di Teresa Russo.
È possibile far diventare il futuro dell’economia da nero, come la crisi, a verde? I diversi attori della società civile, tanto il governo quanto le categorie datoriali e le parti sociali, si interrogano su quali debbano essere le strategie da mettere in atto per far ripartire il motore dell’economia e farlo in maniera eco-sostenibile. Si tratta, in buona sostanza, di rifunzionalizzare/riqualificare quello che si ha disposizione in termini nuovi, con l’attuazione di riforme ed incentivi per la tutela delle risorse naturali, il potenziamento delle infrastrutture per l’ambiente, l’introduzione di nuovi meccanismi di mercato, la creazione di investimenti e l’eliminazione di sussidi dannosi per l’ambiente.
Nel tempo è maturata la consapevolezza che l’eco-compatibilità non inibisce la creazione di ricchezza né deprime l’opportunità di occupazione; al contrario la diffusione su larga scala di settori “verdi” offre significative opportunità di investimento, crescita e occupazione per l’intero sistema produttivo. Dal recente rapporto “Tutti in classe A”, condotto da Legambiente, è emerso che buona parte degli edifici italiani – case, scuole, uffici- presentano difetti termici e dispersione di calore. La termorilevazione ha dimostrato come in una casa di “Classe A” il risparmio può arrivare fino ad un terzo o un quarto della spesa ordinaria per riscaldamento e quindi ammontare a diverse centinaia di euro all’anno. È sufficiente partire da questo dato per capire quale sia il senso del dibattito che quotidianamente interessa gli “addetti ai lavori” e il senso dei provvedimenti inseriti nel Piano Sviluppo presentato dal Ministro Passera. Un piano che, soprattutto per l’edilizia, orienta ed incentiva fortemente ad essere più verdi. I provvedimenti varati nel decreto, le detrazioni per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica – che secondo le stime dell’Ance dovrebbero arrestare almeno in parte la caduta del volume di attività nell’edilizia – sono in linea con le indicazioni a livello comunitario. È operativa a partire dal 7 giugno 2012 la nuova certificazione HQE, che mira a promuovere le prestazioni ambientali degli edifici non residenziali. Questa si concentra su quattro aspetti principali: energia, ambiente, salute e benessere, associando a questi punti un giudizio complessivo (buono, molto buono, eccellente o eccezionale).
L’esigenza di una nuova cultura verde nell’edilizia si manifesta da tempo e sono sempre di più le attività atte a promuovere e diffondere tale cultura. Nello scorso mese di giugno è stato consegnato il “Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune – Efficienza energetica e innovazione nell’edilizia” promosso da Ancitel Energia& ambiente e da Saint -Gobain Italia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo del premio è quello di sensibilizzare i Comuni alle tematiche ambientali, incentivando le trasformazioni e le riqualificazioni del tessuto edilizio per migliorare la qualità della vita degli abitanti, riducendo i consumi e favorendo nello stesso tempo un risparmio in termini economici.
La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in occasione dell’Energy Day, ha diffuso un dato significativo: la possibilità di creare 17.000 posti di lavoro verdi. E, ancora, ICMQ Eco chiede di poter abbinare un marchio di sostenibilità alla certificazione obbligatoria delle caratteristiche energetiche dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo. Tutti segnali che lasciano sperare che l’edilizia possa uscire da questa crisi profonda con un “colore più verde”.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





si, i tempi sono maturi per una svolta verde, ma quello che serve è una maggiore consapevolezza. Nelle dinamiche dell’edilizia commerciale dove ci si trova di fronte a configurazioni complesse: advisor, costruttore, finanziatore, architetto, project manager, property manager, maintenance manager, tenants è spesso difficile trovare la quadratura del cerchio, la certificazione può indicare la strada corretta, ma c’è bisogno della sensibilità di tutti gli attori. Non facile e non immediato.