L’ultimo viaggio di Vittorio

di Ivan Scalfarotto.

Foto di EmerandSam

Ogni volta che sento di qualcuno che ha deciso di suicidarsi per gestire a modo proprio il decorso di una malattia non riesco a non provare una profonda simpatia per quel gesto. Intendo simpatia in senso tecnico, nell’accezione della condivisione profonda di un sentimento. Qualcuno ricorderà quel bellissimo film canadese, “Le invasioni barbariche”, a cui Daria Bignardi poi – giustamente, credo sia stato un omaggio – rubò il titolo per la sua trasmissione. Oggi leggo sui giornali la storia di Vittorio Bisso, l’ex assessore di Dolo che ha scelto di morire in una clinica in Svizzera dove si viene accompagnati in questo ultimo momento. Io non riesco a indignarmi o a condannare. Quando Mario Monicelli decise, alla sua età, di buttarsi da un balcone dell’ospedale trovai che fosse stato indegno di un mondo che si dice civile quello di non avergli dato la possibilità di portare a termine la sua decisione in un modo meno cruento e privo di pietà. Non so. Non ci sono parole, effettivamente. Resta la commozione.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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