di Ivan Scalfarotto.
Comincio a vedere nervosismo su Twitter circa la possibilità che la Corte Costituzionale bocci i quesiti referendari. Ora, pur augurandomi con tutto il cuore che il referendum passi, io penso che i democratici di questo paese dovrebbero accettare senza fare troppo rumore qualsiasi cosa la Corte decida.
L’ho pensato anche quando la medesima Corte ha deciso che nella Repubblica Italiana la mia famiglia può vivere senza nessun diritto e nessuna protezione e che questo rispetta il principio di uguaglianza. Mi ribolliva il sangue? Sì. Le associazioni gay hanno fatto casino? No (e hanno fatto bene). Il motivo è che se non rispettiamo gli arbitri, anche quando non ci concedono un rigore che era grande come una casa, la Democrazia è morta. Ricordate Al Gore, cui fu scippata la presidenza da una Corte Suprema in cui c’erano seduti giudici nominati dal padre del suo avversario e su dati forniti dal fratello del suo avversario. Gore tacque perché era uno statista e sapeva che Gore e Bush passano, gli Stati Uniti restano.
Se vogliamo uscire dal Berlusconismo, dobbiamo cominciare comportandoci diversamente da Berlusconi. Difendendo le istituzioni, anche quando sbagliano. Perché sono il nostro patrimonio comune, sono la spina dorsale della nostra democrazia, il tessuto connettivo della nostra repubblica. Per cui se la Corte boccerà il referendum (sperando, implorando, pregando che non lo faccia), per favore, zitti e mosca.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Vostro figlio potrebbe essere gay. Non sto parlando del figlio del vostro vicino o di quello di vostro cugino e nemmeno sto parlando di mio figlio (sebbene il ragionamento valga per tutti). Sto parlando di vostro figlio. Vostro figlio potrebbe essere gay. Potreste voler protestare: “A mio figlio non piacciono le melodie sdolcinate. Gli piacciono il calcio e il Lego”; “Mia figlia non gioca a softball. Ama vestiti da principessa e rosa”; “Mio figlio ha una ragazza”; “Mia figlia ha un ragazzo”; “Mio figlio è troppo piccolo per pensare a queste cose”. Beh, sono qui a dirvi che nessuna di queste cose ha importanza. [...] (link:Cari genitori, il vostro bimbo potrebbe essere gay )
Non mi pare che nessuno del PD abbia mai protestato o soltanto commentato alcuna sentenza ad alcun livello, figurarsi quelle della corte costituzionale. Non so proprio quindi chi segua, su Twitter, il vicepresidente del PD per preoccuparsi cosi’ tanto.
Pero’ e’ evidente lo sforzo di Scalfarotto per comportarsi da democratico. Non siamo ancora alla fase di riconoscere che la ragione possa essere altrove, questo no, non esageriamo, ma Scalfarotto sostiene che se gli altri ci danno torto, e quindi, per definizione, sicuramente sbagliano, noi accettiamo stoicamente lo sgarbo di coloro che ci dicono che abbiamo torto. Un eroe di civismo, Ivan Scalfarotto.