Lo “strano” terremoto di Ischia. Su gestione e informazione degli eventi calamitosi
 /  Energia & Ambiente / News / Lo “strano” terremoto di Ischia. Su gestione e informazione degli eventi calamitosi
Lo “strano” terremoto di Ischia. Su gestione e informazione degli eventi calamitosi

Lo “strano” terremoto di Ischia. Su gestione e informazione degli eventi calamitosi

di Giancarlo Abbate.

Strano? Perché strano? Beh, a me è sembrato tale e cercherò di spiegare cosa ho visto e sentito dal 21 agosto.

Lunedì 21 agosto ore 22 e 30 circa.
Sono a casa guardando un film alla tv, la mia compagna sta trafficando con lo smartphone e mi informa che a Ischia si è appena verificato un terremoto. Cerco un canale di notizie e dopo un po’ sento che il terremoto è di magnitudo 3,6, che l’epicentro è sul mare, qualche chilometro al largo dell’isola d’Ischia, ad una profondità di 10 km. Al massimo sarà caduto qualche cornicione, penso. Mi tranquillizzo e continuo a vedere il film. Verso mezzanotte, la tv mi informa che c’è un morto, anzi due, una decina di dispersi, 30-40 feriti, 7 case crollate e molti danni tra la parte alta di Casamicciola Terme e Lacco Ameno. La situazione ora mi appare molto diversa dalla prima impressione e inizio a non capire. Come è possibile? Pochi minuti ancora, una mezz’ora al massimo, e arriva una prima risposta. Dall’America l’USGS (United States Geological Survey) calcola la magnitudo in 4,3 e la profondità a 5 km. L’INGV ricalcola e la tv ci informa che c’è una nuova stima della magnitudo e della profondità: 4,0 e 5 km! Ma stanno giocando con i numeri? Mentre alcune persone sono morte e altre sono, ancor vive, sepolte sotto le macerie? Alle 2 e 30 vado a dormire con la conferma delle due vittime, di due bambini vivi e vigili ancora sotto le macerie, dei danni localizzati nella parte alta (e INTERNA) dei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno e della quasi totale assenza di danni in tutta la zona costiera, anche dei due comuni colpiti. C’è ancora qualcosa che non capisco.

Martedì 22 agosto
In mattinata vengono estratti vivi e in buona salute (relativamente al fatto che sono rimasti per 15 ore sotto le macerie) gli ultimi due bambini. Il bilancio (due morti e circa 30 feriti) è definitivo per le persone e anche, seppur sommario, per gli edifici. E’ confermato che i danni sono tutti localizzati in una stretta fascia di neanche 2 km2 di superficie nella zona interna dei due comuni colpiti. Tutti sottolineano che nella fascia costiera e negli altri quattro comuni dell’isola i danni sono inesistenti, esigui o comunque lievi. Inizia però un tam-tam che coinvolge esponenti delle istituzioni, giornali e social media: “Non è possibile che un terremoto di magnitudo 4 provochi morti e crolli” (parole del ministro Del Rio, tra gli altri). Ci deve essere qualcos’altro! La colpa e i colpevoli vengono rapidamente individuati nell’abusivismo edilizio e in chi lo ha attuato e permesso. Ischia è additata come la capitale italiana (e perciò mondiale) dell’abusivismo. Qualcuno, pochi per fortuna, arriva a dire: “Costruiscono male e abusivamente in zona sismica, se lo sono meritati!”. La polemica monta rapidamente. I turisti fuggono da Ischia a migliaia. Al sindaco di Ischia (così si chiama uno dei sei comuni dell’isola) viene tolta la parola durante una trasmissione in tv RAI. Al cordoglio per le vittime e alla solidarietà verso chi ha perso casa e beni, si sostituisce nell’arco di una giornata un atto violento di accusa nei confronti di una intera comunità e la rabbia, abbastanza contenuta per la verità, di chi vede improvvisamente messo in pericolo il proprio benessere e il proprio futuro. Nel frattempo a chi lo accusa di aver sbagliato la prima valutazione l’INGV risponde: “Non è affatto vero, si è trattato solo di un riaffinamento, abbiamo migliorato la precisione della stima.” Ma io continuo a non capire, c’è qualcosa che mi sfugge.

Mercoledì 23 agosto
Nel pomeriggio vedo un post su Facebook di Giuseppe Luongo. E’ un lungo post sul terremoto di lunedì scorso. Conosco Giuseppe Luongo, è un professore di geologia, in pensione, dell’Università di Napoli Federico II. Vale la pena di leggere tutto con attenzione. Inizio a capire cosa mi sfuggiva.
“Entrambi i dati sull’epicentro non giustificano gli effetti osservati a terra”. L’INGV aveva segnalato due epicentri distinti per le sue due stime successive, uno a ovest di Forio, l’altro a Nord di Casamicciola, entrambi in mare). Ma perché non c’erano danni nelle zone costiere dei due paesi colpiti, se l’epicentro era in mare? Luongo fa le stesse considerazioni, e altre sulla geologia del suolo e sulla tipologia delle costruzioni, e afferma: “con tale scenario è poco verosimile che l’epicentro sia in mare”. L’analisi storica mostra che l’epicentro di tutti i terremoti verificatisi sull’isola è sempre stato localizzato alle pendici settentrionali del monte Epomeo, cioè proprio la zona interessata dai danni dell’ultimo terremoto. Anche la profondità (ipocentro), anzi le profondità stimate, 10 e 5 km, appaiono incompatibili con le osservazioni. Ecco quanto scrive a proposito: “Quest’osservazione si basa sulla ridotta dimensione dell’area interessata dai danni di maggiore intensità e sull’elevato gradiente geotermico dell’isola (150 °C/Km). Questo valore del gradiente indica che la temperatura a 3 Km di profondità risulta superiore ai 400°, temperatura alla quale le rocce a quella profondità non hanno più un comportamento fragile, ma duttile e quindi non rispondono con fratturazioni (e quindi terremoti) agli sforzi tettonici (cut-off sismico)”. In buona sostanza, conclude Luongo, “la profondità ipocentrale deve ritenersi INFERIORE ai 3 Km, dato coerente con la distribuzione dei danni”.

Una ragionevole stima dell’ipocentro è tra 1 e 2 km. Questa significativa, e grave a mio parere, divergenza tra le valutazioni “qualitative” del prof. Luongo e le stime fornite dai dati strumentali dell’INGV è dovuta probabilmente al fatto che l’isola d’Ischia è al di fuori della rete di rilevazione sismica dell’ente (sulle cause di quest’ultimo fatto si può aprire un’altra discussione). Le vittime e i danni sono sempre quelli ma almeno qualcosa si inizia a capire. La valutazione dell’entità dei danni, e conseguenti vittime, morti e feriti, è molto più complessa e non può (ancora) basarsi su considerazioni scientifiche come quelle esposte qui sopra. Si può e si deve tener conto però delle differenze tra terremoto in area vulcanica e terremoto in area tettonica ad elevata sismicità. Luongo nota che “a parità di magnitudo, nelle aree vulcaniche la deformazione è significativamente più elevata, proporzionalmente al più basso valore delle superfici di rottura e della rigidità del mezzo. Infine un’ultima considerazione. Nelle aree con ipocentri a piccola profondità, come il caso in esame, l’energia liberata dalla sorgente trova poca resistenza dalla copertura e quindi le rocce tendono ad essere spinte verso l’alto, producendo deformazioni notevoli in superficie. Il fenomeno tende a caratterizzarsi come un’esplosione”.

Aggiungo una personale considerazione a conferma di quanto sopra. La magnitudo (scala Richter) misura, in modo indiretto, l’energia rilasciata da un terremoto. Come rilevato dal prof. Luongo, non sempre l’energia è un sufficiente indicatore dell’entità dei possibili danni. Un indicatore migliore può essere l’intensità. Con questo termine (intensità) in fisica si intende il rapporto tra l’energia rilasciata e la superficie sulla quale viene rilasciata e il tempo durante il quale viene rilasciata. Cioè A PARITÀ DI ENERGIA RILASCIATA durante il terremoto, se la durata è più breve e l’area colpita è più piccola, l’intensità è maggiore (l’effetto esplosione di cui sopra). L’area colpita in questo terremoto è minore di 2 km2 e di conseguenza l’intensità è equivalente a quella di un terremoto di magnitudo 6 che colpisce un’area di circa 2000 km2.
Ma il Prof. Luongo avrà modo di diffondere queste sue considerazioni anche al di fuori della sua pagina FB e in particolare presso organi istituzionali?

Giovedì 24 agosto
Leggendo i giornali ed ascoltando la tv sembra che a Ischia non ci sia stato un terremoto ma solo un episodio diffuso, ed anzi globale, di abusivismo e cattiva pratica di costruzione edilizia. 18.000 turisti hanno lasciato l’isola, intanto gli sfollati passano dai 2600 annunciati pubblicamente il 22 ai 300 di oggi (24). (N.B. mentre scrivo, il 28 agosto, gli sfollati sono di nuovo saliti a 1800, ivi compresi i turisti trasferiti da alcune strutture alberghiere ad altre). Il Prof. Luongo annuncia su FB che parteciperà ad uno speciale sul terremoto su RAITRE alle 15 (edizione locale per la Campania). Lo speciale dura molto tempo, forse un’ora, l’intervento del Prof. Luongo è registrato, parla per 30-40 secondi durante i quali riesce solo a dire le sue stime per magnitudo, epicentro ed ipocentro, tra l’indifferenza dei conduttori e degli ospiti in studio che sembrano solo interessati a parlare dell’abusivismo, chi per contestargli ogni colpa, chi per scagionarlo totalmente. Evidentemente, un’occasione persa. Per l’INGV l’epicentro è sempre in mare, anzi 5 km al di sotto del livello del mare, ma qualcosa si muove.

Venerdì 25 agosto
Da Il Fatto Quotidiano: “Terremoto Ischia, la procura ordina un blitz all’ufficio tecnico di Casamicciola”. La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti. E’ giusto che si indaghi e che si puniscano tutte le eventuali responsabilità sia individuali, sia istituzionali. Però vedo poco cordoglio e poca solidarietà eppure siamo a un anno dall’evento sismico del centro Italia. Ieri (il 24) ci sono state varie manifestazioni per l’anniversario, per non dimenticare, per sollecitare le istituzioni a intervenire con maggiore rapidità, per non abbandonare le popolazioni terremotate a loro stesse. C’è anche stato uno speciale sulla tv nazionale. Ma oggi si può anche leggere, nelle pagine di cronaca dei maggiori quotidiani ma non con grande enfasi, che la procura di Rieti ha disposto 12 rinvii a giudizio per fatti che hanno aggravato le conseguenze di quell’evento. Lo so è stupido, oltreché inutile, paragonare e contrapporre due eventi disastrosi. Infatti il mio intento non è di contrapporli ma di accomunarli, pur riconoscendo l’enorme disparità di vittime e danni subiti nel corso del primo dei due eventi. Sono due eventi tragici che necessitano di compassione e solidarietà umana da una parte, e di efficaci e rapidi interventi istituzionali dall’altra. Per entrambi, e per molti altri precedenti, potrebbero esserci responsabilità penali individuali e/o istituzionali ed è giusto e doveroso che le procure si muovano e compiano gli accertamenti necessari e poi prendano gli opportuni provvedimenti. Non è giusto però che i tribunali del popolo (i social network), gli organi di stampa e anche, purtroppo, le tv nazionali emettano sentenze di condanna a meno di una settimana dall’evento sismico. In particolar modo se il più importante indizio di colpevolezza (la stima di magnitudo, epicentro e ipocentro) si rivela dopo 4 giorni sbagliato, falso. E il danno arrecato all’isola d’Ischia, ai suoi abitanti, al turismo è enorme.

Nella serata di venerdì 25, finalmente l’INGV è costretto a riconoscere i suoi errori, quelli che il geofisico Enzo Boschi (ex-direttore dell’INGV) definisce “errori assurdi della nuova gestione, mix di stupidità e incompetenza” in un’intervista al Mattino di Napoli. In un comunicato stampa, scritto in maniera criptica e tale da confondere le idee almeno al grande pubblico, l’INGV fornisce nuovi valori di magnitudo, epicentro e profondità (ipocentro) che, guarda caso, coincidono con quelli che aveva fornito due giorni prima il Prof. Luongo senza avere nessun dato strumentale, né tre diverse squadre operative. (Dal testo del comunicato stampa: In tutto tre le diverse squadre operative INGV che si sono recate a Ischia per le seguenti attività di ricerca:
rilievo macrosismico da parte del gruppo QUEST (QUick Earthquake Survey Team)
indagini geologiche da parte del Servizio Emergenze Geologiche – OV
– analisi geochimiche da parte del gruppo geochimico di Palermo).
Il terremoto è un fenomeno naturale e piuttosto comune. In Italia i terremoti fanno parte della normalità degli eventi. Vorrei che come tali fossero affrontati e accettati. Non vorrei altri terremoti “strani” come questo nella gestione pubblica e privata dell’evento.

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti
Condividi:

2 comments

  1. Strano è, a mio parere, ascoltare geologi che parlano di strutture.

  2. https://www.facebook.com/enzo.boschi.10/posts/1736455599715102

    Caro presidente,
    rispondo a titolo personale alla tua domanda: “cosa è successo al Vesuviano la sera del terremoto?.
    Tu ben sai che il protocollo d’intesa con il Dipartimento di protezione Civile prevede una serie di comunicati, da inviare a varie istituzioni, di cui il primo dopo 5 minuti dalla segnalazione del sistema di allerta e il secondo nel giro di un’ora.
    Qui nasce il primo problema: il terremoto è durato circa quattro minuti per cui la sede di Roma (che calcola la magnitudo non con la durata) ha dato prima di Napoli il comunicato preliminare automatico Ml= 3.6+/- 02, localizzando l’evento a mare a largo di Forio d’Ischia. Per inciso, tu sai che con la rete nazionale, per il tipo di geometria, potremmo rilocalizzare mille volte l’evento di Ischia, verrà sempre calcolato a mare.
    Contemporaneamente, tutte le reti dell’Osservatorio hanno registrato l’evento localizzandolo a mare a 3 km da Casamicciola con magnitudo durata Md= 4.0 e a 5 km di profondità. Questo dato non dovrebbe stupire poiché a 3 km dall’Isola il valore di gradiente termico consente fratturazioni anche a 5 km.
    Viene emesso il secondo comunicato e i colleghi di Roma prendono atto dei dati provenienti dalla sezione di Napoli.
    Nella sala di acquisizione OV si scatenano le telefonate, che stranamente provengono inizialmente da Procida (sapemmo il motivo solo dopo qualche ora in quanto a Ischia c’era stato un black out elettrico e telefonico).
    Intorno alle 22 la televisione, che i turnisti non hanno il tempo di guardare, segnalava crolli a Casamicciola alta. Questi dati, tuttavia, non sembrano essere incompatibili con l’epicentro a soli 3 km da Casamicciola.
    Ciò nonostante, con più tranquillità, vengono effettuati vari test: viene rilocalizzato l’evento, questa volta escludendo tutte le stazioni a una distanza maggiore di 20 km. Praticamente con le stazioni di Ischia più qualcuna dei Campi Flegrei, sacrificando in questo modo la maggior parte dei dati registrati dalle altre stazioni della rete Vesuvio e Regionale. L’epicentro viene a terra vicino all’Epomeo a 2 km di profondità.
    Si trattava di risolvere il quesito in brevissimo tempo: l’evento è a mare e a muoversi è stata una struttura profonda di alimentazione del vulcano, oppure il terremoto è a terra?
    Nel primo caso, quindi, i danni osservati a Casamicciola alta, sono probabilmente associati ad amplificazione di sito per effetti di rilievo e pendenza topografica, rispetto all’abitato costiero.
    Aggiungo, per confermare il dubbio che lo stesso Mercalli nel suo lavoro “L’Isola d’Ischia ed il terremoto del 28 luglio 1883” non esclude affatto eventi sismici a mare, infatti scriveva: “ Per me insisto nel proporre che né a Casamicciola, né in altre parti dell’Isola si facciano le nuove abitazioni in riva al mare, perché nella storia dei terremoti delle isole trovo che non è fatto raro, ma quasi ordinario l’inondazione delle coste.”
    Nel secondo caso, è chiaro che l’epicentro a terra ci è sembrato più adatto alla localizzazione macrosismica degli eventi storici e della geologia dell’Isola. Ma è un epicentro reale o è un effetto della localizzazione con una rete a maglia stretta? La mia esperienza mi insegna che qualsiasi evento esterno viene visto da una rete locale, a maglia stretta, all’interno della rete stessa.
    E’ stato possibile sciogliere il dubbio solo la sera del 24 agosto, quando sono stati elaborati i dati di deformazione della rete GPS ( tu sai che la fluttuazione dei dati GPS è tale da richiedere una serie temporale di alcuni giorni per stabilizzarsi) e di interferometria SAR, che confermavano una piccola deformazione cosismica nei pressi dell’Epomeo.
    A questo punto il 25 mattina durante la riunione della Grandi Rischi il direttore del Vesuviano ha sciolto il dubbio, basandosi sui nuovi dati (e non su suggestioni di esperti post evento), confermando l’epicentro a terra. La magnitudo, calcolata con il momento sismico, più preciso, confermava Mw= 4.0.
    Credimi, tutto è stato fatto in buona fede e onestà intellettuale e qualche errore, che sicuramente potrebbe esserci stato, è solo frutto della concitazione del momento. Anche questo ci servirà d’insegnamento per il futuro.
    Con sempre maggiore stima e affetto
    Giovanni Ricciardi

    Federico catania

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked.*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Recent Comments

  • Interessante, me l'ero perso. Nel modenese non si parla che di bretelle, neanche potessero salvarci dalla perdizione. Francamente non vedo grossi cambiamenti in vista; stiamo solo insistendo a fare a bassissima velocità quello che facevamo con energia prima del 2009.

  • Dunque, in buona sostanza, la proposta è spingersi dove neanche la Buona Scuola ha osato: ancora più potere ai presidi, federalismo scolastico.... Nessuna risposta in merito al carattere ludocentrico dei neopedagogismi, alla panacea tecnologica, le vere cause della destabilizzazione della funzione docente ormai al servizio di quelli che la legge 107 definisce stakeholders, portatori di intetessi, ergo, clienti. Non ci sono più gli studenti: dunque, che senso ha rispettare gli insegnanti? Dare più poteri ai presidi, alle province e ai comuni che cosa risolverebbe? È una mentalità che deve cambiare. Galli della Loggia ha senz'altro esagerato, ma chi ha frequentato la scuola quando era seria, fa fatica a vedere lo scempio attuale.