Impignorabilità della prima casa. Riflessioni sulla proposta M5S

di Matteo Rizzolli.

Di Cau Napoli

Di Cau Napoli

La crisi economica ha portato alla ribalta un problema quasi sconosciuto prima: il pignoramento della prima casa. In questi anni abbiamo visto proprietari americani che hanno comprato immobili a valori stellari nel frattempo crollati e che preferiscono il pignoramento piuttosto che continuare a pagare un debito più alto del valore dell’immobile stesso. Abbiamo visto imprenditori mandati in rovina dalla crisi a cui viene pignorata casa e capannone, e infine abbiamo visto contribuenti che sempre più spesso si vedono pignorare la casa per debiti con il fisco.

Su questo sfondo ha guadagnato la ribalta la proposta di rendere impignorabile la prima casa. È innegabile che l’argomento della non pignorabilità della prima casa sia diventato popolare grazie al fatto di essere stato introdotto nel programma del MoVimento 5 Stelle per le recenti elezioni politiche. Durante la campagna elettorale è affiorato spesso all’attenzione dei media, come durante l’ormai famoso scambio tra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin a Piazza Pulita (al minuto 11.30 circa). Ma proposte precedenti in tal senso erano state fatte da esponenti del centrodestra quali Scilipoti e Tremonti.

Come molte delle proposte del MoVimento, anche quella della “non pignorabilità della prima casa” è davvero troppo poco dettagliata per trarne giudizi conclusivi. Però è interessante capire le varie forme che potrebbe prendere una misura siffatta, anche guardando all’esempio di altri paesi, e sopratutto considerandone l’impatto economico sia in termini allocativi sia in termini distributivi; insomma ci chiederemo se l’impignorabilità della prima casa aumenta l’uso efficiente delle risorse e chi ci guadagna e chi ci perde da questa misura.

In che modo la prima casa può diventare oggetto di pignoramento? Distinguiamo tra il caso in cui il proprietario ha intenzionalmente iscritto un’ipoteca sul proprio bene immobile a garanzia di un credito che in seguito non viene onorato dal caso in cui il proprietario non espone direttamente la propria casa ai creditori, ma questi si rivalgono su di essa in quanto parte (magari l’unica parte consistente) del patrimonio del soggetto. Questi due casi fanno riferimento a due concetti giuseconomici importanti: l’unità del patrimonio e l’utilizzo degli immobili come garanzia nelle transazioni. Entrambi sono mattoni fondamentali dello sviluppo economico come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 200 anni. Con limitate eccezioni stabilite dalla legge, tutti i beni mobili e immobili di un individuo fanno parte di un unico patrimonio sul quale si possono rivalere, se ce ne fosse bisogno, i creditori (art. 2740 del codice civile). Questo al fine di impedire che, in caso di inadempienze, vengano sottratte delle ricchezze alla pretesa dei creditori. Se uno sguardo a posteriori ci potrebbe far pensare che questo principio sia troppo squilibrato verso gli interessi dei creditori, uno sguardo ex-ante ce ne indica immediatamente lo scopo: favorire la creazione di un mercato del credito, rassicurando l’investitore sul fatto che il suo credito possa essere recuperato. Se così non fosse, il rischio di prestare soldi, e di conseguenza il costo di ottenere un prestito, sarebbe molto più elevato. Anche la possibilità di costituire delle ipoteche sui beni immobili è un istituto importante per lo sviluppo economico. L’ipoteca sulla propria casa è infatti la principale garanzia che viene utilizzata per transazioni importanti quali l’acquisto della casa stessa o di altro immobile, o un prestito per avviare un’attività d’impresa. In moltissimi paesi in via di sviluppo si stanno compiendo grandi sforzi per attribuire dei titoli formali di proprietà ai poveri che occupano senza titolo le bidonville delle periferie. L’intento è proprio quello di poter dare loro qualche cosa da utilizzare come garanzia nel mercato del credito, così da poter, ad esempio, ottenere dei fondi per ristrutturare l’immobile o avviare un’attività.

La proposta di rendere non pignorabile la prima casa in qualche modo cambia il funzionamento di questi due principi del nostro ordinamento, e i danni alla circolazione dei beni e al mercato del credito potrebbero essere ben superiori ai presunti benefici. Ma procediamo per gradi discutendo delle varie forme che questa misura potrebbe prendere.

La proposta shock: la prima casa non è in nessun caso pignorabile.

Questa versione della proposta, che poi corrisponde al disegno di legge presentato da Scilipoti nella scorsa legislatura, prevede che, con effetto immediato dall’entrata in vigore, le prime case non possano essere soggette a pignoramento, né quando sono state iscritte ad ipoteca dal proprietario stesso, né quando sono semplicemente parte del patrimonio dell’individuo (la proposta Scilipoti prevede la trasformazione dei mutui ipotecari in prestiti vitalizi ipotecari).

Dal punto di vista distributivo la misura evidentemente avvantaggerebbe la classe media che possiede come principale componente del proprio patrimonio la prima casa. Sostanzialmente, per questi la misura corrisponderebbe a un’immunità per i debiti contratti che possono rimanere inadempiuti senza conseguenze patrimoniali. Nell’immediato la misura ovviamente danneggerebbe i creditori, siano essi le banche che hanno rilasciato i mutui, siano essi fornitori o qualsivoglia controparte privata che non potrebbe rivalersi sul patrimonio del debitore. La misura avrebbe un effetto fortemente distorsivo sul comportamento di investimento dei soggetti, dal momento che converrebbe organizzare il patrimonio sul possesso di prime case. Quindi assisteremmo a un disinvestimento da altre attività produttive e a un sovrainvestimento in prime case che crescerebbero sia come dimensione unitaria (una prima casa più grande rende immune una porzione più grande di patrimonio), sia come numero (una prima casa per ogni familiare permetterebbe di immunizzare un patrimonio cospicuo).

Le conseguenze allocative sarebbero devastanti: innanzitutto l’istituto dell’ipoteca finirebbe con lo scomparire, perché nessun creditore accetterebbe più questa garanzia. Anche se una certa abitazione non fosse adibita a prima casa al momento del rilascio dell’ipoteca, come si potrebbe garantire che in seguito essa non diventi prima casa per i proprietari? Oltre a bloccare completamente il mercato del credito con garanzie ipotecarie, la misura metterebbe in gravissima difficoltà il mercato del credito in generale, che si troverebbe ad affrontare delle controparti la cui consistenza patrimoniale potenzialmente pignorabile diventerebbe altamente incerta.

Si noti che i primi a soffrire di questo drammatico restringimento del mercato del credito sarebbero i giovani e i poveri che, non disponendo di un patrimonio proprio, devono fare ricorso al mercato del credito.

La proposta intermedia: prima casa pignorabile se soggetta a ipoteca, non pignorabile se di “poco” valore. 

Nei paesi di tradizione di common law esistono delle forme di impignorabilità di alcune proprietà che riguardano beni necessari per la sopravvivenza e che generalmente includono l’abitazione di residenza fino a un determinato valore. Queste esenzioni vanno sotto il nome di homestead exemptions e sono solitamente decise a livello statale: si veda qui l’elenco dettagliato per le province Canadesi e per gli stati USA.

È importante sottolineare che dalle homestead exemptions sono esclusi i pignoramenti conseguenza di ipoteche. In questi ordinamenti viene tutelata la libertà del soggetto di esporre volontariamente la propria prima casa al rischio di pignoramento tramite l’iscrizione dell’ipoteca. Questa prima limitazione all’impignorabilità della casa di residenza consente quindi l’utilizzo dell’ipoteca come principale garanzia per avere l’accesso al credito. L’altro limite importante che solitamente si riscontra nelle homestead exemptions riguarda il valore dell’immobile esentato, che può variare dai 2500 dollari canadesi di valore della residenza nella provincia canadese della Manitoba fino ai 175.000$ di valore dell’abitazione di proprietà di due anziani o disabili in California.[1] Per quanto variabile, l’ammontare di esenzione è al massimo limitato al valore di un’abitazione dignitosa: un lussuoso attico in centro eletto a residenza sotto le homestead exemptions  non previene la rivalsa dei creditori senza garanzia ipotecaria se non per un limitato ammontare che consenta al soggetto di insediarsi in un’abitazione più piccola (o addirittura in un abitazione mobile come un camper). La limitazione sul valore massimo tutelato ha lo scopo di limitare la distorsione dei comportamenti di investimento, rendendo inutile sovrainvestire nella prima abitazione al fine di tutelare il patrimonio dai creditori.

La proposta light: prima casa non pignorabile se il creditore è Equitalia.

A differenza degli altri paesi, dove è stata la crisi immobiliare a causare l’ondata di pignoramenti, nel  nostro paese le proposte sull’impignorabilità sono uscite alla ribalta sulla scorta dei pignoramenti eseguiti per la riscossione coattiva delle cartelle esattoriali. Peraltro già oggi esiste una soglia minima da riscuotere pari a 20.000€ sotto la quale l’agenzia di riscossione non può iscrivere l’ipoteca e conseguentemente procedere al pignoramento (Art. 3 del D.L. 16/2012). Si potrebbe quindi pensare a un intervento più leggero che, fatti salvi tutti gli altri casi di pignorabilità della prima casa, intervenga semplicemente aumentando questa soglia a un importo più congruo, mettendo quindi le prime case dei contribuenti al riparo dalla voracità del fisco, almeno fino a una certa soglia di valore. È interessante notare che le homestead exemptions solitamente permettono allo stato il pignoramento per il mancato pagamento delle tasse sulla proprietà (l’equivalente della nostra IMU).

La versione spagnola: i creditori si possono soddisfare solo sull’ipoteca.
La Spagna ha subito pesantemente la bolla immobiliare e molti suoi cittadini che negli anni scorsi hanno acquistato la casa a debito si trovano oggi a dover pagare mutui più alti del valore di mercato dell’immobile stesso. Molti di loro preferirebbero lasciare la casa alla banca pur di liberarsi del debito. Il problema è che negli ordinamenti continentali, se il creditore non riesce a recuperare tutto il debito tramite il pignoramento dell’immobile (e sappiamo che visti i prezzi crollati degli immobili questo non succede), può comunque rivalersi sul resto del patrimonio del debitore. Di qui la proposta molto popolare di limitare il soddisfacimento dei creditori solo alla riscossione dell’ipoteca. È ovvio che dal punto di vista distributivo questa misura, se introdotta con effetto retroattivo sui mutui esistenti, provocherebbe una redistribuzione di ricchezza dai creditori ai debitori. Al tempo stesso i suoi effetti allocativi sarebbero comunque elevati, perché i creditori accetterebbero l’accensione di nuovi mutui ipotecari solo a fronte di ipoteche superiori al valore dell’immobile oppure a fronte di interessi più elevati che coprano il rischio di ritrovarsi in futuro con immobili di valore più basso del credito prestato. Per concludere, la proposta di rendere non pignorabile la prima casa è molto popolare tra la classe media che possiede un patrimonio immobiliare e che tuttavia è entrata in difficoltà a causa della crisi economica. Nella sua versione più estrema, quella della proposta Scilipoti, causerebbe però un sostanziale collasso del credito alle famiglie. Una proposta più accorta potrebbe essere quella di riprodurre il modello anglosassone impedendo il pignoramento se la prima casa ha un valore modesto e facendo comunque salva la libertà dei soggetti di istituire ipoteche sulla propria prima casa. C’è poi un’ultima opzione, che richiede un intervento legislativo limitato e che prevede la non pignorabilità solo nei casi in cui il creditore è lo Stato e solo se la casella esattoriale da riscuotere non supera un determinato ammontare (oggi è 20.000€).


[1] Una tabella comparativa più esaustiva per tutti gli stati USA, sebbene risalente al 1996, è contenuta in Hynes, Richard M, Malani, Anup, and Posner, Eric A. 2004. “The Political Economy of Property Exemption Laws*,”47(1)  Journal of Law and Economics 19–43.

 

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

23 Commenti

  1. roberto prete

    Egregio signor Rizzoli mi permetto di riscontrare il suo articolo trascrivendo quello che ho già scritto in un’altra occasione. Mi perdoni per la verbosità del suo contenuto; ma è un argomento che pur non toccandomi personalmente (vivo in affitto) mi sta molto a cuore poiché trovo sia assolutamente vergognoso permettere barbarie similari a quelle del pignoramento della prima casa se non per debiti assistiti da ipoteca contratti volontariamente.
    OGNI CITTADINO HA DIRITTO AD UNA ABITAZIONE; BELLA O BRUTTA CHE SIA, GRANDE O PICCOLA CHE SIA.
    LA STESSA, A MIO GIUDIZIO, DOVREBBE POTER ESSER PIGNORATA SOLO PER DEBITI NON PAGATI MA GARANTITI DA IPOTECHE DA LUI OFFERTE VOLONTARIAMENTE; QUALI SONO QUELLI CON LE BANCHE.
    DOVREBBE ESSERE INIBITO ASSOLUTAMENTE (!!!!!!!!!) AD EQUITALIA PIGNORARE L’UNICA ABITAZIONE DI UN CITTADINO A QUALSIASI TITOLO E PER QUALSIASI IMPORTO. NON E’ POSSIBILE NE’ ACCETTABILE CHE PER DECENNI E DECENNI LA CLASSE POLITICA IN TUTTI I MODI ABBIA INSTILLATO NEGLI ITALIANI LA CULTURA DEL “MATTONE” E POI PERMETTA AI SUOI AGUZZINI (LEGGI: EQUITALIA) DI PIGNORARE L’UNICO TETTO DEI CITTADINI. SI DEVE PENSARE A RECUPERARE I GRANDI PATRIMONI DEGLI EVASORI LEGALIZZATI INVECE CHE TORMENTARE I PICCOLI ARTIGIANI, I PICCOLI COMMERCIANTI, I PICCOLI PROFESSIONISTI.
    SE UN INDIVIDUO POSSIEDE DIECI IMMOBILI GLIENE SI DEVONO PIGNORARE NOVE; MA UNO GLI DEVE ESSERE LASCIATO. SE UN INDIVIDUO POSSIEDE UN IMMOBILE QUESTO DEVE ESSERE IMPIGNORABILE. CONSENTIRE DI VENDERE L’UNICA CASA POSSEDUTA DAGLI ITALIANI E’, A MIO GIUDIZIO, UNA DISPOSIZIONE, OLTRE CHE IMMORALE, GRAVEMENTE DANNOSA PER LA CLASSE SOCIALE PICCOLA E MEDIO PICCOLA E CHE FAVORISCE SOLO GLI USURAI CHE COMPRANO LE CASE DEGLI ITALIANI VENDUTE ALL’ASTA DA EQUITALIA PER POCHI EURO. NON SI POSSONO DISTRUGGERE I SACRIFICI DI UN’INTERA VITA DI UN CITTADINO PERCHE’ NON RIESCE IN UN PERIODO TERRIBILE COME QUESTO A NON PAGARE LE TASSE O I CONTRIBUTI O LE ALTRE SOMME A QUALSIASI TITOLO PRETESE DA EQUITALIA.
    BASTEREBBE EVITARE GLI SPRECHI PUBBLICI, LE OPERE PUBBLICHE RIMASTE INCOMPIUTE, LE OPERE PUBBLICHE CHE INIZIANO AD UN COSTO E TERMINANO DECUPLICANDO QUELL’IMPORTO; BASTEREBBE CHIUDERE GLI UFFICI E GLI ENTI PUBBLICI INUTILI. BASTEREBBERO QUESTI ED ALTRI POCHI PROVVEDIMENTI A RECUPERARE BEN PIU’ DEL VALORE DEL DENARO CHE EQUITALIA INCASSA DALLA VENDITA DELLE CASE DEGLI ITALIANI.
    LA VENDITA DELL’UNICA CASA O DEGLI ARREDI INTERNI E’ UNA VERGOGNA CHE GRIDA GIUSTIZIA E CHE NON PUO’ ESSERE PIU’ TOLLERATA. NE’ VI DEVONO ESSERE TETTI D’INDEBITAMENTO: LA PRIMA CASA DEL CITTADINO E’ UN DIRITTO SACROSANTO ED INVIOLABILE IN UNA SOCIETA’ CIVILE. NON DEVE ESSERE PIGNORATA SE NON PER LE IPOTECHE DA QUESTI ISCRITTE VOLONTARIAMENTE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Matteo Rizzolli

    Gentile Roberto, grazie per il suo commento innanzitutto.

    Come premessa direi che bisogna levare le maiuscole ed i punti interrogativi metaforici dalla discussione, nel senso che si può ragionare pacatamente delle cose soppesando i pro e contro senza arrivare alle affermazioni perentorie che chiudono la conversazione.

    Lei stesso dice di vivere in affitto. Quindi può certamente confermare che si può condurre un esistenza dignitosa non essendo necessariamente proprietari dell’immobile dentro cui si vive. Il diritto di abitazione che è anche tutelato dalla costituzione non è un diritto ad essere proprietari di un immobile.
    La legge già oggi tutela il diritto di abitazione nelle procedure di pignoramento per debiti e, come menzionavo nel testo, già oggi impedisce ad equitalia di pignorare per valori inferiori ai 20.000€.

    Quindi se leviamo di mezzo l’argomento “diritto inviolabile” possiamo discutere del vero nodo economico.

    Dobbiamo renderci conto che innalzare queste tutele per i proprietari di casa ha dei costi enormi per il sistema economico. Come ho scritto, se portata all’estremo, questa tutela fa regredire il mercato del credito a situazioni pre codice napoleonico. Questo significa tollerare la distruzione di ricchezza e reddito per tutti nel tentativo di proteggere gli interessi dei proprietari.

    Una società può anche decidere di essere disposta a tollerare questi costi. La cosa importante è che ci si renda conto delle conseguenze.

    E le conseguenze distributive -lo ho già detto- sono che per tutelare gli interessi della classe media che possiede gli immobili si rende la vita estremamente difficile anche agli outsiders che una casa ancora non ce l’hanno ma vorrebbero affittarla oppure comperarla. (e questo è solo il primo dei danni che si farebbero)

    Per questo penso che escludere solo le ipoteche come lei propone a mio avviso non basta, perché permane l’incentivo perverso a sovrainvestire nell’immobile. Servirebbe quantomeno accoppiare l’esenzione dell’ipoteca con un limite di valore catastale dell’immobile (diciamo 100.000€) oltre il quale l’immobile viene comunque pignorato ed il ricavato, per quell’ammontare, viene ridato al proprietario.

  3. roberto prete

    Egregio signor Rizzoli
    sono io che ringrazio lei per aver riscontrato le mie notazioni sul suo articolo.
    Faccio ammenda per le maiuscole ed i punti esclamativi; ma m’ero permesso di accennarle nella premessa a quella che sarebbe stata una mia “verbosità” d’esposizione.
    Lei fa delle considerazioni inerenti la ricaduta in termini macroeconomici di un provvedimento come quello da me auspicato. Mi permetterei di condividerle parzialmente.
    Il danno per l’economia nazionale, viceversa, lo ravviserei, lì dove dovesse essere accolta una proposta come quella dell’onorevole Scilipoti; la quale prevede l’impignorabilità assoluta della prima casa anche per i debiti dovuti al mancato pagamento delle rate dei mutui per i quali è stata offerta ipoteca volontaria. La maggioranza delle abitazioni degli italiani sono state acquistate con un mutuo assistito da garanzia ipotecaria e l’estensione dell’impignorabilità alla prima casa, indubbiamente, determinerebbe l’implosione del sistema bancario; fatto né auspicabile né a mio giudizio corretto. Infatti ciò che io non condivido particolarmente di quella proposta è l’aspetto di ordine morale: un individuo, nel momento in cui presta il consenso all’iscrizione d’un’ipoteca su d’un proprio immobile fa una scelta volontaria assumendosene le conseguenze.
    Esaminiamo, se mi permette, gli strumenti di pignoramento concessi ad Equitalia.
    Il nostro ente di riscossione può aggredire il patrimonio di un debitore indipendentemente da una sentenza passata in giudicato. Questo, nel nostro ordinamento, non mi parrebbe assolutamente equo. L’Italia è cresciuta rispetto al dopoguerra, la miseria, quella vera (che oggi ahimè sta ritornando) è stata sconfitta per lunghi anni; la maggioranza degli italiani ha avuto la possibilità di avere un piatto con del cibo, più o meno sicuro, ed un tetto, sia pur comperato a costo di sacrifici e gravandolo d’ipoteca.
    La lavatrice oggi non è più un lusso com’era negli anni cinquanta. Le comodità sociali si sono, per fortuna a mio avviso, largamente massificate. Equitalia non può, pignorare, solo perché ha riscontrato una differenza tra il proprio redditometro ed i valori di una dichiarazione dei redditi, la televisione od il salotto o la “prima casa” dei cittadini. Sono questi beni largamente diffusi ed entrati in modo così assorbente nella vita dei cittadini così come lo erano un tempo le cose indicate quali impignorabili dal nostro codice civile nel lontano 1942.
    Lei conoscerà meglio di me le procedure del nostro ordinamento: accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate o di altro organo che abbia dato ad Equitalia l’incarico riscossivo; iscrizione a ruolo del 50% dell’imposta in caso di imposte o dell’intero importo diversamente, emissione della cartella esattoriale; sessanta giorni per pagare. Sulla possibilità, meramente teorica, di ottenere una sospensiva della cartella esattoriale stendiamo, se me lo consente, un pietoso velo.
    In Italia esistono tre gradi di giudizio; quando la sentenza sarà passata in giudicato si dovrebbe permettere a qualsiasi creditore, Equitalia per prima, di agire giudizialmente. Nel rischio d’impresa v’è il rischio di non essere pagati; se un individuo non vuole assumerselo o si fa pagare per contanti o si cerca un’occupazione come lavoratore dipendente. Giustamente lei m’obbietterà che Equitalia non è un creditore qualsiasi, è per certi versi, ma solo dove agisce come esattore per l’Agenzia delle Entrate mi permetto di sottolineare, lo Stato e lo Stato siamo noi cittadini. Appunto per questo dovrebbero esserci dei limiti nell’aggressività di Equitalia. Limiti quali sono per l’appunto, come già esiste per gli stipendi e le pensioni, l’esistenza di una soglia al di là della quale non è possibile pignorare; anche se oggi Equitalia aggira tale ostacolo pignorando direttamente l’intero con la procedura del pignoramento presso terzi direttamente sul conto corrente bancario dove viene accreditato lo stipendio o la pensione. A me, anche tutto questo, mi perdoni, non sembra accettabile da un punto di vista etico. Le leggi cosa sono, d’altronde, se non la trascrizione di norme etiche che disciplinano la vita d’una comunità d’individui?
    Lei accenna alla possibilità di sovrainvestire nell’immobile. Mi permetta un’osservazione ma quanto, obiettivamente parlando una persona, in malafede, potrebbe mai sovrainvestire in un immobile. Un’immobile quanto è più “sovrainvestito” tanto più è di costosa manutenzione. Quanto mai potrebbe essere, obiettivamente, essere diffusa a livello nazionale, la mentalità di sovrainvestire in un immobile? Certamente il danno, che presumerei residuale, da sovrainvestimento credo, mi perdoni, potrebbe essere facilmente recuperato eliminando le auto blu se non per specifici scopi di vera rappresentanza.
    Quanto al limite dimensionale di €.100.000,00 mi permetterei, se mi consente, almeno di triplicarlo. Ma per quanti sforzi mentali faccia, mi scusi, ma non riesco proprio ad accettare il pignoramento dell’unica abitazione di un individuo.
    La ringrazio per aver avuto la pazienza di leggermi sin qui.
    P.S. il diritto di abitazione inizia ad essere considerato pignorabile.
    Abbia il segno della mia stima
    roberto prete

  4. Matteo Rizzolli

    Gentile Roberto

    Concordiamo sul fatto che la proposta Scilipoti sia una sostanziale follia.

    Concordiamo anche sul fatto che il pignoramento della prima casa (m anche di altri beni) da parte di Equitalia debba essere rivisto. Le priorità di bilancio e la sostanziale disfunzionalità della giustizia italiana non possono giustificare i pignoramenti arbitrari a cui abbiamo assistito. Bene quindi per me permettere pignoramento solo dopo terzo grado di giudizio e bene anche mantenere o elevare la soglia di pignorabilità già presente nella legge.

    Rimangono però i casi in cui il pignoramento è fatto per soddisfare creditori privati anche in assenza di ipoteca. Pensi all’imprenditore che ha responsabilità personale e che non può pagare i fornitori. Pensi alla persona che viene condannata a risarcire un danno cagionato (ha investito una persona paralizzandola, ha commesso degli illeciti nelle sue funzioni causando un danno a privati etc.).
    In questi casi il debitore ha coscientemente operato delle scelte (di condotta, di business etc) di cui si deve assumere la responsabilità patrimoniale anche se non ha firmato un’ipoteca.

    In questi casi io ritengo che la pignorabilità della prima casa vada mantenuta, ma con una soglia. Va mantenuta perchè è una questione di efficienza (altrimenti meglio “nascondere i soldi” in una prima casa quando si sente il proprio patrimonio minacciato) e di equità (i creditori sono spesso vittime a loro volta). Con una soglia come dicevo, come nel sistema americano. Possiamo discutere su quale sia una soglia ragionevole, tenendo in considerazione che quello che questa soglia deve tutelare non è la proprietà dell’immobile in se ma piuttosto la capacità del proprietario di garantire a se stesso ed alla propria famiglia un’abitazione. A naso io dico che 100.000€ sono spesso sufficienti a trovare un appartamento piccolo in periferia (con dovute eccezioni) o comunque a coprire un affitto per molti anni.

  5. Fabrizio

    Buongiorno.

    So che non servirà a nulla ma mi accattiva il vostro “impegno” nel tentare di analizzare questo problema e vorrei esprimere la mia opinione a tal riguardo.

    A dire il vero non si tratta di un’opinione .. a me ( ed alla mia famiglia ) Equitalia ha davvero tolto il tetto sotto il quale vivevo , che avrei finito di pagare con un mutuo di 30 anni .. per un debito da 12000€ con Inps .. cosa volete .. c’ho provato .. ad inventarmi un lavoro .. a seguire il sogno del piccolo imprenditore ..

    Nessuno mi aveva spiegato che , se avessi sbagliato o fossi caduto, avrei messo sull’altare sacrificale la mia vita, la mia famiglia, la mia casa .. e sarei diventato facile preda di tutti lor signori .. banche, finanziarie , inps, agenzia delle entrate, esatri ..

    Ho preso un bidone ( locale senza agibilità scoperto solo in seguito ) .. sommerso dai debiti e dagli investimenti .. eccomi quà .. nella mia attuale angosciante posizione , con queste imposte che raddoppiano, con imposte ingiuste ( l’IRAP .. ero una ridicola ditta individuale .. perchè l’IRAP proprio a me? perchè me l’avete raddoppiata, triplciata con gli interessi ? Perchè ? )

    Non me l’hanno mica detto i signori di Equitalia che mi stavano pignorando la casa : l’ho scoperto sul loro sito Web, dove dicono di avermi inviato una raccomandata della quale NON possiedono alcuna prova..bravi

    Ho 42 anni, potrei ancora sperare in un futuro per me e la mia famiglia ma questo non mi è più concesso : il cerbero, al quale mi sono rivolto molte volte per tentare di conciliare la mia posizione , mi aspetta con le mascelle spalancate per addentare nuovamente le mie carni .. in realtà c’è solo osso ma lui è stato creato per mordere e questo fa

    Mi ha risposto a muso duro “più di così non si può, a noi non interessa, lei deve pagare così .. ” ” Ma la somma dei suoi “così” è il totale del mio solo stipendio .. come faccio?” ” A noi questo non interessa ”

    E poi i nostri politici si interrogano sui motivi della crisi : l’anno scorso si sono vendute quasi il 30% di case in meno.

    Come mai? Magari perché è stato creato un regno del terrore?

    La crisi ha colpito non tutti .. ma molti si .. ma .. porgete l’orecchio carissimi tutti.. una rivelazione : nella vita si sbaglia!!!

    E allora come la mettiamo? Attendete l’era degli androidi e avrete meno cartelle in Esatri .. per il momento .. mi spiace .. la terra è ancora abitata da fallaci esseri umani.

    Lei dice ( non cito ma .. più o meno dice così ) “ehhh.. beh .. di cosa si lamenta .. può andare in affitto .. d’altronde si ricordi che lei ha sbagliato! Fuori lei e la sua famiglia dall’unica abitazione che NON avete .. che è della banca fino a prova contraria. E si ricordi, caro Lei evasore, che bisogna proteggere il credito! Le banche , le finanziarie! Che ricevono 500Miliardi di Euro a interessi stracciati dalla BCE e non redistribuiscono nulla!!! ”

    .. è vero .. quindi così ho fatto .. ma, ponga attenzione : questo atteggiamento perverso e inclemente mi ha impedito di acquistare nuovamente una casa .. e così un’impresa edile non ha lavorato, un magazzino edile non ha venduto, un mobiliere non ha progettato, un elettricista non ha elettrificato , un piastrellista non ha piastrellato e un idraulico non ha intubato un bel nulla.

    Così .. per ogni “indegno evasore” vessato e abbandonato al suo destino di verme .. decine di famiglie piangono. Piange la moglie dell’impresario edile .. piange la moglie del piastrellista .. piange la moglie dell’elettricista .. non vado avanti ,, mi par chiaro.

    I totalitarismi portano solo morte e distruzione. E le persone che filosofeggiano alimentano i venti dei totalitarismi con il loro vano parlare.

    Occorre fare , come a Roma, dove hanno messo in gabbia il cerbero per lasciar spazio ad un comitato etico .. che ti accoglie e ti dice ” ok , hai sbagliato .. ma sei ancora un cittadino .. e il fatto che tu sia qui a parlare e a mostrare apertamente il tuo viso .. ci fa ben sperare che potremo trovare una soluzione insieme ” E fa ben sperare anche a me che un giorno potrò mettere a posto le cose e ricominciare.

    Buona giornata, possa la vostra vita risplendere più di quanto non abbia potuto fare con la mia.

  6. Matteo R.

    Gentile Roberto

    le faccio prima di tutto i migliori auguri perché possa trovare una soluzione positiva alla sua situazione. E la ringrazio per averla voluta condividere con noi, perché è sempre fondamentale condividere le conseguenze di vita reale che le scelte di politica economica hanno sulla pelle dei cittadini.

    Mio compito è quello di provare a trarre dalla sua storia personale difficile delle indicazioni per delle regole che valgano per tutti e predispongano la situazione a volgere al meglio.

    Premetto quindi che, per quel poco he posso capire della sua situazione, il fallimento della sua attività è stato esacerbato da un fisco opprimente ed onnivoro. Su questo credo che sfondiamo tutti una porta aperta. In molti condividiamo l’idea che il fisco italiano si prende troppo dal contribuente (le tasse sono troppo alte ed il modo in cui vengono spesi questi soldi è inadeguato, ma questo è un altro capitolo che bisognerebbe avere presente anche quando si discute di che cosa lo stato deve dare (siamo sempre tutti bravi a chiedere più pensioni, più scuola, più servizi etc.) e sopratutto se lo prende non badando ai danni che fa. L’atteggiamento vessatorio nei confronti delle imprese ricorda quel tale che segava il ramo sui cui era seduto.

    Posto che c’è un problema ex-ante da risolvere (il fisco opprimente abbassa la propensione a fare impresa perché diminuisce le chance di successo) bisogna chiedersi come intervenire ex-post.

    Nel caso specifico del fisco io sarei propenso ad accettare forte limitazioni alla pignorabilità di alcuni beni necessari. Nel caso più generale di pignoramenti seguiti a responsabilità patrimoniali e/o garanzie prestate liberamente da parti private sono assolutamente contrario perché la toppa sarebbe peggiore del buco finendo per peggiorare ulteriormente la circolazione dei beni nel mercato già in fortissima crisi.

  7. RITA POLVERINI

    NON TUTTI POSSONO ANDARE IN AFFITTO…CI SONO PERSONE CHE NON POSSONO PAGARE UN AFFITTO MENSILE PERCHE’ NON HANNO REDDITO…E CI SONO PERSONE A CUI IL GIUDICE HA GIA’ TOLTO DIVERSE CASE CON ORDINANZA DI RILASCIO DELL IMMOBILE…ALLORA UNO SI COMPRA UNA CASA PER E AVERE UNA TRANQUILLITA’ E POI SUCCEDE CHE EQUITALIA MI CI METTE L IPOTECA…..E MAGARI LA CASA NON LA HO NEANCHE COMPRATA IO COL DENARO MIO MA CON IL RISARCIMENTO DI UN DANNO DATO A MIO MARITO DALL ASSICURAZIONE….MA IO VORREI CAPIRE IN CHE RAZZA DI PAESE VIVIAMO….MA E’ POSSIBILE CHE UNO RICEVE UN REGALO E QUESTO DEVE ESSERE PIGNORATO??????TUTELA AI PROPRIETARI DI CASA HA DEI COSTI…MA SE IO HO AVUTO LA FORTUNA DI POTERMELA COMPRARE TU SEI INVIDIOSO DI ME E ME LA VUOI TOGLIERE DALLE MANI????METTETE VOI GIU’ LE MANI DALLA MIA CASA.VI CONVIENE.

  8. Roberto

    X MATTEO RIZZOLI.

    Leggevo l’articolo e mi domandava se c’è una qualche soluzione al dramma che ha colpito la mia famiglia e vengo al dunque… i miei genitori dopo tanti e tanti anni arrivati dopo i 50 anni sono stati sfratti dalla casa in cui abitavano in affitto, dati gli affitti apppunto troppo cari mio padre e mia decisero di provare a comprare casa e fortunatamente ci riuscirono pagando le rate quasi allora stesso prezzo di quanto pagavano l’affitto e quindi a sto punto meglio pagare per una casa che poi rimate a te,purtroppo dopo 38 di lavoro mio padre ha perso il suo posto perchè la ditta in cui lavora ha deciso di chiudere per anzianità del titolare stesso, oggi mio padre si ritrovare con il mutuo bloccato per il momento (mutuo pagato rigorosamente per 6 anni) e in più si ritrova con altri 3 debiti che ammontano all’incirca intorno ai 13 mila euro più o meno, la mia domanda è la seguente, dato l’impossibilità di pagare questi debiti oltre che il mutuo se mio padre riuscisse a trovare lavoro data la sua età (quasi 59 anni) potrebbe pagare solo il mutuo della casa e lasciar perdere gli altri tre prestiti oppure i debitori di quei tre prestiti si potrebbero rifare anche sulla casa ??? le chiedo questo perchè i possibili lavori che forse si possono trovare avrebbero un salario che andrebbe a coprire solo il mutuo e con le briciole ci dovremmo anche mangiare.

  9. Matteo R.

    non si potrebbero soddisfare sulla casa almeno finche sussiste l’ipoteca della banca su di essa (che stabilisce che la banca ha priorità su tutti nel rivalersi sulla casa).

  10. Roberto

    il mutuo finirà 19 anni quindi penso che tra 19 anni non si faraà vivo nessuno giusto ???? quindi stando a ciò che lei mi sta dicendo, potremmo pagare tranquillamente solo il mutuo giusto ???

  11. alessandro

    Salve, ho letto quasi tutto sull’impignorabilità della prima casa e Le faccio notare che sono molto interessato all’avvento della legge che regolarizzerà il tutto.
    Sono proprietario di un appartamento in un condominio ci circa 100 mq con annesso garage e posto macchina del valore di circa 200,000E al 30 settembre dell’anno 2011.
    Sono impicciatissimo di debiti che sto cercando di onorare, ma vivo sempre con la spada di Damocle sulla testa. debiti verso le finanziarie, verso una banca con un fido e che mi lascia ancora tranquillo, verso lo Stato con Imposte e sanzioni ed interessi, verso EQUITALIA (trasferimenti delle tasse) con aggravio di super sanzioni, super interessi; un debito di 1000E diventa presto 2500E.
    Questo per i debiti; vanto anche dei crediti nei confronti di aziende private (srl) dalle
    quali non posso pretendere nulla perchè sono “vuote” di beni patrimoniali.
    Vorrei sapere se l’attuale soglia minima di 2000,00E si al netto di tutti gli accessori (sanzioni, interessi, indennità varie ecc.) ovvero comprensive
    Grazie per la risposta che mi darete cortesemente sulla mia mail
    Alessandro

  12. Matteo R.

    Gentile Alessandro

    iMille sono un blog di discussione pubblica e qui non ci si occupa delle singole vicende private.

    Io stesso non sono un legale e non posso fornirle le informazioni di cui necessita

    Cordiali saluti

  13. Claudio

    Egreggio sign. Rizzoli io sono uno che non ho riscosso un credito di circa 700.000 € da una srl , ed a cui la corte d’appello obliga a pagare 48.000€ di avvocati perché mi sono permesso di chiedere i miei soldi a i soci della srl .
    Cosa devo fare per non rovinare lo stato o le banche che possono pignorarmi 40 anni dei miei sacrifici (per loro non esiste il rischio d’impresa?) mentre lo stato dice che io non posso pignorare i bene a quei delinquenti che continuano ancora a lavorare alla faccia mia , per lei con 100.000 € sono a posto, io le auguro di non trovarsi mai dalla parte di questa barricata, ma forse vedrebbe le cose da un’angolazione più giusta, la ringrazio per la pazienza di avermi ascoltato.

  14. io

    ipoteche su prime case, banche di strozzini, equitalia che pare un’associazione a delinquere di stampo mafioso con governo e banche, ma smettiamola perfavore, un credito in banca che mette a repentaglio l’unico immobile di un cittadino è qualcosa di terribilie e paralizzante per l’economia, basta sta storia che io cittadino prendo 10 mila euro dalla banca e la banca per garanzia si prende le chiavi di casa mia…

  15. Sono un usuraio, offro prestito per tutto il giorno, mi offrono entrambi prestito personale e prestito d’affari, e offro prestito a breve termine e Lond quindi se siete interessati, non c’è problema, voglio che tu a contattare solo io adesso tramite il mio indirizzo di posta elettronica (youngpao.loanserivice255@gmail.com)

  16. Rev. Ben bruce

    Sei in difficoltà finanziarie e avete bisogno di un prestito personale o aziendale a partire da 3% contattarci oggi via skyloanfirm2000@gmail.com

    Rev. Ben Bruce

  17. Mr Calvin

    Offriamo diversi tipi di prestiti agli individui (prestito personale), società, enti e cooperiamo a un tasso di interesse del 3% per ogni annul.This è quello di aiutarvi a soddisfare i vostri obblighi finanziari, in particolare con il corso sulla crisi finanziaria mondiale. Si può prendere in prestito tra 1.000 – 50.000.000 (Sterline, Euro o Dollari) Per ulteriori informazioni, si prega di contattarci via email (calvinkingloanmanagementfirm@gmail.com)

    OFFERTA PRESTITO

  18. giacomo

    mi chiamo giacomo sono in una fase brutta o avuto problemi di pagare il mutuo da circa 6 anni per in sei anni o dato circa 15.00 € ma la banca nn si accontenta sono disocupato
    gia da treanni per motivi di infezzione mi anno duvuto asportare mezzo polmone o 51 anni glio fatto la proposta di poter pagare una cifra di 400.00 € perche mia moglie lavora e guadagna 620.00€ al mese e loro mi anno chiesto 1000.00€ io nn li posso pagare mi anno mandato a casa uan raccomandata che giorno 24 verra un achitetto a vedere la casa come mi devo comportare mi do fuoco dentro la casa cosi niente io niente nessuno o ce una soluzione o fatto tanti sacrifici per dare un tetto ai miei figli attenzione la banca a me mia dato 130 milioni di lire io fin ora glio dato sulle 70.000 € vogliono ancora 64.000€ il mutuo era per 20 anni sono passati 13 anni
    se culcuno mi puo dare un consiglio e vero che nn mi possono buttare fuori di casa distinti saluti

  19. mrs constance

    Ciao amici, non posso crederci. Ho appena ricevuto un prestito legittimo da una base prestatore di prestito negli Stati Uniti. Ho ricevuto la loro email quando stavo cercando onlinefor un prestito. Ho trovato un commento che narrava di come ha ottenuto il suo prestito da loro. initiatially non la credevo perché ho avuto truffa diverse volte da persone che affermano di essere creditori di prestito online. Ma perché ero disperato bisogno di soldi per pagare le mie bollette, ho deciso di provare di nuovo. così ho loro e-mail. Quando ho fatto, ero sorpresa la somma di 250 mila dollari che avevo ealier richiesto è stato cablato sul mio conto, anche quando ho cattivo credito. Quindi voglio consigliare tutti coloro che possono essere alla ricerca di dove trovare un prestito legittimo da una società di prestito legittimo per loro e-mail via (trustloanlenders281@gmail.com ed otterrete il vostro prestito ed essere libero da tutte queste truffe sfilare internet. …. spero solo questa informazione potrebbe aiutare qualcuno che ha bisogno di prestito …..

  20. Caro cliente stimato,

    Mr. DAVID MORIS Loan Investment, specializzata nell’organizzazione di prestito, di qualunque importo, termini di rimborso più lunghi. Offriamo prestito, mutuo casa, prestiti personali, prestiti auto, prestiti agli studenti, Dipartimento di consolidamento, prestito per l’avvio di attività. Avete un piccolo o grande progetto da finanziare? e Business Expansion, Mutui Real Estate e tutti a tasso di interesse del 3% per i candidati di tutti i tipi di credito.

    Il servizio che offriamo è veloce e senza stress. La nostra priorità è la vostra soddisfazione totale! Il nostro obiettivo è che ti piace il servizio che forniamo dall’inizio alla conclusione. Ti interessa nuovo richiedente deve cliccare sulla risposta a contattare Direttore Amministrativo signora Young Lee per maggiori informazioni: davidmoris523@gmail.com

    Mr. DAVID MORIS,

  21. Avete bisogno di un prestito privati ​​o commerciali al 3% per scopi diversi
    Se è così, ora ci contatti al nostro indirizzo email georgeanderson.loanfirm255@gmail.com

  22. Potrebujete pujcku, pokud ano, kontakt, lopezfirm9999@gmail.com

    Cástka potrebná …..
    zeme …
    telefonní císlo ……
    Doba trvání úveru ..

Trackbacks / Pings

Lascia un commento

Subscribe without commenting