di Cristiana Alicata.
L’incubo è questo. Uno striscione di 10 metri che abbraccia tutta la curva. Con su scritto “frocio”. Oppure cori conditi di rime con –one di ricchione passando per –cchio di finocchio. Ottave drammatiche. Niente sonetti, troppo da femminucce.
Parliamo di calcio. L’erede primario dei giochi circensi. La piazza di guerra dove due eserciti si confrontano, ma peggio ancora lo fanno i tifosi. Diceva il mio maestro di inglese, che era scozzese: il rugby è un gioco bestiale giocato da gentiluomini, il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie. Nel rugby se le danno di santa ragione e poi vanno a bere tutti insieme. Nel calcio nascono faide degne dei clan calabresi. Sia in campo che sugli spalti.
Il paragone con i clan non è casuale. Non è forzato. Omertà e machismo. Il calcio è l’unico sport, in Italia, praticato da tantissime donne che vengono date tutte per lesbiche e che non finisce nemmeno su rai 3 la notte quando a praticarlo sono le donne. Quando tornai a casa con gli scarpini a mio padre gli venne un colpo. Mi toccarono due anni di flauto traverso che barattai alla fine per la pallacanestro. Niente. Il calcio è maschio. E in quanto maschio non è gay. Lo dice il codice italico. Lo diceva Lippi, che negava l’esistenza dei gay nel calcio: frase negazionista di mussoliniana memoria. Lo sapete perché l’omosessualità in Italia non è reato? Perché Mussolini decise che creare il reato significava ammettere che la razza italica potesse avere in sé il germe omosessuale. Non sia mai.
La discussione torna in primo piano grazie alla dichiarazioni coraggiose di Prandelli, che dice: basta tabù. Chi è gay lo dica. Prandelli, lo sapete chi è? È quello che quando la moglie si ammalò di cancro rinunciò alla panchina della Roma per assisterla. Un vero uomo.
Gli fa eco Di Natale dicendo che dichiararsi gay, oggi, nel calcio italiano è impossibile. E quindi meglio lasciar perdere. Segue il grande Rivera, che dice di cascare dal pero a sentire parlare di gay nel calcio. Meno male che Ringhio Gattuso ci ha risparmiato la sua solita battuta da troglodita sul tema.
D’altronde i tifosi di calcio fanno togliere le maglie ai calciatori come si fa spogliare una donna per umiliarla, vengono beccati a rovesciare camionette negli scontri sociopolitici, se le danno di santa ragione con i poliziotti cattivi, quelli stessi che mandarono alla Diaz perché si erano fatti le ossa in curva. Insomma esiste tutto un mondo maschile, di gladiatori (e l’iconografia per chi è della Roma è molto calcistica e non casuale), che gira intorno alla palla, e lo dico da tifosa romanista sfegatata felice di sapere che a Roma accade di incontrare Totti ed Ilary rilassati nel privé di Muccassassina.
Totti – sulla cui eterosessualità nessuno ha dubbi, fin dai tempi dello scherzo di Scherzi a Parte – su un figlio gay alla fine dichiara “ce po sta”. Forse perché non ha nulla da temere davvero a dimostrazione definitiva che l’omofobia è proporzionale ai problemi di accettazione di chi la pratica.
Bravo Milito che fa delle dichiarazioni degne di un intellettuale. Ed infine un piccolo avviso ai naviganti. Il guaio delle comunità discriminate è che alla fine tutti sanno tutto. Tutti conosciamo almeno uno che è stato con il tal calciatore o almeno una che è stata con la tal cantante, per dire. Negare non funziona più. Non volete dirlo? Liberissimi. Questo sì.
Di contro, piccola nota didattico-educativa. Che effetto farebbe lo striscione di 10 metri giro curva, con su “Del Piero frocio”? Pensiamo ad un 15enne gay. Vede Del Piero fregarsene, magari sorridere, magari dire delle belle cose sulla diversità. Magari non si impicca in cantina. Ecco.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





grande riflessione cristiana, grande riflessione! ti condivido!
Chiedo scusa, ma visto che Gattuso (che non è un grande oratore, però è un grande calciatore e una gran persona) NON ha detto niente, perchè tirarlo in ballo per offenderlo?
Quanto al calcio femminile, è vero che questa era la percezione. Ma oggi vedo ragazze al di sopra di ogni sospetto che lo giocano senza problemi. Non confondiamo sempre tutta la società con le espressioni che ne vediamo allo stadio o in tv.
Purtroppp Gattuso è invece il calciatore più abbonato alle battute omofobe. http://www.puta.it/blog/2008/06/20/queer/gattuso-contro-zapatero-le-nozze-gay-mi-scandalizzano-se-e-tanto-cattolico-osservante-come-mai-non-era-sposato-quando-ha-messo-al-mondo-la-sua-bambina-la-doppia-morale-del-calciatore/
Tutto interessante, Cristiana, ma non capisco dove vuoi arrivare. E’ una bella notizia che l’allenatore della nazionale faccia una dichiarazione che in altri contestisarebbe “nornale”? Certamente. E’ poi straordinario che usi correttamente il termine Coming out! E’ una bella cosa che Milito faccia quelle dichiarazioni? sicuramente si. E’ opinabile che Rivera non abbi amai avuto notizia di calciatori suoi contemporanei gay? Ancora si.
Ma non cambia (ancora lunga è la strada) la realtà, che è quella che rivela Di Natale: oggi è impossibile per un calciatore, in italia (ma non è che all’estero stiano molto meglio) dichiararsi gay. Per quale motivo un calciatore dovrebbe mettere a rischio la propria carriera? Guardati intorno e dimmi quanti sportivi in attività nel mondo (nel mondo perchè in italia la risposta sarebbe scontata, zero!) ha fatto coming out (pochi), e quanti di questi fanno sport di squadra, ovvero sport in cui la tua prestazione dipende anche dagli altri (praticamente nessuno). Considerato che noi in italia siamo ancora moltolontanid aaltre nazioni …
@Nino:
Da un certo punto di vista è vero quello che dici, ma da un altro mi viene da pensare se, ad esempio, Michael Jordan fosse stato gay (da notare che erano altri tempi, ma facciamo finta che succeda oggi) e avesse fatto coming out i compagni avrebbero smesso di passargliela? 6 titoli vinti praticamente in solitaria, fan in tutto il Mondo e sarebbe bastato questa cosa a rovinargli la carriera? Io non credo proprio. Quello che ci serve è che lo faccia un campione di quel calibro, che non può essere penalizzato più di tanto da una cosa così, in modo da fare da esempio agli altri.
@Alan: capisco benissimo il ragionamento, ma qui tu stai chiedendo un miracolo, perchè ti aspetti che ci sia un campione che sia anche omosessuale (e statisticamente ci può stare, ci sono senz’altro campioni di primo piano omosessuali) e che sia così consapevole sia della sua forza che delle sue opinioni, che sia così totalmente risolto nel vivere tranquillamente la propria omosessualità, dal dichiararla. Considerando che se parliamo di campioni sportivi stiamo pensando alla fascia 18-33 anni, statisticamente la probabilità è infinitesima
Ciò non toglie che sarebbe un bel messaggio, ma se nessuno fin’ora l’ha mai dato un motivo ci sarà, non credi?
D’altronde, non è che in altri campi le cose vadano meglio mi pare (escludendo per un attimo il ghetto del mondo della moda), anche ampliando il range di età
piccola nota di orgoglio da giocatore e appassionato di rugby: nel rugby l’omosessualità esiste! Un paio di anni fa, Garreth Thomas, capitano mitico della nazionale gallese, un cumulo di nervi e muscoli con la grinta che spacca i sassi fece un sofferto coming out. Stephen Jones, suo compagno di nazionale disse: embè [in inglese, ma fa lo stesso]? poteva anche dirlo prima…
Nigel Owens invece è il decano degli arbitri europei, paragonabile al Collina dei tempi della finane del mondiale. Autore di episodi mitici e arbitro di partite durissime con la tensione che si taglia con il coltello (quest’anno ha preso un premio perchè a un giocatore italiano che si lamentava ha detto: questo non è calcio). Lui si sarà sentito più leggero dopo aver parlato nella sua autobiografia della sua omosessualità, ma non uno dei giocatori che ha arbitrato in seguito, non uno dei commentatori o dei tifosi ha mai pensato di farne argomento di discussione, di nessun tipo. Questi sono solo gli esempi più famosi, perchè in tutte le squadre in cui ho giocato c’è stato almeno un omosessuale, e qualche volta era pure il giocatori più rognoso in campo.
Credo che da qualche parte esistano anche eventi rugbystici pensati da e per giocatori omosessuali. E poi ci sono gli omofobi, ma quelli sono come gli idioti: ne spunta sempre uno proprio dove meno te l’aspetti.
Lorenzo in merito a quanto hai scritto che condivido, potrei chiederti privatamente una cosa, non so se è possibile scambiare in qualche modo un email.
Uns aluto da uno sportivo professionale e in coming out
se possibile ti indico la mia elettrico8 chiocciola hotmail punto com avrei bisogno di cheiderti una cosa in privato.
grazie
Alex