Giovani italiani di talento. La storia di Chiara

di Francesco Pilittu.*

Cocchiara (1)

iMille sostengono il progetto Giovani Italiani di Talento, pubblicando come ogni settimana la storia di un giovane italiano di talento presentata dal blog di FutureDem. Invitiamo tutti i lettori a segnalarci storie interessanti per questa rubric.

Ognuno di noi vorrebbe con le proprie idee e capacità risolvere i problemi della propria terra, e ciascuno di noi vorrebbe essere uno/a dei primi ammessi ad un programma di ricerca europeo che simula la vita su Marte. I due obiettivi messi insieme sono irraggiungibili per la maggior parte delle persone, ma non per questa giovane di talento.

Chiara Cocchiara, 28 anni, originaria di Gela, nel 2007 vince un concorso in Inghilterra per la realizzazione di un aereo senza pilota, nel 2009 a San Diego (California) porta avanti un progetto di ricerca sulla corrosione di materiali metallici, successivamente si laurea a Pisa in Ingegneria Aerospaziale e si specializza in tecnologie, tecniche e strumenti spaziali con studi svolti in Svezia, Germania e Francia. Attualmente lavora a Francoforte presso l’Eumetsat (organizzazione europea per il controllo dei satelliti meteorologici) come System Operations Engineer.

Il 2015 è stato un anno molto importante per lei, ha ricevuto nel mese di Aprile un importante premio per il suo progetto di salvataggio dei migranti in zone impervie con l’utilizzo di un semplice drone.L’idea del progetto, nata guardando le immagini delle tragedie che avvenivano poco distanti dalle coste della sua Sicilia ci fa capire come lei non possa essere denotata come un semplice “cervello in fuga” per il motivo che per poter arricchire e migliorare la propria terra ci sia bisogno di costruirsi nuove esperienze al di fuori dei nostri confini nazionali. Sul finire dell’anno passato è stata inoltre la prima europea ad essere ammessa ad una missione di simulazione della vita su Marte. La simulazione è avvenuta nel deserto dello Utah a 4.000 metri di altezza con lei unico ingegnere di questo team. L’esperienza in questa navicella, prototipo forse di quella che in futuro potrebbe viaggiare davvero verso Marte è durata 15 giorni in cui ha provato sulla sua pelle le difficoltà e le problematiche di un possibile viaggio verso il pianeta rosso.

Chiara non ha avuto neanche il tempo di riprendersi dalle bellissime emozioni dell’anno passato che nelle scorse settimane è stata nuovamente premiata a livello internazionale. L’astronauta siciliana, lo scorso 14 gennaio ha infatti ricevuto in Inghilterra un importante riconoscimento dall’azienda tedesca Serco riservato ai dipendenti che hanno contribuito al successo investendo sulle proprie competenze anche al di fuori dell’orario di lavoro.

Questo premio e il suo curriculum, già ricco di voci nonostante la sua giovane età, dimostrano come la meritocrazia premi sempre quando si lavora con passione ed impegno, che non importa dove si nasce per veder realizzare i propri sogni, che l’importante è non accontentarsi mai, aver sempre la voglia e la curiosità di studiare e di conoscere. Come dice Paulo Coelho: “A volte è necessario decidere tra una cosa a cui si è abituati e un’altra che ci piacerebbe conoscere”. Noi FutureDem siamo certi che una persona come Chiara, che ci rende orgogliosi di essere italiani, un giorno tornerà nella sua bellissima regione per lavorarci e chissà,magari per lanciare una missione verso Marte proprio dalla Sicilia!

* FutureDem, FuturePost

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

1 Commento

  1. pgc

    Interessante articolo, e complimenti vivissimi a Chiara, ma vorrei segnalare due piccoli errori:

    (1) mi pare che l’altezza del sito MDRS – San Rafael Swell, UTAH – sia di meno di 1.400 m (forse si intende 4,000 ft?)

    (2) pur con tutto il rispetto e ammirazione per gli eccellenti risultati professionali non si puo’ definire Chiara “un’astronauta”. Per quello, nella definizione comunemente accettata, si deve avere superato una quota in volo di 80 o 100 km (dipende dall’Istituzione). E nemmeno “candidata astronauta”, che spetta a coloro che sono parte dell’Astronaut Corp, in training di una qualche agenzia spaziale ma senza avere volato nello spazio.

Lascia un commento

Subscribe without commenting

Condivisioni