di Cristiana Alicata.
Nelle ultime settimane è sembrato che il PD, in vista delle elezioni del 2013, accelerasse il passo verso la soluzione di uno dei tanti nodi che lo attanaglia.
In particolare quello secolare sulla questione dei diritti delle persone omosessuali.
A ridosso del Pride nazionale di Bologna, infatti, Bersani ha inviato un bel messaggio al comitato organizzatore in cui ha dichiarato che sulla scia delle posizioni di Obama e di Hollande anche in Italia dovevamo uscire dal Far West. Per i poco addentri nelle questioni di lana caprina e di linguaggio partitico, è stato immediatamente chiaro che Bersani non ha detto di essere favorevole ai matrimoni gay. Ha solo detto che vuole seguire quella scia, quindi ha parlato di coppie di fatto. Di unioni civili. Ci ha messo dentro anche divorzio breve e testamento biologico. Per inciso, non è la prima volta che Bersani si dichiara a favore delle unioni civili: lo fa almeno una volta l’anno, sollecitato in occasione di Pride o interviste dedicate. Non considero passi avanti queste dichiarazioni di intenti. Le considererò tali quando si ricorderà di parlarne sempre, in ogni occasione, descrivendo il suo “progetto” di Paese anche quando parla in TV, in mezzo ai temi di lavoro ed economia.
In ogni caso, quando ha fatto quelle dichiarazioni, ho pensato che anticipasse le decisioni della commissione Bindi, da lui voluta.
Negli stessi giorni sono accadute altre due o tre cose illuminanti.
Fioroni, dopo avere sentito Bersani, ha dichiarato stizzito che la priorità non sono i gay, ma le famiglie, e che stando così le cose minacciava di candidarsi anche lui alle cosiddette primarie aperte del PD per la premiership. Io resto sempre molto sconvolta a rilevare che, oggi, ancora, qualcuno pratica questa contrapposizione. Gay e famiglie (donne, asili nido, parità, applicazione piena della 194, ecc.) sono lo stesso lato della felicità del Paese. Non esiste contrapposizione. Nessuno, tra l’altro, è in grado di dimostrarla se non sbandierando principi religiosi che nulla hanno a che fare né con la Costituzione, né con la laicità, né, soprattutto, con i principi base di una democrazia.
Poi l’Unità di Claudio Sardo (per intenderci, uno che viene dalle Acli e che si ispira a Benedetto XVI su molte questioni etico sociali) lancia un sondaggio. Un sondaggio che può essere considerato, dato il target di lettura, un sondaggio tra il popolo del PD (non il Paese, ma il PD sì). E che ha i seguenti numeri: al sondaggio hanno votato in 7681. Il 55% Favorevole ad istituzionalizzare i matrimoni gay. Il 38% Dico sì al riconoscimento delle unioni civili, con diritti reciproci e pubblici tra conviventi. Il 3% Bisognerebbe affidare a contratti di diritto privato il contenuto giuridico delle unioni omosessuali. Il 4% Penso che non ci sia bisogno di cambiare nulla. Insomma tra i lettori dell’Unità la maggioranza assoluta vuole il matrimonio e lo distingue dalle coppie di fatto.
Poi finalmente la commissione Bindi partorisce il documento su cui la suddetta commissione lavora da mesi.
Potete leggere di seguito gli interventi di alcuni membri della commissione: Paola Concia che chiede più coraggio; Ivan Scalfarotto che si è dissociato dalla parte dedicata alle unioni civili dichiarandosi a favore solo del matrimonio e Margherita Miotto che lo considera un primo passo.
Il documento tocca lo scibile umano, dalla tortura al corpo delle donne, dal testamento biologico fino alle questione delle coppie omosessuali. Il documento viene votato all’unanimità, anche se si registra la dissociazione di Scalfarotto, visto che il documento sulla questione matrimonio si intorta, arriva alla definizione che devono essere riconosciute le unioni civili, ma afferma che il solco costituzionale non prevede il matrimonio.
La Bindi ripete questa frase sulla costituzionalità anche in un’intervista ad Avvenire, aggiungendo che si dichiara (di nuovo) contraria alle adozioni omosessuali. Per gli interessati della materia senza fanatismi religiosi a fare da paraocchi, gli studi scientifici sull’argomento contraddicono le teorie secondo cui i figli cresciuti da omosessuali non sarebbero sani. I più importanti fatti dall’American Psychological Association, dall’American Psychiatric Association, dall’American Academy of Pediatrics, dall’Australian Psychological Society e dall’Australian Medical Association.
Insomma a dirla tutta stiamo da punto e da capo.
Da una parte Bersani che prova ad apparire più avanzato (d’altronde è in campagna elettorale ed ha avversari che sul tema sono tutti più avanzati di lui, visto che non risulta che Casini si candidi alle primarie di un centro sinistra allargato) della commissione da lui stesso nominata. E dall’altra Bindi che chiude i lavori della commissione con delle posizioni che sono fumose come quelle del programma Prodi del 2006 da cui uscirono i Dico.
La verità è che Bindi e Bersani potrebbero parlare della stessa cosa (anche perché al contrario dovrei pensare che, mentre Bersani da segretario nominava una commissione che elaborasse una posizione condivisa, lui nel frattempo ne elaborava un’altra altrove da solo), giocando con lo stesso fazzoletto tirato solo un po’ più in qua o un po’ più in là e non si comprende fino in fondo e in modo chiaro cosa ci sia in quelle due parole: Unioni Civili. Tutto? I Dico? I CUS? Un accordo privato? Il modello tedesco, come qualcuno ritiene intenda Bersani? Non è dato saperlo.
Anche D’Alema dice che le coppie di fatto vanno tutelate, ma aggiunge che il matrimonio gay offenderebbe il senso religioso degli italiani. Qualcuno è in grado di spiegarmi le differenze tra Bersani, Bindi e D’Alema? Io non le vedo. E tanto per dirla tutta e chiudere il cerchio, e stupirvi: Matteo Renzi ha dichiarato di recente che lui è cattolico e crede nel matrimonio religioso, ma che quello civile è civile e quindi non vede perché non possano accedervi anche gli omosessuali. Insomma, da Renzi una lucida distinzione tra stato e religione.
Il mio pensiero è che sui diritti non si debba fare confusione. Nel 2012 si devono usare parole chiare. Chi non ci riesce dovrebbe accettare i propri limiti e farsi da parte per la corsa del 2013, per non rischiare di condannare il centro sinistra a fare una battaglia di puro tatticismo, di quelle battaglie che alimentano l’astensione, fomentano la rabbia, e che oggi impropriamente chiamiamo antipolitica. L’uguaglianza passa per le cose uguali a quelle che hanno gli altri. Cose diverse, creano diversi. Per un nero prendere un bus diverso o bere da un’altra fontanella era essere diversi. Punto.
Per questo sono per il matrimonio senza se e senza ma e senza altre parole di mezzo.
E su questo il PD è ancora lontano anni luce, malgrado, come dimostra quel sondaggio dell’Unità, il suo popolo sia avanti.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Ottimo articolo (e sono due in due giorni…)
Due puntini sulle i giusto per fare dibattito
1. Non capisco cosa c’entri il fatto che Sardo viene dalle ACLI, visto che ha fatto un sondaggio non ha mica schierato il giornale
2. immagino che il sondaggio fosse on line. se è così il target non è esattamente lo stesso dei lettori tradizionali del giornale e nemmeno degli iscritti al pd. io ad esempio conosco moltissimi iscritti al pd che l’unità non la vogliono vedere nemmeno dipinta
Quando vedo un uccello che cammina come un’anatra, nuota come un’anatra e starnazza come un’anatra, in qualunque modo io lo chiami sono abbastanza certo che si tratti di un’anatra.
Come ebbi a scrivere su questo sito http://www.imille.org/2011/04/matrimoni-omosessuali-e-unioni-civili-la-lezione-olandese/, tutto sto casino per il DUE percento del totale dei matrimoni (in Olanda, a dieci anni dall’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, ormai la percentuale assestata e’quella). La grande minaccia alla famiglia tradizionale, i barbari alle porte, la fine di mondo per 2 contro 98….
Ad un’analisi più attenta, si nota come il documento piddino scivoli pericolosamente, sin dall’inizio, su concetti pseudo-scientifici (come la contrapposizione tra naturale e artificiale) che oggi sono rivendicati solo dall’oltranzismo cristiano – leggi: creazionisti (link: PD e diritti: passi avanti?). Non è certo un buon segnale…
Hai scritto che il documento è stato “votato”. Sei proprio sicuro? Ci risulta che invece sia solo stato trasmesso al segretario. E’ una differenza non da poco…
è stato trasmesso in quanto approvato da tutti…per questo dico che Bindi e Bersani io li vedo sulla stessa lunghezza d’onda e non in contrapposizione.
@marco: non lo ha schierato…diciamo che quando c’era Concita questi temi avevano più cittadinanza…poi non ho capito cosa ne è stato fatto di questo sondaggio…hai visto qualche discussione in merito?
E’ vero non è il PD…(ed io sono tra quelli che l’Unità non la leggono più)…però è quel popolo….certo…al netto degli analfabeti digitali. Insomma…il PD del futuro?
Il tema del matrimonio è un discorso che c’entra, ma molto più complicato di quanto lo si voglia vedere. Sono favorevole all’estensione per tutti, anche se come istituto lo trovo vecchio e superato. Quella per le unioni civili è una battaglia parallela, non meno importante, e non può essere fatta passare come una istanza al ribasso rispetto a quelle delle coppie omosessuali, perchè è appunto una battaglia diversa. Non è vero che per gli etero c’è comunque l’opzione “matrimonio”, perchè dipende anche lì dalle situazioni. Ci sono famiglie non matrimoniali, che non possono accedervi per tanti motivi. Anche le loro istanze le dobbiamo difendere e non pensare solo ai seppur sacrosanti diritti LGBT. Io vorrei quindi le unioni civili per tutti e il matrimonio per tutti. E se possibile, cancellare quell’orrendo art. 29 della Costituzione, che fa pena, perchè la “famiglia” non è fondata sul matrimonio.