accoglienza di saperi altrui senza pregiudizi. Non è un caso che in questa avventura abbia già imparato tantissime cose.
Credo nel taglio e cucito perché è l'alternativa femminile e non femminista del distruggere e ricostruire. Voglio prendere il buono di ogni parte e metterlo insieme, farlo funzionare. FARE.
Ho 43 anni, sono di Monza ma abito a Lissone con Giulia, mia figlia, di tredici anni. Insegno nella scuola elementare da sempre, anche come specialista di lingua straniera.
So bene che l'educazione e l'istruzione nei primi anni di scuola lasciano una traccia importante nella storia di ogni individuo: il mio impegno quotidiano - non senza incomprensioni e difficoltà - è volto a far sì che questa traccia sia positiva, innovativa e, soprattutto, in apertura.
Ho una grande passione per il teatro e da grande farò l'attrice! Teatro, inglese e cooperative learning sono i tre ingredienti principali della mia metodologia. Nulla da stupirsi se mi definiscono 'la maestra strana', i più audaci 'la maestra pazza'. Spesso collaboro con il Comune di Cinisello Balsamo, nelle iniziative istituzionali (Giorno della Memoria, XXV Aprile...).
Non mi sono mai occupata attivamente di politica. Quest'anno, però, seguendo per affezione la campagna elettorale a Monza e la conseguente bruciante debacle, ho ritrovato la 'rossa primavera'. Credo sia venuto il momento di mettermi in gioco e di offrire il mio piccolo contributo. iMille mi sono sembrati, da subito, l'occasione giusta per farlo: anch'io spero che possiamo contribuire alla costruzione del PD che non sembra nascere sotto i migliori auspici.
Ma credo nei sogni e che dobbiamo impegnarci per realizzarli.
Romana di adozione ma con sentimenti mediterranei, 45 anni. Filosofa, mamma, moglie, figlia, professionista, manager, animatrice culturale e agitatrice sociale con priorità variabili e possibilmente autodefinite. Più nel concreto sono laureata in Filosofia, ho un master in Business Ethics e ne sto frequentando un secondo in Consulenza Filosofica. Da 25 anni lavoro, con fasi alterne in azienda e in consulenza, nell’ambito della funzione Risorse Umane di grandi aziende, occupandomi quasi sempre di temi di sviluppo organizzativo (organizzazione, formazione, sviluppo, comunicazione).
Ho aperto a Roma quella che definerei una “bottega filosofica” e sono impegnata, in alcuni casi con responsabilità dirette di gestione, in alcune associazioni culturali. Tra i temi che mi sono più cari ci sono lo sviluppo di una dialettica positiva di equilibrio tra umanesimo ed economia; la politica del tempo in tutte le sue dimensioni; la valorizzazione dei talenti (ovvero delle caratteristiche distintive uniche e irripetibili che ciascuno possiede) nel rispetto delle diversità; lo sviluppo, in tutti gli individui, e il mantenimento (in tutte le le fasi della vita) delle capacità (intese come abilità ed esercizio) di pensiero critico. E’ facile intuire perché mi siano cari e perché mi sembrino coerenti con le istanze portate avanti da iMille.
Sono Calabrese, ho studiato fisica, laureata e dottorata presso l'università di Cosenza. Svolgo ricerca in astrofisica dal 1991. Ho lavorato soprattutto negli USA (Space Telescope Science Insitute e Johns Hopkins University di Baltimora) e in Germania (European Southern Observatory e Max-Planck-Institut fr extraterrestrische Physik di Monaco).
Ora mi trovo a Monaco, dove mi occupo principalmente di evoluzione di galassie distanti. Ho pubblicato più di 100 lavori, tra articoli su riviste specializzate e atti di congressi. Lavoro tanto, perche' mi piace molto quello che faccio. Per svolgerlo in maniera degna, ho deciso di lasciare il mio paese, in attesa di tempi migliori.
Sono Mirko, nato 34 anni fa a Bologna, città dove ho sempre vissuto. Diplomato in ragioneria, laureato in scienze politiche sei anni fa con una tesi sul mobbing. Attualmente lavoro a Unisalute, compagnia del gruppo Unipol che si occupa di polizze sanitarie.
Politicamente, dal 2004 sono iscritto ai DS, di cui sono anche segretario di sezione e responsabile organizzativo di zona. Pur avendo anch'io ho una discreta repulsione per gli apparati, ritengo tuttavia che buona parte del popolo diesse abbia un passato e storie straordinarie, e aver avuto la possibilità di conoscerle sia stata un'impareggiabile esperienza di vita. Non sono mai stato un PD-entusiasta, ma devo dire che la nascita de iMille e di tutti i movimenti non partitici che hanno aderito al progetto, mi hanno dato grande stimolo e slancio. Per questo mi sono immediatamente unito a iMille, appena ho saputo dell'esistenza del gruppo che mi auguro duri nel tempo, nonostante i bocconi amari che dovremo mandare giù e l'immensa difficoltà per cambiare, anche solo un minimo, le cose.
Per il resto, sono appassionato di musica, ho fatto anche qualche programma radiofonico su un paio di emittenti cittadine, e di letture. E' tempo di andare.
Sono nato a Napoli nel 1972 a dal 2006 vivo a Milano dove dirigo il laboratorio di epigenetica delle cellule staminali presso l'Istituto Europeo di Oncologia e insegno biologia molecolare e bioetica nei dottorati della Scuola Europea di Medicina Molecolare con l'Università di Milano. In laboratorio mi occupo di una cosa che giorno dopo giorno non finisce di affascinarmi: come le cellule acquisiscono progressivamente la loro identità (diventano insomma fegato anzichè cervello) e come la mantengono nel tempo. Un giorno, come tanti miei colleghi, spero che queste ricerche possano portare ad una svolta nella medicina rigenerativa. E visto che parliamo di identità, di cellule e di persone, ecco giusto un breve cenno di presentazione.
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia a Perugia nel 1996, e poi sono partito per nove bellissimi anni in Germania, prima per un Dottorato in Biologia e Genetica al Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Heidelberg e poi con un periodo post-doc all'Istituto Max Planck di Biologia Molecolare e Genetica di Dresda.
Gli anni in Germania mi hanno dato moltissimo: incontri, idee, un'altra lingua e un'altra letteratura di cui godere. Ma soprattutto mi hanno dato la possibilità di coniugare il mio lavoro di laboratorio con la duratura passione per la filosofia e la politica occupandomi delle implicazioni sociali e politiche delle biotecnologie. In questo spirito ho fondato nel 2002 il Dresden Forum on Science and Society dell'Istituto Max Planck, e ho poi proseguito questo percorso a Manchester con un Master in Bioetica e Biodiritto e poi alla Kennedy School dell'Università di Harvard dove sono diventato membro dell'unità di studio sulle implicazioni costituzionali delle innovazioni biotecnologie.
Perchè tornare in Italia? Perchè nella scienza ho voluto accettare la sfida di un centro di eccellenza che dimostrasse che anche in Italia si può fare ricerca di frontiera inseriti in un tessuto internazionale. E al contempo perchè volevo contribuire al dibattito culturale e alla politica italiani che sentivo sempre piu' lontani dalle correnti di pensiero e innovazione con cui mi ero confrontato in Germania, Inghilterra ed America. La nascita di un nuovo partito di sinistra che ripensasse al futuro era naturalmente lo spazio ideale, ma i primi passi non mi avevano lasciato molte speranze. Fino appunto all'incontro con iMille, persone e modi di aggregarsi che mi hanno ridato l'entusiasmo di partecipare per fare insieme la differenza.
Milanese, 40 anni, mi divido tra Milano e l’Umbria, avendo in comune con mia moglie in dolce attesa chilometri e impegni lavorativi. Laureato in Lettere con indirizzo storico-artistico da studente-lavoratore, ora mi occupo di agenzie commerciali, marketing e comunicazione. Ho passato gli anni liceali e universitari organizzando cineforum, scuola di teatro, piccoli festival di associazioni e autoproducendo con degli amici alcuni cortometraggi.
Dopo un periodo in cui ho guardato alla politica in modo interessato ma molto disincantato, ho giudicato la nascita del PD un momento storico di apertura per provare a prendermi la responsabilità di partecipare; quindi mi sono associato a Libertà&Giustizia di cui ho seguito la Scuola nazionale di formazione politica a Pavia e ora prendo parte all’esperienza de iMille.
Se dovessi spiegare l’orizzonte politico-culturale o il Pantheon a cui mi riferisco rischierei di passare per delirante ma mi costringo a definirmi in primis come Laico ecumenico, avverso ad ogni tipo di ortodossia ideologica e faziosa; ne consegue, oltre e a pioggia, una serie di definizioni e persone che mi stanno a cuore : liberale di sinistra, cristiano non credente, cittadino della Repubblica, socialdemocratico; e che ama la determinazione di Gandhi, la didattica di Bruno Munari, la lucidità geometrica di Kubrick, la struggente tenerezza di F.S. Fitzgerald, la forza e il coraggio dei Partigiani, l’estetica sociale del Bauhaus.
Aggiungo degli spunti e, senza voler essere risolutivo e sentenzioso, spero possano diventare patrimonio condiviso da iMille :
- Se diamo per scontato dare il giusto ad ognuno secondo i propri bisogni, una comunità evoluta può ben permettersi di dare ad ognuno anche secondo i suoi meriti.
- Contaminare e arricchire le dovute risposte politiche, consentendo a chi ha competenze e senso della responsabilità civica, maturata fuori dalla politica, di dire la sua.
- Semplificare e rinfrescare il linguaggio della politica: bisogna sapere comunicare a tutti i cittadini, indistintamente.
- Essere “sportivi”, avere rispetto delle regole del gioco e dell’avversario.
- In ogni scuola educazione civica, la Costituzione, storia delle religioni: insegnare a diventare buoni cittadini e convivere in pace.
- Ricordarsi che le partite Iva e le Pmi sono soggetti che affrontano i mercati a proprio rischio, laboriosamente, e sono una parte fondamentale del tessuto economico italiano.
Sono con Veltroni quando si auspica un PD “come una istituzione civile, che svolge una funzione pubblica e che come tale appartiene a tutti i cittadini che intendono abitarlo.”
La libertà è partecipazione.
Ma anche condivisione di un progetto; con le persone giuste.
Sono fiero di farne parte.
Famiglia contadina del Salento, nato nel 1950 quinto di cinque figli fatti studiare per parare la crisi dell’agricoltura degli anni Cinquanta (che fortuna: altrimenti avrei fatto il contadino).
Laureato alla Cesare Alfieri di Firenze nel 1975, indirizzo storico, comincio a lavorare nel Gruppo Pci della Regione Puglia (ma avevo fatto il cameriere di notte durante l’Università).
Formazione liberal anche quando tutti erano ingraiani, giornalista di partito, ho diretto tutto quanto c’era da pubblicare da parte di Federazione, Gruppi, Sezioni...
Dal 1980 al 2001 mi dedico alla ricerca storico-culturale della mia terra, scrivo alcuni libri e saggi, lascio ancora incompiuto uno studio sugli eretici salentini del ‘500.
Torno nel 2001 a dirigere il Gruppo DS a Bari e il coordinamento di centrosinistra. Quando vinciamo le elezioni eravamo tanto sprovvisti che Vendola si vede costretto a far dirigere a me la Comunicazione Istituzionale (intanto mi ero masterizzato).
Tra un mese vado in pensione e sono uno dei vostri problemi. Non solo perché dovrete pagarmela ma perché faccio parte di quella generazione che aveva capito alcune cose e vi governa ancora pur non essendo in grado di capire il mondo che, nel sapere e nella scienza, ormai governate voi (ma a meno di mille euro al mese).
Una giornata di lavoro nei campi quand’ero piccolo valeva 800 lire. La ragazza di mio figlio (dimenticavo: un matrimonio saltato, una figlia statistica, uno ingegnere telecomunicazioni 1 liv.) lavora in albergo per mantenersi agli studi: lavora da mesi ma è assunta “a giornata”. Io non so se Pietro Ichino mi dirà che non è colpa di Biagi e di Treu: ma se dopo 50 anni siamo tornati a lavorare a giornata, col caporale, in affitto, perché tra mio padre e me c’è stata la mia generazione?
Attualmente mi occupo di un giornale bimestrale di ispirazione riformista (Pugliafutura-riformisti a sudest), sono socio di Libertà e Giustizia, di un’associazione di volontariato del mio paese (Partecipazione), e sono donatore di sangue e di organi.
Insomma, sono di sinistra.
Sono abbastanza contento di quel che ha vissuto la mia generazione, anche se è stato il mio essere troppo povero, da giovane, a salvarmi dall’estremismo dei miei colleghi piccoloborghesi (absit iniuria). Ma ritengo finita la nostra stagione. Al massimo possiamo fare da ostetrici (se ci riesce).
Italo-belga bolognese venticinquenne. Ha studiato economia alla Bocconi. Dopo la laurea e il master a Milano, è stato un anno alla Banca Centrale Europea di Francoforte, prima come stagista e poi con un contratto a termine. Intenzionato a proseguire l'attività accademica, ora sta frequentando un dottorato (PhD) alla London School of Economics.
Mentre l'economia lo rende sempre più allergico allo spreco di risorse, l'Italia continua a disperdere capitale umano, sociale e ambientale. Spera in un'inversione di tendenza spinta da forze giovani. Dei Mille lo ha colpito la fiducia nel futuro, merce rara e quindi preziosa.
Sono la primogenita di tre figli con mamma lombarda e padre romano giramondo per lavoro (trivellazioni petrolifere). Nei primi anni '80 ero in Israele, l'Italia vinceva i mondiali, io lottavo con l'adolescenza mentre gli elicotteri da combattimento sorvolavano la spiaggia diretti a bombardare il Libano.
Frequentai il liceo scientifico in piena milanodabere condita dall'edonismo reaganiano: ci ammazzarono le ideologie prima ancora di viverle e contestarle.
Proseguii con giurisprudenza e grazie all'Erasmus scrissi la tesi all'estero, scelsi l'Olanda. Era il 1993: mi ritrovai a spiegare tangentopoli ai compagni olandesi.
Per sei anni ho gestito un'agenzia viaggi con mio marito (aperta grazie alla legge che ne ha liberalizzato il mercato, erano "contingentate" come le farmacie). A cavallo dell'11 settembre 2001 ho lasciato marito e agenzia, da allora sono un'assistente di direzione in una multinazionale. La politica mi ha sempre intrigato, ma l'idea di praticarla attivamente non mi ha mai nemmeno sfiorato. E dire che la passione politica non è mai mancata in famiglia tra generazioni di comunisti, un trisavolo senatore del regno italico e un nonno che saliva sui tavoli.
Ad agosto 2005 lessi l'intervista ad un tale Ivan Scalfarotto, si candidava alle primarie dell'Unione, cercava volontari. E scrissi d'istinto una mail ferragostana che mi ha portato dritta dritta fino a qui.
Perché lo faccio? Avete letto le date: la storia non ci vola sopra la testa, è nelle nostre vite.
La storia siamo noi, per citare un poeta.
Lucchese arrivata a Parigi per fare delle ricerche di letteratura francese contemporanea, Francesca è rimasta come "cuore in fuga", categoria piena di gente quanto lo è la ben più nota "cervelli in fuga" (molto spesso le due categorie si intersecano). Ha lavorato per un anno in una casa editrice francese e all'età di 26 anni ha realizzato il suo sogno (professionale) facendo parte dei vincitori del concorso nazionale annuale per l'insegnamento per la scuola pubblica francese. Ed è stata spedita a insegnare l'italiano in una scuola di periferia, di quelle zone che in Italia vanno sotto il nome di "scuole di banlieue", luoghi dove chi ama insegnare si realizza in modo straordinario. Con difficoltà, ma anche tante soddisfazioni. Spinta dalla nostalgia del sole e del Mediterraneo, ha chiesto il trasferimento al sud e proprio il 3 settembre inizierà a lavorare in due scuole di Cannes.
Nasco a Roma il primo dicembre 1975 e dopo aver vissuto fino al 1981 a S. Giovanni, mi sposto all'Eur. Oltre a seguire regolarmente la scuola statale, inizio studi musicali classici privatamente. Nel 1993 faccio il mio primo interail e visito l'Europa, Copenhagen, Londra, Parigi, Amsterdam, Vienna. Nel 1994 ottengo la maturità classica nel liceo di Spinaceto (non è poi male Spinaceto) e mi iscrivo in Chimica alla Sapienza. Contemporaneamente, insieme ad altri tre amici, fondo un gruppo di improvvisazione elettroacustica con cui suoniamo nelle zone franche della capitale. Nel 1995-1996 ho una breve esperienza con il PDS Eur-Laurentino, da cui fuggo presto. Nel 2000 mi laureo e inizio un dottorato di ricerca. Nel 2003 passo 6 mesi a Orsay e nel 2004, finito il dottorato, faccio un post-doc all'ENS-Parigi, seguito da un secondo a Evry dove nel 2006 sono assunto a tempo indeterminato come ricercatore CNRS in chimica-fisica teorica applicata a problemi di tossicologia nucleare ambientale. Vivo a Parigi da un po', nel multietnico quartiere di Haut-Belleville.
Da poco ho anche un blog personale tra mille, musica, cucina e altre amenità.
Lucio Scarpa, 39 anni, Veneziano.
Sono cresciuto arrostendo salsicce alle feste dell'Unità e organizzando cineforum col circolo arci; raggiunta la maturità ho deciso di mettere la testa a posto e prendere una laurea in statistica economica per poi specializzarmi in Marketing e Master in Business Admnistration.
Dopo aver studiato e lavorato in diverse città italiane, pochi anni fa ha deciso di tornare a vivere nella città natale.
Qui ho aperto una casa di produzione cinematografica perché è bello fare le cose che piacciono, e perché scommetto che l'industria culturale sarà una grande opportunità di business per il futuro a Venezia e in Italia in genere.
Sono convinto che noi italiani invece di passare il tempo a lamentarci che non si può fare niente di innovativo, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e rischiare in prima persona. Solo così le opportunità le possiamo creare.
Dopo aver seguito con attenzione il percorso dell'Ulivo, con la nascita de iMille ho ritrovato gli stimoli per un impegno personale. Sono convinto che il Partito Democratico abbia la necessità e la possibilità di dare voce a facce e idee nuove per essere la svolta nella politica italiana che tutti speriamo.
E' la grande onda che stavamo aspettando. In acqua le tavole!
Social Psychologist, LSE (London) ed CSIRO (Canberra).
Sono nato nel meridione d'Italia ma vivo a Londra e tra poco migrerò dall'altra parte del mondo.
Come tanti altri italiani che l'Italia respinge, ho scelto di vivere all'estero per avere delle opportunità in quelle che sono i miei interessi di ricerca e le mie ambizioni.
Mi occupo prevalentemente di Values, Attitudes and Behaviour, Public perception of risks, Public Understanding of Science and Technology, Evolutionary Social Psychology (ma non mancano altri interessi).
Arianna Cavallo ha 23 anni, e studia la più bella letteratura che c'è: quella medievale italiana e francese. Romana d'adozione, è nata a Udine dove torna spesso per visitare la sua famiglia o, secondo i maligni, la pasticceria da essa tenuta. Solitamente va di fissazione in fissazione, ma sembra essersi inspiegabilmente convinta della bontà del progetto dei Mille, con i quali ha cominciato a darsi da fare dalla prima riunione romana.
Reperti delle sue passate fissazioni sono un castigliano fluente, un'innata abilità nel tagliare le carote, e una maniacale (è un complimento) attenzione per la dizione e l'ortografia. Qualcuno dice che la sua miglior qualità sia quella di alterare e svilire qualunque storia o racconto, al punto che anche la più bella e caratteristica diventerebbe noiosa e irriconoscibile: lei vi racconterebbe un'altra storia.
Pugliese di Cerignola in provincia di Foggia, la terra di Giuseppe Di Vittorio, Nicola Zingarelli, dell'olio estratto dalle coratine, dei pomodori e delle olive "la bella di Cerignola". Mascagni vi compose La Cavalleria Rusticana.
Ho condotto un programma in una radio locale per qualche tempo, musica e chiacchiere al telefono ogni domenica dalle 7 alle 11. La frase di apertura del mio programma era "il buongiorno si vede dal mattino, al resto ci pensiamo noi! Buongiorno cari radioascoltatori di Cerignola city e paesi limitrofi". La passione per la musica mi è rimasta, ne ascolto tanta, da Coltrane ai Tiromancino, passando per gli U2, Gaber e la Carrà.
Ho frequentato l'università a Bari e poi un master promosso dall'Istituto Tagliacarne di Roma e la Camera di Commercio di Foggia sulla legge 29 marzo 1995 n. 95, ai miei tempi legge De Vito, sullo sviluppo dell'imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno. Dopo un periodo di confusione territoriale e anche mentale, dopo un anno passato a Londra a cercare me stessa, a imparare l'inglese e a fare la cameriera da Mac Donald's, sono arrivata a Milano e qui faccio l'avvocato. Ho un mio studio e una ormai collega preziosissima, Nanmei, senza la quale sarei perduta. Ultimamente mi sono appassionata al mobbing e ogni tanto mi capita di tenere dei corsi sull'argomento. Amo il mio lavoro, e mi sento fortunata per questo.
Nonostante le mie radici rosso sangue, non sono mi sono mai iscritta a un partito e fino a un paio d'anni fa mi sono interessata poco di politica. L'incontro prima con Ivan e poi con Marco e poi con Emanuela e poi con Daniel e poi con tanti altri, con un gruppo di pazzi visionari insomma, mi ha fatto appassionare a quella che mi piace definire "la bella politica".
Mi piace scrivere, lo faccio, ma vorrei farlo di più. Ci sto lavorando.
Sono Emidio Picariello, sono nato ad Avellino il 28 settembre 1978 ma sono da sempre vissuto lontano dalla mia città natale, in Toscana, prima a Prato e poi a Pistoia. Per vivere lavoro in una software house, mi occupo di sviluppo commerciale per tutto il centro Italia, come hobby studio psicologia all`università di Firenze, scrivo libri che pubblico su internet (uno, a dire il vero, che si trova su www.lulu.com/e_picariello), e dirigo un mensile, anche esso su internet di varia letteratura e arte (www.barlumismo.org) con alcuni amici. Vivo a Pistoia con la mia fidanzata, Vera. Penso che il comunismo abbia alla sua base un’ideologia da salvare: tutte le persone sono uguali per diritto di nascita. Poi ognuno farà la sua strada, qualcuno avrà successo, qualcun altro no. Ma la società deve aspirare a dare pari opportunità a ciascuna persona. Per quello che riguarda il PD, ritengo che la questione morale sia la prima da affrontare, e se il PD si mostrerà altro da quello che sono stati i partiti fino ad oggi avrà successo, altrimenti è destinato a fallire. Il mio pensiero politico si può approfondire all’indirizzo http://basepopolare.splinder.com.
Filippo Zuliani, friulano 33enne e classico esempio di “cervello in fuga”: una laurea in Fisica e un dottorato in Ingegneria non gli sono stati sufficienti per evitare l’espatrio forzato. Attualmente lavora al dipartimento di Chimica dell'Università di Amsterdam.
Approdato in Olanda, si interessa di efficienza energetica ed energie alternative - carburanti, materiali e tecnologie per i settori "housing" e "fuel". Attualmente le sue ricerche su nuovi materiali per la Hydrogen Ecomony del futuro sono cofinanziate da Shell e governo olandese.
A titolo personale si interessa del problema della riduzione delle emissioni inquinanti (protocollo di Kyoto, 1997) e di ottimizzazione energetica come soluzione del tristemente famoso "effetto serra".
Sogno nel cassetto: fare dell'Italia un paese all'avanguardia nel campo dell'energia "verde" e dell'efficienza energetica. Una culla d'arte, ambiente ed energia sostenibile unica al mondo.
Sport preferito: l’integrazione.
Show preferito: la natura.
Luca Sofri ha 42 anni, fa il giornalista da otto, è laureato in architettura e vive a Milano con la sua famiglia. Ha guadagnato qualche notorietà conducendo per una stagione Otto e mezzo, su La7, facendo per quattro anni Condor su RadioDue, tenendo un blog che si chiama Wittgenstein, dal 2001, e scrivendo un libro sulle canzonette (Playlist, Rizzoli). Scrive su Vanity Fair, sul Foglio, su Internazionale, su GQ, sulla Gazzetta dello Sport.
Ha seguito da subito la campagna di Ivan Scalfarotto nel 2005, e poi è rimasto in contatto con le persone che se ne erano occupate. Quando il Partito Democratico ha cominciato ad acquistare concretezza ha lavorato con quelle persone a quello che poi sarebbe diventato il progetto dei Mille.
Sono nato a Roma 33 anni fa, sono sposato con Lauren e aspettiamo di diventare tre verso l’inizio di dicembre. Sono un politologo, che non è un modo per tirarmela, ma la descrizione del mio mestiere. Per qualche ragione misteriosa, non avendo tradizioni in tal senso nella mia famiglia, mi sono appassionato di politica fin da piccolo. Ora, dopo una laurea a Roma e un Ph.D. a Londra, insegno Politica Economica alla London School of Economics. Per mantenermi agli studi post-laurea ho lavorato tra gli altri per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, per una assicurazione a Londra come consulente del rischio politico, e per un centro studi italiano che si chiama CISS con il quale ogni tanto continuo a collaborare. Durante gli anni universitari a Roma ho compiuto il cursus tipico del giovane militante DS, dalla organizzazione giovanile agli incarichi in Federazione: cursus interrotto quando sono partito per Ginevra per cercare di vivere direttamente la globalizzazione di cui tutti parlavano. Seguendo sempre la politica italiana, sono tornato in occasione delle primarie dell’Unione, quando ho avuto la fortuna di dirigere la campagna di Ivan Scalfarotto. E’ stato come gettare dei semi fecondi nel profondo di una crisi nazionale che da fuori sembrava meno grave di quella che è. Per l’Italia, sono convinto che fino a quando una parte significativa della mia generazione, e di persone di tutte le età che le somigliano, non sarà messa nelle condizioni di dare il suo contributo, le cose continueranno nel loro lento declino fatto di ingiustizie e prepotenze verso chi è fuori dal sistema, e di una crescente povertà culturale, sociale, economica. Per il resto del mondo, credo serva qualcosa di più, compresa una nuova diffusa consapevolezza che l’impegno pubblico, democratico e quotidiano, è un prezioso strumento per dare senso alla vita individuale, e che tale impegno deve vedere una accanto all’altra persone di lingue e colori diversi. Ma questa è una storia un po’ più lunga.
Sono nato a Roma nel 1970 e quindi mi potrò fregiare del titolo di "giovane" ancora per poco. Ho tre figli (in foto il più piccolo), una splendida moglie e un lavoro interessante: mi occupo di marketing televisivo in Rai.
Non ho mai fatto politica e da più giovane mi è sempre interessata molto poco. L'interesse nacque con l'avvento del maggioritario e la discesa in campo di Berlusconi, eventi che coincisero, ma più che leggere e andare a votare non ho mai fatto.
Una sera però stavo vedendo una puntata di Matrix con un ospite sconosciuto: Ivan Scalfarotto. Quando Mentana gli dava la parola lo chiamava "il neocandidato alle primarie del centro-sinistra", e quando Ivan parlava mi sembrava che si aprisse un mondo, una speranza.
Nasce così il mio impegno nella politica attiva: diedi una mano alla campagna di Scalfarotto ma sappiamo tutti come andò, e il ritorno alla legge proporzionale aumentò quel senso di impotenza e la mia apatia verso la politica che avevo avuto fino al 2005. Seguendo
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