Quanto vale la vita di un ragazzo gay?

di Delia Vaccarello.

Immagine:  the|G|™

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Meglio la polemica politica, scherziamo? Tentare il suicidio perché rifiutati. E’ successo a inizio di anno nel Vicentino, qualche attimo prima che infuriassero le critiche omofobiche su FB ai danni di Vendola da parte di un assessore della giunta leccese che mischiava politica e omofobia. Così è andata in scena la sproporzione: un coro di voci, giustissime, si è levato contro gli insulti ai danni di Vendola, definito “signorina”, tant’è che il molestatore si è dimesso.

Uno o due i comunicati sul giovane di venti anni che è salito su un cavalcavia sopra una strada trafficata deciso a buttarsi giù. Da poco aveva detto ai genitori di essere gay. Risultato: il rifiuto. Forse devono avergli detto ben più di “signorina”. E lui ha bevuto tutto quello che gli capitava a tiro per trovare il coraggio della disperazione e provare a farla finita.

In America un anno fa il giornalista Dan Savage dopo una serie di suicidi di giovani gay che erano diventati lo zimbello dei coetanei ha lanciato la campagna “It’s get better”, vale a dire “Andrà meglio”. E’ un sito che raccoglie video appelli da parte di vip, compresi Obama e Hillary Clinton, affinché autostima e fiducia nel futuro subentrino all’autolesionismo dei ragazzi.

L’effetto del rifiuto è l’impulso a farsi male: quando i genitori urlano contro di te perché sei gay o lesbica, sotto sotto credi che abbiano ragione e che sei tu ad essere sbagliato, quindi devi punirti in vario modo fino al gesto estremo. Anche il bullismo omofobico fa lo stesso effetto, i “pari” ti dicono che non vai bene, che sei “marcio” in ciò che ti definisce di più, gli affetti, che non hai futuro. Il sito “It’s get better” raccoglie anche video testimonianze di gay e lesbiche giovani o adulti che raccontano quando e come per loro sono finite le molestie, in che modo reagire. Il risultato: mostrano un domani vivibile ed anche felice a chi ha perso la speranza.

Perché in Italia nessuno si accorto della disperazione del giovane rifiutato? I tanti che hanno giustamente difeso Vendola perché hanno taciuto? In base a quale logica un politico, che tra l’altro ha modo di difendersi, ha più valore di un giovane anonimo? Non è sottilmente facile, e alla moda, dirsi anti- omofobi difendendo Vendola che è un uomo potente? Come il giovane vicentino, sono molte le vittime dell’omofobia in famiglia e a scuola. Si tratta di tragedie sfiorate e invisibili. Ma noi non ci occupiamo delle tragedie sfiorate quando sono prive di riflettori. Ci fa gola la polemica politica, il gusto di dirci parte di un coro che canta contro un altro coro, di sentirci tra quelli che contano perché difendiamo uno che oggi conta.

Vendola ieri era come il ragazzo del vicentino. E se fosse rimasto anonimo, oggi non lo avrebbe difeso nessuno.iMille.org – Direttore Raoul Minetti

4 Commenti

  1. wanda

    sono d’accordo con te Delia
    mi sento di aggiungere che il suicidio fa più scalpore di un tentato suicidio
    e che nella contrada Italia la “sacra” famiglia spessissimo insabbia nel silenzio
    micro e macro tragedie “private” i cui panni sporchi sembra meglio non lavare
    al sole….

  2. slivia

    …infatti sembra naturale perchè quello che scrive wanda mi ricorda la scena del film (il primo. penso) di gustav hofer e luca ragazzi dove due genitori (durante la marcia su roma del popolo berlusconiano in difesa della “famiglia”) dicono con totale nonchalance:”Noi amiamo i nostri figli ma se uno ci dicesse di essere gay lo cacceremmo da casa”.
    Difendere Vendola dunque potrebbe rientrare davvero nell’agone politico come polemica tra schieramenti e quindi varrebbe asetticamente come qualsiasi altro argomento…
    d’altra parte più volte in passato è successo che anche da sinistra emergessero omofobia più o meno velata e esaltazione della famiglia tradizionale….e non faccio nomi

  3. anna macchi

    collegamenti forse improponibili? boh! ma li faccio confrontando questi commenti al brano a firma di Delia Vaccarello e i commenti dei giornali riguardo la telefonata tra il capitano della nave Costa e il comandante della capitaneria che gli ingiunge di non abbandonare la nave naufragata….si dice che siamo di fronte alle due Italie,quella impegnata e civile e quella raffazzona arruffona opportunista e pavida… nel caso dell’indignazione pro Vendola e della indifferenza verso il caso del ragazzo gay qui riportato si nota questa stessa contraddizione se non fosse che troppo spesso in politica qui da noi suona falso e interessato anche l’impegno e l’altruismo….

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