Presidente Di Maio

di Emidio Picariello.

Luigi DiMaio by Revol Web

Se è vero che dopo aver sbagliato una volta si potrebbe tentare di non ripetere l’errore, pare che non si sia riusciti a imparare molto, mentre facevamo l’opposizione di Berlusconi per vent’anni. Intendiamoci: qui stiamo ancora più indietro, dobbiamo ancora decidere se siamo o no opposizione al Movimento 5 Stelle. Cioè dobbiamo ancora decidere se il M5S è una costola della sinistra, se è un interlocutore con cui dialogare o se invece è semplicemente un partito populista di destra, come lo ha presentato, nei locali di Harvard, il professore che ha introdotto Di Maio alla conferenza alla quale era stato invitato.

Qualche giorno fa un amico ha fatto lanciato un giochino, che mi spiace non sia diventato virale, molto divertente: se foste australiani, e quindi doveste mettere in ordine i partiti, come strumento di voto, che ordine dareste? Per quel che mi riguarda faccio fatica a mettere in ultima posizione la Lega o il M5S, in realtà faccio anche fatica a riconoscerne le differenze:
l’uno e l’altro si scagliano contro l’Europa, contro l’immigrazione, contro Roma ladrona, contro le ONG che salvano vite in mare. Le evidenze che mi giungono sono queste, per me sono conservatori di destra e intendo comportarmi di conseguenza.

C’è un modo di fare che non si può tollerare, del M5S, che è esemplificato da quello che si vede a Roma: la gestione dei rifiuti è complessa, la responsabilità della disastrosa situazione attuale non è tutta della Raggi. Una parte di responsabilità invece sì, non si può governare per un anno e pretendere al contempo di non avere nessuna responsabilità su quel che accade. Qualunque politico al suo posto avrebbe provato a minimizzare le proprie responsabilità giocando ai margini del reale, in modo da ammantare di credibilità le affermazioni che stava vendendo al pubblico. La Raggi non l’ha fatto, ha cominciato scientemente a raccontare menzogne.

Nel frattempo, Di Battista – la persona che ha affermato che “Se Assad è un dittatore lo decideranno i cittadini siriani” e che parlare di fascismo e antifascismo è antiquato come parlare di Guelfi e Ghibellini – sostiene che il punto non è che i vaccini siano obbligatori, ma che devono essere gratuiti. E i vaccini sono gratuiti.

Mentre tutte queste cose accadono, mentre il M5S dimostra tutta la pericolosità della sua superficiale incompetenza, Repubblica trova il tempo di uscire con uno scandaloso articolo che attacca le unioni civili solo per poter attaccare una legge di Renzi, ci indigniamo per una legge sulla legittima difesa che non aggiunge nulla alla legge attuale, senza neppure lasciare al Parlamento il beneficio del dubbio. Iniziamo a parlare di “cittadini armati”, partono le facili ironie, e fuoco amico.

Tutta questa storia mi ricorda le email della Clinton e il fatto che abbiamo Trump come presidente degli Stati Uniti. Trump ha licenziato Comey, detto che l’aveva licenziato su suggerimento di Sessions e il giorno dopo detto che Sessions non aveva influenzato la sua decisione di licenziare Comey. E questo è solo un pezzettino, l’ultimo, dei disastri di questo presidente. Però le email dalla Clinton.

Questo articolo non è per quelli che pensano che il M5S sia una costola della sinistra, né per quelli che lo considerano un partito tutto sommato accettabile: è per quelli che lo considerano – senza arrivare a pensarlo come il nemico – un avversario politico il cui arrivo al potere è da scongiurare. Tutti questi devono cominciare a remare nella direzione che non porti Di Maio a fare il presidente del consiglio. A tutti voi dico: va bene criticare il proprio partito, anche per evitare di farne una setta come il M5S. Dico che va bene anche avere dei dubbi sul PD, ma a oggi è anche l’unico Partito con dei dirigenti sensati che ha la reale possibilità di governare invece del M5S. Alla fine la scelta mi pare piuttosto semplice: o facciamo la critica costante al PD e ci sentiamo puri, facendo al contempo strada al M5S, o decidiamo che è il meno peggio e sospendiamo la critica costante. Quello che non possiamo fare è la critica continua al PD e stracciarci le vesti quando il presidente Di Maio ci metterà in imbarazzo nel mondo.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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