Una piccola storia europea: il premio di Ornella

di Emanuela Marchiafava.*

Go on by Giacomo Cerena

Go on by Giacomo Carena

Questa è una piccola storia che sembrerebbe disegnata apposta per il Natale e invece è un regalo per l’Europa. Questa estate avevo raccontato del premio di laurea intitolato a Helen Joanne “Jo” Cox (la giovane deputata inglese vittima di un attentato poco prima del voto che ha sancito la Brexit) indetto dalla rivista iMille.org, di cui sono vice direttore. Ci siamo autotassati per il premio e non avevamo alcun budget per la promozione: oltre al passaparola, anche online, non abbiamo fatto altro che chiedere alle università italiane di pubblicare il bando nelle loro bacheche. Eravamo un po’ preoccupati dell’esito, contavamo di ricevere almeno una cinquantina di candidature: ne sono arrivate quasi duecento.
In quattro mesi, abbiamo ricevuto candidature da quasi tutte le università italiane, da Palermo a Sassari, Bari e Pisa, Trieste e Pavia, Trento e Perugia: più di centoquaranta i 110 e lode, per lauree triennali e magistrali, da neo laureati e da chi sta già frequentando un tirocinio forense in Germania, un master alla London School of Economics, uno stage al World Food Program delle Nazioni Unite o prestando servizio civile presso l’università di Gerusalemme.

Tanti sono stati i temi toccati per illustrare i benefici economici, politici e sociali dell’integrazione europea, per denunciare i problemi che ostacolano il processo di integrazione europea e per delineare le politiche volte a rimuovere tali ostacoli. Questi ragazzi hanno scritto tesi che moltissimi politici e amministratori locali dovrebbero studiarsi da cima a fondo: dalla disciplina delle indicazioni geografiche nella nuova generazione dei trattati di libero scambio, al patto UE-Turchia e la proposta di hotspot esterni come strategia di politica esterna in ambito migratorio, dal TTIP come modello problematico d’integrazione economica al confronto tra il Regno Unito e l’Europa continentale in materia di referendum e di richieste d’indipendenza, per finire con il muro dell’Ungheria che blocca la rotta dei Balcani e la violazione del principio di non rimpatrio.

Tra le duecento candidature e i quindici finalisti quattro sono state le menzioni speciali e una la vincitrice, che si è candidata proprio dopo aver letto l’annuncio del premio su Il Post: Ornella Darova, laurea in Economia e Statistica (110 e lode) all’Università di Torino e Honors Program al Collegio Carlo Alberto, attualmente studentessa del Master in Economia dell’università Bocconi di Milano. Ha vinto con la tesi : “E se la tua donna delle pulizie fosse un ingegnere nucleare? La sovra qualificazione degli immigrati europei: la trasferibilità del capitale umano e la libertà di movimento”.

Solo dopo averle richiesto una mini biografia abbiamo scoperto qualcosa in più di Ornella che racconta:

[continua a leggere]

* Pubblicato anche sul Post.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. Paola Miglio

    Sono un’insegnante di inglese delle superiori e già da anni io e le mie colleghe abbiamo notato che le studentesse migliori sono generalmente quelle che vengono dai paesi dell’est.
    Sono motivate nell’acquisire una preparazione approfondita, determinate a superare con il sorriso sulle labbra i problemi famigliari o di altra natura che gli può capitare di avere nella loro vita.
    Non ricorrono all'”ombrello protettivo” della famiglia perchè sanno di poter contare solo su se stesse, e ciò rafforza molto la loro personalità in modo positivo.
    Sono loro le persone che potranno rivitalizzare le giovani generazioni.

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