Libri costosi e zainetti pesanti. La legge disattesa

di Emidio Picariello.

Quirinale: Cerimonia inaugurazione anno scolastico by Catepol

Una delle cose più difficili per chi si occupa di tecnologia – e segnatamente di informatica – è quella di far capire alla politica – quando malauguratamente si desidera farlo – che esiste una correlazione diretta fra gli obiettivi reali, fra la realizzazione del programma politico, fra la quotidianità dell’attività amministrativa e le tecnologie. È vero che anche nel settore privato, soprattutto nella piccola e piccolissima impresa, far passare il messaggio che il software semplifica, fluidifica e consente di realizzare altro che non sia la semplice comunicazione non è semplice.

Proprio la comunicazione è diventata il ghetto nel quale l’informatico/politico troppo spesso viene cacciato. Fortunatamente non è sempre così e nel 2008 il legislatore ha colto uno spunto interessante che l’informatica gli offriva per tentare di risolvere un problema complesso: il peso – economico e in kilogrammi – dei libri scolastici. Economico, per le famiglie, in kilogrammi, per la schiena dei ragazzi.

Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.

I cultori possono approfondire con la circolare che trovano sul sito del Ministero dellIstruzione ma in estrema sintesi il concetto è semplice: progressivamente, e a partire dal 2008, per motivi economici e di fruizione, si deve dare la  possibilità di utilizzare libri elettronici agli studenti – la circolare specifica: “Garantire massima compatibilità di fruizione con tutti i dispositivi hardware più diffusi”  – su iPad, tablet, computer o lettori di ebook.

Questi dispositivi – eccetto il computer – hanno un costo che va dai 500-600 Euro per gli ultimissimi modelli di tablet e iPad a meno di cento euro per un normale lettore di ebook che possiamo considerare ‘un hardware fra i più diffusi’. Il risparmio economico dovrebbe essere evidente, dato il risparmio di produzione – spese tipografiche e logistiche – e di distribuzione – non più editore/distributore/rivenditore/libraio/studente ma direttamente editore/studente. Un esempio di questo risparmio, fatte le dovute proporzioni in termini di numeri di vendite, può essere visto guardando le ultime novità editoriali sul sito di una importante libreria, la Feltrinelli:

Cinquanta sfumature di grigio costa 12,66 nella versione cartacea, 6,99 in quella digitale. Fai bei sogni passa da 12,66 a 9,99 e così via. Più basso è il prezzo della versione cartacea, più lo sconto è contenuto, in generale. Le edizioni più vecchie e delle quali si sono vendute più copie godono di sconti davvero importanti. Basta fare un giro sul sito della Feltrinelli, da cui abbiamo tratto gli esempi, o su siti minori specializzati in soli ebook come Bookrepublic o su colossi come Amazon per rendersi conto che per un lettore appassionato il passaggio al digitale ripaga in breve tempo lacquisto di un ebook reader. Molti ebook reader consentono di prendere appunti. Alcuni hanno una interessante funzione di prestito che consente di prendere libri dalle biblioteche comunali alle quali si è registrati. Insomma, sembra tutto troppo bello per essere vero: lo studente spende un centinaio di euro per un buon lettore di ebook e poi può comprare il libri scolastici a prezzi scontati e farsi prestare i libri di narrativa dalla biblioteca, riducendo costi e peso.

Si dice che tutto quello che sta prima del “ma” in una frase conti molto meno – quasi niente – rispetto a quello che sta dopo il “ma”. Ed eccoci al “ma”. Ho pensato che sarebbe stato carino calcolare, dovendo rifare oggi la 4PB dell’ITC che ho frequentato da ragazzo, quanto spenderei con il cartaceo e quanto con gli ebook. Sono andato sul sito e ho scaricato la lista dei libri. Il pdf indica anche quali libri sono essenziali e quali consigliati soltanto e quali neppure consigliati. Il pdf riporta anche il prezzo, quindi calcolare la spesa è semplice, parliamo di poco meno di 320 Euro. Poi ho cominciato a cercare le versioni digitali che ci devono essere perché se nell’anno scolastico precedente il collegio docenti ha adottato solo testi che abbiano la versione digitale, come prevede la norma citata prima, quest’anno la loro adozione diventa effettiva. Ecco la prima brutta sorpresa. Dei testi della “mia” classe, solo 3 sono disponibili in edizione digitale. Religione, Inglese ed Educazione Fisica. Quindi solo uno dei libri ritenuti indispensabili dal collegio docenti.

Tutti e tre sono disponibili sul sito Scuolabook ma non ho potuto fare a meno di notare che la differenza di prezzo non è particolarmente significativa. Inglese, l’unico che ci interessa davvero, passa da 3,.80 a 26,74 per esempio. Lo sconto su Religione e Educazione Fisica è minore, ma anche il loro costo è più contenuto. Così sul sito Scuolabook, lasciando da parte i libri che “servono a me”, ho aperto alcuni libri a campione. La letteratura come dialogo costa 45,00 Euro (50,00 di listino) nella versione cartacea. Nella versione elettronica si risparmiano solo pochi euro. Potremmo portare altri esempi. Ma ci farebbe piacere se qualche lettore ci smentisse dimostrando che questa ricerca è portata avanti con metodo non scientifico e che molte scuole hanno rispettato la norma adottando testi elettronici e che la norma si è rivelata efficace per lo scopo che si è prefissata, quello di contenere i costi e aumentare la disponibilità dei testi.

Invece, la piccola ricerca condotta fin qui rivela che lettera e spirito della norma sono stati entrambi disattesi. Non solo non si è rispettato il criterio tassativo “il collegio docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle verisioni on line scaricabili da internet o miste” ma anche lo spirito della norma che  voleva ridurre la pressione economica della scuola sulle famiglie.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti