L’autostrada che stiamo costruendo

di Emidio Picariello.

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Di recente ho letto sui social network il commento di un professionista del settore informatico in merito al nuovo sito dell’INPS. Il commento non era particolarmente lusinghiero, anzi, e avendo utilizzato i servizi che il portale mette a disposizione posso comprenderlo. Chi si occupa di usabilità non può che inorridire di fronte alla struttura dei portali che offrono servizi della Pubblica Amministrazione. I servizi offerti, anche all’interno del medesimo portale, sono tutti diversi nella grafica e nell’usabilità, spesso quest’ultima è del tutto casuale e non segue le elementari norme che regolano l’estetica dei servizi. Quindi è tutto un disastro, la situazione dei servizi web della PA in Italia è tutta da buttare?

Non proprio, questo è il momento storico in cui si sta costruendo un’autostrada. A differenza dell’autostrada fisica, il cui uso e la cui utilità potevano facilmente essere intuiti nel momento in cui la stavano costruendo, in questo caso quale sarà l’impatto di questa stagione di innovazioni inaugurata dall’Agid non è così scontato.

Sono state messe in campo delle iniziative, ne menzioniamo qui solo alcune che procedono sulla strada giusta, se alla fine verranno ampiamente e correttamente implementate.

Design dei servizi

Le linee guida del design dei servizi della PA sono ben fatte, se seguite possono effettivamente dare luogo a siti internet ben strutturati e facilmente fruibili. Questo ci riporta all’incipit dell’articolo: perché allora il sito di INPS che le segue non è ben fatto e non è facile da utilizzare? Perché non le segue, in larga parte, ma anche per questo c’è un motivo. Il sito dell’INPS, prendiamo quello perché è uno degli esempi più significativi, ma potrebbero essercene molti altri, offre un numero di servizi on line imponente che probabilmente nessuna azienda privata arriva a offrire. I servizi sono stati costruiti nel corso degli anni e da fornitori diversi, arrivare a uniformarli esteticamente e funzionalmente sarà un lavoro lungo e faticoso che è appena iniziato. Quanto sarà veloce e quanto sarà efficace lo potremo sapere solo fra qualche anno.

PagoPA

PagoPA è il sistema di pagamento unico per la Pubblica Amministrazione. Dovrebbe consentire alla PA di avere un sistema di pagamento semplice e uniforme. Esiste già da qualche anno, ma adesso Agid sta spingendo perché tutti si adeguino a queste linee guida per i pagamenti elettronici alla PA. Da questo punto di vista siamo molto indietro, al 31 marzo 2016, data dell’ultimo rapporto il 66% dei servizi si è dichiarato disposto ad aderire a questo sistema, ma solo lo 0.77% di queste si era davvero adeguato ed era stato utilizzato.

SPID

Questa è davvero un’ottima idea, sulla carta. Quanto buona sarà dipende da molti fattori, primo di tutto l’adesione. Il sistema pubblico di identità digitale consiste nella possibilità di registrarsi fisicamente alle Poste, con Tim o da un altro gestore dell’identità. A questo punto si è in possesso di credenziali che ci identificano personalmente, una sorta di carta di identità digitale. A quel punto qualunque servizio che aderisce, consente di effettuare il login e di essere riconosciuto con queste credenziali, senza effettuare una nuova registrazione. Queste credenziali costituiscono una autenticazione forte, ovvero si è riconosciuti con valore legale e si possono effettuare domande per bandi, concorsi e altro dal computer, senza intasare gli uffici e senza fare lunghe code. Più servizi aderiranno a questo sistema di autenticazione e più si comincerà ad avere un rapporto virtuale con la PA e più la soddisfazione dell’utente che potrà presentare l’ISEE (per esempio, cosa che si può fare adesso sul sito INPS con SPID) la notte, quando è in comodo, crescerà.

Anagrafe nazionale

Sembra un aspetto tecnico, ma non lo è affatto. Attualmente i dati anagrafici del cittadino sono tenuti dai comuni. Quando un cittadino si trasferisce da un comune a un altro, avviene il trasferimento del fascicolo. Pur trattandosi di un fascicolo virtuale è comunque un passaggio in più. Non solo, io potrei richiedere dei servizi a un comune nel quale non sono residente, o a un ente statale, in tutti questi casi i miei dati, che sono presenti negli archivi della PA, non sono disponibili. Quando la migrazione sarà completa e tutti i dati saranno disponibili presso un database centralizzato molti servizi potranno usufruire di dati che oggi il cittadino è costretto a inserire di nuovo.

Dietro a tutto questo enorme lavoro da fare c’è un problema: secondo la commissione europea nel 2020 mancheranno al mercato in Europa 800mila lavoratori formati dell’IT e questa assenza di programmatori capaci comincia a sentirsi.  C’è molto lavoro da fare e un numero insufficiente di persone che sia in grado di svolgerlo con la necessaria competenza. Speriamo che questo non sia l’ostacolo che impedisce a questa autostrada di essere costruita nel migliore dei modi.

 

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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