Il problema dei gay italiani è Rosy Bindi?

di Cristiana Alicata.

Foto di mikkime

Non sono mai stata tenera con Rosy Bindi e questo è noto a tutti, quindi non perderò tempo a linkare le innumerevoli volte che ho scritto in risposta a molte delle sue opinabili affermazioni, la più grave delle quali continuo a considerare la frase sui bambini in adozione che piuttosto che vivere con una coppia gay è meglio che se ne stiano in Africa.

Non perderò nemmeno tempo a ripercorrere tutta la storia dai Dico ad oggi: ciò che all’inizio ci sembrava un segnale ci apparve nella sua stesura essere uno strumento più offensivo che utile, e infine, oggi, solo a sentire la parola Dico ci vengono i conati di vomito. Vedere il bellissimo film “Improvvisamente l’inverno scorso”  per ripassare la recente storia dell’epoca.

Ricapitoliamo le ultime ore che, ricordo a tutti, vanno innestate in un doppio contesto: PD e PDL malauguratamente sostengono lo stesso governo, chiamato a sanare ciò che la politica di questo centro destra non è stata in grado di fare o, peggio, ciò che la politica di questo centro destra ha causato; e, secondo punto, l’avvicinarsi delle amministrative 2012 di primavera che saranno volano del grande Election Year nel 2013, quando non solo si voterà un nuovo parlamento, ma anche in tante città importanti, prima fra tutte Roma.

Alfano deve dire qualcosa per farsi notare. Lui non è Berlusconi, non ha la scena assicurata, non ha l’appeal, non ha il fisico dell’italiano medio che ce l’ha fatta in termini di soldi e donne e diventa quindi lo scenario di plastica da desiderare. Lui piuttosto ha la faccia di un giovane portaborse, di un burocrate, la sua immagine è repulsiva per l’italiano medio.

Se davvero Berlusconi si farà da parte, questa immediata divergenza anche solo fisica avrà un danno in termini di consenso elettorale.

Come farsi notare? Le strade sono due. O sparare a zero sui lavoratori e dire che devono essere incatenati alle linee di montaggio (ma rischia di perdersi quella parte di voto popolare tanto faticosamente guadagnata a suon di barzellette e battute sulle donne dal suo padrino) oppure agitare lo spauracchio gay (altro repertorio di famiglia), spauracchio abusato in modo trasversale da chiunque da destra a sinistra voglia schierarsi con la famiglia.

Per chi non lo sapesse, per dire che si è a favore della famiglia, in Italia si spara sui gay. A nessuno è ancora venuto in mente di parlare di asili e di paternità obbligatoria. Peccato che ai miei vicini di casa con due figli e un gatto randagio sul groppone, che a mala pena arrivano alla fine del mese e che incontriamo spesso uscendo di casa, non importi un fico secco di me e di con chi esco ed entro di casa. Noi gli teniamo spesso il cancello aperto e dibattiamo con loro sulla posizione idonea della rampa per i portatori di handicap. Come se niente fosse.

Comunque Alfano dice che se Bersani, Vendola e Di Pietro vincessero le elezioni, in Italia ci sarebbero i matrimoni gay. Magari! Questo abbiamo pensato, in molti, quando l’abbiamo letta. Un’ affermazione vera quanto era vero che con la vittoria di Prodi avremmo instaurato un governo comunista. Insomma tra Alfano e Cameron ci passa la differenza che passava tra Churchill e Mussolini. Frasi muscolari e clericali più che di una destra degna di un Paese europeo.

Bersani non entra nel merito e definisce i toni di Alfano toni da campagna elettorale. Non una parola sulla questione. Zero, silenzio. Non ha importanza che in Francia ci stiamo augurando la vittoria di Hollande, che i matrimoni li ha promessi perché, udite udite, i PACS non sono abbastanza. O che il conservatore Cameron, complice la trasgressiva Regina Elisabetta II capa della Chiesa e il buon Blair fulminato dal cattolicesimo sulla via dell’Iraq, stia trasformando le Civil Partnership in matrimoni.

Poi la Bindi finisce dalla Latella per una lunga intervista e dice che non chiamerebbe mai matrimonio quello tra persone omosessuali, che la costituzione afferma che la famiglia fondata sul matrimonio ha la priorità e che il matrimonio è solo per gli eterosessuali, ma il PD avrà cura dei diritti di tutti. Insomma si incarta.

E giù botte (verbali) a Rosy Bindi. Confesso che anche a me una parolaccia è venuta, perché ho pensato: ma era proprio necessario formulare la frase in quel modo? Bastava dire che il faro del centro sinistra sarà quello di includere tutti. Punto. D’altronde né la Commissione Diritti del PD (che la Bindi presiede) ha ancora raggiunto una formulazione, né il centro sinistra tutto mi pare sia al lavoro per scrivere il programma del 2013.

Insomma si consuma il solito teatrino con il solito schema. La destra spara alzo zero sui gay. La sinistra risponde timidamente (difendere i gay con un’orgia di comunicati stampa da parte di tutti i capo corrente del PD sono cose che succedono solo quando si toccano le donne o qualche giornalista), qualcuno scivola sulla buccia di banana, infine qualche esponente professionista della categoria spara su chi è scivolato e tutto si chiude come allo stadio in un’enorme sagra di visibilità personali preziosa per le prossime competizioni elettorali.

Ora, siccome la vita delle persone omosessuali non si chiude nel battito d’ali di quattro comunicati stampa, la domanda che pongo a tutti noi è piuttosto: cosa stiamo facendo per arrivare al 2013 con uno straccio di programma sul tema? Se Bindi scivola e Bersani tace, il problema non è di Bindi e Bersani. È di tutto il PD e del centro sinistra che sul PD farà perno. Per questo tempo fa avevamo scritto un manifesto, per stanare i molti che nel PD sono per il matrimonio e dare forza a quella posizione nella Commissione Diritti.

Io penso che una comunità matura dovrebbe chiedere alla Commissione Diritti del PD di darsi tempi certi per arrivare ad una formulazione, a tutto il centro sinistra di dire chiaro e tondo quali saranno le cose che farà per la comunità e quali contenuti avranno. E non vogliamo la risposta del singolo partito che ci risponde “matrimoni” ma poi prende il 5%. Ci risponda la coalizione, si scornino adesso, non dopo. E ci dicano quale strumento giuridico prevedono per noi. Infine dovremmo chiedere di sapere oggi che nelle scuole pubbliche del Paese di centro sinistra si parlerà di questi temi per crescere un Paese diverso, che i figli nati in coppie omosessuali saranno tutelati nei loro diritti di minori e che le persone transessuali avranno assicurato un percorso che comprenda la propria realizzazione personale, includendo anche il lavoro.

La mia paura (e lo dico anche a me stessa) è che sparare sulla Bindi (o su D’Alema, che dice cose ben peggiori sul matrimonio gay) sposti l’attenzione dal problema più serio, cioè che è tutto il centro sinistra a vivere ancora questa questione come un enorme problema sia in fase elettorale che di governo (e me lo pongo in questi termini perché vorrei avessimo tutti la vocazione a governare e non solo a vincere). Ancora una volta, basterebbe semplicemente un po’ di coraggio da parte della politica. Coraggio che può essere alimentato anche da una comunità gay matura che, ad oggi ed ancora, non c’è. Comunità che si mostra spesso troppo aggrovigliata in sigle e siglette, in alcuni casi troppo vicina ai partiti o troppo antagonista.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

20 Commenti

  1. pienamente condivisibile l’ultimo punto!!!e la cosa peggiore saranno 2/3 giorni di dibattiti tra guelfi e ghibellini su internet a suon di post/commmenti sulla pelle di persone che davvero hanno a cuore questi problemi, e poi tutto sotto al tappetto per evitare il un serio confronto…

    ahimè faccio notare che se aspettiamo che ci “i risponda la coalizione” dovremmo prima sapere a quale numero chiamare, visto che non è ancora attivo!

  2. GP Giampi

    Hai ragione, il problema non è Rosy Bindi.
    Da eterosessuale dico che non c’è alternativa al matrimonio.
    Faccio più fatica a capire (da “giurista” di provincia) la regolarizzazione delle convivenze etero, cioè casi in cui esiste un istituto giuridico, il matrimonio, che altro non è se non un contratto, che può tutelarle.
    Mi fanno sorridere (anche se, sia chiaro, rispetto la scelta legittima) quelli che convivono perchè “non credono nel matrimonio”, che è come dire di non credere nell’affitto di azienda o nella compravendita. Poi quando nascono i problemi (perchè anche le libere convivenze finiscono) e magari hanno figli, si lamentano di non avere diritti, ma sono diritti che non hanno voluto liberamente ricevere.
    Invece una coppia gay non ha questa scelta, punto.
    Se fossimo un paese normale, e questo vorrei dal PD, avremmo i matrimoni per tutti e magari aboliremmo quell’istituto inutile che è la separazione prima del divorzio (invece che fare modifiche pietose in termini di tempo, come sta accadendo), che serve solo a raddoppiare il carico di lavoro dei tribunali e le spese legali, visto che statisticamente nessuno si riconcilia (e comunque potrebbe risposarsi a costo zero).
    E avremmo adozioni altrettanto libere, nell’interesse dei monori, che stanno meglio qui, con dei genitori, che in africa.
    Ma siamo un paese normale?
    Secondo me nella testa delle persone comuni si.
    In quella dei loro rappresentanti, purtroppo ancora no.

  3. Andrea Rubera

    Sono d’accordo con te Cris al 100%… E allora, diamoci da fare e scriviamolo questo appello del movimento intero LGBT al PD affinché ci dicano con chiarezza il loro posizionamento sul tema dei nostri diritti…
    Le elezioni si avvicinano e dovremmo finalmente della nostra possibilità di fare lobby, nel senso puro del termine.
    Facciamo domande, attendiamo risposte e sulla base delle risposte prendiamo decisioni.
    Ma questo, come ricordi tu in conclusione, dovrebbe essere un comportamento da comunità matura, in grado di lasciare indietro gli interessi personalistici a favore di un obiettivo più grande e omnicomprensivo…
    Io penso che ce la si possa fare… basta volerlo…

  4. Oscaruzzo
  5. Boh! CRI non sono mica d’accordo… Il problema è anche la Bindi, altroché!
    Il problema è anche la Bindi perché è il presidente del Pd, mica un deputato qualsiasi. Il problema è anche la Bindi perché presiede la commissione diritti del partito, che non è in grado di innovare sull’argomento, ma solo di balbettare come fa lei timide eccezioni. Il problema è anche la Bindi perché l’eccezione che muove tra famiglie è ingiustificabile per una parte politica che dovrebbe fare delle uguaglianze e della capacità di innovare la sua prospettiva fondante…
    Ma forse hai ragione tu: il problema non è la Bindi, ma questo apparato che non perde occasione di far restare il Pd al palo, molto piu indietro dei suoi elettori. E lo dico da genitore eterosessuale regolarmente sposato, esternazioni così retrograde mi fanno venire la voglia di gettare la tessera alle ortiche, la mia militanza nel cesso già l’hanno gettata loro ;)
    Ciao A

  6. Francesco Mo

    Temo che la questione sarà una volta ancora accantonata. A fortiori in vista delle elezioni, dato che nel Pd alberga l’infondata convinzione che un qualsivoglia gesto sulle unioni gay possa alienare (o infastidire) l’elettorato moderato, centrista, o cattolico (sic).

    Per questa ragione suggerisco un mezzo più efficace per aggirare l’impasse. Rivolgersi all’UE. Come è noto, il Trattato di Lisbona ha introdotto il “diritto di iniziativa dei cittadini”. Raccogliendo almeno 1 milione di firme di almeno un quarto degli Stati membri dell’UE si puo’ invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici in settori di sua competenza. In proposito esistono già diverse petizioni online per proporre una legge europea sui matrimoni gay, e non mi pare un esercizio velleitario, visto che molti stati membri già li riconoscono (e comunque in tutti i paesi dell’Europa occidentale tranne Grecia e Italia esiste una qualche forma di riconoscimento)…

  7. Cara Cristina,
    analisi interessante di cui condivido soprattutto le conclusioni sulla comunità: non siamo ancora riusciti a creare una comunità glbtq matura, in grado di esprimere dei rappresentanti all’altezza (vedi ad esempio il nostro post sulla trasmissione dell’ Annunziata .

    Tutto questo mi fa pensare che dovremmo rispolverare autori come Gramsci – hai presente il discorso sulla “falsa coscienza” ?

    Detto questo, un’ultima nota: io non voglio sapere cosa ha in serbo per me la coalizione di centro-sinistra. Voglio che la coalizione di centro sinistra faccia quello che io voglio. Altrimenti il voto lo do al partitino col 5% che il coraggio ce l’ha. E’ di una semplicità disarmante e senza scuse: pago le stesse tasse, voglio gli stessi diritti.

    Poi mi puoi dire che sarà difficile, ma c’è bisogno che si cominci a dire senza accordi al ribasso : MATRIMONIO OMOSESSUALE. Facile, semplice, pulito e senza contorsioni “bindiane”. Non credi?

  8. io non sono completamente daccordo.
    il credo che il problema sia anche la Bindi – e Martinelli, che nemmeno lui ha risposto ad Alfano – che pienamente consapevole dell’eco che avranno le sue parole se ne approfitta per esprimere posizioni personali come fossero quella del partito.

    sappiamo bene che lei è in minoranza, ma sappiamo anche quanto vari il peso delle parole a secondo della bocca da cui escono (il buon metilparaben ce lo dimostra :) )

  9. che Martinelli sia un problema me ne ero accorto da tempo… :D
    quando dopo non averlo mai sentito dire una parola sui diritti dell’handicap ad un convegno in cui si parlava insieme ha preteso di parlare per primo perché lui veniva da lontano… come se io fossi da dietro l’angolo e poi si è alzato e andato via è rima di sentire la parte sulla disabilità… e ancora perdiamo tempo con questi signori? Boh!

  10. Parole condivisibili, eccetto che sulla Bindi, sul PD e su te stessa.

    Bindi è il problema. Come lo è D’Alema, Fioroni e tutti gli altri che conosci meglio di noi. E il problema è ugualmente il tuo partito.
    Chi è nel PD – tu, Concia, Scalfarotto, ecc – combatta questi ceffi con ogni mezzo prima di andare alle elezioni. Invitateli a casa vostra, obbligateli a visitare le associazioni (Famiglie arcobaleno, Agedo, …), insultateli voi, lavorateci fianco a fianco. Dovete – in realtà, dovevate – convincerli che le idee che hanno, tutte quelle frasi che da anni ripetono sono insulti omofobi, sono posizioni inaccettabili per un qualsiasi politico (anche di destra), per una persona democratica. Non lo avete fatto, ed è la vostra colpa.

    E così facciano tutti gli esponenti visibili glbt che militano nei vari partiti.

    Io voglio che la coalizione di sinistra, se vincerà le elezioni, faccia quello che è giusto: PARITA’ PIENA.
    Ne abbiamo i post pieni dei punti programmatici, frasi limate, aggettivi e avverbi soppesati.
    PARITA’ PIENA. Punto.

    Altrimenti io darò il mio voto non solo al partitino del 5%, ma anche del 2%. E criticherò allo stesso modo, anzi ancor più duramente, le Bindi e i D’Alema, perchè gli stronzi pupazzi di destra mi rubano il presente, mentre sono loro che mi rubano il futuro. E questo è un crimine.

    ciao.

  11. Hai ragione. Punto.

    p.s. tutte quelle cose le stiamo facendo, credimi.

  12. Giacomo Deperu

    cioè, dovremmo sentirci sollevati dal fatto che c’è di peggio di Rosy Bindi nel centrosinistra? ;-) Cristiana, sai la stima che ho per te ma cerchiamo di non essere ridicoli, perfavore…

    Finchè un partito come il PD elegge Presidente di Partito e della sua Commissione Diritti una bigotta omofoba e fa VICESEGRETARIO un uomo che avrebbe votato CON BERLUSCONI la legge “Salva Eluana” ai tempi in cui Berlusconi parlava delle mestruazioni della povera Englaro, queste cose se le merita tutte…

  13. No Giacomo. Tuttaltro. Non vorrei però che perdessimo di vista la gravità del problema,che va oltre la Bindi.

  14. Cristina, dissento profondamente: la Bindy e le componenti fondamentaliste cattoliche sono il problema. Solo che per quieto vivere facciamo sempre finta di non vedere … Si può davvero partecipare al processo democratico quando si ipoteca qualsiasi discorso con la formula “valore non negoziabile” che implica: valore che impongo a tutti?

  15. breather

    Una specifica, assurda, frase di questo post riassume efficacemente il problema, o -se vogliamo- uno dei problemi della realtà dei gay italiani:
    “…una comunità matura dovrebbe chiedere alla Commissione Diritti del PD di darsi tempi certi per arrivare ad una formulazione, a tutto il centro sinistra di dire chiaro e tondo quali saranno le cose che farà per la comunità e quali contenuti avranno”.
    Una comunità matura non ‘delega’ in questo modo alle Commissioni dei partiti e alle coalizioni stesse… ESIGE la fine della discriminazione dal matrimonio civile, dalle norme in materia di genitorialità, anche adottiva, ed ESIGE che se proprio proprio un partito o una coalizione intende attivarsi per un qualcosa di alternativo, quel qualcosa di alternativo (sia esso pacs o partnership o altro) sia uno strumento aggiuntivo per tutta la cittadinanza, in nome del riconoscimento e della tutela del pluralismo familiare, anche in vista dello sviluppo della discussione sul matrimonio civile stesso, non un ghetto in cui confinare il rispetto della libertà matrimoniale delle persone omosessuali; una comunità lgbt matura fa rendere conto a partiti e coalizioni che l’unico modo per essere “credibili” quando si parla di diritti è sostenere e promettere queste 2 fondamentali cose. Punto.
    In Argentina, Spagna, ecc… Paesi a stragrande maggioranza cattolica e con una cultura e una lingua molto simile alla nostra… i movimenti lgbt non si sono nemmeno sognati di ‘delegare’ a partiti e coalizioni la valutazione su quali riconoscimenti era necessario approvare: hanno preteso venissero approvati, e hanno preteso che chiunque proponesse a livello nazionale o locale degli eventuali provvedimenti alternativi proponesse cose in più per tutta la cittadinanza non surrogati-ghetto della libertà matrimoniale dei gay.

  16. A volte sembra che il più grande problema sia non Rosy Bindi, ma il PD, che non riesce mai ad essere né carne né pesce su nessun argomento…
    (link: Il PD divorzia da se stesso)

  17. Spadavecchia

    Cara Cristian, volevo farti i complimenti per l’articolo. Nel PD non c’e` nulla da fare, e` uno dei tanti partiti fatto di bigotti (non tutti…) e un partito che non ha mai il coraggio di prendere decisioni su argomenti scottanti. Il punto e` che in Italia non c’e` una vera alternativa ai soliti partiti e purtroppo siamo forzati a votare per questa finta sinistra moderna.
    Un altra cosa, solo una lieve critica. Ti prego, diamo piu` valore alla lingua Italiana. Non usare anche te termini di lingua Inglese. Election Year=Elezioni Generali e “linkare”… dai, si dice elencare!!! I’ Italiano e` gia ` di suo in crisi, mal parlato e scritto ancor peggio dalla maggior parte del popolo, non ammaziamolo definitivamnete con l’aggiunta di Inglese o termini inventati!

  18. Spadavecchia

    Scuas, ho scritto Cristian invece che Cristiana…perdono…

  19. Spadavecchia

    Cara Cristiana, volevo farti i complimenti per l’articolo. Nel PD non c’e` nulla da fare, e` uno dei tanti partiti fatto di bigotti (non tutti…) e un partito che non ha mai il coraggio di prendere decisioni su argomenti scottanti. Il punto e` che in Italia non c’e` una vera alternativa ai soliti partiti e purtroppo siamo forzati a votare per questa finta sinistra moderna.
    Un altra cosa, solo una lieve critica. Ti prego, diamo piu` valore alla lingua Italiana. Non usare anche te termini di lingua Inglese. Election Year=Elezioni Generali e “linkare”… dai, si dice elencare!!! I’ Italiano e` gia ` di suo in crisi, mal parlato e scritto ancor peggio dalla maggior parte del popolo, non ammaziamolo definitivamnete con l’aggiunta di Inglese o termini inventati!

  20. pgc

    concordo con quello che dicono in molti: il problema non è la Bindi, ma è ANCHE la Bindi. Il ritardo culturale italiano è impressionante. Ho vissuto all’estero ed ora, per motivi di cambio di lavoro, sto trascorrendo 2 mesi in Italia dopo anni passati . Bè, sono rimasto sconcertato dall’arretratezza culturale sul problema.

    Da un lato il classico atteggiamento catto-comunista per cui se io protesto per il casino fatto a tardissima ora da alcuni locali in una via di Roma notoriamente frequentati da gay sono – secondo alcuni – un intollerante (no: è che il rispetto per gli altri deve essere un punto fermo, sia che si tratti di Campo de’ Fiori che di Via San Giovanni in Laterano a Roma, dove ho avuto la fortuna di stare per un po’). Dall’altra il numero di battute omofobe (oltre che razziste, sessiste, etc.) e di osservazioni antigay che ho ascoltato è impressionante.

    Giorni fa ero a Viale Trastervere e ho sentito un padre che diceva a un figlio di 5-6 anni “aho, devi capi’ che du’ ommini che se baciano so’ malate”. Malato era chiaramente lui. Ma non di una malattia genetica, ma di una ereditaria, sociale, dovuta al fatto di essere cresciuto in questa triste e intollerante cultura residuo di tempi passati. Meno male che ho potuto crescere mio figlio lontano da tutte queste bassezze.

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