Le province dopo il referendum

di Marco Pompilio.

Il ponte coperto by Pierangelo Zavatarelli

Modifiche alla Legge Delrio e innovazione tecnologica: un seminario di approfondimento a Pavia.

In questi ultimi anni si è parlato molto della provincia come ente di supporto tecnico amministrativo ai comuni nell’erogazione di servizi a cittadini e imprese. Questa opportunità era in realtà già stata delineata dalla normativa previgente (il d.lgs 267/2000, noto anche come TUEL – testo unico degli enti locali), ma è solo ora, con la Riforma Delrio (Legge 56-2014) che viene enfatizzata tanto da portarla all’attenzione dell’opinione pubblica. Poco si parla invece dell’opportunità di una più ampia riorganizzazione dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali (Stato, regioni, province, comuni), che sarebbe possibile a partire dalla modifica profonda del livello intermedio di governo introdotta dalla Riforma.

L’art. 118 comma 1 della Costituzione attribuisce, in via ordinaria, tutte le funzioni al livello comunale, e in via eccezionale alcune di esse ai livelli provinciale e regionale, secondo i tre principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Recita il testo del comma 1: “Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”.
La dizione “salvo che”, che unisce la prima e la seconda parte del comma, sembra definire un ambito derogatorio, eccezionale rispetto all’ordinario, che tuttavia, non essendo ulteriormente definito se non rispetto ai principi generali di cui sopra, si presta a molteplici, anche forzate, interpretazioni. La Legge Delrio, inserendosi in questa indeterminazione, sposta il peso sulla prima parte del comma, attribuendo ai comuni se non la competenza certamente il controllo sulle funzioni di area vasta. Formalmente competenza e controllo sono due cose diverse, la distinzione tra funzioni comunali e sovracomunali rimane, ma i criteri di distinzione devono essere meglio chiariti.

Altrimenti, anche rispettando la distinzione formale, nella pratica applicativa quotidiana potrebbe non risultare fattibile il rispetto reale dei tre principi. Fare coincidere sulla stessa persona due cariche istituzionali distinte, per ruoli e competenze, quali quelle di amministratore comunale e provinciale, crea le premesse per un potenziale corto circuito decisionale, dove l’autonomia dagli interessi locali, necessaria per decisioni di area vasta efficaci, rischia di venire meno. Ad evitare arbitrarietà e incertezza interpretative si devono definire in modo più chiaro le regole che sottintendono la condizione derogatoria. Cosa che potrebbe essere possibile anche semplicemente richiamando la normativa nazionale esistente, senza necessità di ricorrere a complicati e lunghi spostamenti delle funzioni tra i diversi livelli istituzionali.
Per riflettere su come dare maggiore certezza ai criteri di deroga del comma 1, dirigenti e responsabili di regioni, province, città metropolitane, e comuni si sono riuniti a gennaio a Pavia, in una due giorni di ritiro nella sede dell’antica università. Relazioni e risultati delle riflessioni sono stati pubblicati in un volume di atti, che raccoglie i contributi e suggerimenti di chi opera quotidianamente all’interno degli enti. Sono indicazioni utili per migliorare l’efficacia della Legge Delrio alla luce dei risultati del referendum e dei primi tre anni di esperienza applicativa.
Nell’incontro si è anche ragionato sui cambiamenti che saranno indotti nella pubblica amministrazione dalle sempre più rapide e travolgenti novità del mondo dell’information technology, dell’IOT internet of things, delle reti neuronali.

La Pubblica Amministrazione si deve attrezzare velocemente per qualcosa che è già iniziato, deve divenire più dinamica per essere in grado di guidare il cambiamento e non di subirlo, per evitare di essere travolta da una sempre più accelerata innovazione. Si deve rinnovare nel profondo, ripensando i processi amministrativi in termini di flessibilità, rapidità, inclusività, da sostituire alle prassi esistenti di conformazione, proroga, frammentazione. Le province, rimesse in discussione nel loro profondo dalla Legge Delrio ed oggi in fase di grande trasformazione, potrebbero più facilmente degli altri livelli istituzionali aprirsi alle novità, costituendo laboratorio sperimentale per tutta la Pubblica Amministrazione, per poi passare ai comuni le nuove competenze acquisite. Già nel decennio passato molte province erano andate in questa direzione quando avevano sperimentato per prime le applicazioni dei nuovi strumenti GIS nel governo del territorio, successivamente trasferendo ai comuni le competenze tecniche acquisite.

Collegamento per scaricare il volume degli atti del seminario svolto a Pavia: http://progetti.gogol.it/upiprg/usr_es/home/progetti/2017/4/Atti_corso_Pavia_areavasta_finale_31mar17P.pdf

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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