Opere pubbliche inutili. Via Francigena vs Broni-Mortara: viandanti e dinosauri

di Emanuela Marchiafava.

Tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati chiamati in un modo o nell’altro a scrivere, nel racconto della nostra vita, una pagina dal titolo “Lascia la tua impronta nel mondo”. I pellegrini lo fanno per davvero: percorrono il mondo a piedi e mentre lo fanno vanno incontro alla Storia dell’umanità, arricchendo la loro vita e quella degli altri. Il tragitto cambia te che lo stai seguendo, così come i territori su cui stai camminando, perché è col tuo passo e con la tua pedalata che li tuteli; e cambia le genti che li abitano e che sono pronte ad accoglierti. I pellegrini della Via Francigena lo sanno bene. Sanno della relazione che nasce tra sé e il paesaggio, conoscono quell’empatia che trasforma il paesaggio in una forma vivente e in un bene relazionale, in un incontro e in un’esperienza cercata e voluta che sfocia quasi sempre in una relazione benefica e beneaugurante. Uno scambio tra l’umanità concreta dell’uomo, intrisa di spiritualità e di religiosità, e la fruizione del paesaggio inteso come entità immateriale dotata di senso, che diventa uno specchio dell’anima e che s’instaura ogni volta che ognuno di noi agisce localmente ma pensa globalmente. Il cammino diventa allora un orizzonte mentale ed emotivo fatto di socievolezza e cultura civile aperto e in continuo divenire, al quale l’uomo affida uno dei suoi valori più cari: la libertà in quanto individuo e in quanto soggetto sociale. E quale libertà più grande ci può essere del percorrere il mondo a piedi con la sola forza fisica e mentale?

Non c’è libertà maggiore, è vero, ma tale libertà rischia di non esistere proprio se non combattiamo per il diritto di non veder scomparire un cammino storico come la Via Francigena sotto una colata immane di cemento e catrame per un tratto in provincia di Pavia. Si avvicina infatti con la prepotenza e la modernità di un dinosauro il mostro chiamato Autostrada Broni-Mortara, un’infrastruttura tutta lombarda, lunga 50 km e tutta compresa nel territorio pavese, che dovrebbe collegare l’autostrada Torino-Piacenza a… niente, perché destinata a terminare dopo Mortara, in attesa di una bretella fino a Stroppiana che la innesti sulla A26. Un costo stimato di circa 1.800 milioni di euro, di cui mille finanziati dai privati e il resto dai pedaggi. Tanto per rendere l’idea, il costo attualmente stimato della Tav in val Susa è di 2.500 milioni di euro.

Il Corriere della Sera ha definito la Broni-Mortara “una delle dieci grandi opere pubbliche più inutili” e Legambiente lo spiega bene in questo video.

Ma torniamo un attimo alla Via Francigena di cui ho “ereditato” il tratto pavese un anno fa, quando sono diventata assessore provinciale al turismo, e di cui apprezzo ogni giorno di più la bellezza e il valore culturale, turistico e, perché no,  economico. È uno dei ventinove Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, che attraversano il nostro continente intrecciando i fili della nostra cultura europea. La Via Francigena è ancora una via lillipuziana se comparata al Cammino di Santiago di Compostela, un gigante dei cammini religiosi che ogni anno muove un numero impressionante di pellegrini (300.000), viandanti, turisti e viaggiatori lungo il suo percorso (5 milioni in totale). <<Il percorso ufficiale, fedele a quello narrato dall’Arcivescono Sigerico nei suoi Diari, è articolato in 79 tappe e da Canterbury, attraversando la Francia e la Svizzera, entra in Italia per giungere a Roma. Ha una lunghezza di 1800 Km e, nel tratto italiano, attraversa sette regioni - Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – e 140 Comuni, per un totale di 44 tappe>> .

Molti sono stati gli interventi di finanziamento comunitario per tracciare il percorso ufficiale, metterlo in sicurezza e sviluppare i servizi a contorno, interventi non esaustivi ma che hanno attivato anche quelli locali, come quelli della Regione Toscana, che sta facendo molto per inaugurare tutte e 15 le tappe che si snodano lungo il suo territorio.

E Regione Lombardia, che fa? Regione Lombardia vuole cantierare l’autostrada Broni-Mortara nel 2013. Peccato che per un tratto di circa 30 km, i due percorsi, la via Francigena e la Broni-Mortara, praticamente si sovrappongono o scorrono fianco a fianco. Lilliput e il gigante Golia.

Come è possibile che Regione Lombardia abbia prima finanziato alcuni interventi per la Francigena e ora sia pronta ad aprire i cantieri della Broni-Mortara entro un anno?

Alla pesante responsabilità di Regione Lombardia si affianca però anche l’atteggiamento di alcune amministrazioni dei Comuni  attraversati da entrambi, che sono spesso e paradossalmente favorevoli ad entrambi e in primis all’autostrada. I Comuni attraversati ora dalla via Francigena e, si spera mai, dalla Broni-Mortara sono: Pavia, Carbonara al Ticino, Villanova d’ Ardenghi, Gropello Cairoli, Garlasco, Tromello, Mortara, Olevano di Lomellina.

Parliamo quindi del capoluogo, Pavia, ma anche di paesini da mille abitanti, centri rurali che i pellegrini li riconoscono al volo quando arrivano in paese e li accolgono nella casa parrocchiale. Eppure sono gli stessi centri urbani favorevoli all’autostrada perché, sostengono, “porta il turismo”.

Fosse vero, Casei Gerola, Gropello Cairoli dovrebbero essere amene località turistiche piene zeppe di milanesi in libera uscita nel fine settimana e di cicloturisti tedeschi, invece che paesi de-industrializzati che faticano a tenere aperte le pochissime piccole aziende manifatturiere che ancora resistono, così come allora non si capisce come Ronco Bilaccio, Busalla e Caorso non siano già località turistiche affermate.

Fra Regione Lombardia – assolutamente favorevole all’autostrada – e i paesi e le città della Via Francigena si frappone la Provincia di Pavia, che dal 2011, con il cambio di amministrazione, ora di centrosinistra, ha espresso tutta la sua contrarietà all’autostrada, considerandola un’infrastruttura che minaccia di sconvolgere gli equilibri ambientali e di devastare il reticolo idrico di zone rurali di pregio come la Lomellina, prima regione europea per la monocoltura del riso a livelli di assoluta eccellenza.

Tracciate sulla stessa mappa, la Via Francigena e la Broni-Mortara si sovrappongono per un tratto di circa 30 km in Lomellina, scorrendo fianco a fianco o comunque restando visibili l’una all’altra, anzi soprattutto l’autostrada al cammino, visto che la prima si eleva in media di otto metri dal piano campagna. Otto metri, come un edificio di due piani.

Forse potremmo proporre a chi è favorevole ad entrambe di renderle ancora più contigue: dove l’autostrada scorrerà su viadotto, la Via Francigena potrebbe star sotto, dotandola in tal modo di una gran bella tettoia per proteggere i viandanti dal solleone. In alternativa, si potrebbe piazzare la Francigena al posto dello spartitraffico dell’autostrada: la manutenzione e il taglio dell’erba sarebbe assicurato a costo zero, così come la sicurezza del percorso grazie alle barriere antitraffico.

Battute – mica tanto – a parte, l’episodio colpisce perché evidenzia quanto marcata sia la mancanza di una prospettiva politica e amministrativa di sviluppo coordinata e coerente sia in ambito regionale sia in ambito comunale. E non pensiate che i comuni contino meno, perché nella conferenza dei servizi dell’autostrada Broni-Mortara vige (come ovunque)  la regola “un ente, un voto” e, quindi, tutti sono determinanti per decidere, dalla Regione al Comune di mille abitanti, passando per la Provincia e il Parco del Ticino (che pare essere – paradossalmente – a favore dell’infrastruttura: siamo in attesa di conoscere l’orientamento che esprimerà il cda appena rinnovato).

Link utili:

ttp://www.viafrancigena.eu/home.asp

http://cittachevive.wordpress.com/2012/03/27/autostrada-broni-stroppiana-gia-cantierabile-entro-il-2013/

http://www.youtube.com/watch?v=UUoGrqyYnsk

http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/21/autostrada_Broni_Mortara_sfregio_nella_co_7_120321043.shtml

http://www.xacobeo.es/

http://www.viafrancigena.eu/sub_francigena.asp

http://www.culture-routes.lu/php/fo_index.php?iMille.org – Direttore Raoul Minetti