A nord di qualunque sud

di Emidio Picariello.

dove andremo by Danilo Cannone

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Alcuni anni fa a Prato c’era l’industria tessile. Se avete voglia di un racconto un po’ surreale ma tremendamente preciso di quegli anni dovete guardare “Madonna che silenzio c’è stasera”, uno dei primi film in cui recita Nuti. I telai, la microimpresa, la sicurezza sul lavoro che non esisteva. Nel film c’è un po’ tutto. Non si capisce che molte di quelle piccole imprese garantivano un reddito straordinariamente alto agli imprenditori che le gestivano e un buon reddito anche a chi ci lavorava. Prato è sempre stata una città di immigrati, c’era bisogno di manodopera e i pratesi non erano sufficienti. Siamo diventati tutti pratesi, allora, anche noi che non lo eravamo: siciliani, campani, pugliesi. Già negli anni novanta trovare un pratese da parte di madre e di padre era un’impresa.

Poi sono arrivati i cinesi. All’inizio erano pochi, adesso sono il 10% della popolazione della città, quasi 20mila. Ma se si contano gli irregolari e chi ha permessi provvisori la cifra raddoppia. Una quindicina d’anni fa ero in un bar a prendere un caffè e un signore al bancone prima di me sbraitava con un fortissimo accento del sud contro gli immigrati che erano venuti a Prato a rubarci il lavoro. Io lo guardai pensando che scherzasse. Era assolutamente serio. D’altronde gli immigrati di cui parlava lui venivano da considerevolmente più a sud di lui o più a est, comunque avevano fatto più chilometri. Nella sua logica, tutto questo funzionava perfettamente.

Salvini è andato a Napoli ed è stato pesantemente contestato. Ci sarebbe molto da dire su chi sfascia le cose per dimostrare la proprie ragioni, e prima o poi ne parleremo, ma intanto ci soffermiamo sul fatto che è stato contestato. Ma è stato contestato da alcuni, tanti invece si sono convinti del fatto lui ha ragione, e che davvero bisogna fermare gli immigrati e che il loro problema, il loro personale e specifico problema siano gli immigrati.

Io spero che ricordino precisamente quando Salvini con una birra in mano cantava “Senti che puzza, scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani” alla festa del suo partito. Perché Salvini questa cosa l’ha fatta davvero e basta andare su YouTube per rivederla. Un po’ come quel siciliano del bar, i napoletani che adesso pensano che l’unico che abbia le idee chiare su come risolvere i problemi degli italiani sia Salvini, non stanno facendo altro che accettare questo spostamento un po’ più a sud di un qualunque nord. Non importa se ieri a puzzare erano loro, non importa se quelle stesse cose che adesso dice di altri immigrati ieri le diceva di loro. Non credono che fossero vere quando Salvini le diceva di loro, eppure le credono vere oggi, che non è più di loro che si parla.

I fenomeni migratori sono molto complessi e hanno un impatto sulle civiltà che coinvolgono, sia su quelle dalle quali i migranti partono, sia su quelle nelle quali i migranti arrivano. Ci sono tanti fattori che sono importanti: per esempio, il fatto che il reddito che una persona percepisce non è più sufficiente a fare una vita dignitosa per come la intendiamo oggi, fa sì che le famiglie siano sempre meno numerose, perché entrambi i coniugi lavorano o perché l’introito mensile non è sufficiente. Famiglie meno numerose vuol dire invecchiamento della popolazione. Invecchiamento della popolazione vuol dire pensione più tardi. Per andare in pensione ci servono nuovi italiani, che fra venti o trenta anni lavorino per pagarci la pensione, perché il sistema pensionistico è stato costruito un giorno, dal nulla: con i soldi di chi lavora si pagano le pensioni, altrimenti il patto sociale che ha consentito ai nostri nonni di andare in pensione non sarebbe potuto esistere. Abbiamo messo abbastanza carne al fuoco, per parlare di migrazioni dobbiamo parlare di popolazione, di nascite, di stili di vita ai quali siamo abituati o disponibili. Vedete come è complicato? Non è più semplice dire che loro sono del sud e devono stare a casa loro? Ecco come funziona Salvini.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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