I buoni che non stanno zitti. La lista di chi dice no all’omofobia

di Andrea Bordoni e Matteo Marino*.

foto di T’nello

Nei periodi di cambiamento, la più grande tragedia non è lo stridente clamore delle persone cattive, ma lo spaventoso silenzio dei buoni. Lo ha scritto Martin Luther King nel 1963. Da una parte c’è, sempre, chi strepita contro i cambiamenti o ostacola attivamente i diritti umani, dall’altra chi non dice né a né ba. Ecco, chi non dice niente approva lo status quo e condivide la responsabilità dell’immobilismo o anche dell’oppressione: un’intuizione cristallina.

Non c’è dubbio che questo che stiamo vivendo sia un periodo di grande transizione sociale per i diritti delle persone e delle coppie gay. Da molte parti del mondo e da gran parte dell’Europa arrivano segnali molto forti di evoluzione. Unioni civili, matrimoni e adozioni sono realtà consolidate e in movimento verso il futuro. Altri paesi, ahimè, come l’Italia, sono ancora immobilizzati come lepri sorprese dai fari.

Ma dopo la lista nera delle dichiarazioni omofobe 2011-2012 compilata in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia (in cui riportavo lo stridente clamore delle persone cattive), quest’anno ho pensato di tirarci anche su il morale, e di raccogliere, dello stesso periodo, anche tutti gli atti e le dichiarazioni dei buoni che non se ne sono stati zitti.

In occasione del mese dei Gay Pride, sono orgoglioso di presentare la prima Lista Rainbow di chi ha scelto di non rimanere in silenzio.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un comunicato in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia: «L’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. Non bisogna sottovalutare i rischi che l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l’omofobia si radica. […] Mentre da una parte deve essere apprezzata l’apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall’altra, occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi, e innanzitutto in sede politica, con costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento Italiano [Paola Concia, Ndr]». (17 maggio 2011)

Ricky Martin: «Sono un omosessuale fortunato. Il coming out è stato un sollievo incredibile. Accettarsi e farsi accettare è un momento grandioso, aumenta incredibilmente la tua autostima, ti mette in sintonia con quello che sei, con la tua vera natura. E la creatività ne è uscita rafforzata, perché mi sono sentito più libero, più leggero, non più costretto a manipolare informazioni. Parlare pubblicamente della mia omosessualità è stata una scelta ponderata e non troppo penosa. Ho sentito che dovevo farlo, non tanto per giustificarmi davanti all´America, ma perché in giro c´è molta, troppa ignoranza che spesso sfocia in violenza e tragedia. Quando sei famoso, quando sei un simbolo per tanta gente, hai il dovere di spiegare certe tue scelte se pensi possano aiutare qualcuno – e quanti omosessuali ci sono nell´America profonda e nel mondo che vivono una vita di menzogne perché non riescono a sostenere socialmente un coming out? Io sono costantemente su Facebook e Twitter e ho seguito con attenzione le reazioni del pubblico. Ho avuto solo testimonianze di gratitudine e ringraziamenti. Anche da giovanissimi che hanno scoperto Ricky Martin solo l´anno scorso. A chi mi dice che ho fatto un gesto coraggioso, rispondo: sapete quanto odio c´è nel mondo? Le vittime dell´odio, dell´ignoranza e dell´arroganza sono i veri eroi del nostro tempo. Io sono solo un gay fortunato». (30 maggio 2011)

Messaggio del Segretario di Stato Hillary Clinton in occasione dell’Europride che si è svolto a Roma: «I diritti umani sono diritti dei gay e i diritti dei gay sono diritti umani». (11 giugno 2012)

Lady Gaga sul palco dell’Europride: «Guardo nella folla e vedo che ci sono così tanti cittadini europei che lottano per la loro libertà, per quei diritti che in molti paesi sono ancora illegali. Viaggio molto nel mondo, stringo le vostre mani e voglio dire che è il vostro coraggio che mi ha ispirato. Le storie di tutti i miei carissimi fan, dei soldati, dei senzatetto, di coloro che cercano di perorare la causa dei diritti della comunità lgbt, queste sono le storie che devono essere raccontate al mondo, le storie che hanno cambiato il mondo e che parlano in difesa dell’amore. Noi siamo qui oggi non certo perché abbiamo meno valore. Siamo qui per proclamare la nostra forza e la nostra intelligenza. (…) Siamo qui insieme per chiedere e difendere diritti umani, per porre fine all’intolleranza. Abbiamo fatto tanti progressi per la visibilità lgbt, abbiamo fatto tanto contro la violenza e l’omofobia. […] Quando arriverà il giorno del nostro matrimonio, il giorno in cui porre fine a questa discriminazione? Come trasformare l’oppressione del passato nella liberazione del futuro? » (11 giugno 2012)

Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu approva una risoluzione storica, che afferma la totale parità dei diritti per eterosessuali, omosessuali e transessuali: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo». (18 giugno 2011)

La Chiesa Valdese – che non unisce in matrimonio, a differenza di quella cattolica, ma benedice le unioni – benedice anche le coppie omosessuali. Il pastore Giuseppe Platone parla di una delle prime cerimonie che si svolge a Milano: «Non è intenzione dei valdesi di sacralizzare l’omosessualità, noi prendiamo solo atto di un legame vissuto nella responsabilità e reciprocità. È una cosa bellissima! Mi scandalizza invece l’ipocrisia o quell’acido spirito che si serve delle Scritture per discriminare, oltraggiare: se dovessimo seguire ancora la Bibbia senza tener conto di quando fu scritta, dovremmo praticare ancora la lapidazione dell’adultera. Ciro e Guido non ci chiedono che venga rispettato un loro diritto, questo spetterebbe allo Stato, quanto di rendere manifesto il dono dell’amore che li lega uno all’altro». Ecco la benedizione impartita da Anne Zell: «Guido e Ciro, con abbondanza Dio mandi su di voi le Sue benedizioni, vi sostenga con il Suo amore, amore senza fine, vi mandi il suo Spirito, Spirito di amore, di gioia, di pace, di tenerezza. Vi guidi sul vostro cammino, nella vostra vita insieme, nei vostri progetti, con la Sua luce. Dio è amore. Dio sostenga il vostro amore. Amen».(26 giugno 2011)

A Napoli il sindaco Luigi de Magistris, insieme agli assessori Pino Narducci, Pina Tommasiello e al vicesindaco Tommaso Sodano, si mette alla testa del corteo del Gay Pride.
Riferendosi all’approvazione dei matrimoni gay a New York afferma: «Napoli e gli Stati Uniti sono vicini su tanti temi. Quello che arriva da New York è un segnale importante. In campagna elettorale abbiamo più volte ragionato su un registro delle unioni civili: la città è senza barriere e sarà avanti nei diritti». (26 giugno 2011)

Daria Bignardi scrive su Vanity Fair: «Sinistra italiana batti un colpo. Fai quello che non hai fatto fino a ora, e che ti è costata la palude dove ti sei ficcata. Svegliati, ora che è cambiato il vento. Tira fuori il coraggio, prima che sia troppo tardi, e inizia da qui, da una campagna per i diritti. Hai presente New York? […] Dal 24 luglio anche a New York le coppie omosessuali avranno diritto di sposarsi. […] E in quasi tutta Europa sono previste le unioni civili tra omosessuali.
Insomma: il mondo si sta pian piano (ma neanche tanto piano) dividendo tra Paesi democratici e Paesi arretrati. E tu da che parte vuoi che stia l’Italia? Te la senti di rischiare per un’idea e di combattere per i diritti civili, finalmente? Se non lo fai tu, chi lo deve fare? Basta nascondersi dietro a un vigliacco “In Italia non siamo ancora pronti”. Anche Milano non sembrava pronta. Sembrava che la destra dovesse vincere per sempre, poi arriva uno per bene che si rimbocca le maniche, ci crede e – oplà – la destra perde. La vogliamo alzare l’asticella dei progetti, dei sogni, del rinnovamento, della democrazia e dei diritti civili o vuoi continuare ad avere paura per sempre? […] Perché se Giovanna vuole sposare Rosa non può? Chi lo decide? E perché? Per i cattolici è un peccato? Benissimo, massimo rispetto. Omosessuali cattolici, nessuno vi costringe a sposarvi. Ma perché una coppia omosessuale non può sposarsi civilmente come ho fatto io? È ora che la sinistra italiana, se esiste, ricominci a parlare di diritti civili, e a fare delle scelte.». (6 luglio 2011)

Brad Pitt si schiera a favore dei matrimoni gay: «È incoraggiante che New York abbia concesso pari diritti al matrimonio per i propri cittadini. Ma sposare la persona che si ama è un diritto costituzionale di ciascun americano, a prescindere dallo Stato in cui si risiede. Nessuno Stato dovrebbe decidere chi si può sposare e chi no. Grazie all’infaticabile lavoro di molti, presto un giorno questa discriminazione avrà fine e ogni americano potrà godere dello stesso diritto al matrimonio». (7 luglio 2011)

Il presidente americano Barack Obama: «Il Don’t Ask don’t tell, che viola i principi americani di giustizia e uguaglianza, finirà una volta per tutte tra 60 giorni, il 20 settembre 2011. I militari gay non saranno più costretti a nascondere chi sono per servire il paese. E le forze armate non saranno più private dei talenti e delle capacità di patriottici americani solo perché gay o lesbiche». (23 luglio 2011)

Il presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, all’indomani della bocciatura in Parlamento della legge contro l’omofobia, afferma: «Sono assolutamente convinto che ci sarà modo quanto prima di ripresentare il testo trovando un’ampia maggioranza. Voglio precisare che esprimo una valutazione di carattere politico e sociale: una valutazione che non vuole mettere in discussione gli insegnamenti e i valori educativi che esprime il mondo ebraico sul concetto di famiglia, o sul sistema di principi etici e morali da insegnare ai figli. I nostri testi sacri sono molto chiari su quali comportamenti sessuali tenere, su ciò che è consentito e ciò che non lo è. Questo però non toglie che poi ognuno di noi, come il sottoscritto, esprima posizioni improntate al rispetto delle persone nei confronti delle scelte libere che ciascun individuo può compiere. Probabilmente questa posizione è figlia di una memoria recente comune che ha visto gli omosessuali perseguitati dal nazismo e sterminati nei campi di sterminio sullo stesso impianto ideologico e criminale e discriminatorio che venne attuato nei confronti degli ebrei. E non è un caso che in molte delle battaglie in difesa delle minoranze e contro l`antisemitismo, razzismo e antisionismo le organizzazioni e i movimenti della galassia omosessuale siano stati al nostro fianco». (29 luglio 2011)

Il capo Leonard Forsman degli Suguamish, tribù indiana del Nord-ovest degli Stati Uniti, dichiara al New York Times che il consiglio del suo popolo ha approvato all’unanimità i matrimoni gay: «È stato un passo importante, ma non è stato molto difficile da compiere». (13 agosto 2011)

David Cameron, leader del Partito dei Conservatives e Primo Ministro inglese: «A chiunque nutra delle riserve sul matrimonio gay dico questo: sì, è una questione di uguaglianza, ma anche di qualcos’altro: di impegno. I conservatori credono nei legami che ci tengono uniti. Credono che la società è più forte quando promettiamo di badare l’un l’altro. Ecco perché non sostengo la necessità dei matrimoni gay nonostante sia conservatore. La sostengo proprio in quanto conservatore». (6 ottobre 2011)

Il presidente del Botswana, Festus Mogae, si è dichiarato favorevole alla depenalizzazione dell’omosessualità nel suo paese. In Botswana l’articolo 165 del Codice consente di condannare gli omosessuali: «L’omosessualità non la capisco, ma i gay vanno considerati come gli altri cittadini». (1 novembre 2011)

In Zimbabwe il primo ministro Morgan Tsvangirai si è detto pronto a depenalizzare l’omosessualità e a difendere i diritti dei gay. «In Africa è un tema controverso e spero che la Costituzione consentirà a ciascuno di noi di scegliere il proprio orientamento sessuale, a patto che non nuoccia agli altri. Personalmente, lo considero un diritto umano». (1 novembre 2011)

Il capitano di fregata della Marina Militare italiana, prima degradato in quanto omosessuale, viene reintegrato nel suo incarico e grado per ordine del Tar di Genova. (27 novembre 2011)

La Microsoft a favore dei matrimoni gay: «In Microsoft siamo orgogliosi dei nostri prodotti e servizi, del nostro marchio e del nostro mercato globale. Ma senza ombra di dubbio i nostri impiegati sono la nostra risorsa più importante. […] Considerando che altri stati riconoscono l’uguaglianza del matrimonio gay, gli impiegati nello stato di Washington sono in condizione di svantaggio se non possiamo offrire un ambiente simile ai nostri impiegati talentuosi, alle nostre reclute migliori e alle loro famiglie. Le aziende nel settore tecnologico stanno affrontando una competizione nazionale e globale senza precedenti. Nonostante i progressi fatti nel corso degli anni per le unioni domestiche, le coppie dello stesso sesso a Washington hanno ancora uno status diverso rispetto a quello dei loro vicini. L’uguaglianza del matrimonio anche a Washington permetterebbe agli impiegati di essere alla pari di quelli negli altri sei stati che riconoscono le unioni delle coppie dello stesso sesso (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, New York e Vermont). Questo si rivelerebbe in un aiuto per noi per competere alla ricerca di talenti». Si allunga la lista delle società che appoggiano i matrimoni gay negli Stati Uniti, da Starbucks a Apple, dalla Nike a Google. (12 gennaio 2012)

Hugh Jackman  aderisce al progetto di Australian Marriage Equality con queste parole: «Il matrimonio dovrebbe essere amore e rispetto, non discriminazione. L’Australia mostra la parte migliore di sé quando mette al primo posto l’uguaglianza e non il pregiudizio o la paura. È per questo che sosteniamo l’uguaglianza matrimoniale.
Il matrimonio ugualitario contribuirà a far cessare la discriminazione contro le coppie dello stesso sesso e i loro figli. È ora che l’Australia si unisca alle altre nazioni che già hanno adottato questa importante riforma». (19 gennaio 2012)

Ospite della Dandini al suo esordio su La7 con The show must go off, Tiziano Ferro parla della sua omosessualità e del coming out: «Si parla sempre di scelta o direzione sessuale, ma non si parla mai di realtà sentimentale, non si parla mai d’amore. Il problema per me è stato che volevo scoprire, accettare, voler bene alla mia persona sentimentale, e soprattutto condividerla con le persone che avevo intorno. A me la parola accettazione me fa un po’ incazza’. Mi sembra tolleranza, “Te sopporto”, quasi. A me non basta l’idea che i miei amici, i miei genitori, tollerino chi sono, mi piace l’idea che lo amino. È diverso». Il video completo dell’intervista e il mio commento qui: Tiziano Ferro parla di omosessualità: la differenza tra la Rai e La7 (22 gennaio 2012)

Sul settimanale “A” alla domanda sui matrimoni gay in Italia Laura Pausini risponde così: «L’amore è amore, indipendentemente dal sesso delle persone che lo vivono. Perché le persone dello stesso dovrebbero essere discriminate? Perché non dovrebbero essere tutelate dalla legge sulle questioni relative alla previdenza, alla salute o alla vecchiaia? Viviamo nel 2012 ed è già così in moltissime parti del mondo. Perché nel mio paese dovremmo continuare a vivere questa ipocrisia?». (26 gennaio 2012)

Kim Kardashian, la regina dei reality Usa (A spasso con i Kardashian) dona 50mila dollari alla Trevor Project, associazione che si batte per prevenire il suicidio tra i giovani adolescenti omosessuali. (26 gennaio 2012)

Luca Ward, dopo le aspre critiche da parte della comunità lgbt a causa di una sua intervista uscita su Panorama intitolata Luca Ward: fatemi doppiare chiunque, ma non un gay, intervistato da Voglio Sposare Tiziano Ferro smentisce di averlo mai detto e anzi dichiara: «Se in Italia non ci fosse la Chiesa che continua a osteggiare il matrimonio gay, già esisterebbe. Io sono favorevole al matrimonio gay, assolutamente. La mia opinione è che bisogna parlarne, aprirsi al mondo… La famiglia dovrebbe aiutare in questo. Io ho tre figli. Se un domani uno di loro viene a fare da me coming out, l’importante per me è che è felice, che sta bene, che non ha malattie. Ma a me che me frega? Stai bene tesoro mio, sei contento? Goditi la vita, c’è il mondo davanti a te». Sull’adozione per coppie gay e single aggiunge: «Gli orfanotrofi sono pieni e noi dobbiamo andare ad adottare i bambini all’estero e alle coppie gay non è consentito. È assurdo. Lo amano? Possono provvedere a lui al meglio? Punto. Basta». E poi, complice la sala registrazione in cui ci troviamo… mi doppia, come potete vedere nel video che trovate in questa pagina (dove potete leggere l’intervista completa). (27 gennaio 2012)

Il numero uno della banca Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, in un video dell’associazione Human Rights dichiara: «Sono il presidente e ad di Goldman Sachs e sostengo da tempo l’uguaglianza nel matrimonio. Le imprese Usa hanno imparato da tempo che l’uguaglianza è una buona cosa per gli affari e che questa è la buona cosa da fare. Unitevi a me così come la maggioranza degli americani che sono a favore dei matrimoni gay». (8 febbraio 2012)

Arcigay in occasione di San Valentino presenta un video pro matrimonio gay di Ti sposerò, celebre canzone di Jovanotti. Lorenzo lo condivide sulla sua pagina fb con queste parole: «San Valentino festa di tutti gli innamorati. L’Arcigay (la celebre associazione che lotta per la promozione e il rispetto dei diritti dei cittadini gay) ha realizzato questo video usando la mia musica. Mi hanno chiesto il permesso e dopo aver visto il video ho detto subito SI. L’ho fatto veder anche ai miei collaboratori e in famiglia ed erano tutti piacevolmente colpiti, per il contenuto civile e per il valore artistico (è fatto proprio bene!). E viva l’Amore! naturalmente!!! ». Qui il video (13 febbraio 2012)

Intervistato da The Advocate, alla domanda sulle voci della sua presunta omosessualità, George Clooney risponde: «Penso che sia divertente, ma l’ultima cosa che mi vedrete fare è andarmene in giro a dire “Sono menzogne!”. Sarebbe ingiusto e ingeneroso nei confronti dei miei buoni amici nella comunità gay. Non permetterò a nessuno di far sembrare l’essere omosessuale una brutta cosa». Quanto al suo impegno per i diritti lgbt, dice: «Il matrimonio gay non danneggia nessuno né modifica la sacralità del matrimonio tra uomo e donna. Non si tratta di privilegiare un gruppo di persone fornendole di speciali diritti; si tratta di dare a tutti gli stessi diritti». (29 febbraio 2012)

George Clooney, Brad Pitt, Martin Sheen, Jamie Lee Curtis, John C. Reilly, Jane Lynch e Kevin Bacon, per la regia di Rob Reiner nel cast di 8, opera teatrale scritta da Dustin Lance Black (sceneggiatore di Milk e J. Edgar e gay dichiarato) rappresentata per una sola sera a Los Ángeles allo scopo di sostenere i matrimoni gay. 8 ripercorre le tappe che hanno condotto alla dichiarazione di incostituzionalità della Proposition 8 (che vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso in California). A questo proposito ha dichiarato George Clooney: «E’ importante essere dalla parte giusta della storia. Tra vent’anni, non voglio che la gente si chieda da che parte stavo. A un certo punto ci guarderemo indietro chiedendoci quale fosse il problema». (3 marzo 2012)

Durante un dibattito sulla violenza e le discriminazioni contro le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, il Segretario Generale Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU Ban Ki-moon, rivolto alle persone lgbt, ha detto: «Non siete soli. La vostra lotta per porre fine alla violenza e alla discriminazione è una lotta condivisa. Ogni attacco contro di voi è un attacco ai valori universali delle Nazioni Unite e io ho giurato di difenderli e sostenerli. Oggi, sto con voi … e mi appello a tutti i paesi e a tutte le persone a stare con voi». (7 marzo 2012)

Il nuovo decano della cattedrale di St. Paul’s a Londra, David Ison, dice la sua: «Perché tutte queste polemiche sui matrimoni gay? Io li sposerei in chiesa». (9 marzo 2012)

«Uno dei più grandi desideri che nutro nei confronti del mio Paese è quello di sapere che il bullismo scolastico sia solo un brutto ricordo del passato», ha scritto l’attore irlandese Colin Farrell in una lunga lettera. «Si tratta di un problema denunciato ancora oggi da moltissime scuole irlandesi, e gli studenti omosessuali sono tra le prime vittime di violenza. Ogni persona dovrebbe alzarsi e rifiutarsi di assistere a scene di questo tipo: il mondo ne ha abbastanza di atti di questo genere. Si tratta di un problema denunciato ancora oggi da moltissime scuole irlandesi, e gli studenti omosessuali sono tra le prime vittime di violenza. Ogni persona dovrebbe alzarsi e rifiutarsi di assistere a scene di questo tipo: il mondo ne ha abbastanza di atti di questo genere. Che si tratti di attacchi contro studenti gay dei quali sono stato testimone in prima persona con il mio stesso fratello [Eamon Farrell, a sinistra nella foto] – o che si tratti di attacchi contro una minoranza per la razza o il credo religioso, è sbagliato. Siamo famosi per l’ospitalità e il bullismo omofobo non ci fa onore”. (11 marzo 2012)

L’assessore comunale alla Mobilità di Udine, Enrico Pizza: «Il Pd inserisca nel suo programma una legge sulle unioni gay o esco dal partito». (13 marzo 2012)

Il Parlamento europeo approva il “Rapporto sulla parità dei diritti tra uomo e donna”. Il documento stabilisce che i governi dei Paesi membri non devono dare «definizioni restrittive di famiglia” al fine di negare diritti e tutele agli omosessuali e ai loro figli». (13 marzo 2012)

Anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Lo afferma la Cassazione in una sentenza storica: «I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia – a prescindere dall’intervento del legislatore in materia – quali titolari del diritto alla ‘vita famigliare’ e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia (…) possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata. […]È stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio». (16 marzo 2012)

Enrico Brignano, all’indomani della sentenza della Cassazione, su Le Iene fa un monologo a favore dei matrimoni gay.
(23 marzo 2012)

Antonio Di Pietro
sulle offese ai gay del deputato Idv durante il programma radiofonico La Zanzara: «Le parole dell’onorevole Cimadoro sono stupide e irresponsabili. Mi dissocio e mi scuso, anche a nome del partito, con tutta la comunità gay, alla quale rinnovo affetto e stima». (7 aprile 2012)

Il Premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa pubblica un articolo su El Paìs intitolato “Caccia ai gay”: «Quattro “neo-nazisti” cileni hanno rincorso a Santiago Daniel Zamudio, un giovane di 24 anni gay. Per circa sei ore, bevendo e scherzando, lo hanno colpito, ferito con pietre e disegnato svastiche sul petto e sulla schiena con il collo di una bottiglia. All’alba, Daniel Zamudio è stato portato in un ospedale. È morto.

Il modo più semplice e più ipocrita di leggere questo episodio è quello di attribuire la morte di Daniel Zamudio solo ai quei “quattro poveri diavoli”. Questo episodio è piuttosto il risultato più grezzo e repellente di una cultura di antica tradizione, che vede gay e lesbiche come malati o depravati, da tenere a distanza dalle persone “normali”. [...] Questa idea dell’omosessualità è insegnata nelle scuole, si sviluppa all’interno delle famiglie, viene predicata dai pulpiti, diffusa nei media, appare nei discorsi dei politici, alla radio e alla televisione e perfino nelle commedia teatrali. [...] Questi sono casi estremi e spaventosi, naturalmente. Sicuramente i più terribili per le lesbiche, i gay o le persone transgender, ma che costringono tutte queste stesse persone a vivere quotidianamente nell’insicurezza, nella paura e nella consapevolezza costante di essere considerate (e per questo aggredite) come deviati, mostri o contro natura. E molti devono vivere in segreto.

[...] La sinistra e la destra sono unite in un tutt’uno intriso di pregiudizi e stupidità. La Chiesa cattolica e le sette protestanti rifiutano gli omosessuali e testardamente si oppongono al matrimonio gay. [...]
Bisogna liberare l’America Latina dal peso del sessismo e dell’omofobia, che in verità sono due facce della stessa medaglia.

[...] Quei pochi che cominciano ad accettare che una lesbica o un gay è normale tanto quanto un eterosessuale, e che per questo credono nel riconoscimento di certi diritti – come il matrimonio e la possibilità di adottare bambini, per esempio – sono ancora riluttanti a partecipare alla battaglia per le minoranze sessuali, perché sanno che vincere sarà difficile come spostare le montagne, come lottare contro un peso morto che nasce dal rifiuto primitivo dell’altro, che è tale perché ha un diverso colore della pelle, un diverso costume sociale, linguaggio o credenza. In tutti questi casi, la diversità è stata fonte di guerre, genocidi e olocausti che hanno riempito di sangue e cadaveri la storia dell’umanità.

Molto – senza dubbio – è stato fatto nella lotta contro il razzismo, pur senza rimuoverlo del tutto. Oggi, almeno sai che non è giusto discriminare il nero, il giallo, l’ebreo, l’indiano, e che, in ogni caso, chi lo fa è chiamato razzista.

Ma non vi è nulla di simile quando si tratta di gay, lesbiche e transessuali, i quali invece possono essere disprezzati o maltrattati impunemente. Essi sono la prova più eloquente di quanto ci sia ancora da fare perché gran parte del mondo raggiunga una vera civiltà».
(8 aprile 2012)

Il commissario tecnico della nazionale Cesare Prandelli, nella prefazione da lui scritta al nuovo libro di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano, Il campione innamorato: «Nel mondo del calcio e dello sport resiste ancora il tabù nei confronti dell’omosessualità, mentre ognuno deve vivere liberamente se stesso, i propri desideri e i propri sentimenti. Dobbiamo tutti impegnarci per una cultura dello sport che rispetti l’individuo in ogni manifestazione della sua verità e della sua libertà». (24 aprile 2012)

Luciana Littizzetto riceve il premio Dorian Gray al Glbt Film Festival Da Sodoma a Hollywood con questa motivazione: «Come attrice ha saputo, con la sua ironia, ribaltare i luoghi comuni sull’amore, sostenendo con impegno costante la causa dei diritti delle persone glbt». Durante la premiazione Luciana se la prende con Giovanardi e non solo: «C’è gente che dichiara che due donne che si baciano è come vedere uno che piscia, dà fastidio… è una cosa che non si può più sentire. E’ molto grave. Poi ci segue questa cosa che l’omosessualità è come una malattia. Anche questo è assurdo. Come se fosse una roba che si contrae. Come un’influenza. “Sa, mio marito è stato a letto due settimane”. “Con la febbre?” “No, con uno coi baffi…”». (24 aprile 2012)

Il Comune di Milano annuncia la pubblicazione dei bandi per accedere al fondo anti-crisi. L’assessore al Sociale Piefrancesco Majorino:  «Per la prima volta abbiamo incluso le coppie di fatto e dello stesso sesso che acquistano la prima casa o pagano un affitto». Dal 3 maggio si potranno chiedere gli aiuti per pagare l’affitto o per superare il momento di difficoltà legato alla perdita del lavoro se si è una giovane coppia, sotto i 40 anni, con un progetto di vita insieme, al di là dell’orientamento sessuale. (1 maggio 2012)

Appena eletto, Hollande, il nuovo Presidente francese che vuole i matrimoni gay e le adozioni e ne ha fatto una promessa in campagna elettorale, dice: «Sarò il presidente di tutti, questa sera non ci sono due France. C’è un’unica nazione, ognuno sarà trattato allo stesso modo: stessi diritti e stessi doveri. Nessun figlio della Repubblica sarà lasciato indietro». (6 maggio 2012)

Nel corso del programma NBC Meet the Press, Joe Biden, vice di Barack Obama, si dice «assolutamente ok con gli uomini che sposano gli uomini e le donne che sposano le donne». Il vicepresidente ritiene che questa posizione sia maggioritaria in America, anche per merito di serie tv come Will & Grace: «Le cose cambiano veramente quando cambia la cultura sociale. Penso che la sitcom Will & Grace abbia educato più cittadini da sola di quanto non abbiano fatto altri programmi o persone. La gente ha paura di ciò che è diverso, ora invece comincia a capire». (8 maggio 2012)

Barack Obama si schiera a favore dei matrimoni gay, diventando il primo Presidente della storia americana ad assumere una tale posizione. «In passato avevo esitato sulle nozze gay perché pensavo che le unioni civili fossero sufficienti. Ora, però, penso che le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare» ha detto Obama. Citando Malia e Sasha, e notando come le proprie le figlie, anche per motivi generazionali, siano a proprio agio con le coppie gay, ha aggiunto: «Malia e Sasha hanno amici i cui genitori sono dello stesso sesso. A volte io e Michelle ci sediamo a tavola e parliamo con le nostre figlie dei loro amici e dei loro genitori e a loro non viene neanche in mente che dovrebbero essere trattati diversamente. Per loro non ha senso e francamente questo è qualcosa che cambia la prospettiva». Dice anche che la First Lady ha avuto un ruolo nella sua decisione. «È qualcosa di cui abbiamo parlato negli anni e lei condivide. Siamo ambedue cristiani e ovviamente questa posizione potrebbe sembrare strana agli occhi degli altri. Ma quando pensiamo alla nostra fede, la base è che non solo Gesù si è sacrificato per noi ma che gli altri vanno trattati come noi vorremmo essere trattati». (10 maggio 2012)

«La vera democrazia passa attraverso i diritti delle persone e Barack Obama e François Hollande lo hanno sottolineato», dice il senatore Ignazio Marino: «Un Paese moderno non può permettersi di arretrare giustificando la discriminazione delle coppie omosessuali. Un partito come il Pd, che si candida alla guida del Paese, deve occuparsi di questo problema: l’Italia non si è ancora dotata di una legge che equipari i diritti e i doveri di tutte le coppie, a prescindere dall’orientamento sessuale. Ed è sorprendente che una regola di base della democrazia, come l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini, sia ignorata e venga piuttosto trattata come un tema di dibattito e di contrasto politico. Bisogna invece elaborare una proposta di legge seria, in linea con le legislazioni degli altri Paesi: ciò che conta veramente è che i diritti di tutte le coppie legate da un rapporto affettivo e d’amore siano gli stessi, a prescindere dal genere di chi ne fa parte. Qualsiasi altra visione è datata. Ben diverso è quanto accade nel resto d’Europa, dove ben 20 paesi, dal Portogallo, alla Finlandia, dalla Francia alla Germania, alla cattolicissima Irlanda e alla Slovenia, hanno adottato normative che garantiscono e tutelano i diritti di tutte le coppie, comprese quelle omosessuali». (14 maggio 2012)

«Contrarre un vincolo che determini gli stessi effetti del matrimonio»: è questa la strada da seguire secondo il sindaco di Bari Michele Emiliano che condivide «la posizione espressa dal presidente Obama che rende effettiva l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. È la stessa Costituzione italiana che obbliga a prendere questa direzione, perché l’articolo 3 prevede che la Repubblica debba rimuovere ogni ostacolo che non consente l’effettiva parità di doveri e diritti fra tutti i cittadini. Pensioni di reversibilità, il diritto al mantenimento del compagno o della compagna più debole, i diritti ereditari, gli obblighi di assistenza familiare, non possono avere regimi diversi se l’amore che tiene insieme le persone ha la medesima sostanza e cioè prendersi cura l’uno dell’altro per tutta la vita». (14 maggio 2012)

Dopo il sì di Obama, l’IdV si esprime a favore del matrimonio gay. Antonio Di Pietro: «È giunto il tempo di seguire un principio di uguaglianza più concreto e sostanziale, senza ipocrisie. Per questa ragione già da tempo l’IdV ha nei suoi punti programmatici la libertà di autodeterminazione di scelta dei singoli di poter amare senza distinzioni, come dice la Costituzione. Un modello riformista e moderno, che abbia a cuore l’uguaglianza dei cittadini, non può prescindere dai diritti fondamentali, come quello dell’autodeterminazione e mi auguro che gli elettori diano un’indicazione precisa, scegliendo le forze politiche che su un tema così importante non si nascondono dietro all’ipocrisia» (14 maggio 2012).

L’IKEA annuncia che i diritti delle coppie legalmente sposate e coppie di fatto eterosessuali saranno estesi anche alle coppie gay. I dipendenti che desiderano accedere a questi vantaggi dovranno presentare il certificato di famiglia anagrafica rilasciato dagli uffici comunali. Con questa nuova politica aziendale, i dipendenti potranno, ad esempio, godere di permessi legati a emergenze familiari e lutti del partner, estensione al partner della tutela sanitaria prevista per i dirigenti, congedo matrimoniale, permesso per la nascita di un figlio del partner, buono acquisto di 120 euro riservato a chi si sposa o inizia una convivenza e, infine, estensione al partner dello sconto dipendenti. L’IKEA ne dà l’annuncio in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia. (17 maggio 2012)

Il neuroscienziato Gianluigi Gessa, in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia, spiega che per l’omosessualità non esiste cura, perchè non è una malattia. Coloro che dovrebbero curarsi sono invece quelle persone che avversano i gay, coloro che tendono a rifiutarli e si «scatenano con aggressioni verbali e fisiche nei loro confronti. Studi scientifici provano che tanto più forte è l’avversione verso i gay tanto più latente e inconscia è l’attrazione verso di loro.  Se si vive ad esempio in un ambiente particolarmente ostile e conservatore è difficile, a volte impossibile, potersi esprimere. Da qui nascono nevrosi patologiche, stati di infelicità. La psicoterapia può svelarli e aiutare queste persone a vivere meglio e a non esprimersi in modo dannoso proprio contro l’oggetto del loro desiderio».
(17 maggio 2012)

Augurando a tutti Buon Pride, concludocitando l’invito di Paola Cortellesi che, con un video, appoggia il Pride nazionale di Bologna: «Io sono con il Pride, siatelo anche voi, e siateci anche voi. Ci sono sempre stata, perché è una bellissima festa, una bellissima festa in cui purtroppo ancora in Italia si chiedono dei diritti che in altri paesi sono già stati acquisiti. Quindi quello che mi piacerebbe è continuare essere al Pride, ma senza chiedere più niente, ma solo per partecipare a una bella festa».

 

* blog “Voglio sposare Tiziano Ferro“.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

Nessun commento

Puoi essere il primo a lasciare un commento su questo articolo !

Lascia un commento

Subscribe without commenting