di Dini Sejko.

Pechino – Citta’ Proibita di Sergio&Gabriella
Da quando il Partito Comunista Cinese ha stabilito la durata decennale della propria leadership, ogni vent’anni l’avvicendamento dei leader della Repubblica Popolare Cinese coincide con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Queste ultime da sempre ci appassionano e spesso con spirito da tifoso conosciamo i candidati e i loro vice, le loro posizioni su temi importanti come la riforma sanitaria, l’aborto, le unioni di fatto, le tasse che pagano e ridiamo delle loro gaffes.
Quest’autunno si riunirà il XVIII Congresso del Partito Comunista cinese che darà inizio al più importante ricambio del quadro dirigente cinese negli ultimi trent’anni ma la data è ancora ignota. I 2270 delegati del Congresso che sono stati selezionati tra aprile e luglio a livello locale, si riuniranno e dopo verranno annunciati i nuovi membri del Comitato Permanente. Altri cambiamenti sono attesi in primavera quando si riunirà la XII Assemblea Nazionale del Popolo. Le modifiche riguardano anche la Commissione Militare Centrale che è l’organo di comando dell’Esercito Popolare di Liberazione. Si calcola che il 70% dei membri degli organi di vertice verrà sostituito anche per motivi di età (Cheng LI, 2012).
Un accordo è già stato raggiunto sui nomi del futuro presidente e del futuro primo ministro che occupano due dei nove posti del Comitato Permanente. Si tratta di Xi Jinping e di Li Keqiang. Xi, che sostituirà Hu Jintao come Segretario Generale del partito in autunno, come presidente in primavera e come capo della Commissione Centrale Militare nel 2014, è l’attuale vice presidente e membro del Comitato Permanente. Li, che molto probabilmente diventerà primo ministro succedendo a Wen Jiabao dopo il XII Congresso Nazionale del Popolo, è anche lui membro del Comitato permanente ed uno dei vice primi ministri. Entrambi hanno un dottorato, Xi in legge alla Tsinghua University e Li in economia all’Università di Pechino . Xi è uno dei c.d. principi rossi poiché è figlio di Xi Zhongxun che è stato membro del Politburo negli anni ottanta e uno degli architetti delle Zone economiche speciali. Li ha cominciato la sua carriera politica ai tempi dell’università ed è stato membro del comitato della lega giovanile comunista. Entrambi fanno parte dell’ala liberale del partito e vedono con favore l’economia di mercato ma Xi ha supportato lo sviluppo delle aziende di stato (state-owned enterprises) che detengono il monopolio in molti settori dell’economia. Li sembra molto attento alle questioni sociali e allo sviluppo sostenibile.
Le varie correnti all’interno del partito sono in lotta per occupare gli altri posti del Comitato Permanente. Durante questa lotta per il potere, Bo Xilai, una delle figure più importanti dell’ala neomaoista è caduto in disgrazia. La storia dell’ex capo della municipalità di Chongqing è molto complessa e sembra più la trama di un romanzo giallo che la storia di un leader politico. Bo Xilai, il figlio di Bo Yibo, uno degli otto immortali, è anche lui un principe rosso ed è stato a capo della municipalità dal 2007. In questi anni è diventato celebre per la sua lotta contro il crimine organizzato e la corruzione. Inoltre aveva messo in moto un apparato di propaganda che utilizzava i vecchi simboli maoisti e si opponeva al turbo-capitalismo privo di valori che aveva messo da parte i più deboli. La sua carriera politica si interrupe bruscamente quando il suo braccio destro e capo della polizia di Chongqing si rifugio nel consolato degli Stati Uniti di Chengdu e chiese asilo politico. In seguito a questo episodio Bo fu rimosso dal suo incarico e sospeso dal Politburo. Ad ampliare la trama di questa saga ha contribuito anche sua moglie che è stata condannata pochi giorni fa alla pena capitale – la pena è stata sospesa – per l’omicidio di un cittadino britannico consulente finanziario della famiglia che era avvenuto a novembre.
Anche se questo episodio sembra una purga all’interno del PCC nella lotta per il potere e può creare una crisi tra le varie correnti del partito, Cheng Li, attento osservatore e direttore di ricerca del John L. Thornton China Center al Brookings Institution, ritiene che il meccanismo di avvicendamento della leadership nel sistema politico cinese è divenuto sufficientemente resistente da poter superare tali incidenti e garantire una transizione pacifica e istituzionalizzata del potere del paese più popolato del modo.
Inoltre per rimettere ordine all’interno del partito dopo la turbolenta vicenda di Bo e per decidere chi saranno gli altri membri del Comitato permanente, il presidente Hu si è incontrato ad inizio agosto a Beidaihe con i più importanti esponenti del partito. Beidaihe è una località balneare non molto lontana da Pechino dove, sin dai tempi di Mao, i più importanti leader politici cinesi si riunivano d’estate per decidere le sorti del paese. Hu ha ripreso cosi questa tradizione che lui stesso aveva deciso di interrompere nel 2004.
Gli accordi raggiunti tra i leader del partito sui nomi dei membri del Comitato Permanente si sapranno solo quando si riunirà il XVIII Congresso del partito.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti



