Verso la costruzione dell’Europa: le idee dei giovani del Gruppo Jo Cox

di Federico Di Benedetto e Chiara Cirafici.

Europe Day by JEF Europe

Europe Day by JEF Europe

L’Europa ha bisogno di nuove idee, portate avanti dai giovani che hanno voglia di costruirla. E i giovani di oggi hanno bisogno dell’Europa, perché sanno che oltre i confini nazionali ci sono tante opportunità da cogliere, oltre che una storia comune da costruire. E’ questo il senso dell’evento di premiazione delle migliori tesi di laurea sulle tematiche riguardanti l’integrazione europea, svoltosi a palazzo Montecitorio lo scorso 19 gennaio con 15 finalisti provenienti da tutta Italia e selezionati dal comitato scientifico dell’associazione iMille.

Tuttavia, un singolo incontro, per quanto favorisca la conoscenza di giovani di talento che hanno a cuore il destino dell’Europa, non può essere sufficiente, se lo scopo è quello di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto per l’Europa stessa. Per soddisfare questo bisogno e per non disperdere il valore del contributo proposto da ciascuno di noi, abbiamo deciso di costituire un’associazione di giovani laureati, dedicata alla memoria di Jo Cox (da oggi sul sito  www.imilleitalia.it ). Seguendo l’esempio della deputata britannica, il nostro intento è quello di fornire una nuova narrazione dell’Europa e dell’Unione Europea, che sia fondata su un nuovo modo di comunicare con il pubblico. Consapevoli delle criticità dell’attuale congiuntura storica, avvertiamo l’esigenza di superare i messaggi di paura e di odio di chi tende ad offuscare quanto di buono risiede nel progetto d’integrazione europeo, al fine di colmare la distanza che esiste tra ciò che l’UE è oggi e quanto essa sia effettivamente conosciuta dalle persone. Non volendoci rassegnare alla libera diffusione di idee, spesso prive di fondamento, di coloro i quali tendono a mettere in dubbio la convivenza pacifica fra i popoli che abitano l’Europa e non condividendo il modus operandi instauratosi nella politica riguardo al modo di pensare all’UE, ormai non più vissuta come una straordinaria opportunità e come una casa comune, dove far prevalere i benefici dell’unione, ma quale ente che vincola gli Stati ad un insieme di regole prive di senso e che danneggiano i partecipanti stessi, abbiamo pensato di invertire la rotta.

Desideriamo, pertanto, affermare una nuova modalità comunicazione, che definiamo “positive populism”, il cui fine è quello di raccontare le virtù e le capacità (ma anche quanto potrebbe essere migliorato) dell’UE, utilizzando informazioni basate su statistiche e fatti accertati. In altre parole, per smentire le voci di chi spesso denigra l’Europa in maniera infondata, vogliamo ricorrere all’utilizzo di un metodo scientifico, i cui risultati possano essere espressi attraverso una modalità comunicativa chiara, diretta e concepibile a tutti. Attraverso questa modalità di lavoro sarà per noi possibile rispondere, ad esempio, a chi propone slogan come “ripuliamo le città dagli immigrati”, con il nostro sostegno alla realizzazione di un’Europa solidale, in virtù non solo della professione dei concetti di accoglienza e d’integrazione, ma anche con il racconto delle storie di chi ha beneficiato della libera circolazione, così come dei vantaggi ottenuti dalle comunità ospitanti. Questa comunicazione sarà possibile grazie al sostegno dell’associazione iMille e attraverso la gestione di un sito web nel quale poter esprimere le nostre idee, proposte e i nostri progetti, per consentire non solo un dialogo tra noi giovani laureati e finalisti, ma tra tutti coloro i quali desiderano informarsi attraverso il nostro contributo.

Due sono in particolare gli obiettivi della nostra attività. Il primo è quello di creare una rete di persone. Non vogliamo costituire un’élite che parla a sé stessa. Il nostro dialogo è diretto a tutti ed è bidirezionale: desideriamo infatti comunicare con coloro i quali auspicano entrate in contatto con noi, al fine di ampliare la partecipazione dell’associazione a tutti quei giovani di valore che credono nel nostro obiettivo: costruire insieme l’Europa. Il secondo scopo è quello di poter prendere parte a degli eventi, se non organizzarli noi stessi. Infatti, sebbene la comunicazione sia una componente importante della nostra quotidianità, essa rischia di diventare inefficace se non seguita da un impegno pratico. Per questa ragione reputiamo opportuno non solo la diffusione delle nostre idee e competenze, quanto piuttosto contribuire all’attuazione di iniziative che promuovano un cambiamento nella nostra società, che sia in grado di rafforzare la solidarietà e il rispetto del sentimento di appartenenza all’Europa come valore etico e morale, oltre che come pilastro di convivenza civile, in grado di creare un clima favorevole all’interno della nostra società europea interculturale.

A questo proposito, desideriamo essere protagonisti nella prossima ricorrenza del 60° anniversario dei trattati di Roma, che nel 1957 diedero luogo alla CEE e all’Euratom. Nella data del 25 marzo vorremmo poter essere presenti tra le persone per poter dialogare con loro e spiegare il nostro punto di vista sull’Europa, l’importanza che noi le attribuiamo e cercare di farlo attraverso una rappresentazione grafica di dati raffiguranti l’andamento di temi di estrema rilevanza, quali quelli economici e commerciali, come l’appartenenza al mercato unico, i benefici dell’Unione monetaria, le conseguenza dell’uscita dall’euro per la nostra economia, cosi come passare in rassegna le tematiche sociali, parlare della solidarietà e della sicurezza che acquisiamo quando superiamo la diffidenza verso colui che consideriamo diverso, solo perché ha avuto un percorso differente dal nostro.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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