di Emidio Picariello.
L’anno scorso, di questo periodo, si stava consumando la “primavera arancione”: una stagione di grande insoddisfazione nei confronti del berlusconismo che portò il centro destra a una serie di sconfitte alle amministrative. Alcune di queste sconfitte vennero portate a segno da candidati non appartenenti al PD ma da esso sostenuti solo dopo le primarie o – come a Napoli – al ballottaggio. La proposta di questi candidati era di forte rottura rispetto agli schemi del passato. Spia di questa rottura era il tema dei diritti civili.
Un esempio su tutti, il programma di Pisapia:
Famiglie plurali: un registro per i diritti
Parità dei diritti e dei doveri per tutte le comunità affettive e di vita che vogliano essere riconosciute dall’amministrazione comunale (casa, assistenza, scuola, cultura, sport).
La comunità cittadina è caratterizzata dalla presenza – in continua crescita – di forme di legami affettivi e di vita stabili e durature, estranee all’istituto del matrimonio, ed è doveroso che l’Amministrazione Comunale promuova e tuteli i diritti costituzionali attinenti alla dignità ed alla libertà della persone, contrastando ogni forma di discriminazione, in particolare quelle riferite agli orientamenti sessuali. Verrà quindi riconosciuta la pluralità delle forme di comunione di vita, con impegno dell’amministrazione a promuovere la parità e contrastando ogni discriminazione, in tutti i settori dell’attività del Comune, indicando insieme i diritti ed i doveri che sorgono in conseguenza della volontà di vedere riconosciuta la propria stabile convivenza. Sotto questo profilo, quindi, il registro delle unioni civili, che il Comune intende istituire, non è un atto simbolico, ma funzionale all’adozione di politiche e di atti non discriminatori.
Questo voleva dire, per Milano, un segnale forte. Pisapia stava dicendo: io sono altro dalla Moratti. E questo l’ha portato alla vittoria. Ci siamo chiesti se oggi, almeno nelle principali città, sta succedendo qualcosa del genere. Abbiamo utilizzato come metodo quello di effettuare due tipi di ricerca: all’interno del programma del candidato, per le parole “gay”, “omosessuale”, “coppia”, “coppie”, “famiglia”, “famiglie”. In aggiunta a questo abbiamo cercato su Google “nome cognome del candidato” + “diritti civili” per vedere se c’erano posizioni chiare all’esterno del programma. Abbiamo scelto i candidati che gli organi di stampa ci davano come più rappresentativi e probabili, tendendo a scartare quelli della Lega e dell’UDC, le cui posizioni sono piuttosto chiare sull’argomento. Questo metodo non ci consente di sapere di preciso che cosa pensano i candidati sull’argomento in questione, ma ci consente di sapere che cosa comunicano sull’argomento. Qualora lo staff di qualche candidato che crede che il pensiero non sia emerso correttamente volesse proporre delle correzioni o delle precisazioni, ci impegnamo a pubblicarle come correzione di questo articolo.
Como
Centro Destra
Laura Bordoli
Dal programma:
Ogni scelta che l’Amministrazione Comunale intenderà adottare dovrà mirare alla valorizzazione della famiglia tradizionale nel suo più nobile ed autentico significato come cellula fondante della società.
Centro Sinistra
Mario Lucini
Dal programma:
Tutela della famiglia, sia come struttura formale, sia come nucleo affettivo, con tutti gli strumenti possibili e riattivazione di organismi che avrebbero già dovuto essere operativi, come la Consulta delle associazioni familiari.
Monza
Centro Destra
Andrea Mandelli
Non ha un sito internet, e non ho trovato dichiarazioni in merito, né un programma on line.
Centro Sinistra
Roberto Scanagatti
Nel programma non si trovano le parole “coppia” o “coppie” e si parla di interventi per la “famiglia” o le “famiglie” ma senza mai affrontare il tema dei diritti civili.
Verona
Lega
Flavio Tosi
Nel programma non si trovano le parole “coppia”, “coppie” e si parla di interventi per la “famiglia” o le “famiglie” ma senza mai affrontare il tema dei diritti civili.
Centro Destra
Luigi Castelletti
Anche in questo caso si parla di “famiglia” ma non si fa mai riferimento alle coppie.
Centro Sinistra
Michele Bertucco
Dal programma:
In senso più generale, l’Amministrazione Comunale si impegna a riconoscere la pluralità delle forme di comunione di vita in crescita nella nostra comunità cittadina, tutelando i diritti costituzionali, contrastando ogni forma di discriminazione, garantendo parità dei diritti (casa, assistenza, scuola, cultura, sport) e dei doveri.
Dalla ricerca su Google:
MICHELE BERTUCCO, nel suo intervento, ha esordito nel dirsi infastidito riguardo la politica di una certa area antagonista lgbt minoritaria, che a Verona tutti conoscono, politica che non costruisce e non porta da nessuna parte (questo era il senso), e ha promesso ai candidati e rappresentanti della comunità lgbt presenti un impegno e un percorso serio, qualora riuscisse a diventare Sindaco di Verona.
Genova
Centro Destra
Pierluigi Vinai
Anche qui si parla di “famiglia” in senso generico come in molti altri casi di candidati di destra.
Centro Sinistra
Marco Doria
Da Google:
Lanciato il “guanto di sfida”, Marco Doria, candidato indipendente sostenuto da Sel, è stato il primo a rispondere all’appello, ed è stato anche il più chiaro e sintetico: “Sono assolutamente favorevole al registro delle unioni civili, tanto che mi sto documentando su quanto già è stato fatto a Padova e su quello che intendono fare a Milano”.
Dal Programma:
Inclusione, eguaglianza e laicità. Intorno a questi principi possono svilupparsi politiche che considerino e valorizzino le differenze, in una società plurale e interculturale che deve avere attenzione per i bambini, gli adolescenti, gli anziani, le donne, i nuovi cittadini, la famiglia nelle sue diverse declinazioni. Una città moderna e civile non può che essere inclusiva e aperta, deve quindi combattere le discriminazioni e garantire i diritti di tutte e di tutti.
In considerazione del crescente affermarsi di legami affettivi e di vita stabili estranei all’istituto del matrimonio, è doveroso che l’Amministrazione Comunale si attivi perché siano riconosciuti anche ai cittadini che scelgono queste unioni i diritti costituzionali attinenti alla dignità ed alla libertà della persone, contrastando ogni forma di discriminazione, in particolare quelle riferite agli orientamenti sessuali. Per questo l’amministrazione dovrà impegnarsi a promuovere la parità e a contrastare le discriminazioni affermando sia i diritti che i doveri connessi al riconoscimento di una convivenza stabile. Questo è il senso proprio connesso all’istituzione da parte del Comune del registro delle unioni civili.
Parma
Centro Destra
Elvio Ubaldi
Come sopra, molto sulla famiglia ma niente che faccia pensare che non si parla di marito-moglie. Non ricorre mai neppure la parola coppia.
Centro Sinistra
Vincenzo Bernazzoli
Su questo argomento, è difficile desumere dal programma di Bernazzoli una differenza da Ubaldi.
Lucca
Centro Destra
Mauro Favilla
Ancora una volta, vuoto assoluto.
Centro Sinistra
Alessandro Tambellini
Il vuoto assoluto a sinistra fa più male, lo ammetto.
Pistoia
Centro Destra
Annamaria Celesti
Da Google:
Annamaria Celesti, vicepresidente della Commissione Sanità. “L’ostentazione orgogliosa della diversità gay, peraltro sfruttando la figura di un bimbo con buona pace di ogni regola, scritta e non scritta, di tutela dei minori – continuano i due berlusconiani – pare fatta apposta non per combattere le discriminazioni di genere, ma per accentuare distanze e incomprensioni. Non c’è bisogno di essere benpensanti né di sentirsi ‘normali’ per avvertire il fastidio e il disagio creato da questo messaggio scioccante, voluto e scelto dalla Regione. Un messaggio dietro al quale si nasconde unicamente la voglia di compiacere le sinistre, riannodando in Toscana un rapporto ancora più stretto con le organizzazioni di gay e lesbiche”. Come se, a prescindere da tutto, annodare rapporti con le associazioni LGBT fosse una colpa o una cosa di cui vergognarsi politicamente.
Dal Programma:
Valorizzare la famiglia significa tutelare il patrimonio culturale, religioso, linguistico e le tradizioni di una comunità.
UDC
Alessio Bartolomei
Niente nel programma.
Centro Sinistra
Samuele Bertinelli
Niente nel programma, ma da Google emerge questo evento al quale il candidato ha partecipato attivamente e durante il quale si è detto molto aperto sull’argomento (fra l’altro come capogruppo, diversi anni fa, aveva approvato il registro delle coppie di fatto).
L’Aquila
Centro Destra
Giorgio De Matteis
Non pervenuto.
Centro Sinistra
Massimo Cialente
Dal Programma:
Adozione di misure per il riconoscimento dei diritti civili.
Adozione del Registro delle coppie di fatto.
Lecce
Centro Destra
Paolo Perrone
Non pervenuto
Centro Sinistra
Loredana Capone
Il programma è in generale un po’ scarno. Però la ricerca per “Loredana Capone” “diritti civili” su Google disegna un candidato molto aperto e fattivo sull’argomento:
“Erio Congedo sappia che Friendly Lecce è la città accogliente ed inclusiva; è la città che quando programma opere come il filobus che costano 23 milioni di euro le pensa accessibili ai disabili e non come gli autobus comprati per Lecce sostanzialmente preclusi ai videolesi e pieni di barriere; che quando decide sulle politiche sociali realizza asili nido per le donne che nella partecipazione politica e pubblica le considera alla pari valorizzandone le competenze e il merito. Soprattutto, Friendly Lecce per me è una città che non trascura i poveri e i migranti, che fa almeno una casa di accoglienza notturna per evitare che muoiano su una panchina della stazione. A Erio Congedo dico che Friendly Lecce rispetta i diritti civili delle persone qualunque sia il loro sesso perché ne esalta la dignità e il valore umano. Le parole del consigliere a tardiva difesa dell’ex assessore della sua corrente, dimostrano, inoltre, che bisogna fare ancora molto contro l’omofobia e non battaglie di facciata.”
Palermo
Centro Destra
Massimo Costa
Niente di niente, con in più l’aggravante di essersi sottratto al dibattito:
Centro Sinistra
Fabrizio Ferrandelli
Il programma è di difficile consultazione (non si possono effettuare le ricerche per parola) quindi potrebbe essermi sfuggito qualcosa, ma qui c’è la posizione di Ferrandelli (e di tutti gli altri candidati), che si delinea come una delle più avanzate che siamo riusciti a recuperare.
“Vorrei ricordare che il primo firmatario di quella mozione sono proprio io. Ho accettato anche il confronto critico che si è concluso con l’aggressione di poco fa. Non ritengo solo necessario normare le unioni civili nella nostra città, ma ritengo che dobbiamo fare ancora altro. Voglio ripetere il concetto espresso prima, quello della creazione del Servizio Lgbt nel comune di Palermo, una struttura che deve fare da ponte e da cerniera tra le associazioni e le istituzioni, con l’istituzione anche di una figura di un esperto che sia coordinatore, e in questo spero che Luigi Carollo mi voglia dare una mano. Dobbiamo anche lottare per far entrare il comune nella rete Ready, che è la rete tra enti locali che sta promuovendo le buone pratiche di inclusione sociale. Questi due provvedimenti possono essere un passo avanti nella promozione della nostra città a livello internazionale”.
Il quadro nel complesso – fatti i dovuti distinguo – si presenta piuttosto debole a sinistra. Certo, chi ha già il registro delle unioni di fatto può al massimo promettere di renderlo uno strumento attivo, mentre chi non ha il registro in molti casi promette di istituirlo, in alcuni casi, invece, neppure questo, facendo finta che una fascia di popolazione non esista affatto, nella propria città.
Sorprende – sorprende? forse non veramente – anche la destra, che in buona parte dell’Europa è all’avanguardia su questi temi e che in Italia è ancora ferma a posizioni di assoluta chiusura.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti




