<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
    <title>iMille</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/" />
    <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.imille.org/atom.xml" />
    <id>tag:www.imille.org,2008-03-22://1</id>
    <updated>2008-08-19T22:26:47Z</updated>
    
    <generator uri="http://www.sixapart.com/movabletype/">Movable Type Open Source 4.1</generator>

<entry>
    <title>Democratiche termiti</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/democratiche_termiti.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.868</id>

    <published>2008-08-19T23:32:52Z</published>
    <updated>2008-08-19T22:26:47Z</updated>

    <summary>di Elena Pasquinelli Tartarughe, termiti e flussi di traffico è il titolo di un classico nel mondo dell&apos;educazione e delle scienze della mente ispirate ad una nuova corrente di intelligenza artificiale (Mitchel Resnick : Turtles, termites and traffic jams, MIT...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Per un nuovo PD" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="partitodemocratico" label="partito democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="wittgenstein" label="Wittgenstein" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di Elena Pasquinelli</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="formiche.jpg" src="http://www.imille.org/immagini/formiche.jpg" width="260" height="322" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Tartarughe, termiti e flussi di traffico è il titolo di un classico nel mondo dell'educazione e delle scienze della mente ispirate ad una nuova corrente di intelligenza artificiale (Mitchel Resnick : Turtles, termites and traffic jams, MIT Press, 1997). Me ne vorrei ispirare per proporre un modello per il PD, come partito dinamico, forte di un'intelligenza collettiva e della capacità di immaginare. Che cosa dice questa corrente ?</p>

<p>Molto in breve : che gli organismi naturali che conosciamo e anche quelli artificiali che progettiamo nei laboratori di robotica non hanno necesariamente bisogno di un cervello centrale. Il cervello centrale, che opera su una serie di simboli, è il modello delle scienze cognitive e dell'intelligenza artificiale dette classiche. Questo modello è stato messo alla prova su compiti di ragionamento « alto » : giocare a scacchi, risolvere problemi complessi. Ma fallisce, o quanto meno : si rivela pesante e inutile, quando si tratta di costruire enti capaci di adattarsi ad ambienti dinamici, che cambiano nel tempo.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Troppo pesante è fornirgli una descrizione dettagliata dell'ambiente in cui si dovrà muovere, simboli per tutte le incognite che potrà incontrare in quell'ambiente che lui stesso modifica con le sue azioni. Allora meglio, secondo il grande ispiratore della sezione di robotica del MIT, Rodney Brooks, fare a meno di questo cervellone e di tutte queste rappresentazioni e renderlo capace di utilizzare l'informazione che viene dall'ambiente (Rodney Brooks : Intelligence without representation, Artificial Intelligence 47 (1991), 139-159).</p>

<p>E del resto : come fanno gli uccelli a volare in gruppo per chilometri e chilometri senza sbagliare traiettoria ? Come fanno le termiti a costruire enormi grattacieli con celle frigorifere, orti, canali di aerazione ? Nessun cervello centrale detta la strategia da seguire per tutti, non ne avrebbe le capacità, così come mancherebbero le capacità per comunicare informazioni complesse. L'osservazione delle azioni dell'animale vicino e poche istruzioni di base inserite nel DNA sono sufficienti a creare sistemi organizzativi complessi, dal funzionamento perfettamente regolato. Gli organismi lavorano su compiti specifici, ognuno portando avanti la propria linea di condotta e aggregandosi localmente all'organismo vicino sulla base dell'affinità di linea di condotta e forme di comunicazione locale. La grande rete si crea da sola, per le affinità che i membri di un gruppo hanno con membri di altri gruppi, e così via. Di individuo in individuo, di gruppo in gruppo a forza di affinità locali emerge un comportamento complesso, che ha l'apparenza di un comportamento guidato dall'alto, centralmente, ma non lo è.</p>

<p>Mi piace immaginare il PD che funziona come un termitaio. Operoso, concreto nel costruire azioni quotidiane. Con basi solide e comuni a tutte le sue termiti, iscritte nel proprio DNA di termite, ma poche e semplici come le istruzioni del DNA sanno essere. E con la capacità di operare insieme al proprio vicino, di aggregarsi nella costruzione di un pezzo di grattacielo, e magari di aggregare in quella operazione altre termiti che passavano di là.</p>

<p>Un PD che è il frutto di un'intelligenza collettiva, in cui gruppi di membri si aggregano localmente, invece che intorno ad un'idea centrale. Che non vuol dire un PD senza idee, ma con tante idee, non necessariamente identiche l'una all'altra. Idee diverse, portate avanti da gruppi di membri che si associano intorno alla costruzione di un pezzo del grattacielo, piuttosto che di un altro. Un gruppo aggregato dalla rivendicazione sulla laicità ma scettico sulle centrali nucleari. Un gruppo unito dalla redistribuzione dei salari, ma non dalla laicità.</p>

<p>Un Partito dinamico, che non vuol dire senza cervello ma capace di reagire in tempo reale ai cambiamenti del proprio ambiente, senza il fardello di rappresentazioni del mondo intoccabili, di modelli che rischiano di non saper tenere dietro e comprendere il mondo che cambia. Ma perché questa reattività sia intelligenza e sia davvero appropriata alle condizioni del proprio ambiente bisogna che il cervello di ognuno dei suoi componenti sia capace non solo di osservare il mondo, ma di estrarne le informazioni rilevanti per prendere le sue scelte. Ci vogliono allora apparati percettivi efficaci, apparati per guardare e per capire. Strumenti di analisi della società, della natura.</p>

<p>I risultati di queste forme dinamiche e collettive di intelligenza sono grandiosi quando si pensa alla magnificienza di un termitaio, alla capacità di comprensione e azione di un robot inviato su Marte.</p>

<p>Certo, non si può sempre e solo navigare a vista. Gli esseri umani hanno sviluppato strumenti potenti per andare al di là del contingente, del quotidiano che limita le termiti a costruire sempre e solo termitai. Gli esseri umani hanno la capacità di programmare, di pensare al domani e di anticiparlo. Di staccarsi dalla costrizione di ciò che vedono e sentono per usare strumenti più fini, di analisi, di ragionamento libero. Si tratterà allora, periodicamente, di allontanarsi cò che si è riusciti a costruire e di guardare il grattacielo da lontano, di osservare come cresce, quale direzione prende e farsene, sempre insieme, architetti. E di usare quella capacità della mente umana che è apparentata alla ragione ma che Musil chiamava il « senso della possibilità » (Robert Musil, L'uomo senza qualità, Einaudi/Mondadori). E' la capacità di immaginare quello che non è, di pensare al congiuntivo e non solo all'indicativo. Di vedere, dove alcuni vedono solo un albero, una foresta.</p>

<p>E la coerenza del Partito ? La sua identità unitaria, quella che lo fa essere diverso dagli altri partiti ? E' possibile che tutto questo resista alla perdita di un'ideologia e di una linea comune che detta tutte le scelte del partito e dei suoi membri - il cervellone ?</p>

<p>Io credo di si. Credo che in gioco ci siano due modelli di identità, non la garanzia e la perdita di identità. Da una parte l'identità intesa come una testa, col suo cervello e il suo volto, e in questa testa tanti omuncoli che si passano le informazioni e progettano le azioni del grande organismo. Dall'altra parte un'identità come una foto di famiglia, in cui il figlio somiglia al padre per gli occhi ma ha la bocca della madre. In cui il cugino somiglia al figlio per il naso e alla madre per gli occhi (Wittgenstein, Ricerche filosofiche, Einaudi). E certo, il cugino può non aver nulla del padre, ma essergli legato attraverso la somiglianza col figlio.Che bisogno c'è di uccidere il padre o la madre quando se ne stanno lì, tranquilli nella loro foto di famiglia, in buona compagnia di figli, nipoti, zii, cugini ?<br />
Un'organismo complesso come un partito difficilmente potrà avere un'identità diversa da quella di una foto di famiglia, tanto cara a noi wittgensteiniani.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Cavolate di Bruxelles</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/cavolate_di_bruxelles.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.871</id>

    <published>2008-08-18T10:00:45Z</published>
    <updated>2008-08-18T09:05:53Z</updated>

    <summary>di Philippe Bracke Il Belgio ha 10 milioni di abitanti, è poco più grande della Lombardia e &quot;gode&quot; di un clima atlantico. A parte questi dettagli, Belgio e Italia hanno molto in comune: 1. Giovinezza. Anche il Belgio è nato...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Esteri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="belgio" label="Belgio" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="europa" label="Europa" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di <a href="http://www.imille.org/2007/10/philippe_bracke_1.html">Philippe Bracke</a></p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="choux.jpg" src="http://www.imille.org/images/choux.jpg" width="200" height="300" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Il Belgio ha 10 milioni di abitanti, è poco più grande della Lombardia e "gode" di un clima atlantico.</p>

<p>A parte questi dettagli, Belgio e Italia hanno molto in comune:</p>

<p>   1. <strong>Giovinezza.</strong> Anche il Belgio è nato da poco, nel 1830.<br />
   2. <strong>Alto debito pubblico.</strong> In proporzione al PIL, è 85% per il Belgio. (105% per l'Italia) <br />
   3. <strong>Export di specialità culinarie.</strong> Il Belgio è secondo solo alla Svizzera per quanto riguarda il cioccolato (marche famose: Neuhaus, Côte d'Or, Leonidas e Godiva).<br />
   4. <strong>Aziende famose all'estero.</strong> La belga InBev, il più grande produttore di birra al mondo (Beck's, Stella Artois, Leffe), ha appena acquistato l'americana Anheuser-Busch, proprietaria della Budweiser.<br />
   5. <strong>Nobiltà.</strong> Il re belga, Alberto II, è sposato con un'aristocratica italiana, Paola Ruffo di Calabria.<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p><br />
   6. <strong>Scontro Nord-Sud.</strong> I Fiamminghi occupano la parte Nord del Belgio, parlano un dialetto derivato dall'olandese e sono più ricchi. Dopo aver più volte fatto pressione, sono riusciti a ottenere nel 1993 una revisione della costituzione. Ora il Belgio è uno stato federale. Ma loro non sono ancora contenti.<br />
   7. <strong>Frazionamento dei partiti.</strong> Non esistono partiti nazionali in Belgio, ma partiti fiamminghi o partiti valloni, separati gli uni dagli altri. Risultato: nessuna formazione supera il 15% dei voti, quindi dopo ogni elezione devono trattare per formare coalizioni.<br />
   8. <strong>Instabilità politica.</strong> Dopo le elezioni di giugno 2007 i partiti belgi hanno impiegato nove mesi per formare un governo, caso unico nel mondo occidentale. Primo ministro è diventato Yves Leterme, uno che poco tempo prima aveva definito il Belgio "un incidente della storia, tenuto insieme solo dal re, dalla nazionale di calcio e da qualche birra". Non c'è da stupirsi, quindi, che lo scorso 15 luglio Leterme abbia rassegnato le dimissioni.<br />
   9. <strong>Rassegnazione.</strong> Un anno e mezzo fa un programma televisivo annunciò per scherzo che i Fiamminghi avevano dichiarato l'indipendenza, il re era fuggito e il Belgio non esisteva più. La cosa, per i molti Belgi che ci sono cascati, era perfettamente plausibile.<br />
  10. <strong>L'Economist contro. </strong>I paesi vanno e vengono, ed è ora di considerare l'esperimento Belgio fallito. Così si è espresso il prestigioso settimanale inglese. Come al solito senza mezzi termini. </p>

<p>Insomma, il paese che ospita l'Unione Europea e la Nato è messo così male che rischia di sgretolarsi. Alla fine, però, è probabile che il Belgio rimanga unito. Altrimenti non si saprebbe come dividere il debito pubblico e a chi affidare la capitale Bruxelles. Come ha detto il corrispondente belga dell'Economist, i Fiamminghi e i Valloni sono come una coppia litigiosa che non si separa per paura di perdere l'affidamento dei figli.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Guerra Olimpica </title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/guerra_olimpica.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.872</id>

    <published>2008-08-10T00:10:02Z</published>
    <updated>2008-08-10T00:50:58Z</updated>

    <summary> di Riccardo Spezia avrei voluto segnalare alcuni post interessanti che ci sono stati in questa settimana pur molto vacanziera e sonnacchiosa, dove si è parlato molto di olimpiadi e diritti civili. Non riesco a dire nulla però davanti alla...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="guerra" label="Guerra" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="olimpiadi" label="Olimpiadi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.imille.org/images/guerra.jpg"><img alt="guerra.jpg" src="http://www.imille.org/images/guerra-thumb-500x312.jpg" width="500" height="312" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" /></a></span></p>

<p>di <a href="http://riccardoparis.blogspot.com/">Riccardo Spezia</a></p>

<p>avrei voluto segnalare alcuni post interessanti che ci sono stati in questa settimana pur molto vacanziera e sonnacchiosa, dove si è parlato molto di olimpiadi e diritti civili. <br />
Non riesco a dire nulla però davanti alla peggiore forma di boicottaggio delle olimpiadi come quella di fare iniziare una guerra esattamente il giorno dell'inaugurazione dei giochi. Una volta esisteva la tregua olimpica, ma ora che differenza c'è tra olimpiadi e campionati del mondo di tutti gli sport?</p>

<p>Il blog si ferma per la settimana di ferragosto, sperando almeno in una tregua. </p>]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Applausi alla munnezza</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/applausi_alla_munnezza.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.870</id>

    <published>2008-08-08T08:02:43Z</published>
    <updated>2008-08-08T08:05:57Z</updated>

    <summary>di Francesco Piccinnini (Agora Vox Italia) Pretendere di parlare di spazzatra a Napoli è come affermare di conoscere i dialetti arabi. Ognuno dice la sua, descrive ciò che ha visto o sentito, ciò che è stato e ciò che pensa...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Speakers&apos; Corner" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="napoli" label="napoli" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="rifiuti" label="rifiuti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="soldati" label="soldati" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di Francesco Piccinnini (Agora Vox Italia)</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="soldati_monnezza.jpg" src="http://www.imille.org/immagini/soldati_monnezza.jpg" width="200" height="200" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Pretendere di parlare di spazzatra a Napoli è come affermare di conoscere i dialetti arabi. Ognuno dice la sua, descrive ciò che ha visto o sentito, ciò che è stato e ciò che pensa sarà.<br />
Punti di vista di un puzzle fatto di interessi, soldi e criminalità. Non penso di saperne tanto, nonostante sia napoletano, nonostante sono mesi che ricostruisco trame e connivenza per l'inchiesta che presenteremo a settembre per l'apertura di AgoraVox Italia. So quello che ho visto e capito. So, che la munnezza è l'oro di Napoli; è l'affare nel quale la mia regione affoga. La condivisione delle responsabilità è il primo punto.</p>]]>
        <![CDATA[<p>In Campania hanno sversato le aziende del Nord Italia per anni, l'inchiesta del Tribunale di Caserta ha individato i loro nomi - sembra che gli omissis saranno svelati il 15 agosto -. Queste ditte, purtroppo, hanno trovato terreno fertile, passatemi l'ambiguità, nella popolazione criminale e non, che ha chiuso gli occhi e distruttto il proprio patrimonio ambientale. </p>

<p>Perchè non è successo in Sicilia o in Calabria, dove la presenza della criminalità organizzata è altrettanto forte? <br />
I due miliardi di euro provenienti da quest'attività valgono tassi di tumore del 14% più altri della media nazionale?</p>

<p>A tutte queste domande non ho risposta. Ho capito poche cose. Ho capito che lo Stato, inteso come istituzione, ci chiedeva di fidarci ma abbiamo smesso di confidare in una struttura che tende a preservare il suo status quo. Ho capito che noi abbiamo abiurato al nostro ruolo di cittadini, abbiamo smesso di essere da pungolo verso le persone che ci devono rappresentare, abbiamo smesso di essere partecipi alla vita politica. <br />
Da Chiaiano a Savignano le popolazioni locali sono state lasciate sole, poliziotti contro cittadini. La guerra dei poveri. Campani contro campani. Una lotta per l'interesse di pochi. Mazzate, mazzate, mazzate per consentire che si continuasse a sversare, a stoccare in deroga alle direttive europee. <br />
E' un piano fantastico, imprese e governo da un lato, cittadini dall'altro, in mezzo militari e poliziotti che devono obbedire. <br />
Si è tirata a lungo la corda, sperando che si spezzasse nelle mani d'altri. Berlusconi ha fatto finta di averla riparata. Sono mesi che ci lavoro sopra, ho capito solo una cosa... Non è finita. Non siamo usciti dalla crisi. E' ora di scriverlo cari amici e colleghi. E' ora di smettere di applaudire il più forte.<br />
</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>One world, one dream?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/one_world_one_dream.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.869</id>

    <published>2008-08-07T08:06:26Z</published>
    <updated>2008-08-07T18:06:11Z</updated>

    <summary> di Carlo Traina e Valter Gallo (Pennarossa) &quot;Un solo mondo, un solo sogno&quot; è il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008. A poche ore dall&apos;inaugurazione dei giochi, rimane un mistero a quale mondo e...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Diritti Umani" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="cina" label="Cina" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="dirittiumani" label="Diritti umani" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="olimpiadi" label="Olimpiadi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p> di Carlo Traina e Valter Gallo (<a href="http://pennarossa.splinder.com/">Pennarossa</a>)</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="oneworld.jpg" src="http://www.imille.org/immagini/oneworld.jpg" width="250" height="295" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>"Un solo mondo, un solo sogno" è il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008. A poche ore dall'inaugurazione dei giochi, rimane un mistero a quale mondo e a quale sogno faccia riferimento il regime di Pechino.</p>

<p>Le polemiche nostrane sul "<a href="http://www.repubblica.it/2008/08/olimpiadi/servizi/inaugurazione-italia/inaugurazione-italia/inaugurazione-italia.html">segnale</a>" last minute da dare al regime cinese, disertando l'inaugurazione o attraverso gesti <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281245">simbolici</a>, sono riuscite comunque a guadagnarsi le prime pagine dei giornali e, aldilà delle palesi strumentalizzazioni, rimane il fatto che sul tema dei diritti umani in Cina il centrodestra ha comunicato meglio, seppur nella diversità dei punti di vista, le proprie opinioni. Se qualche atleta nei prossimi giorni riuscirà a fare qualche gesto alla Tommie Smith il Bingo è assicurato.<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Lo scorso novembre, in tempi non sospetti e a 10 mesi dall'inizio delle Olimpiadi, con l'iniziativa "<a href="http://turnoffpechino2008.splinder.com/">Turn Off Pechino 2008</a>" avevamo tentato di porre all'attenzione, in primis al popolo del centrosinistra, la contraddizione tra la simbologia di democrazia che i Giochi rappresentano e la negazione dei diritti umani quotidianamente applicata in Cina. Assieme ad altri blogger volevamo creare, nei mesi rimanenti, un movimento d'opinione in grado di stimolare una riflessione che premesse su sponsor e opinione pubblica. Eravamo convinti che i riflettori puntati sulle olimpiadi erano una imperdibile occasione universale per ragionare sul tema dei diritti umani e sulla democrazia, non solo in Cina.</p>

<p>E' duro ammetterlo, nonostante gli accadimenti tibetani di marzo, utilizzati dai soliti <a href="http://pennarossa.splinder.com/post/16373092/Nodi+cinesi+e+furbetti+nostran">furbetti</a>, che avevano riacceso l'interesse anche del mondo <a href="http://www.gazzetta.it/Speciali/Olimpiadi/Primo_Piano/2008/04_Aprile/10/variepechino.shtml">politico</a>, nulla al momento è cambiato. Dal numero in edicola de l'Espresso: "<em>.. A dispetto di ogni promessa fatta alla comunità internazionale per aggiudicarsele, le Olimpiadi non solo non hanno portato maggiore democrazia, ma hanno inasprito la repressione. Negli ultimi mesi - sostiene un report di Amnesty International - decine di attivisti cinesi sono stati imprigionati (tra cui Yang Chunlin, che aveva coniato lo slogan "Vogliamo i diritti umani, non le Olimpiadi"); a migliaia di persone è stata tolta la casa in nome dello sviluppo edilizio; molti giornalisti sono stati arrestati, i siti web bloccati e l'uso dei campi di lavoro forzato, dei pestaggi in prigione e delle esecuzioni capitali è aumentato. La Cina è la più grande prigione al mondo per cyberdissidenti: 50 giacciono nelle sue galere .....</em>"</p>

<p>A queste considerazioni bisogna aggiungere che la Cina detiene il record assoluto di esecuzioni capitali. Secondo "Nessuno tocchi Caino" nel 2007 ci sono state 5.000 esecuzioni.</p>

<p>Noi ci chiediamo ancora come sia possibile, con queste condizioni e nonostante gli ultimi prestigiosi <a href="http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/08_agosto/01/olimpiadi_appello_per_diritti_umani_tra_firmatari_havel,15632725.html">appelli</a>, seguire e partecipare alla festa mondiale dello sport. Seppur a malincuore, non seguiremo in TV le olimpiadi e su <a href="http://pennarossa.splinder.com/">Pennarossa</a> proporremo e raccoglieremo consigli su per una controprogrammazione, non solo televisiva.</p>

<p>Rimane la sconfitta della politica (PD, dove sei?) suggellata dai pronunciamenti di quel grande uomo di Sport, si fa per dire, di <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/olimpiadi/servizi/inaugurazione-italia/conferenza-petrucci/conferenza-petrucci.html">Petrucci</a>: <em>"Perché si chiede allo sport di fare quello che la politica non fa? Qualcuno ha forse chiesto agli industriali italiani di non commerciare con la Cina?"</em></p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Conversazione su meritocrazia e ricambio generazionale</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/conversazione_su_meritocrazia.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.867</id>

    <published>2008-08-06T01:08:58Z</published>
    <updated>2008-08-06T00:08:48Z</updated>

    <summary> Proponiamo una sintesi di una conversazione avuta qualche tempo fa dietro le quinte del nostro blog sui temi della meritocrazia e del cambio generazionale nel nostro paese. A nostro avviso questa conversazione aiuta a fare il punto sulla situazione...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Speakers&apos; Corner" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="meritocrazia" label="meritocrazia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="rinnovamento" label="rinnovamento" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p> <span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="romney.jpg" src="http://www.imille.org/images/romney.jpg" width="200" height="213" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Proponiamo una sintesi di una conversazione avuta qualche tempo fa dietro le quinte del nostro blog sui temi della meritocrazia e del cambio generazionale nel nostro paese. A nostro avviso questa conversazione aiuta a fare il punto sulla situazione italiana ed a capire quali sono i punti nevralgici della crisi del paese.</p>

<p><strong>Maria Cascella:</strong> <em>"Uccidere il Padre", una siffatta presentazione obbligherebbe noi ad accettare l'eventuale ricambio del PD non in nome della competenza, del merito, o di una diversa progettualità politica, ma solo quella generazionale<br />
</em><br />
<strong>Giovanni Fontana:</strong> <em>Ma scusa, Maria, allora se dicessimo che c'è più bisogno di donne nel PD (e l'abbiamo detto) ci obbligheremmo ad accettare un riequilibrio di genere, non in nome della competenza e del merito, ma solo di quella sessuale? E tra l'altro sì, vista la situazione attuale, meglio una donna incompetente che un uomo incompetente. Io non credo per nulla che l'essere giovani sia così pacificamente considerato un valore, che sia così ovvio, al di là delle aziende che hanno convenienza a pagare pochi contributi. Quello che tu dài per assodato, io mica lo riscontro.</em> </p>]]>
        <![CDATA[<p><em>Anzi, penso che se per iMille è un passo indietro concentrarsi sul tema del cambio generazionale, è un passo indietro sul tracciato che il paese non ha ancora segnato. In ogni campo, in particolare in politica, ma anche in tutt'altro come il calcio, c'è una supervalutazione dell' "esperienza". Tra l'altro, alcune volte mellifluamente confusa con la capacità di muoversi, l'essere scafati. L'abitudine a frequentare le zone grigie Sto dicendo che l'esperienza non conta nulla, ed è un disvalore? Ovviamente no, non sono scemo. Però ogni tanto può capitare che il saper quale sia una buona strada, inibisca la ricerca di una strada nuova, e magari - per avventura - migliore. E ti prego di credere che non parlo perché giovane: non è il mio modo di concepire la politica.<br />
</em><br />
<strong>Gianni Burzi:</strong> <em>Giovanni, ammetto che la mia visione della società italiana possa risentire del fatto che non ci abito da quindici anni, ma ne seguo le vicende e ci faccio affari. L' esperienza "tattile" mi dice che non esiste alcuna questione giovanile: il nostro recruiter scarta senza leggerli tutti i CV di chi ha piú di 40 anni, anche per posizioni dirigenziali, e ogni volta che vado a visitare una azienda il CEO e' il figlio o il nipote (trentenne) del fondatore. Uno studio del Sole 24 ore dice che questo il caso di quasi tutte le imprese che hanno più di un quarto di secolo, e le statistiche mi dicono che il nostro parlamento e' più giovane di quello americano, francese o tedesco.</p>

<p>La questione anagrafica e' una balla. Nessuno ti scarta perché sei giovane: ti scartano perché non "conti" un accidente, fregandosene di quel che "vali". Il problema, infatti, e' che ci sono là fuori venticinquenni che saprebbero dirigere una impresa molto meglio del figlio dell'imprenditore (che infatti non si quota in borsa proprio per paura che azionisti veri vogliano dirigenti veri), e che invece fanno i precari o si fanno schiavizzare in qualche azienda di consulenza solo perché hanno un altro cognome. Non e' "freschezza contro esperienza", e' "merito contro appartenenza".<br />
</em></p>

<p><strong>Emidio Picariello:</strong> <em>Gianni, la tua visione della società italiana risente del fatto che non ci abiti da 15 anni. Perché solo chi non vive in Italia può immaginare di sostenere che in Italia non ci sia un problema di gerontocrazia incancrenito. L'eccezione sono, e non sempre i "figli". E tu dall'eccezione vuoi ricavare la regola.<br />
</em></p>

<p><strong>Corrado Truffi:</strong> <em>Oh mamma mia quanto sono d'accordo questa volta con Gianni! Dall'alto dei miei 51 anni, oso quindi autocitarmi:</em></p>

<p><a href="http://www.imille.org/2007/09/laltra_faccia_della_gerontocra.html">http://www.imille.org/2007/09/laltra_faccia_della_gerontocra.html<br />
</a></p>

<p><strong>Gianni Burzi:</strong> <em>Una delle ragioni del ritardo di innovazione (per usare un eufemismo) del nostro capitalismo, e' il fatto di finanziarsi quasi esclusivamente con capitale di debito. Ossia con strumenti che incentivano un approccio conservativo al rischio di impresa e richiedono beni a garanzia (ossia la villetta del papi) anziché buone idee da proporre al mercato. Per non parlare del carattere, diciamo così, "personalizzato" del credit assessment praticato delle banche commerciali italiane.</p>

<p>La ragione principale per la quale le imprese italiane scelgono i debiti con le banche invece di finanziare la propria impresa vendendone le azioni (ossia delle parti) ad investitori privati o al mercato (che cercano e premiano la crescita rapida, ossia il rischio e l' innovazione), e' proprio il timore di diluire la proprietà famigliare dell' impresa. Nonché il timore che azionisti esterni impongano manager capaci, alla guida dell' impresa, al posto del rampollo di famiglia (che dovrebbe quindi cercarsi un lavoro lasciando il suo posto magari ad un altro giovane, ma bravo).</p>

<p>Per cui, paradossalmente, e' proprio un eccesso di attenzione verso i giovani (alcuni giovani, pero: i figli del papi), e non la loro emarginazione, una delle cause più importanti di declino della nostra società. E questa e' la regola, Emidio, non l' eccezione.</p>

<p>L' Italia non e' una gerontocrazia, quindi: e' invece un'aristocrazia, ossia una oligarchia ereditaria. Per questo la valorizzazione del merito (come categoria economica, strutturale, non "morale") e' la chiave per cambiare questa società.</p>

<p>In sintesi: il merito e' una categoria politica nel processo di selezione della classe dirigente, in quanto altera i rapporti di forza che la determinano. Nello stesso senso, l' età anagrafica non e' invece una categoria politica: e' solo una chiacchiera vana.<br />
</em></p>

<p><strong>Daniele Mazzini:</strong> <em>Secondo me sono due aspetti della stessa medaglia. L'Italia diventa sempre di più un paese senza qualità, dove contano solo le paghe basse per chi produce e i rapporti amicali tra quelli che dirigono chi produce. Nella nostra gerontocrazia non conta l'esperienza nel saper fare le cose, ma la rete che ti sei costruito nel tempo: se è potente sei al sicuro, se non lo è....</p>

<p>Se sei il figlio del proprietario la rete amicale la erediti, per cui vai benissimo anche se poi non capisci molto il lavoro che dovresti fare.</em> </p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title> La missione dell&apos;insegnante</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/la_missione_dellinsegnante.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.818</id>

    <published>2008-08-04T11:05:18Z</published>
    <updated>2008-08-04T10:04:42Z</updated>

    <summary>di Lorella Camporesi Chi è un missionario? Qualcuno che, in nome di una fede fortemente radicata, decide di dedicare la sua vita gratuitamente ad una causa. Il missionario non si risparmia, non ha orari di lavoro definiti, non ha compensi...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Istruzione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="istruzione" label="Istruzione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di <a href="http://http://www.imille.org/2008/05/lorella_camporesi.html">Lorella Camporesi</a></p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="suora.jpg" src="http://www.imille.org/images/suora.jpg" width="170" height="168" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Chi è un missionario? Qualcuno che, in nome di una fede fortemente radicata, decide di dedicare la sua vita gratuitamente ad una causa. Il missionario non si risparmia, non ha orari di lavoro definiti, non ha compensi (almeno su questa terra): così tutti noi ce lo immaginiamo.</p>

<p>Il missionario è un santo che sacrifica se stesso per qualcosa che considera estremamente più grande ed importante della propria vita personale. </p>

<p>In passato si equiparava l'insegnante ad un missionario, si parlava di "vocazione" all'insegnamento e via di questo passo, come ricorderanno i più anziani tra noi. Poi c'è stato chi ha cominciato audacemente a sostenere che l'insegnamento non è questione di ispirazione divina, ma possiede una dignità professionale e che come tutte le professioni richiede competenze specifiche, preparazione adeguata, compensi corrispondenti.Tant'è che da qualche anno nel mondo della scuola si discute se non sia opportuno pensare ad un vero e proprio albo professionale degli insegnanti e qualcuno ha già abbozzato un codice deontologico. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Le prime dichiarazioni della Ministra Gelmini ci facevano pensare che si volesse puntare proprio sulla preparazione e la professionalità degli insegnanti, tant'è che il decreto che modifica le norme per il reclutamento dei presidi recita appunto così: <em>"Con il nuovo Regolamento si punta a valorizzare il merito e la preparazione professionale dei candidati".</em></p>

<p>E altrove la Ministra aveva dichiarato che gli insegnanti italiani sono pagati troppo poco, rispetto ai loro colleghi europei. Ma evidentemente le incaute dichiarazioni della neo- ministra non avevano tenuto conto delle opinioni degli alti prelati del governo, i quali si sono scandalizzati all'ipotesi che gli insegnanti potessero lavorare per motivi venali e non per ispirazione divina: richiamata all'ortodossia, la Gelmini si è ben guardata dal fissare i compensi per i docenti impegnati negli esami di maturità, temendo forse di turbare, con comunicazioni così triviali, la loro ieratica ispirazione; meglio lavorare senza pensare ai soldi, ma concentrandosi esclusivamente sul latino e la storia della filosofia...</p>

<p>Tra l'altro la permanenza nell'iperuranio della cultura salvaguarda, come è noto, anche la salute dei docenti ed è per questo che d'ora in poi essi non potranno più ammalarsi, grazie alla protezione divina di Socrate, Dante o Einstein (a seconda della classe di concorso) :</p>

<p>L'articolo 71 del provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 25 giugno prevede infatti che a tutti i dipendenti pubblici, quindi anche a quelli della scuola, si assegni il solo stipendio base (<em>"con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio")</em> in tutte le occasioni in cui la malattia sia stata prescritta per meno di 10 giorni consecutivi. </p>

<p>Per essere chiari con i non addetti ai lavori: su uno stipendio complessivo di 1300,00 Euro, l'indennità è di circa 600,00 Euro, cioè poco meno della metà; di conseguenza, se un insegnante avrà l'ardire di beccarsi l'influenza nel prossimo inverno e non avrà la febbre alta per 10 giorni consecutivi, si vedrà decurtato lo stipendio di quei giorni di quasi la metà. </p>

<p>C'è chi potrebbe pensare: bene, finalmente si recupereranno i soldi dei "fannulloni" che fingevano soltanto di ammalarsi e li si potrà utilizzare per migliorare la scuola; ma non è così: lo stesso decreto prevede che i risparmi così ottenuti tornino al Tesoro e vengano destinati ad altri usi. </p>

<p>Probabilmente il prossimo decreto stabilirà il colore del saio, in base alle discipline di insegnamento: speriamo che per la classe di concorso a cui appartengo sia bianco, perché gli abiti scuri non mi donano...</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>La settimana in blog (3)</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/la_settimana_in_blog_3.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.865</id>

    <published>2008-08-03T01:00:02Z</published>
    <updated>2008-08-02T23:55:58Z</updated>

    <summary>di Riccardo SpeziaE&apos; la terza settimana estiva, e i blog sono ancora molto attivi. Si era iniziato con l&apos;epilogo del congresso di Rifondazione Comunista che ha chiuso una breve ma intensa stagione di congressi. Dalla &quot;alta politica&quot; ai tanti troppi...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="aggregazione" label="aggregazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="blogreactions" label="blog reactions" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[di <a href="http://riccardoparis.blogspot.com/">Riccardo Spezia</a><br /><br />E' la terza settimana estiva, e i blog sono ancora molto attivi. Si era iniziato con l'epilogo del congresso di Rifondazione Comunista che ha chiuso una breve ma intensa stagione di <a href="http://riccardoparis.blogspot.com/">congressi</a>. Dalla "alta politica" ai tanti troppi divieti che sembrano appassionare gli <a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/2008/07/toscana-proibita.html">amministratori toscani</a>, certo mai quanto dare la <a href="http://loveisavirus.splinder.com/post/17944559/Zingari+di+Merda">caccia allo zingaro</a>, sport che unisce tutta l'Italia. <br />Dal fronte "economico" non si può non sorridere sentendo denunciare che <a href="http://qualcosadiriformista.ilcannocchiale.it/post/1986636.html">il governo aumenta le tasse</a> e al sorriso si mescola un po' il pianto quando si sentono certe soluzioni per <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2008/07/lo_slogan.html">Alitalia</a>. Delle posizioni poco coraggiose (a dir poco) del PD e della sua pigrizia se ne è parlato e discusso su questo stesso blog, ma forse si dovrebbe veramente <a href="http://civati.splinder.com/post/17964313#17964313">ripartire dai quartieri</a>.<br />Infine, non si può non ricordare che ieri era l'anniversario della più grande strage fascista che sia accaduta in Italia dal dopoguerra, senza revisioni e non dimenticando gli assassini che ne sono responsabili: <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/post/1988149.html">Francesca Mambro e Giusva Fioravanti</a>.<br />]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Bronislaw Geremek, un europeista poco fa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/08/bronislaw_geremek_un_europeist.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.863</id>

    <published>2008-08-02T10:41:25Z</published>
    <updated>2008-08-02T09:41:56Z</updated>

    <summary>di Francesco Cannatà Se lo sentivi parlare capivi che era un personaggio brillante. Complesso e allo stesso tempo semplice. Chi lo ha conosciuto lo descriveva capace di ascoltare con calore e pazienza chiunque, rispondendo con argomenti che lui conosceva meglio...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Europa" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="europa" label="Europa" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="geremek" label="Geremek" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di Francesco Cannatà</p>

<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="geremek.jpg" src="http://www.imille.org/images/geremek.jpg" width="210" height="194" class="mt-image-right" style="float: right; margin: 0 0 20px 20px;" /></span>Se lo sentivi parlare capivi che era un personaggio brillante. Complesso e allo stesso tempo semplice. Chi lo ha conosciuto lo descriveva capace di ascoltare con calore e pazienza chiunque, rispondendo con argomenti che lui conosceva meglio di chiunque altro. Talmente competente da rendere accessibili a tutti i dettagli della storia e della politica.  </p>

<p>Mi era capitato di vederlo a Roma, ad un convegno del Goethe Institut. L'eco della caduta del Muro non si era ancora spenta. Occhi blu scintillanti. Voce cavernosa. Si capiva che era abituato alle conferenze e ai colloqui. Grande umanista e intellettuale europeo per eccellenza, Bronislaw Geremek era uno di quei personaggi anticonformisti che ogni tanto attraversano la storia del nostro continente. Uomo di pensiero e d'azione. Erudito e impegnato. Sempre sul fronte delle libertà. A Varsavia e a Bruxelles. Eroe polacco durante l'epopea di Solidarnosc e fondatore a Bruxelles della nuova Europa.  <br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p><br />
Nato il 6 marzo 1932, cresce nel ghetto di Varsavia da dove fugge nel 1943 con la madre. Il padre rabbino muore ad Auschwitz. Torna a Varsavia per studiare la storia e specializzarsi nel Medio Evo, il periodo meno sottomesso al dogma marxista. A Parigi frequenta la scuola degli Annales, lavorando insieme a Fernand Braudel, Jacques Le Goff e Georges Duby diventa infine uno dei massimi esperti mondiali dell'esclusione e della marginalità nella Francia medievale. Nel 1950 aderisce al Parito comunista polacco, Poup, che abbandonerà nel 1968 dopo lo fine della primavera di Praga nella quale c'era anche una rappresentanza polacca, e in seguito a una purga antisemita voluta dai dirigenti del partito. Da allora si avvicina al movimento di difesa degli operai.</p>

<p>Nel 1980 il professor Geremek arriva a Danzica in compagnia di un altro eminente intellettuale polacco, Tadeusz Mazowiecki. Saranno il simbolo dell'alleanza tra l'opposizione universitaria e il mondo operaio che darà il via agli scioperi dei cantieri navali. Saranno i principali consiglieri dell'elettricista Lech Walesa, il leader di Solidarnosc. Per Geremek questo è anche l'inizio della persecuzione della polizia segreta che culminerà nell'espulsione dall'Università. Spionaggio a favore degli Stati Uniti, questa accusa fa il paio con quella di far parte dell'organizzazione "clandestina Solidarnosc".Il sindacato però diffida di lui. La fronda antintellettuale gli impedirà di diventare membro a pieno diritto della direzione del movimento. Un'ostracismo che non gli impedirà di svolgere un ruolo di primo piano. Durante i sedici mesi di esistenza del sindacato ne incarnerà l'ala moderata. Ciò nonostante è vilipeso e umiliato dal regime che lo presenta come un intellettuale anticomunista al soldo americano.</p>

<p>Dopo il colpo di Stato del 13 dicembre 1981 e l'imposizione della legge marziale da parte di Jaruzelski, Geremek viene internato. Contemporaneamente è attaccato in modo particolarmente vile da Radio Varsavia. Presentato come un "ebreo sciovinista" legato alla "massoneria internazionale". Dipinto come un impostore apparentemente colto ma in realtà specialista di "soggetti osceni" come la prostituzione nel Medio Evo, torna in carcere per un anno. Di nuovo imprigionato nel 1983, perde il posto di insegnante dell'istituto di storia all'Accademia delle scienze di Varsavia.</p>

<p>Nel 1989 è uno dei principali mediatori nel negoziati della tavola rotonda tra governo e Solidarnosc. La conoscenza interna del partito, frequentato per 18 anni, gli è preziosa per guidare un processo senza precedenti in Europa che avrà conseguenze storiche eccezionali. Le discussioni condotte sotto la minaccia di un intervento militare sovietico portano infatti al crollo del regime polacco, coinvolgendo anche il resto dei paesi satelliti di Mosca.</p>

<p>Un ingranaggio che sorprende Urss, osservatori internazionali e le stesse forze d'opposizione di Varsavia. È l'inizio della fine del socialismo reale. Durante le prime elezioni semidemocratiche del giugno 1989, Geremek entra alla Dieta. Presiede il gruppo parlamentare di Solidarnosc, la Commissione di riforma della Costituzione e la Commissione degli affari esteri del Parlamento. Una carriera parlamentare che proseguirà a Strasburgo e Bruxelles. Dal 2004 fino alla morte.</p>

<p>Il 2004 è l'anno dell'ingresso della Polonia nell'Unione Europea. Da ministro degli Esteri dal 1997 al 2000, Bronislaw Geremek è stato uno dei grandi architetti dell'ancoraggio continentale del suo paese negoziando anche l'adesione della Polonia alla Nato.  </p>

<p>Con il disincanto umoristico tipico dei vecchi saggi, usava il sarcasmo per relativizzare le difficoltà della costruzione europea. "Studio le direttive europee ascoltando Bach. Aiuta sempre". Apostolo della riconciliazione tedesco-polacca, partigiano convinto di un'accordo con la Russia Geremek è stato soprattutto un patriota polacco.</p>

<p>Desiderava l'Europa politica. La necessità di una Unione Europea sopranazionale era per lui così evidente che quando si è aperta la crisi costituzionale dell'Ue nella prefazione a "Visioni d'Europa", ha scritto: "Dopo aver fatto l'Europa, ora dobbiamo fare gli europei. Altrimenti rischiamo di perdere l'una e gli altri".</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>La ripugnante unità del PD su Eluana Englaro</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/la_ripugnante_unita_del_pd_su.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.864</id>

    <published>2008-07-31T18:04:53Z</published>
    <updated>2008-07-31T18:09:26Z</updated>

    <summary> di Chiara Lalli l senso di estraneità e di disappunto mi strappa dal silenzio che avevo abbracciato riguardo ad Eluana Englaro (soprattutto perché il mio silenzio segue la esplicita manifestazione di come la penso, se a qualcuno potesse interesare)....</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Laicità" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="diritti" label="Diritti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="laicità" label="Laicità" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="partitodemocratico" label="partito democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p> di <a href="http://www.chiaralalli.com/">Chiara Lalli</a></p>

<p>l senso di estraneità e di disappunto mi strappa dal silenzio che avevo abbracciato riguardo ad Eluana Englaro (soprattutto perché il mio silenzio segue la esplicita manifestazione di come la penso, se a qualcuno potesse interesare). Ma soltanto per un commento fugace alle dichiarazioni del PD per bocca di alcuni dei suoi.</p>]]>
        <![CDATA[<p><em>Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unità e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione». Lo affermano i deputati del Pd Binetti, Bobba, Carra, Calgaro, Lusetti, Mosella, Ria, Sarubbi. E aggiungono: «Vogliamo che Eluana viva, riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno può assumersi la tragica responsabilità di togliere la vita ad un'altra persona».</em></p>

<p> (Il Corriere della Sera, <em>Eluana, sì della Camera al conflitto di attribuzione</em>, 31 luglio 2008).</p>

<p><strong>Mediazione:</strong> purtroppo il risultato di una mediazione, che significa una media più o meno aritmetica di addendi alcuni dei quali sono drammaticamente in negativo, offre un risultato inevitabilmente merdoso. Alcuni addendi andrebbero eliminati perché non rispettano le regole del gioco, non perché siamo cattivi. Quando ti dicono che puoi giocare a pallone se segui il regolamento e tu entri e prendi a calci il portiere della squadra avversaria ti cacciano. Solo gli esaltati continuano ad urlare arbitro cornuto. La mediazione sui diritti civili è pericolosa e fuori fuoco: sulla libertà personale non dovrebbe esserci alcuna media(zione) a patto che le mie decisioni non danneggino altri. E le questioni di fine vita sono esemplari: io decido per me e non venitemi a fare la paternale. Non è pertinente che Eluana non possa esprimersi (perché lo ha fatto quando poteva; perché oggi non può e non potrà in futuro; perché lo scenario è quello di un legittimo rifiuto di terapie, e le due condizioni necessarie - quella di irreversibilità dello stato vegetativo e la ricostruzione della sua volontà - sono state ben trattate dalla sentenza, ma dubito che i commentatori si siano disturbati a leggerla).</p>

<p><strong>Unità:</strong> sarebbe importante approfondire il contenuto di una unità. Rischia di essere una contentezza pericolosa perché troppo formale. Sareste contenti di trovarvi in accordo con un gruppo di persone che picchia e sevizia un cane? Ciò che conta è cosa si sta facendo uniti, non essere uniti e basta. Il PD (o almeno i suoi portavoce) si accontentano di essere compatti su questa ennesima manifestazione di ipocrita e paternalistico buonismo (ad essere spaziosi di cuore nel definirlo).</p>

<p><strong>Viva:</strong> Binetti dimentica di specificare come sia la vita di Eluana. Meramente biologica, priva della minima coscienza e percezione. Il "Vogliamo che viva" è di una volgarità rara. E lascia intendere che loro vogliono che viva, mentre quel farabutto del padre (e quelli che lo sostengono) se ne sbattono di Eluana, anzi la vogliono far crepare. Trovo queste parole ripugnanti - in senso tecnico. Inutile dire che a nessuno dei suddetti interessa cosa volesse Eluana.</p>

<p>Meglio riportare il parere di Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia Englaro: "Per noi la situazione oggi è uguale a ieri, e identica a tre settimane fa: la Corte d'Appello di Milano, come poi confermato dalla Cassazione, ha autorizzato il signor Englaro a porre fine alle sofferenze della figlia, ed è quello che farà quando lo riterrà opportuno, né prima né dopo [...] La legge è chiara [...] per interrompere una sentenza esecutiva come quella della Corte d'Appello ci vuole una richiesta esplicita di sospensione alla stessa Corte, cosa che non è stata fatta. Ora la Camera presenterà il ricorso, la Corte Costituzionale deciderà in due battute sulla sua ammissibilità, e infine se davvero c'è stato conflitto. Nel frattempo, secondo qualcuno potrebbe sospendere l'atto impugnato, ma questo non è assolutamente mai successo". <br />
</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>A volte lavorano ...</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/post_oleg_curci_su_statali_non.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.861</id>

    <published>2008-07-31T00:00:15Z</published>
    <updated>2008-07-30T23:05:30Z</updated>

    <summary><![CDATA[ di Oleg Curci Confesso un peccato inesorabile ed infamante....sono un dipendente pubblico, anzi per la precisione sono un Infermiere presso il Pronto Soccorso pi&ugrave; grande della mia regione (Liguria) ed il 4&deg; in Italia per numero di accessi (350/die...]]></summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="lavoro" label="Lavoro" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[ <p>di Oleg Curci</p>
<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="dna.JPG" src="http://www.imille.org/images/dna.JPG" width="200" height="200" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Confesso un peccato inesorabile ed infamante....sono un dipendente
pubblico, anzi per la precisione sono un Infermiere presso il Pronto Soccorso
pi&ugrave; grande della mia regione (Liguria) ed il 4&deg; in Italia per
numero di accessi (350/die &ndash; circa 130.000 all'anno) e sono quindi un
dipendente della Regione Liguria.</p>
<p>Entrato per concorso (14&deg; su 726 per 10 posti con graduatoria ad
esaurimento) dopo dieci anni dal diploma e senza nessun tipo di
raccomandazione, lavoro da dieci anni in condizioni assolutamente estreme che
vanno ulteriormente peggiorando.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Nel 1999 avevamo un afflusso di circa 150/180 pazienti al giorno ed
eravamo sette Infermieri, due Medici Internisti, un Chirurgo, due Anestesisti
distribuiti in sette locali ampi e luminosi ove riuscivamo a svolgere
pi&ugrave; che dignitosamente il nostro lavoro. Oggi con un utenza di 300/350
pazienti al giorno (sostanziale raddoppio in 10 anni) siamo sette Infermieri,
due Medici Internisti, un Chirurgo, due Anestesisti distribuiti in sette
locali nuovi ma piccoli e senza finestre ove lavoriamo quotidianamente in
condizioni di estrema emergenza.</p>
<p>Perch&egrave; questo preambolo? perch&egrave; non sono per nulla un
fannullone, perch&egrave; non posso permettermi (con due figlie ,il mutuo, il
latte a 1,50 euro/litro) nessun tipo di assenteismo perch&egrave; non posso
nemmeno osare il doppio lavoro perch&egrave; rischio il licenziamento,
perch&egrave; non vedo valorizzato nemmeno il tanto lavoro straordinario che
faccio (circa 350 ore/anno), perch&egrave; cambiano i Primari, cambiano i
Direttori di Dipartimento cambiano le strutture ed aumentano i carichi di
lavoro e le responsabilit&agrave; ma la retribuzione non cambia mai.</p>
<p>Eppure insisto, insisto perch&egrave; mi piace il mio lavoro, insisto
perch&egrave; pur essendo usurante credo di essere utile e di fare un lavoro
intelligente ed interessante, insisto perch&egrave; penso di poter dare il
mio piccolo contributo a cambiare le cose, insisto perch&egrave; sono
segretario di un circolo di testoni che mi seguono nelle battaglie
quotidiane, insisto perch&egrave; da troppo tempo vedo risolvere i problemi
del mio ambito lavorativo solo grazie allo spirito di sacrificio dei
lavoratori, insisto perch&egrave; la politica degli spot ha deciso che sono
un fannullone ma io che so di non esserlo insisto perch&egrave; la miglior
risposta agli spot &egrave; il lavoro ed i risultati che abbiamo sempre
ottenuto. &Egrave; troppo facile sparare nel mucchio della bassa forza,
bisogna avere il coraggio di sparare anche su chi ha grandi
responsabilit&agrave;, esistono tanti fannulloni dirigenti... cerchiamoli...
ma senza caccia alle streghe... cerchiamoli e basta, ma finiamola di pensare
che ogni dipendente pubblico sia un furfante che ruba lo stipendio, finiamola
perch&egrave; non &egrave; cos&igrave;.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Dolce Enrico</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/dolce_enrico.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.862</id>

    <published>2008-07-29T23:02:58Z</published>
    <updated>2008-07-29T21:59:52Z</updated>

    <summary> di Carlo Traina Ottimismo e amarezza (più la seconda, in verità) nel rileggere dopo 27 anni l&apos;intervista che Eugenio Scalfari fece ad Enrico Berlinguer e che pose all&apos;attenzione di tutti la &quot;questione morale&quot;. Se ne è parlato nella libreria...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Per un nuovo PD" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="partitodemocratico" label="partito democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p> di <a href="http://www.imille.org/2008/01/carlo_traina.html">Carlo Traina<br />
</a><br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="moral.jpg" src="http://www.imille.org/moral.jpg" width="150" height="101" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Ottimismo e amarezza (più la seconda, in verità) nel rileggere dopo 27 anni l'intervista che Eugenio Scalfari fece ad Enrico Berlinguer e che pose all'attenzione di tutti la "questione morale".</p>

<p>Se ne è parlato nella libreria <a href="http://www.bibli.it/">Bibli</a> a Roma, grazie all'iniziativa di alcuni "inguaribili democratici" (Claudia Costa, Piero Filotico e Massimo Cardone) che l'avevano lanciata attraverso il blog <a href="http://www.laquestionemorale.blogspot.com/">laquestionemorale</a>.</p>

<p>L'amarezza è quella di constatare che nulla è cambiato dalla denuncia e dalla triste fotografia dell'Italia che Berlinguer faceva nel 1981. Amarezza accentuata - se possibile - dalla scarsa sensibilità mostrata fino ad ora dal Partito Democratico su un argomento così importante, nonostante si sia dotato di un codice etico e di uno statuto. Come ha affermato Moni Ovadia attraverso un messaggio inviato agli organizzatori "dobbiamo batterci perché invece vengano rigorosamente e ovunque applicati". </p>]]>
        <![CDATA[<p>L'ottimismo - al contrario - è emerso dalla volontà di non cedere allo scoramento, di impegnarsi per risvegliare le coscienze.</p>

<p>Impegno difficile perché ormai, a causa soprattutto del consumismo (citato già allora da Berlinguer), si cerca il successo facile a scapito delle regole, e tutto ciò si traduce in uno scarso senso della democrazia.</p>

<p>Su questo punto l'analisi di Mario Adinolfi è stata ancora più cruda. "Il modello efficientista sta sconfiggendo la democrazia. In nome del profitto si sta delegittimando la democrazia, in quanto vista come un ostacolo. Si sta confondendo l'etica della politica con l'efficienza. Tutto quindi viene consentito in suo nome. L'antidoto, per Adinolfi, è contrastare Berlusconi (e il suo modello di politica) proprio sotto il profilo etico".</p>

<p>Sulla questione morale Cristiana Alicata si è chiesta se sia giusto - per il PD - cercare l'alleanza con Casini e "scaricare" di conseguenza Di Pietro, visto che proprio Di Pietro è l'unico che ha posto al centro dell'azione politica la questione morale. </p>

<p>Numerose le altre proposte scaturite dagli interventi: elaborare un documento da portare nei circoli, nelle sedi territoriali e da lì ripartire; fare capire che esiste una maggioranza che vuole uscire dal silenzio e che è per la legalità; sottolineare come la questione morale non sia solo un problema etico ma anche economico, in quanto la corruzione si traduce in un costo per la collettività.</p>

<p>In conclusione, si è deciso di mantenere in vita il blog <a href="http://www.laquestionemorale.blogspot.com/">laquestionemorale</a>, di farlo diventare una "piazza" e di intensificare le iniziative affinché questo tema diventi uno degli impegni prioritari del PD e di ognuno di noi.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Risposta ad una e-mail scandalosa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/una_mail_scandalosa.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.859</id>

    <published>2008-07-27T23:42:38Z</published>
    <updated>2008-07-27T22:42:42Z</updated>

    <summary>di Davide Andriolo Ho ricevuto via mail uno scandaloso appello &quot;cattolico&quot; (metto fra virgolette perché è indegno di portare questo nome) contro l&apos;Europa, che agita lo spauracchio dell&apos;identità nazionale e delle questioni etiche pur di far fallire la ratifica del...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Europa" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Speakers&apos; Corner" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="diritti" label="Diritti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="europa" label="Europa" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="laicità" label="Laicità" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[<p>di <a href="http://www.imille.org/2008/05/davide_andriolo.html">Davide Andriolo</a><br /><br /><br />
</p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sanfedisti.jpg" src="http://www.imille.org/sanfedisti.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="160" width="242" /></span>Ho ricevuto via mail uno scandaloso <a href="http://www.firmiamo.it/appelloaiparlamentaricattolici">appello</a> "cattolico" (metto fra virgolette perché è indegno di portare questo nome) contro l'Europa, che agita lo spauracchio dell'identità nazionale e delle questioni etiche pur di far fallire la ratifica del Trattato. A seguire la mia dura risposta. A volte bisogna urlare per scacciare i mercanti dal tempio.<br /><br />Ho ricevuto questo invito ben due volte, oggi, con tanto di odiosissima notifica di ricezione.<br /><br />
Volevo porre alcune questioni, sia nella forma che nel merito dell'iniziativa.<br /> ]]>
        <![CDATA[<p><br /></p><p>Iniziamo dalla forma. Quello che si sta facendo si chiama spamming, e dei peggiori. Non so dove costoro abbiano avuto autorizzazione al trattamento dei dati personali e all'invio collettivo di un appello, per giunta con gli indirizzi in chiaro, che adesso diventano a disposizione di tutti i riceventi. Ci sarebbero gli estremi per una notifica al garante della privacy.<br /><br />
Il fatto di esser cattolici o di indossare una tonaca non autorizza a andare contro la legge perché lo si fa in buona fede. E, parlo da cattolico, soprattutto non autorizza all'ingerenza nella polita italiana. Questo non vuol dire che un cattolico debba disinteressarsi della politica, anzi, i suoi valori può e deve portarli in tutto ciò che fa, e la politica è un mezzo per poter mettere in pratica ciò in cui si crede. Ma questo non può e non deve significare l'essere autorizzati a fare lobby elettorale per rendere il suo credo legge dello stato. Non devo esser io a spiegare Matteo 22,21 e la netta distinzione che deve esserci fra le cose di Cesare e le cose di Dio. Né sta a me spiegare Giovanni 18,36 e il fatto che il Regno di Dio non è di questo mondo. Una cosa è ciò in cui crediamo, una cosa la legge di uno stato, che deve garantire anche i diritti di chi non crede. E lo dico con amarezza, perché questo atteggiamento di continue prove di forza, ricerca di visibilità e potere politico ha svilito il messaggio del Vangelo, ha svuotato le chiese (la gente non riesce a credere a un ultraterreno i cui rappresentanti in terra si mescolano ai giochi dei palazzi del potere) e ha innalzato al rango di Defensor Fidei gente di quantomeno dubbia moralità, che cavalca l'onda per fini esclusivamente personali.<br /><br />
Ma andiamo nel merito dell'appello. La premessa dell'appello è una subdola scusante e sa di excusatio non petita. Ricorda molto chi inizia la frase con un "io non sono razzista, però..." per poi fare immediatamente dopo considerazioni xenofobe. Qui si dice<i> "io non sono antieuropeista, non sono nazionalista però, sono per un'Europa dei Popoli", </i>formula annacquata vuota di significato, e si accusa l'Europa di espropriarci della nostra democrazia (principio nazionalista basato sul fatto che l'unica democrazia buona sarebbe la nostra e mescolarci con gli altri fa male... considerando lo stato in cui sta il nostro paese, direi che più che difenderci da essa sarebbe necessaria più Europa, dato che da noi sembra essersi perso il lume della ragione e il suo intervento sembra l'unico che può salvarci dal declino). Si tenta di mettere in guardia dai pericoli del Trattato con metodi di bassa propaganda e si chiede un Referendum che servirebbe solo a rallentare un'idea di Europa che è oggi in difficoltà, anche in altri paesi, a causa della crisi economica e di chi cavalca l'onda della paura indicando le responsabilità di altri, diversi e lontani, per distogliere lo sguardo dalle proprie. Si sta attraversando un momento storico molto simile a quello, disfattista nei confronti dell'Europa, che precedette gli incontri di Messina del '55 da cui però, grazie a un nuovo spirito, l'idea di Europa è potuta ripartire e, mentre si dovrebbe con forza gridare la nostra voglia di Europa, cavalcare l'onda nazionalista non farà che far riemergere tutti i particolarismi locali. Ma chi la cavalca, forse, ha proprio questo intento.<br /></p><p>E, cosa più grave ma prevedibile dato l'andazzo propagandistico, elenca una serie di falsità che meriterebbero un novello Zola a scrivere un moderno <i>J'accuse</i>.<br /><br />
Vediamole, iniziando dai primi due punti:<br /><br /><i>1. La sovranità, secondo la Costituzione, emana dal popolo; il Trattato di Lisbona la trasferirebbe completamente ad una burocrazia sovrannazionale, che non è chiamata a rispondere al popolo.<br /><br />
2. Una volta firmato il Trattato, la burocrazia dell'Unione Europea potrebbe cambiare qualunque cosa in esso, come e quando volesse, senza approvazione degli Stati membri.</i><br /><br />
Tralascio il fatto che si usa il termine "burocrazia" con chiaro intento propagandistico, per trasferire alla burocrazia europea le colpe di quella italiana, e che quel "sovrannazionale" usato come spauracchio strida un po' con la dichiarazione iniziale dell'autore, che si era dichiarato lontano da intenti nazionalisti. Ma era falsa quell'affermazione, l'unico suo timore sembra esser la sovranità nazionale, e sono false soprattutto le affermazioni di questo punto: la sovranità continuerebbe a appartenere al (non emanare dal) popolo, nessun trasferimento completo di poteri al governo centrale europeo e, soprattutto, nessun pericolo di dittatura. La "burocrazia sovrannazionale" è eletta dal popolo e al popolo risponde, anche nel caso in cui volesse cambiare qualcosa del trattato. Se c'è un governo che auspicherebbe il non dover rispondere a nessuno delle sue azioni quello è il nostro, non quello europeo. Forse in nome del suo "fin di bene" l'autore dimentica che la sua Fede lo chiama alla Verità e non alla menzogna. Questo succede a volersi mescolare coi giochi di potere. Nessun servo può servire due padroni (Luca 16,13). Gli interessi economici vaticani e la paura di una sovranità europea meno accondiscentente con un sistema di clientele dimostra a che punto si può arrivare per difendere Mammona.<br /><br />
Passiamo poi al punto 3: <i>Il Trattato rappresenta un cambiamento fondamentale della Costituzione, mentre, per quest'ultima, i cambiamenti possono avvenire solo con il consenso della popolazione.</i><br /><br />
Se ci si riferisce alla nostra, di Costituzione, la ratifica del Trattato non ne stravolgerebbe il senso. Anche se fosse, però, le leggi costituzionali hanno un iter ben diverso da quel consenso populista frettolosamente citato. Il procedimento per la revisione costituzionale è disciplinato nell'art. 138: il disegno di legge costituzionale deve essere approvato da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi. Nel caso in cui la deliberazione, nella seconda votazione di ciascuna delle Camere, non sia avvenuta a maggioranza di due terzi dei loro componenti ma a semplice maggioranza assoluta, può essere richiesto, da un quinto dei membri di una Camera, da cinque Consigli regionali o da cinquecentomila elettori, un referendum confermativo, che dunque non è obbligatorio.<br /><br />
Ma andiamo infine al dunque, nel merito della richiesta:<br /><i><br />
E' urgente fare pressioni sul governo italiano perché la ratifica del Trattato di Lisbona sia condizionata al rifiuto del valore vincolante della "Carta dei diritti fondamentali", che appare sempre più un grimaldello ideologico per scardinare in senso relativista le legislazioni nazionali su temi estremamente delicati, come aborto, eutanasia, gender, ecc.<br /><br />
State per consegnare definitivamente la sovranità del popolo italiano nelle mani della massoneria, sia a livello etico che democratico... Se i cattolici in parlamento staranno zitti essi saranno responsabili di aver consegnato l'Italia al relativismo e al più bieco sincretismo, come accade in Spagna e in altri paesi d'Europa.</i><br /><br />
Finalmente i nodi vengono al pettine. Finalmente gli intenti nazionalisti, illiberali e irrispettosi nei confronti del diverso sono chiari. Si accusa l'Europa di essere una "massoneria" pericolosa per la democrazia, dimenticandosi che i suoi rappresentanti sono regolarmente eletti. Parimenti si opera da massoni, quelli veri, per "fare pressioni sul governo" in maniera che di democratico ha ben poco (e anche di etico, date le ripetute menzogne). Si teme non solo la perdita di sovranità nazionale, contraddicendo il non nazionalismo della premessa, ma soprattutto che l'Europa Unita possa scardinare le stantie logiche della politica italiana a non subire più le pressioni vaticane su leggi da fare (come quella per i diritti civili alle coppie omosessuali, che non sono uno spauracchio ma sono persone, e come tali, indipendentemente da ciò in cui credono, hanno diritto di esser trattate) o da difendere (ad esempio l'aborto, che evitando la clandestinità, lo si dimentica sempre, ha salvato vite umane), leggi sulle quali uno stato laico e rispettoso dei diritti di tutti non può continuare a tergiversare. Potrei citare laicamente il caso spagnolo di rinascita democratica, civile ed economica di un paese, qui vergognosamente stigmatizzato proprio perché dimostrazione di dove si possa arrivare liberandosi dei legami col potere temporale della Chiesa (potere a cui, per inciso, la Chiesa stessa dovrebbe imparare a rinunciare, invece che difenderlo col timore che l'Europa Unita non sarà più controllabile politicamente, crollando la logica del divide et impera). Ma voglio rispondere da cattolico. E dire che, proprio da cattolico, non ho paura di chi la pensa diversamente da me, né vorrei imporgli per legge ciò che Dio stesso, col libero arbitrio, ci ha dato possibilità di seguire o meno. <br /></p><p>Non ho paura del relativismo, né del confronto con l'altro, né del sincretismo, perché se è vero che l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1, 27) allora un pezzo di Dio c'è in ognuno, e va ascoltato. Se temiamo che possa distoglierci dalle nostre certezze di Fede vuol dire che questa Fede non è tanto forte, non ne siamo così sicuri. Gesù andava a mangiare a casa di pubblicani e peccatori e sapeva convertirli. Parlava con le prostitute e indicava come esempio positivo il buon Samaritano, uno straniero, piuttosto che un dottore della legge. È evidente che certe cose si dimenticano e si preferisce alla Fede l'idea protettiva di comunità chiusa e di Nazione, schierandosi contro il sogno di fratellanza dei popoli europei, non vago, ma leggittimato da leggi comuni, e contro un'Europa che ha redarguito il nostro governo per i suoi procedimenti xenofobi nei confronti dei bimbi Rom. Lasciate che i bambini vengano a me (Marco 10,14), aveva detto Gesù. Oggi io credo di sapere da che parte starebbe.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Una settimana (di fine luglio) in Blog</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/una_settimana_di_fine_luglio_i.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.860</id>

    <published>2008-07-26T23:03:20Z</published>
    <updated>2008-07-26T22:13:32Z</updated>

    <summary>di Riccardo SpeziaMentre molti blog sono chiusi per ferie, la politica dei congressi e delle assemblee ferve. Aspettando la conclusione del palpitante congresso di Rifondazione prevista per oggi, la settimana si era aperta con un ritorno al passato del PDCI....</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Speakers&apos; Corner" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="aggregazione" label="aggregazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[di <a href="http://riccardoparis.blogspot.com/">Riccardo Spezia</a><br /><br />Mentre molti blog sono chiusi per ferie, la politica dei congressi e delle assemblee ferve. Aspettando la conclusione del palpitante congresso di Rifondazione prevista per oggi, la settimana si era aperta con un ritorno al passato del <a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/2008/07/contro-corrente.html">PDCI</a>. <br />Lunedì Cristiana giustamente non poteva trattenersi dal ridere, per non piangere forse, ascoltando le dichiarazioni di un <a href="http://wordwrite.wordpress.com/2008/07/21/i-sette-re-di-roma/">ministro</a>. Approfondimenti più corposi e non banali si possono&nbsp; invece trovare sul concetto di <a href="http://www.giuseppeveltri.it/blog/?p=382">generazione</a> e sul <a href="http://www.chiaralalli.com/2008/07/intervista-pino-petruzzelli.html">razzismo</a>. Sull'assenteismo, altro argomento di cui si è parlato in settimana, potete leggere <a href="http://ilpresente.splinder.com/post/17857571/Guerra+all%27assenteismo">qui</a>. <br />Per finire volevo segnalare un sacrosanto <a href="http://loveisavirus.splinder.com/post/17897444/Partorirai+con+dolore">"Se fossi"</a> di Emanuela e una altrettanto inevitabile <a href="http://pdlondra.files.wordpress.com/2008/07/0mb3ngdsbb1z1hmeyuqsd4dt_4001.jpg">risposta "progressista"</a> a certe proposte del governo.<br /> ]]>
        
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>56 milioni di politologi</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.imille.org/2008/07/56_milioni_di_politologi.html" />
    <id>tag:www.imille.org,2008://1.812</id>

    <published>2008-07-26T09:51:15Z</published>
    <updated>2008-07-26T09:19:45Z</updated>

    <summary>di Francesco CostaDurante la campagna elettorale, più di una volta è capitato che un militante - spesso di età compresa tra i 25 e i 40 anni - prendesse la parola per dire, in sostanza, che lui aveva sempre votato...</summary>
    <author>
        <name>iMille</name>
        <uri>http://riccardoparis.blogspot.com</uri>
    </author>
    
        <category term="Home" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
        <category term="Speakers&apos; Corner" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
    <category term="elezioni" label="Elezioni" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="partitodemocratico" label="partito democratico" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="en-US" xml:base="http://www.imille.org/">
        <![CDATA[di <a href="http://www.francescocosta.net/">Francesco Costa</a><br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="people.jpg" src="http://www.imille.org/people.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="94" width="150" /></span><p>Durante <a href="http://www.francescocosta.net/category/scalfar08/" target="_blank">la campagna elettorale</a>,
più di una volta è capitato che un militante - spesso di età compresa
tra i 25 e i 40 anni - prendesse la parola per dire, in sostanza, che
lui aveva sempre votato centrosinistra, che il Partito Democratico era
quello con le idee più simili alle sue, ma che questa volta non
potevamo convincerlo a votare Pd perché lui si augurava una sonora
sconfitta. Perché? Testuale: <em>"perché solo con una batosta umiliante questa classe dirigente se ne andrà a casa"</em>.</p><br /> ]]>
        <![CDATA[<p>Ogni volta era una fatica spiegare che quando c'è qualcuno che vuol
cambiare le cose, e riesce a cambiare poco perché ostacolato dal
problema, se quel qualcuno prende una scoppola alla fine il cambiamento
rallenta, il problema si ingrossa e si rimane lì; era complesso far
capire che i piccoli passi in avanti fatti dal Pd sotto la leadership
di Veltroni andavano incoraggiati, e <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/125/i-conti-di-valter/" target="_blank">una dura sconfitta li avrebbe stroncati</a>;
era complicato far capire che tra la classe dirigente e la base c'è
ormai un distacco talmente grande che la sconfitta avrebbe significato
rimessa in discussione di tutti i passi avanti fatti fino a quel
momento e resurrezione politica di qualsiasi impresentabile che era
stato accantonato.</p>
<p>Faccio pacatamente notare che infine la sconfitta sonora e umiliante
c'è stata: la classe dirigente è ancora lì ed è più in salute che mai,
produciamo ogni giorno correnti, associazioni e fondazioni a ritmo
frenetico, siamo passati dal partito leggero alle tessere, dalle
primarie ai caminetti, dalla vocazione maggioritaria al pericoloso
riavvicinamento al calderone unionista. Dirigenti che sono <em>"andati a casa"</em>: non pervenuti.</p>]]>
    </content>
</entry>

</feed>
