La legge elettorale che ammazza Grillo e lascia tutto così

di Cristiana Alicata.

Di -BeNnO-

Il presidente Napolitano ha chiesto di fare la legge elettorale. Una qualsiasi, basta farla. Indicazione assolutamente incosciente visto cosa sta accadendo e provo a riassumerlo in modo semplice.

Oggi è in vigore il cosiddetto Porcellum, chiamato così in particolare per l’impossibilità di esprimere le preferenze e che consente ai partiti di decidere in modo autonomo chi fare eleggere. Il Porcellum dà un premio di maggioranza alla Camera al proprio partito o coalizione ed anche al Senato. I criteri del premio sono diversi e quindi può accadere che alla Camera ci sia un maggioranza e al Senato un’altra. Ha una soglia di sbarramento al 10%. In modo spurio, il Porcellum costringe a definire delle coalizioni intorno ad un candidato Premier. La cosa più grave del Porcellum nell’immaginario collettivo è quella di non consentire la scelta dei deputati ai cittadini. La gravità di questa cosa è chiaramente, oggi, inversamente proporzionale al livello di fiducia che il Paese ha nei confronti dei partiti tradizionali.

Cosa può accadere se la legge elettorale (che a me fa schifo, beninteso) NON cambia.

1) Con questa legge elettorale oggi il PD sarebbe costretto a fare delle primarie per scegliere i candidati e il loro ordine in lista rispettando tra le altre cose l’alternanza di genere. Nelle liste può (se fosse il PD come lo vorrei io) inserire persone giovani e donne competenti che non possono contare sul consenso personale.

2) il Centro Sinistra sarebbe costretto a fare le primarie da candidato premier nel modo più vero possibile, quindi aprendo anche a Renzi e forse dovrebbe fare un’unica lista di coalizione per non rischiare di lasciare fuori IDV e SeL.

3) il PDL dovrebbe seguire il PD per non fare la figura del partito che non fa scegliere i propri elettori.

4) Il Movimento 5 Stelle da solo potrebbe prendere il premio di maggioranza alla Camera.

5) il Terzo Polo deve restare alleato per non morire sotto la soglia del 10%.

Cosa può accadere se la legge elettorale cambia come pare la vogliano cambiare: proporzionale con preferenze, senza obbligo di coalizione, su macro collegi.

1) Il PD non fa le primarie per i deputati, tanto si possono esprimere le preferenze e riempie la lista di portatori di preferenze, personaggi più o meno famosi (tipo giornalisti tv), ma anche di brave persone. I primi prenderanno un sacco di voti, i secondi faranno solo le foglie di fico, portando linfa alla lista ma senza entrare in parlamento. E qui tutti noi dovremmo rifiutarci di essere candidati (per esempio).

2) Il centro sinistra non fa le primarie da premier, ogni segretario si candida a potenziale premier e poi si vede.

3) Al PDL, alla Lega, all’UDC, a SeL e ad IDV va bene così, magari per gli ultimi quattro abbassando la soglia di accesso.

4) Anche se il Movimento 5 Stelle prende il 30% tutti gli altri faranno la Grande Coalizione e Grillo pur avendo un’ipotetica maggioranza relativa non conterebbe molto.

Se volete che ve la dica si sta delineando una legge elettorale di questo tipo proprio per impedire le primarie del centro sinistra, le primarie per deputati e per impedire a qualsiasi costo che il M5S possa toccare palla. Questo potrebbe funzionare dal punto di vista tattico nelle menti malate della nostra classe politica, ma potrebbe portarci al disastro alla prossima tornata, considerando tra l’altro che un governo di larga coalizione non so né quanto possa durare al di là di una parentesi di risanamento né quanto possa davvero incidere dal punto di vista strutturale.

Cosa secondo me dovremmo fare.

Tornare al maggioritario uninominale. Un sistema elettorale dove i partiti siano protagonisti sani assumendosi fino in fondo la responsabilità di chi candidano in ogni collegio, sapendo che gli altri partiti per vincere dovranno fare lo stesso e cioè: candidare le persone migliori possibili che dovranno sostenere una competizione. Anche la selezione sui territori potrebbe essere fatta tramite primarie, comunque.

A questo punto anche un giovane potrebbe battere un big. In ogni collegio sarebbe uno scontro a due, massimo a tre. Facce definite, scelta netta. Altissima selezione della qualità in quanto si sceglie qualcuno al posto di qualcun altro, in modo diretto.

Nello stesso modo non si farebbe una legge elettorale per buttare fuori qualcuno, come quella che si sta prospettando.

È noto a tutti cosa penso del M5S, ma fare una legge elettorale ad hoc per sterilizzarli politicamente è un abominio democratico, non può valere di nuovo il principio che ognuno si costruisce la legge elettorale per vincere o per far perdere qualcun altro.

È una roba vergognosa. Sarebbe molto, ma molto più corretto lasciare questa legge e costruire la prossima campagna elettorale anche su questo: almeno le prossime elezioni saranno anche un referendum sulla qualità della nostra democrazia dal punto di vista della rappresentatività e della governabilità.

 

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

4 Commenti

  1. Non ho capito perchè col proporzionale i partiti candiderebbero “portatori di preferenze” vacui e fasulli, mentre col maggioritario di colpo si avrebbero ottimi personaggi di solida statura politica.

    Concordo col fatto che fare una legge elettorale per escludere un partito (sia pure terribile come il M5S) sia un abominio.

  2. Concordo sul fatto che la legge elettorale che si va delineando rischia di essere una porcata peggiore del porcellum, e sopratutto che -paradossalmente – il porcellum con primarie annesse diventa quasi una buona legge.

    Però intanto, con il Berlusconi che si ripresenta, l’ipotesi grande coalizione dopo le elezioni perde un bel po’ di credibilità. Sopratutto se per vincere urlerà contro l’euro l’Europa e l’IMU….

  3. Dacché le discussioni pubbliche sulla legge elettorale hanno acquistato rilievo primario, all’inizio degli anni ’90 (dò per scontato che tutti siano consapevoli e concordino che prima, per decenni, non c’erano state controversie sull’uso del sistema proporzionale con scrutinio di lista e preferenze, in questa forma almeno per la Camera), abbiamo potuto leggere di tutto e il contrario di tutto – il “contrario”, in particolare, negli ultimi anni.

    Essendo un argomento complesso, vorrei esporre molte considerazioni, poco adatte ad un singolo, modesto commento. Ad oggi, pare che ci ritroveremo con una legge “greco-tedesca”, per come la stanno cucinando gli sherpa delle forze parlamentari. A presto.

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