Il Codacons e il sequestro dei veicoli a diesel

di Filippo Zuliani.

“No Gasoil” by Ferran Mendizà bal vilarrubí

Il picco del diesel, il momento non v’è abbastanza diesel per tutti. A meno di nuove frontiere tecnologiche – leggasi shale oil, che da molti viene descritto come il precursore della nuova era del petrolio in America – in Europa a breve toccherà trovare il modo di razionare il diesel per autotrazione, per dedicarlo al trasporto merci e all’agricoltura. Poche settimane fa e con straordinario tempismo l’OMS – Organizzazione Mondiale per la Sanità – ha portato a termine una ricerca sul diesel durata 24 anni, dalla conclusione chiara: le emissioni del diesel sono cancerogene.

Oggi, il Codacons – Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori – ha presentato un esposto alla Procura di Milano dove chiede nientemeno che il sequestro di tutti i veicoli diesel esistenti nel territorio di Milano.

Ora, senza scomodare grandi strategie europee e/o la bontà dello studio OMS in questione, al netto del fatto che il Codacons doverbbe spiegare quali alternative utilizzare nel comparto autotrasporto per continuare a rifornire i supermercati di mozzarelle – oggi si usa il diesel, appunto –, ai cittadini ovviamente spetterebbe adeguata compensazione monetaria per il sequestro dei veicoli a diesel. Di quanto si parla? Secondo la ASR, a Milano circolano circa 1.750.000 auto. Ammettendo un 50% di motori diesel, si tratterebbe di 850.000 vetture da compensare adeguatamente. Mille euro a testa – ben lungi da essere adeguati, ma vabbè – si tradurrebbero in un esborso di 850 milioni di euro per le casse milanesi. Per dare un metro di paragone, se la stessa proposta fosse attuata su scala nazionale – e non si capisce perché il Codacons limiti la sua azione al milanese, neanche Roma e Napoli contassero nulla – lo Stato italiano dovrebbe adeguatamente compensare oltre 15 miliardi di euro ai cittadini. Altro che spending review.

È doveroso e auspicabile che il Codacons evidenzi le fonti di inquinamento, ma è altrettando doveroso e auspicabile che si propongano soluzioni serie – ho detto serie – e concrete – ho detto concrete – ai problemi energetico e ambientale. In un momento così difficile per il nostro Paese, di boutade velleitarie e autopromozionali non si sente davvero la mancanza.

 

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti