iMille analizzano in dettaglio in 5 puntate (come le 5 stelle) il programma di Grillo e M5S. Senza pregiudizi, con molta attenzione. Iniziamo oggi con il capitolo Energia. Per ogni capitolo forniamo anche un indicatore sintetico. Abbiamo contato:
1) i punti intrinsecamente contraddittori/incoerenti
; “proposte incoerenti”
2) i punti ovvi o già realizzati o senza indicazione concreta
; “proposte ovvie o già realizzate”
3) i punti utili, cioè sensati e concreti
; “proposte utili”
Per il capitolo Energia abbiamo contato: 0 rossi; 11 gialli; 3 verdi *update 23/5/12* 1 rosso; 9 gialli; 4 verdi.
Buona lettura.
Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici.
Dal 1° gennaio 2012 c’è l’obbligo di inserire negli annunci commerciali di vendita degli edifici l’indice di prestazione energetica. Nel 2005, recependo la direttiva europea 2002/91/CE, è stato emanato il Decreto Legislativo 19.8.2005 n. 192 che pone limiti al valore del fabbisogno di energia primaria, espresso in kWh/m2·anno. Peraltro, la direttiva 2010/31/CE, che ha sostituito la 2002/91/CE, ha istituito un quadro metodologico comparativo per il calcolo dei livelli ottimali, in funzione dei costi, dei requisiti di prestazione energetica degli edifici ed elementi edilizi. Si tratta solo di metterlo in pratica, anche perché, sempre secondo la direttiva, entro il 30 giugno 2012, gli Stati devono trasmettere alla CE una prima relazione sui dati e i risultati dell’applicazione del dettato della direttiva. Se i requisiti minimi vigenti risulteranno inferiori ai livelli ottimali, gli Stati dovranno giustificare tale differenza per iscritto alla Commissione e ridurre il divario.
Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
Per le nuove costruzioni siamo d’accordo. Va però notate come non sia chiaro il punto sulle ristrutturazioni degli edifici esistenti: se non vi sono le risorse per finanziare una ristrutturazione da classe C, le opzioni percorribili si riducono a abbattimento dell’edificio o inazione?
Riduzione di almeno il 10% in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
Incentivi, in pratica. Non è chiara dunque la copertura finanziaria (un tema sempre più ricorrente nel proseguio). Va aggiunto che sempre la direttiva 2010/31/CE prevede che gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero a partire dal 31 dicembre 2018. Gli stati dovranno elaborare piani nazionali destinati ad aumentare il numero di “edifici a energia quasi zero”. Entro il 31 dicembre 2012 e successivamente ogni tre anni, la Commissione pubblicherà una relazione sui progressi realizzati ed elaborerà un piano d’azione. Niente di nuovo sotto il sole, insomma…
Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
Ancora incentivi. Ancora una volta nessun accenno alla copertura finanziaria, cruciale più che mai, con la crisi che morde. Ad ogni modo, il motore finanziario delle ESCO è costituito dagli incentivi dei Certificati Bianchi. Le ESCO, infatti, vengono remunerate con un numero di Certificati Bianchi proporzionale all’efficienza energetica realizzata dai loro interventi. I Certificati Bianchi vengono poi rivenduti alle società di distribuzione di elettricità e gas, ai fini di realizzare quote di efficienza energetica imposte per legge.
Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.
Condivisibile. Va però ricordato che la direttiva 2010/31/CE stabilisce che, al fine di ottimizzare i consumi degli edifici e ridurre quindi i costi collegati, gli stati dovranno stabilire requisiti minimi per i sistemi tecnici per l’edilizia – impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda, impianti di condizionamento d’aria, grandi impianti di ventilazione – oltre a promuovere l’introduzione di sistemi di misurazione intelligenti in fase di costruzione di ogni edificio o di ristrutturazione importante.
Sull’efficienza delle centrali esistenti, quelli del M5S osservano scandalizzati essere al 38%. Va osservato che la centrale termoelettrica media non è necessariamente a ciclo combinato ed è quindi normale che abbia rendimento inferiore a prezzi egualmente inferiori. È il concetto di produzione di energia baseload e di produzione intermittente. Le centrali più inquinanti e meno efficienti sono già state spinte fuori mercato dal solare fotovoltaico. Inoltre, il 97% di efficienza della cogenerazione è raggiungibile solo qualora sia possibile usufruire del calore residuo – per esempio tramite teleriscaldamento – che è possibile solo quando le centrali sono a ridosso dei centri abitati. Accrescere l’efficienza del parco centrali italiano è quello che ENEL si prefigge con la conversione della centrale a carbone di Porto Tolle in CCS o con l’installazione di alcune centrali nucleari in Italia. Ma sappiamo come è andata con entrambi.
Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti.
Potenziamento delle centrali termoelettriche *e* riduzione dell’impatto ambientale? Se si intende la messa fuori mercato delle centrali pìu inefficienti e inquinanti ci sono i normali meccanismi di mercato, oltre all’effetto indiretto dell’incentivazione del solare fotovoltaico, come osservato sopra.
Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti.
Non è chiaro, anche se immaginiamo sia declinabile come incentivi all’efficienza energetica. In tal caso, ritorniamo al problema della copertura finanziaria. Il punto sembra però una ripetizione di quanto detto sopra.
Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
Al netto dei problemi di stabilità delle rete elettrica con una quota troppo elevata di Generazione Diffusa di energia, sono necessari incentivi alla vendita. Siamo di nuovo al problema della copertura finanziaria, ma la possibilità di “scambio sul posto” con la possibilità di vendere l’energia prodotta alla stessa tariffa dell’elettricità acquistata dal distributore locale per impianti sotto i 20 kW è tuttora assente nella legislazione.
Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kWh riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i kWh prodotti nelle ore vuote
Ancora incentivi. Sulla copertura non val nemmeno più la pena chiedere. Inoltre non è chiaro cosa siano le ore “vuote” – esiste infatti sempre una domanda minimale in rete, la notte il carico è di 25GW oltre al fatto di usare l’energia rinnovabili per i bacini di pompaggio – né perchè si debba poter vendere energia solamente nelle ore di punta e non, per dire, anche a ridosso delle stesse. Crediamo sia un tentativo di copiare il meccanismo del premio di mercato tedesco, ma sembra alquanto maldestro.
Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
Non è assolutamente comprensibile cosa si intenda.
Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti.
Pienamente condivisibile.
Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò
Ancora incentivi. Il vincolo incrementale è assai confuso. Probabilmente si vuole evitare la conversione di terreni agricoli a colture per biocarburanti, ma non si capisce. Inoltre i biocombustibili sono già legalizzati per legge. E’ vero che l’unico “incentivo” per i biocombustibili oggi è quello della quota obbligatoria di prodotto da miscelare con i combustibili fossili convenzionali. Tuttavia, per fronteggiare la concorrenza sleale dei paesi extra-europei, dal 1 gennaio 2013 entrerà in vigore una nuova fiscalità comunitaria che premierà il biodiesel con una tassazione che terrà conto del valore ambientale del prodotto.
Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale.
Ancora incentivi. Il Decreto Rinnovabili entrato in vigore lo scorso 3 marzo, inoltre, già introduce incentivi specifici per la produzione di calore in impianti alimentati a fonti rinnovabili, tra cui appunto le biomasse agroforestali.
Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici
Incentivi, ancora. Ad ogni modo, l’impiego di biogas per la produzione di energia elettrica è già incentivato dalla tariffa omnicomprensiva o dai Certificati Verdi. La produzione di biogas da frazione organica di rifiuti solidi urbani ad oggi risulta essere limitata non dalla mancanza di incentivi ma dalla problematica per ottenere le autorizzazioni necessarie alla trattazione di materie classificati come “rifiuti” come input, e su quello dovrebbero concentrarsi le attenzioni del legislatore.
L’analisi continua: Stato e Cittadini
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Per quanto io aborra il M5S, la critica agli incentivi su base economica, messa così, è in malafede. Ovvero, uno dovrebbe vedere il programma *economico*, e poi da lì capire se è possibile coprire gli incentivi o meno, o se ha senso spostare risorse sugli incentivi. Quello che vorrei capire è se le azioni promosse dagli incentivi hanno senso oppure no.
Gentile Dott. Minetti,
ho letto con attenzione i suoi interessanti spunti e mi permetto di muovere due suggerimenti:
1- quando si definiscono i “punti gialli” come “ovvi o già realizzati”, si commette un errore semantico e contenutistico. Nei punti che voi sottolineate, infatti, si parla di esigenza di approfondimento della copertura finanziaria. Quindi i punti sono tutt’altro che ovvi (semmai da approfondire) e tutt’altro che realizzati (si ipotizza addirittura un allargamento del debito qualora si realizzassero). La domanda pertanto finale da porre è “ha ragionato il movimento 5stelle sulla realizzabilità di alcuni punti del programma?
2-il Movimento 5S ha sempre parlato di efficienza. E non di riduzione del debito, che invece è la prerogativa europea vigente ormai da 2 anni. Il Movimento 5 Stelle si pone alla ricerca di soluzioni per trovare un’efficienza che, a detta del Movimento 5S è largamente compromessa da una malapolitica complessiva. Sulla realtà di questa malapolitica complessiva, e non certo su una prospettiva di allargamento del debito, hanno scommesso tanti italiani.
Cordiali Saluti
Davide Buonasorte
Errore nostro non pubblicare il capitolo Economia precedentemente. C’è un punto programmatico in cui si sostiene la volontà di subordinare ogni legge all’effettiva copertura finanziaria, quindi non è un pregiudizio, ma un voler vedere se loro sono i primi che ci credono.
Massimo, ci fosse il programma economico dell’energia del M5S che (giustanente)richiedi tu, saremmo i primi a leggerlo con cura. Venendo alla tua domanda: ha senso spostare risorse sull’ambiente? Dipende se te lo puoi permettere, senza mandare in malora tutto il resto…
non condivido. l’errore vostro è bollare come “i punti ovvi o già realizzati o senza indicazione concreta (giallo)”, quei punti che invece:
A- non sono ovvi per nulla perchè nessuno prima dei 5Stelle li aveva nominati
B- non sono affatto realizzati perchè necessitano di copertura finanziaria
C- non può essere imputato al 5Stelle una “carenza strutturale” di informazioni sulla copertura finanziaria perchè fino a prova contraria il Movimento 5Stelle non è al governo.
Semmai il vostro contributo dovrebbe essere quello di dire: se i punti sono validi, caro governo e care opposizioni, perchè non approfondite le coperture finanziarie invece di parlare ancora (fino a 6 mesi fa) di nucleare?
Caro Davide
grazie a te del gentile commento. Il giallo sta per:
“punti ovvi o già realizzati o senza indicazione concreta”
dove per “assenza di indicazione concreta” la Redazione de iMille intende o una evidente genericita’ della proposta o l’assenza di una indicazione concreta di copertura finanziaria della proposta. In qualche modo, sono assimilabili ai punti “ovvi” in quanto spesso si tratta di punti genericamente, quasi “ovviamente” condivisibili presentati cosi’, ma per cui non vi e’ (alcun tentativo di) identificazione dei trade-off e dei costi che comporterebbero
Un cordiale saluto a te, e se hai altri commenti, sono ovviamente i benvenuti
Davide,
A) la metà dei punti gialli fanno parte della legislazione europea e spesso sono già stati recepiti a livello legislativo.
B) c’è scritto “o”, in latino si usava “aut”, significa “oppure”, “altrimenti”. La stessa indicazione verrà utilizzata anche per i capitoli successivi, dove sono presenti punti già realizzati
C) Quindi ammetti che non sapete da dove prendere i soldi? Cioè dovremmo votarvi poi quando state là che fate? “Eh, non si può fare, non ci stanno i soldi”. Ma va, l’uovo di Colombo…..
Il nucleare non è cattivo in sè e per sè, quello che si voleva utilizzare era obsoleto e costosissimo, e siamo d’accordo, ma essere ideologicamente contrari al nucleare (che ancora una volta non significa niente se non si specifica di cosa si sta parlando) è sinceramente un volersi trincerare dietro ad un ambientalismo estremista senza troppe vie d’uscita concrete
Ecco perche’ Grillo vince,basta leggere le cavolate scitte da queste pagine.
Per trovare i fondi, basterebbe eliminare le provincie, accorpare i comuni con meno di 5000 abitanti, eliminare gli enti inutili, eliminare il finanziamento ai partiti e giornali, abolire la TAV (opera inutile), recuperare i 98.000.000.000 dico 98 Miliardi evasi dai gestori delle slot machine. Ecco, i soldi ci sono basta trovarli .
@Luigi: oppure eliminare gli incentivi sulle rinnovabili, considerare l’aumento del gettito fiscale che la crescita economica successiva alla costruzione della TAV e della Cispadana, tagliare i costi della burocrazia, recuperare tutte le tasse evase ed eluse dai piccoli imprenditori e dal lavoro nero, etc
Anche io sono bravo a fare i conti così, e guarda un po’ sono uguali e contrari ai vostri, ma tornano lo stesso. Concordi che presentarsi e dire queste cose senza conti veri, studiati e scorporati è leggermente fuorviante?
Voi 1000 siete molto critici, anche giustamente, sul programma energetico del m5s, ma anche i soli punti verdi valgono il voto. E gli altri partiti ce l’hanno un programma energetico? E altrettanti punti verdi? O solo gialli e rossi?
@ijk_ijk
i soli punti verdi valgono il voto
Dipende per che tipo di cariche elettive. Per governare realta’ locali di piccole e medie magari anche si’. Per risolvere problemi a dimensione nazionale siamo ancora molto lontani. Il piano energetico nazionale del Ministro Passera e’ su un altro piano.
Innanzitutto ringrazio i redattori de iMille per l’ottimo lavoro di revisione critica del programma grillino, a cui purtroppo non ho potuto partecipare per i troppi impegni personali di questo periodo. Se la frase incomprensibile sui biocombustibili è un sostegno ai biocarburanti il voto dovrebbe essere rosso.
Inoltre non condivido lo spirito di fondo molto ideologico del “piccolo è bello” con cui si propugna una mitica quanto velleitaria generazione distribuita.
Ma a parte i singoli obiettivi, quello che manca nel programma è una visione d’insieme dei problemi energetici, che non si possono disgiungere da quelli economici, ambientali e dei trasporti. In altre parole, manca un approccio strategico che dovrebbe distinguere una forza seria di governo da un movimento di protesta. Vedremo nei prossimi mesi se le 5 stelle saranno capaci di fare questo salto di qualità. Ho qualche dubbio a proposito.
E Passera l’ha messo in programma l’eliminazione del cip6? Se si, allora cosa aspetta visto che è ministro e gli basta un decreto, se no, allora il suo programma val meno di quello di Grillo anche se sarà “di un’altro piano”.
Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti.
Qui andava il rosso, non il giallo, vista la contraddizione insanabile (almeno mantenendo il carbone, cosa inevitabile se si continua a rinunciare al nucleare e al tempo stesso si vuole ridurre la dipendenza dal petrolio).
Saluti,
Mauro.
Ma anche gli altri 999 sono così spocchiosi e con le verità in tasca ?
Luca
Cerchiamo di chiarire una cosa: qui non si sta facendo opera di distruzione e/o delegittimazione del M5S in favore di questa o quell’altra parte politica con spocchia o convinzione di verità assoluta; al contrario, si cerca di analizzare quelle che sono le proposte di un Movimento che – sondaggi alla mano dopo il risultato di Parma – sarebbe la seconda forza politica italiana. E’ quindi importante capire quali sono le proposte, cosa va bene, cosa è migliorabile e cosa non è accettabile. Tutto qui.
Ciò detto, mi sento di quotare in pieno quanto scritto da Terenzio sulla mancanza di approccio strategico. Ora è da vedere cosa succederà nei comuni amministrati dal M5S, è molto importante per l’eventuale consolidazione del movimento, ora che i suoi membri si troveranno davanti sfide e prove certo non facili.
Fatemi capire bene: pensate davvero che cercare di scandagliare fatti, programmi e problemi in controtendenza rispetto all’approccio ormai pressapochista e sovente malinformato di molta stampa nostrana (che voi stessi stigmatizzate) sia sinonimo di spocchia?
Va beh allora avete la coda di paglia ….
secondo voi prendere in mano il programma scritto da persone, che volgio immaginare voleterose e appassionate, e dividerlo secondo le categorie : proposte serie (sic !) e Proposte Ovvie o incoerenti (ri-sic !) come lo definireste se non pretenzioso e spocchioso?
Io che non sono del movimento 5 stelle, lo troverrei offensivo anche in un verbale di assemblea condominale …
i casi sono 2:
o vi mancano le parole: per esempio: proposte articolate, esaustive, condivisibili .. e proposte con punti aperti da chiarire, da sviluppare … non sarebbe stato meglio?
e quindi 1000 sono il numero di parole che conescete …
aut 1000 è il livello di spocchia …
fate voi …
Luca
credo che definire l’azione “locale” quale riduttiva, sia miope… a mio avviso, “governare” a livello nazionale, una grande comunità fatta di piccole (comuni per esempio) realtà virtuose significa avere la strada spianata…
se ciascuno di noi riducesse per esempio la richiesta di energia, semplicemente utilizzando pannelli sulle proprie case, convertendo i riscaldamenti in pavimenti radianti (con sostanziale risparmio di carburanti, visto che l’acqua circolante e’ scaldata a temperature decisamente piu’ basse, 30/35° invece che 60/65°) ebbene e’ fuori dubbio che il fabbisogno nazionale sarebbe anch’esso ridotto.
non capisco come si possa prescindere la corretta amministrazione e le relative politiche (economiche / energetiche) nazionali, dalle corrispettive locali.
anche gli stessi incentivi, tanto criticati, porterebbero lavoro a breve termine e risparmio energetico nel medio lungo termine… tanto petrolio/carbone risparmiato (che non abbiamo) coprirebbe in tutto o in parte tali incentivi, i cui benefici sarebbero comunque ben piu’ longevi della prevista “uscita di cassa”
Caro Luca
grazie del commento. Prima di pubblicare ogni capitolo rileggiamo attentamente tutto il testo per evitare che ci siano affermazioni offensive. Abbiamo il massimo rispetto per i ragazzi e i volontari che hanno contribuito al programma di M5S, ce ne fosse di questa voglia di partecipazione in giro. C’e’ quindi tutt’altro che un atteggiamento prevenuto. L’indicatore sintetico e’ utile per avere un’idea generale, lo sappiamo che non stiamo a scuola.
Non mi sembra che gli aggettivi utilizzati siano spocchiosi, definiamo ad esempio i punti “verdi” “punti utili, cioè sensati e concreti”. Concordo pero’ con te che forse nel prospetto riassuntivo e’ meglio scrivere “proposte utili” invece che “proposte serie”, lo cambiamo subito.
Un cordiale saluto.
@ Raul
non volevo essere troppo polemico. Grazie di avere capito lo spirito.
Nel merito, non so cosa abbiano in mente quelli del movimento 5 stelle, però quando si parla di incentivo, oltre alle soluzioni di taglio proposte da Altan, poco sopra, si possono fare delle cose ad esborso zero. Ad esempio: se doti la tua casa di impianto di riscadamento a biomasse o comunque verde, non paghi l’iva ( ma la lasci detrarre al venditore/ installatore) … è uno sconto del 21% ma su un bene che altrmenti non ci sarebbe stato, mentre per le imprese che facessero lo stesso ( gli hotel ad esempio) potresti concedere di ammortarlo interamente nell’esercizio …
Se se ne ha la volontà forme di incentivazione per strumenti produttivi nuovi se ne trovano…
Luca
sono membro del GDL energia di Milano e collaboro con il GDL Bologna
………….posizione M5S “condivisibile” sul teleriscaldamento
una discussione che e’ stata molto dibattuta nel moVimento,
specialmente perche il teleriscaldamento (a quanto pare) e’ stato
usato spesso per far digerire l’inceneritore.
ma comunque sono due cose ben distinte. cosi come DOVREBBERO (ma non
sono) essere ben distinte le componenti a) fruizione dell impianto e
b) fornitura di termica.
1) concettualmente il teleriscaldamento e’ un BENE DURATURO, cioe non
soggetto ad usura, come per esempio I NAVIGLI. e per questo BUONO!
2) una rete di teleriscaldamento con un solo pozzo che scambia in
falda, porta geotermia a bassa entalpia ad un intero quartiere!
3) usando un mc di metano per scaldare casa, si ottengono 11,5
kWtermici (10Mkal) oppure 3,5 elettrici e 8 termici con la
microcogenerazione.
in pratica per dare 3,5 kWh a un auto bruci un mc….e per scaldare
casa un altro….con questo ENERGETICAMENTE )e non economicamente)
risparmi il 50%
4) la microcogenerazione ottimale ha dimensioni da quartiere per il
calore che da’, ed e’ una rivoluzione energetica buona in ottica smart grid!
MORALE: la rete di teleriscaldamento e’
certamente buona se dimensionata a livello di quartiere, e, con
integratala possibilita’ di prelevare termica dalla falda
a livello di citta’ non e’ male, ma purtroppo porta o puo portare
interessi privati estranei se non contrapposti a quelli degli
utenti…..
Attenzione che a bombardare di incentivi il mercato si hanno effetti distorsivi nel medio-lungo periodo, oltre ad aumentare la quota di lavoratori al soldo dello stato, quindi il concetto sembra essere ti licenzio da burocrata, ma ti riassumo per installare fotovoltaico e impianti a biogas (poiché quello che ti permette di lavorare sono gli incentivi). A me pare un sistema piuttosto vizioso e decisamente non autosostenibile, a breve termine il debito dovrà per forza di cose aumentare, anche ammettendo che i soldi individuati da Luigi bastino, e siano effettivamente recuperabili al 100% cosa praticamente impossibile, ci vorranno comunque anni per raccoglierli tutti e al momento un ulteriore aumento del deficit non possiamo permettercelo
Seminario sulla certificazione energetica: come liberarsene!
http://www.hyperlinker.com/ars/coercizione_certificatrice.htm
Sarebbe bene che i grillini si aprano ad altre consapevolezze, oltre quello di cui già godono.
Altrimenti finiranno per peggiorare le cose invece di migliorarle.
Danilo D’Antonio
Alan, la maggior parte di quegli incentivi ci sono gia’.
Concordo con Terenzio Longobardi e gli altri che lo sostengono: manca una visione d’insieme. Ed è una faccenda molto pericolosa per un tema cruciale come quello degli asset energetici di un Paese, normale che gli osservatori più attenti siano preoccupati. Ad esempio, lo slancio alla generazione distribuita nel settore elettrico deve andare di pari passo con lo sviluppo delle SmartGrid o altri meccanismi di tutela della stabilità della griglia, pena la non funzionalità del sistema elettrico.
Si trascura anche un altro aspetto: gli attuali operatori del mercato dell’energia sono aziende strutturate, che hanno i loro investimenti da recuperare, che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone, che tengono in piedi il Paese per il suo fabbisogno. Non le puoi cancellare con un colpo di spugna, siamo e vogliamo restare in uno stato di diritto. Ad esempio, se per decreto cancelli gli incentivi ai termovalorizzatori che lo Stato si è impegnato a pagare, a fronte di un contenzioso aperto da quei soggetti contro lo Stato, qualsiasi tribunale amministrativo gli darà ragione.
Insomma, secondo me anche la parte Ambiente&Energia del programma del M5S soffre dei problemi del meccanismo con cui è sorto, quello di un Wiki-programma scritto su base volontaristica senza che ci si sia pienamente confrontati con la realtà delle cose, che per temi come energia e ambiente sono fittamente intrecciate con il tessuto produttivo e sociale del Paese. Ne è venuta fuori una wish-list.
PS: se iMille sono spocchiosi, il M5S è quantomeno permaloso…
Una domanda:
- come ha fatto il Movimento 5 Stelle a formulare il suo programma? C’è stato un dibattito in rete?
Un’osservazione:
- Il programma è obiettivamente scritto male, con frasi poco chiare e contenuti, a volte oscuri anche per un lettore informato e attento.
Mi e’ bastato leggere il primo punto:
“Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici.
…Peraltro, la direttiva 2010/31/CE, che ha sostituito la 2002/91/CE, ha istituito un quadro metodologico comparativo per il calcolo dei livelli ottimali, in funzione dei costi, dei requisiti di prestazione energetica degli edifici ed elementi edilizi. Si tratta solo di metterlo in pratica,…”
E allora cosa vorrebbe mai dire in italiano “Applicazione immediata della normativa”? Professori, mah. E sorvolo sul fatto che la CE ci abbia richiesto questo e molto altro, ce ne siamo sempre fregati e alle scadenze abbiamo sempre fatto spallucce, svicolato quanto potevamo quindi pagato multe salatissime, che sono sempre a carico “nostro”.
Aggiungo anche: non e’ un problema squisitamente e solamente italiano. Qui in Olanda la legge secondo cui e’ illegale vendere abitazioni sprovviste di “Energielabel certificatie” (a voi la difficile traduzione) esiste dal 2006, le deroghe sono tutt’ora in corso e non se ne vede la fine, tutti in pratica continuano a fregarsene, tranne che per il mercato degli affitti dove si e’ trovata un’attuazione pratica.
Carlo, capisco che vai alla ricerca della rissa, ma prima di scattare coi ditini gli articoli si leggono per intero.