Premio Jo Cox. Anche le cose buone fanno notizia

di Emanuela Marchiafava.

Newspapers B&W (5) by Jon S

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Ci siamo commossi un po’ tutti, il 19 gennaio nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio durante la cerimonia di conferimento del Premio di Laurea per studi sull’Europa in memoria di Jo Cox. Certo, abbiamo camuffato l’emozione ma non ci siamo riusciti del tutto, per “colpa” dei premiati e di tutti i finalisti, che hanno fin da subito convertito la formalità dell’evento in entusiasmo e determinazione a lottare per il futuro dell’Europa, un futuro che è anche il loro. Per chi volesse, ecco il video completo.

La carica di sincero entusiasmo deve essere stata evidente anche ai giornalisti che hanno seguito la premiazione, perché diversi sono stati gli articoli, comparsi sulla stampa nazionale, locale e anche albanese, visto che la vincitrice, Ornella Darova, ha origini albanesi.

Repubblica, nell’edizione di Torino, racconta di Ornella, ventidue anni, ma che ha ottenuto la cittadinanza italiana solo a diciannove e non senza difficoltà.

Avvenire invece descrive la storia di Ornella come una “storia bella, sana, di lavoro e ambizione” e si concentra sul contenuto della sua tesi, grazie alla quale ha vinto il Premio: “ ‘E se la tua donna delle pulizie fosse un ingegnere nucleare? La sovraqualificazione degli immigrati europei: la trasferibilità del capitale umano e la libertà di movimento’. Un lavoro provocatorio che già nella scorsa primavera, quando era ancora in fase progettuale, aveva ottenuto una Borsa di studio dalla diocesi di Asti”.

“La tesi contro le barriere ottiene il premio della nuova Europa” è l’articolo di Elisa Schiffo pubblicato su “La Stampa”  mentre “La Nuova Provincia” di Asti racconta il premio con “Ornella Darova, dal Social Paper al Premio internazionale Jo Cox” a cura di Monica Jarre.

L’Università Bocconi di Milano ha raccontato il premio sui social, congratulandosi del fatto che quattro su cinque tra premio e menzioni speciali sono stati attribuiti a suoi studenti: <<Ieri quattro bocconiani sono stati a Roma per la cerimonia conclusiva del premio di laurea “Jo Cox” per studi sull’Europa, istituito dall’Associazione, nonché rivista, iMille. “Sono stati premiati cinque giovani, e quattro di questi sono bocconiani, cosa che mi rende molto orgogliosa e che dimostra ancora una volta la qualità dei nostri studenti”, dice Nausica Palazzo, docente presso il Dipartimento di studi giuridici. In particolare a vincere il primo premio è stata Ornella Darova (Economic and social sciences): “Il mio lavoro riguarda l’iper-qualificazione dei migranti europei all’interno dell’Unione come barriera alla libertà di circolazione. Ho insomma analizzato il fenomeno per cui ci sono persone che svolgono delle occupazioni che non corrispondono effettivamente alle loro competenze”, spiega. Alessandra Moroni, laureata in Scienze giuridiche (Clmg), Rebecca Maria Mari, laureata in Economia e management delle istituzioni e dei mercati finanziari (Biemf) e Marco Graziano, laureato in Economia e sociali (Cles) hanno invece ricevuto ognuno una menzione speciale. “Essere nella ‘Sala della Lupa’ a Montecitorio è stato di per sé emozionante, poi il fatto di essere stati premiati per qualcosa in cui abbiamo messo tutto il nostro impegno è stato gratificante. Inoltre all’evento erano presenti anche i semifinalisti con cui poi abbiamo avuto modo di fare conoscenza e, visto che eravamo in tema, di discutere di Europa”, dice Alessandra>>.

“Un dottore per colf” è invece l’articolo che Rosamaria Bitetti dedica al premio su Il Foglio: <<E se la tua signora delle pulizie fosse in realtà un ingegnere nucleare? Probabilmente i tuoi calzini saranno accoppiati con precisione millimetrica, ma per la società si verifica una perdita secca: l’investimento fatto nell’istruzione di un ingegnere è andato in fumo. E, in un mondo in cui i blocchi regionali competono globalmente in un’economia basata su conoscenza e innovazione, il capitale umano non può essere sprecato>> La tesi di Ornella Darova misura lo spreco in circa il 3.3% della forza lavoro.

La notizia del premio a Ornella ha raggiunto anche l’Albania, dove la good news è stata evidenziata dal quotidiano nazionale Shqiptarja (“Albanese”) da 360grade e da Blitz.

Paolo Bustaffa su SantAlessandro, settimanale on line della Diocesi di Bergamo, racconta in “Carolina, Ornella e Jo: il coraggio di tre giovani donne” le vite di Carolina Kostner, recente vincitrice della medaglia di bronzo agli Europei di pattinaggio artistico, di Ornella Darova e di Jo Cox e il loro avere a che fare con il ghiaccio, fisico e morale, dove ed è difficile capire quale sia quello più duro da battere.

Il 2017 è l’anno in cui ricorre il 60° anniversario dei Trattati di Roma, ma forse per l’Europa siamo –di nuovo- all’anno zero, come ha ben sottolineato Eva Giovannini, nel suo bel libro “Europa anno zero. Il ritorno dei nazionalismi per Marsilio Editore dove la giornalista racconta come i “ movimenti di una destra radicalmente identitaria, populista e con tendenze xenofobe” siano anomali, anche perché non vogliono essere definite tali; Eva Giovannini descrive il fenomeno e lo fa dopo aver intrapreso un viaggio attraverso sei paesi europei: “dalla Francia di Marine Le Pen, che cavalca la riscoperta dell’orgoglio nazionale, al Regno Unito di Nigel Farage, leader dell’Ukip; dalla marcia dei “nuovi patrioti” di Pegida, in Germania, all’estrema destra ungherese; dalla Grecia di Alba Dorata e dell’alleanza tra Syriza e gli indipendentisti cattolici di Anel, fino all’Italia della Lega Nord di Salvini, che riparte dalla Sicilia per rifondarsi e dichiara guerra alle élite europee e all’immigrazione.”

E’ tutto questo quello che i laureati del Premio Jo Cox –insieme con tutti coloro che credono e si battono per un’Europa unita, in pace, solidale e innovativa – dovranno contrastare e vincere.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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