Flash di febbraio tra serio e faceto

di Maurizio Bovi.

very underground by Riccardo Romano

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Di solito su queste colonne commento una o due notizie, approfondendo per quanto possibile la materia in questione. Mentre questo approccio può fornire spunti di riflessione su un particolare aspetto, evidentemente non consente di avere un’idea complessiva di quello che è accaduto nel corso di un certo lasso di tempo. Una metafora solitamente usata per descrivere quanto sto dicendo è che se ci si focalizza sul singolo albero, si perde il senso della foresta. Ebbene, questa volta ho raccolto una serie di notizie che sono apparse sui media nelle ultime settimane con l’intento di offrire un’idea disincantata e complessiva della situazione che stiamo vivendo in questo scorcio di nuovo anno. Complessiva, ovviamente, nel senso che mi soffermo – il minimo indispensabile – su una serie di notizie piuttosto che su una sola di esse. Non pretendo certo di essere esaustivo.

Putin. Firma la legge sulla depenalizzazione per la violenza domestica. In Italia la legge sulle unioni civili compie un mese. Russia 0 – Italia 1. Anche se Putin non è certo il miglior termine di riferimento in quanto a diritti civili, un bravo a Renzi e renziani.

Trump. Se non fosse uno degli uomini più potenti del globo, farebbe quasi tenerezza per come si muove. Ma non si può tacere il fatto che in queste prime settimane di governo ha fatto capire che vuole trasformare gli Stati Uniti in Stati Chiusi. Muro con il Messico. Bando contro i musulmani (ovviamente tranne quelli che fanno affari con lui. E sì, anche gli americani ora hanno qualcuno che è sceso in campo per loro). Revisione del partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), cioè blocco delle frontiere commerciali. Benvenuta Brexit, come a dire: ma quale Schengen, fate muri anche voi. Dato poi che non può fare muri in cielo, allora dice che l’inquinamento è un’invenzione di quelli che non la pensano come lui.

Roma Capitale. Sono emerse tre, diconsi tre, polizze assicurative pagate a favore della Sindaca dallo spasimante con un nome tutto un programma: Romeo. Ora, pare proprio che la Raggi ne fosse allo scuro. Ma la domanda è: perché gli fai un regalo e non glielo dici? A quando la sorpresa? E poi, una polizza assicurativa? Che c’era lo sciopero dei fiorai? Devo però ammettere che non ho mai frequentato i corridoi della politica per cui magari lì tutto ciò è normale. E’ un po’ come per le bustarelle, che vengono giustificate dicendo: “lo fanno tutti, non può essere un reato!”. Ma veniamo alla faccenda Berdini, il quale afferma: la Raggi è incompetente, ma la stimo. Siamo di fronte ad un caso di personalità multipla? Devo però concordare col nostro quando dice che la Raggi si è circondata di una “corte dei miracoli”. Forse è opportuno ricordare che queste corti sono definite come “gruppi organizzati di emarginati sociali e mendicanti”.

Pubblica Amministrazione. Madia (avanti così!) sta rafforzando la stretta sui furbetti del cartellino e la Camusso tuona: la colpa non è dei lavoratori (sic!). E’ veramente difficile commentare, anche solo telegraficamente. Non mi rimane che un basito no comment. Tuttavia, non siamo soli. In Francia, infatti, non sono da meno. Theo, ragazzo nero delle banlieue parigine viene pestato dai poliziotti sotto gli occhi di una telecamera? Le Pen: solidarizzo con la polizia. Come sopra, ribadisco l’ineluttabilità di un no comment.

Corruzione: i rumeni riempiono le piazze contro la corruzione. E da noi? Secondo recentissime stime, l’Italia scende al 50° posto mondiale per “quantità di felicità”. Non commento l’indice (ho già parlato del BES in altri post), perché è opportuno e interessante evidenziare i maggiori colpevoli della debacle: corruzione e politica eccessivamente invadente. Sulla corruzione rimando ai miei numerosi post in merito. Tanto per confermare, ecco un flash in merito che merita qualche riga in più: il 27 febbraio scadrà (sto scrivendo il 23 febbraio) per le imprese il termine ultimo per comunicare certi dati (non importa qui sapere cosa sono). La legge vigente, nell’ottica di abolire gli adempimenti inutili, ha cancellato l’obbligo di questo tipo di dichiarazioni dal primo gennaio 2017. Ma il milleproroghe lo reintroduce poiché trattasi di dati che devono essere forniti ex lege a livello europeo. Quale corte dei miracoli devo ringraziare? O si tratta di semplice incompetenza?

Evasione fiscale. Titoloni per le entrate boom dal contrasto all’evasione (19 mld.). Purtroppo, però, la realtà è che escludendo il rientro dei capitali siamo ancora alla situazione degli ultimi anni. Infatti, le entrate da “rientro” sono una tantum. Inoltre, l’Istat informa che il sommerso (concetto diverso ma contiguo a quello di evasione fiscale) è aumentato in quota del PIL (dal 12,5% al 13%). Non mancano, però, spunti positivi. Per dire, l’evasione del canone Rai passa da percentuali socialmente urticanti a limiti fisiologici. Come suggerito in passato da più parti, anche da queste colonne, è bastato inserire il canone nella bolletta della luce, obbligando quindi il contribuente furbetto a ottemperare. Morale della favola, se si vuole veramente si può. Visto il tono tra il serio e il faceto di questo post, ricordo come risolvevano il problema gli olandesi alcuni secoli fa. Quando dovevano dichiarare a fini fiscali il valore di quanto stavano trasportando, i comandanti delle navi venivano informati che lo Stato poteva comprarsi le merci trasportate al prezzo da essi dichiarato. Leggete le cifre degli studi di settore e immaginate quante gioiellerie, studi professionali, ecc…, potrebbe comprarsi a prezzi stracciati il nostro Fisco.

Alitalia. Cambiano i proprietari e gli amministratori, ma il risultato è sempre lo stesso: orlo del fallimento e socializzazione delle perdite. Più o meno nello stesso lasso di tempo e con la metà dei soldi elargiti da noi contribuenti alla compagnia di bandiera sulla base di ragionamenti eminentemente politici (condivisibili solo in piccola e insufficiente parte), i ricercatori sono riusciti a dimostrare l’esistenza della cosiddetta particella di Dio. Ora, si può pensare, che cosa centra l’Alitalia con la ricerca scientifica? La risposta è nel senso della foresta che sto cercando di dare qui: se spreco i soldi pubblici da una parte, non me ne rimangono per altre parti; se non punisco a dovere corruttori, evasori e furbetti vari, i comportamenti sono stimolati dal “così fan tutti”. Queste cose distruggono il senso stesso della convivenza equa e solidale che è il principale collante che tiene unite sotto la stessa bandiera i molti milioni di persone che popolano la foresta.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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