Le ardite “tesi” di Paolo Flores d’Arcais

di Ivan Scalfarotto.

Micromegas Plaque by guyblade

Mi hanno chiesto di rispondere all’articolaccio di Flores D’Arcais contro Matteo Renzi. Non lo farò. Perché cosa si può rispondere a uno che dice subito, proprio all’inizio del pezzo, che firmerà un impegno che annuncia di non voler mantenere? Scrive Flores: “Il 25 novembre alle primarie voterò Matteo Renzi, firmando anche il “giuramento” per il centrosinistra alle elezioni di primavera. Nelle quali invece, hic stantibus rebus, voterò Grillo. Non mi sentirò in contraddizione e meno che mai disonesto”.

Non si capisce dunque per quale motivo poi scriva un intero articolo tentando di giustificarsi per questo. Firmare una cosa e farne un’altra per i comuni mortali sarebbe una menzogna, per Flores, invece, noblesse oblige, è “cinismo costituzionale”. Voterà, dice, per Renzi per “distruggere” il Pd e fare “tabula rasa” del centro sinistra per poter finalmente arrivare a un partito capeggiato dalla Fiom (non sto scherzando) e da altri misteriosi interlocutori. Cosa si può dire davanti a tutto questo ben di Dio? Forse solo che Flores dimentica di far parte da decenni dello stesso establishment che vorrebbe anche lui distruggere. Anzi, rottamare.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Ho controllato. Il filosofo ha proprio scritto “hic stantibus rebus”, al posto di “sic…etc”.

    Hic in latino vuol dire “qui” oppure “questo qua”. Più in generale, però, “hic” è anche il singhiozzo di chi ha bevuto un bicchierino di troppo.

  2. Rino

    Come non condividere, se questa è stata l’intellighenzia di sinistra allora si spiegano tante cose. Dato però che non tutti sono così snob o cinici penso che con questa dichiarazione mi ha convinto che anche lui è proprio trapassato e farebbe meglio a ritirarsi e ragionare sul valore economico dei numeri primi e lasciare stare le cose serie

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