Ho visto a veDrò

di Ilaria Maselli.

veDrò nel caos di veDrò – l’Italia al futuro

Lo scorso 26-28 Agosto ho partecipato a veDrò, una manifestazione che si tiene ogni anno in provincia di Trento con l’obiettivo di, come si legge sul sito, “riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili” per l’Italia. L’organizzazione dell’evento gira intorno ad Enrico Letta ma, dal punto di vista politico, è piuttosto trasversale. Con questo articolo vorrei condividere con un pubblico vasto le mie impressioni da outsider.

  1. Prima di tutto, ho visto a veDrò la gente darsi del “tu” e non me l’aspettavo perché spesso in Italia si ha l’impressione di dover srotolare tappeti rossi quando passano personaggi pubblici, che in questa occasione si sono rivelati eccezionalmente accessibili.
  2. Ho conosciuto a  veDrò un mix di gente interessante: politici, giornalisti, rappresetanti di grandi aziende, neo-laureati con tante speranze, amministratori locali, scienziati, creativi, italiani all’estero (come me) e italiani che dall’estero sono appena tornati. Mi sono chiesta (senza trovare riposta) se quella fosse un’elite o semplicemente una fetta comunque rappresentativa dell’Italia migliore.
  3. Ho visto a  veDrò un modo interessante di procedere, un mix di approccio scientifico e democrazia in cui tutti hanno avuto l’occasione di proporre idee e reagire alle proposte degli altri. Il working group a cui ho partecipato, intitolato “iTalents”, aveva per obiettivo la discussione di misure atte a favorire il ritorno dei cervelli italiani in fuga e l’attrazione di cervelli stranieri. I coordinatori, Alessandro Rosina e Francesco Grilli, hanno scelto una via rischiosa per procedere ma che ha dato frutti interessanti, perché nella discussione della tavola rotonda allargata sono emerse svariate idee stimolanti: per esempio quella di riformare gli Istituti di Cultura per renderli i veri protagonisti del marketing del made in Italy o le iniziative promosse da svariate regioni italiane (Umbria, Piemonte e Puglia) per mettere in rete i loro talenti e riattrarre gli emigrati con storie di successo. Conversazione che, contrariamente alle mie aspettative, è stata priva del vittimismo e della retorica tipica degli espatriati su tutto quello che in Italia non funziona.
  4. Ho visto a veDrò tanti giornalisti ed esperti di comunicazione: ragazzi giovani con grosse dosi di creatività e voglia di sperimentare nuove forme di giornalismo. E lì mi sono chiesta come mai le grandi testate italiane producano prodotti di così bassa qualità…
  5. Ho visto personaggi che rendono grande la bandiera italiana in giro per il mondo, due in particolare: Lorenzo Turicchia, scienziato al MIT di Boston nel cui dipartimento si sfornano invenzioni come l’orecchio bionico, e Alberto Cairo, delegato italiano della Croce Rossa in Afghanistan, nel cui centro si costruiscono e montano protesi. Per quest’ultimo l’applauso in assoluto più lungo dell’intera manifestazione.
  6. Ho notato a  veDrò che la forma è sostanza: messi a discutere intorno a un tavolo in una location del tutto informale, tutti si sono impegnati a contribuire ai working group, da pari a pari e senza smania di esibirsi o catturare citazioni dei giornalisti.
  7. Però ho anche visto a veDrò poco spirito imprenditoriale e pochi laureati in scienze/matematica/fisica. Alla domanda di Lorenzo Turicchia “chi di voi ha studiato scienze, matematica o fisica?” in pochi, una decina forse, hanno alzato la mano (su una platea di qualche centinaio di persone). Ho visto anche poche persone impegnate a discutere di idee imprenditoriali, coerentemente con quel retaggio tutto italiano per cui il profitto “è lo sterco del diavolo”, e molte invece parlare di innovazione sociale.
  8. Ho visto a veDrò la performance poco illuminante dei dirigenti di due delle più grandi aziende italiane: Enel e Telecom. Da loro mi sarei aspettata un assaggio di quello che sarà il futuro delle telecomunicazioni e considerazioni strategiche sulla geopolitica dell’energia, e invece alla vasta platea è toccato sentire l’agiografia di un self-made man e il processo alla tecnologia che distrugge i posti di lavoro.
  9. Ho visto a veDrò un nuovo pezzo di Italia, che si dà da fare, si ingegna, si interroga su come migliorare il Paese… E per qualche minuto mi è persino venuta voglia di tornare in Italia e partecipare attivamente alla cosa pubblica.
  10. Ho visto a veDrò tante facce che mi dicevano qualcosa ma a cui non riuscivo ad associare un volto o un fatto… Ma questo è il problema di chi vive all’estero e/o non ha la tv.
  11. Ho pensato a veDrò che quelli che ci comandano non sono diversi da noi, hanno solo avuto l’occasione di diventare eletti e non solo elettori. Alcuni ci riescono meglio, altri meno.

 

 

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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