La Basilicata. I partiti-casato, i vassalli, la disoccupazione

di Teresa Russo.

Potenza – Palazzo della Provincia by Basilicata Turistica

Sebbene la Basilicata, quella dei 131 campanili per un totale di 600.000 abitanti – quasi quanto un quartiere di Roma –, non sia interessata da inchieste giudiziare riguardanti i costi della politica, non si può dire che non ne abbia risentito. A risentirne di più è stata la classe dirigente, che è corsa subito ai ripari con provvedimenti atti a garantire la trasparenza e il contenimento della spesa pubblica.

Ma il dibattito e la riflessione che incombe in regione va ben al di là delle spese sotenute dai consiglieri regionali. La Basilicata è governata da tempo immemorabile dal Partito Democratico, denominato nelle cronache locali “Partito Regione”. Il Pd non solo è a capo della coalizione di centro sinistra che guida la Regione, ma governa anche la Provincia di Potenza e le due città capoluogo, per non parlare dei piccoli comuni. Tutto ciò è indicativo di quale sia la forza, la consistenza e la permeabilità del PD in una regione piccolissima, con un enorme potenziale di sviluppo ma con livelli produttivi di gran lunga inferiori rispetto alla media nazionale.

Eppure è un partito regione fortemente disgregato. Con fatica sta tentantando di riprendersi dallo scandalo Fenice edf, quello che ha visto cadere la testa di Erminio Restaino, esponente di spicco del Pd e all’epoca assessore alle attività produttive, solo per citare un episodio. Il partito oggi prova a fare quadrato. Le primarie e la partecipazione del Segretario Regionale Roberto Speranza sono il banco di prova. Quale sarà l’orientamento del Pd lucano: Renzi o Bersani? Renzi è tornato in Basilicata, a Potenza, dopo un mese e ad accoglierlo è stato un esiguo manipolo di rottamatori; contestualmente D’Alema arriva a Matera in occasione della mostra allestita in onore di Berlinguer e ad accoglierlo è tutto lo stato maggiore del partito.

Ma facciamo un passo indietro. Il Pd sta lavorando per non implodere, le occasioni per poterlo fare sono tante: non solo e non più la questione Val d’Agri e petrolio, che nel memorandum e nella moratoria trova tantissime criticità; deve trovare la quadra anche su argomenti altrettanto spinosi. Il 23 ottobre è alle porte e, nonostante nella conferenza delle autonomie abbia esplicitato il proprio parere sul taglio della provincia di Matera, ancora non si riesce ad individuare la soluzione. Il Pd necessariamente deve arrivare  in aula con un parere unanime da poter sottoporre e condividere all’intero centrosinistra e al centrodestra. Ha la necessità di riproporsi coeso e in grado di mantenere fede alla propria agenda politica. Se è vero, come è vero, che il parlamentino lucano non è direttamente interessato da indagini riguardanti l’uso del denaro pubblico, è altrettanto vero che le responsabilità nei confronti dei cittadini risiedono in ciò che la politica può e deve fare per lo sviluppo della regione. La Basilicata e i lucani hanno bisogno di trovare nuovamente fiducia, hanno bisogno di sapere che chi li governa lo fa in nome del bene comune e non per mantenere un “casato”.

In tutto ciò della Val Basento non vi è più traccia, la scoperta dei giacimenti di petrolio e la forte attività estrattiva non hanno prodotto alcun beneficio di lungo periodo, la Fiat – con la revisione di Fabbriche Italia – rischia di far saltare l’intero sistema regionale. Il polo del salotto è ormai un lontano ricordo, il settore edile continua a crollare. Queste sono le questioni su cui incalzare la politica regionale. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, è vero, ma quanti hanno scelto di impegnarsi in prima persona (dove “in prima persona” non è la faccia su un manifesto elettorale ma dedicarsi alla propria comunità, lavorare affinché si acquisisca una nuova coscienza civile, un nuovo spirito e idea di regione)?

Il sistema regione parte da qui: da chi sono i lucani, da cosa vogliono e cosa fanno per la loro regione. Fino a quando non si avranno ben chiare le idee non ci si potrà meravigliare se un partito  è un “casato”, e se questo casato si sente autorizzato a disporre come vuole dei propri averi e dei propri vassalli.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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