di Arianna Bassoli.
Lo scorso primo marzo il Governo ha annunciato l’inizio dei lavori dell’Agenda Digitale Italiana, per la quale sono stati costituiti sei tavoli di lavoro il cui compito è quello di convogliare esperti del pubblico e del privato per arrivare a fine giugno alla definizione di un decreto, chiamato Digitalia, che ci permetta di adeguarci alla strategia europea. In occasione della visita della vice presidente della Commissione Europea, Neelie Kroes, l’11 aprile a Roma, è stato lanciato il sito dell’Agenda Digitale italiana e aperta la consultazione pubblica rivolta agli stakeholder per i diversi argomenti dei tavoli di lavoro: E-governament, E-commerce, Smart City, Ricerca e Innovazione, Competenze Digitali, Infrastruttura e Sicurezza.
Oltre a questo tipo di consultazione, già innovativa rispetto agli standard italiani, viene oggi lanciata, per iniziativa del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, anche una “consultazione social”, cioè uno spazio virtuale dove tutti i cittadini, le imprese e le organizzazioni della società civile possono proporre idee inerenti agli obiettivi dell’Agenda Digitale Italiana. Oltre a lanciare le proprie idee, ogni partecipante potrà discutere le idee proposte da altri e votarle con lo scopo di esprimere il proprio consenso.
La discussione ha l’obiettivo di consentire ai cittadini di inviare suggerimenti e proposte concrete alle istituzioni impegnate nella definizione dell’Agenda Digitale Italiana. La discussione avrà luogo su una piattaforma dedicata e rimarrà aperta per tutta la durata dei lavori della Cabina di Regia. A conclusione dei lavori, il MIUR produrrà una relazione in cui saranno riportate le idee che hanno catalizzato la maggiore attenzione e le criticità più rilevanti emerse dal dibattito online. La relazione finale sarà valutata dai rispettivi tavoli di lavoro dell’Agenda Digitale Italiana e resa disponibile al pubblico.
Come funziona? Ci sono tre fasi:
1) I cittadini inviano le loro idee;
2) La comunità discute e vota le idee migliori;
3) Le idee più votate salgono in cima alla lista, diventano più visibili e acquistano maggior valore all’interno della piattaforma.
La consultazione social è una modalità nuova di discussione e confronto con il pubblico, attraverso la quale il cittadino può proporre delle azioni concrete a partire dalla propria esperienza e dalle proprie esigenze. Il MIUR intende utilizzare queste pratiche innovative per sfruttare le potenzialità della rete nel coinvolgimento dei cittadini alla definizione delle politiche pubbliche.
Si tratta di un’opportunità unica per i cittadini italiani di far sentire la propria voce nel contesto di una tematica molto importante e delicata come quella dello sviluppo tecnologico italiano, che ancora una volta ci lascia indietro rispetto agli standard di molti altri paesi europei. La consultazione social è dunque un nuovo strumento di partecipazione, una finestra democratica in cui le nostre idee vengono valutate dai nostri “peer” per poi essere prese in considerazione dal Governo stesso. È nostro dovere quindi dimostrare che non siamo bravi solo quando si tratta di criticare, ma anche quando è il momento giusto per essere propositivi.
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iMille.org – Direttore Raoul Minetti




