di Delia Vaccarello.
Metterci la faccia e…. venderla! Due neolaureati della università di Cambridge si sono ritrovati con un debito verso l’ateneo davvero ingente: 50 mila sterline. Sotto accusa il caro tasse. Come fare per pagare? Hanno mandato il loro curriculum in lungo e in largo, ma niente: non hanno trovato un impiego. Di qui l’idea: affittare la faccia.
Dal sito contattano i loro clienti che pagano perché i due, Ed Moyse e Ross Harper, dipingano sul volto loghi, frasi a effetto, e sigle che invitano a comperare un certo prodotto o ad avvalersi di un servizio. Poi, con la faccia dipinta, passeggiano per le vie del centro di Londra, attirando l’attenzione dei passanti. L’attività è subito decollata. Nel giro di pochi mesi hanno guadagnato 35mila sterline. Le committenze vengono anche dall’America e dall’Asia. L’idea è piaciuta anche ad altri studenti sparsi per il mondo, e i due stanno riflettendo sul modo di creare una collaborazione planetaria. La loro età: intorno ai 22 anni. Ci chiediamo se sia questo il segreto: i due offrono al mercato il loro “volto buono” facendo apparire gli affari affidabili e fugando diffidenze e sospetti. Quando avranno trent’anni potrà essere troppo tardi. E’ un modo di vendere, anzi di affittare il corpo giovane che al mercato fa gola.
Un territorio vergine da piegare alle logiche del vendere e comperare. Ancora: si affitta la parte “più nobile”: la faccia, ovvero l’identità. Rischioso. Un segno di un’epoca in cui, anche complice il web che permette di avere tanti nick, l’identità è frammentata, volatile, “a tempo”? Visto che c’è la crisi, potrebbe attecchire anche da noi?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





che il corpo sia oggetto di scambio è noto, ma il volto è fondante dell’identità di ognuno. mi sembra molto più grave di quel che appare a prima vista