di Cristiana Alicata.
Qualche giorno fa, nei luoghi tipici delle affissioni politiche, anche abusivi, sono apparsi dei manifesti colorati.
“Conosci Farouk?”
“Conosci Eva?”
“Conosci Fabrizio?”
E la questione è: “Conosci i miei?”
I manifesti invitano a visitare una pagina Facebook.
Per farlo, ti devi ricordare l’indirizzo, riuscire a leggerlo dalla macchina. Manca il codice QR, quel codice che consente proprio di accedere con l’uso di uno smartphone direttamente ad un sito web, senza dovere memorizzare un link.
Alcune cose sembrano subito evidenti.
Si tratta di una campagna cosiddetta teaser, cioè una campagna che “incuriosisce” e “anticipa” la campagna vera e propria. Evidentemente però funziona poco, a dire mi piace sulla pagina ci sono solo 80 persone, malgrado Roma sia tappezzata di manifesti. Poi dopo che ne parla qualcuno su FB e il dibattito viene ripreso da Linkiesta, aumentano i “mi piace”. Sulla pagina FB molte domande anche ironiche: tutti vogliono sapere.
Si tratta di una cosa politica e di sinistra, lo si evince dall’uso didascalico di nomi stranieri e fa pensare,inizialmente, ad una campagna sulla cittadinanza. Qualcuno comincia a sospettare che sia una campagna del PD perché sembra che Di Traglia e lo stesso Bersani ne abbiano condiviso stati e immagini sul loro profilo di FB.
La cosa insospettisce chi come me vorrebbe una città diversa e non si aspetta certo dal proprio partito una campagna di manifesti abusivi, anche per promuovere una causa giusta.
Domando. Chiedo al segretario romano Marco Miccoli, alla direttrice di YouDem Chiara Geloni ed anche al responsabile della comunicazione nazionale, Stefano Di Traglia. Niente. Qualche risatina e qualche ironia sulla mia curiosità sul profilo FB Di Traglia su delle borse targate (PB= Pierluigi Bersani) che girerebbero per Londra…nessuno coglie il senso della mia domanda: perché imbrattare Roma di manifesti abusivi? Nessuno smentisce. Beh, giustamente, sono solo un dirigente regionale del partito, perché dovrei essere avvertita di una campagna teaser la cui forza, si sa, è proprio nel mistero in cui si avvolge. Peccato non cogliere la gravità della cosa.
E però la campagna non decolla. Proprio no. Forse perché tutti, noi compresi, non l’abbiamo condivisa perché non sappiamo di che si tratta e la maggior parte degli internauti non condivide senza sapere cosa condivide, come non retwitta chi chiede di essere retwittato.
E così vado a fondo, mi avvicino anche ai manifesti, non hanno il committente, solo l’indicazione della tipografia. Chiedo di nuovo, soprattutto quando trovo su via Portuense il ponte della ferrovia che di solito è il luogo dell’abusivismo di destra quanto ai manifesti. E scopro. E non volevo scoprirlo. O meglio. Poteva essere anche una leggerezza quella dei manifesti e allora sarebbe stato meglio chiedere scusa. Invece niente.
Scopro che è la campagna di tesseramento nazionale del PD. E’ la campagna di tesseramento del più grande partito del centro-sinistra. Il mio.
Ecco. Io come dirigente del PD chiedo scusa a tutta la città. Chiedo scusa perché mi vergogno di tutti i miei compagni di partito che lo fanno a titolo personale, ma oggi proprio mi andrei a nascondere avendo scoperto che è una campagna nazionale del PD. Non ho nemmeno il tempo di dare un giudizio su una campagna di comunicazione che fa manifesti di carta per promuovere una pagina FB e che è un ossimoro in termini di comunicazione.
E penso che il nostro partito avrebbe bisogno di altre pratiche. Penso che un Partito di sinistra non debba più fare manifesti. Tantomeno abusivi. Imbrattano, non sono ecologici, sono brutti. Umiliano le città.
E penso che un partito non è un detersivo, non deve fare campagne teaser per sembrare figo. Penso che un partito dovrebbe essere orgoglioso del suo simbolo e chiedere a tutti gli iscritti di condividere una campagna trasparente di tesseramento su Twitter, sui blog, su FB. Io, per esempio, questo lo l’avrei fatto. Siamo tantissimi che avremmo potuto dare un contributo. Oggi potevo scegliere se tacere o farmi insultare insieme agli altri quando questa cosa sarebbe venuta fuori. E ho scelto di dissociarmi.
Io mi dissocio.
Non dalla campagna di tesseramento, ma da queste modalità. A me piacerebbe che tutti i nostri elettori si tesserassero, perché sono convinta che Grillo non abbia ragione e il PD è ancora il luogo dove si può esercitare la democrazia, si può partecipare, prendere decisioni. Era questa la grande intuizione di Veltroni che si è schiantata contro il primato delle tessere.
Tessere che non sempre corrispondono a iscritti che partecipano, lo dimostrano le percentuali di iscritti che stanno andando a votare nei circoli per il segretario del PD Lazio. Non è partita una mail, un sms per avvertire gli iscritti del congresso. Però mi arrivano sms per dirmi quando Bersani va a Ballarò.
Sembra quasi che il segretario regionale non sia importante. E se il segretario non è importante, allora il partito organizzato non serve?
O è meglio che lo organizzino in pochi, pochissimi e nel più totale silenzio?
Tra un tesserato cammellato ed un elettore incazzato preferirò sempre il secondo.
Non sarà che tutto questo serve a fare tesserare il meno possibile? Che in fondo noi non li vogliamo gli elettori tesserati. Che poi incidono. Decidono. Votano. Quindi meglio che non si iscrivano e si limitino a turarsi il naso l’ultimo giorno utile e a votarci e basta. Ma senza pretendere di dettarci la linea. Ecco.
Il tutto è molto umiliante. Molto triste. Il tutto così lontano, lontanissimo, da quello che un partito potrebbe e dovrebbe essere in questo momento di crisi: luogo di aggregazione collettiva, aperto, forte, coraggioso, capace dicostruire una forza dirompente che sia alternativa sia al centro destra sia al Governo Monti, un luogo davvero democratico, dove si dicono le cose a tutti, si fa decidere tutti con un processo non demagogico, ma sano. Ma il fatto è che la democrazia è come l’amore. E’ difficile, va coltivata, può deludere, può tradirti, può lasciarti. Non avrai il potere sempre, non lo avrai sempre nello stesso modo. Per il resto, per farlo senza amore, si può sempre pagare o farsi aiutare. Un po’ più di amore in politica servirebbe. Per il bene comune, PD compreso.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





C’è un grosso problema, per me. L’appello di Cristina Alicata, per quanto accorato e condivisibile, rappresenta una voce personale in un sistema che – purtroppo – risulta essere tutt’altro che democratico, e in questo caso è addirittura deturpante.
In passato mi sono arrivate mail pubblicitarie da Marino senza che io avessi acconsentito ad alcunché, avevo solo postato un commento sul suo blog usando la mia mail (come è mia abitudine fare). Mi sono trovato iscritto alla sua mailing list. Alla mia richiesta di spiegazioni non ho avuto risposta, probabilmente qualcuno aveva qualcos’altro da fare. La cosa mi ha amareggiato. Ma vi fanno così schifo i potenziali elettori?
Mi sono trovato censito sul sito del PD solo per essermi iscritto per postare un commento. Ecco là il mio nome e cognome visibile negli elenchi. C’è qualcosa in piccolo che non ho letto? Non lo so. Ma ho ricevuto anche comunicazioni da terze parti che hanno soltanto preso la mia mail dal sito del PD… Una gestione del genere è quantomeno discutibile. E’ la mia fottuta privacy, cazzo! Decido io come gestirla, non voi.
Quando imparerà qualcuno dentro al PD che la comunicazione monodirezionale non è proponibile nei social network? Sono francamente stanco, e da anni, di vedere questo modello continuamente proposto da chi dice di ascoltarmi. E purtroppo Cristina Alicata è l’eccezione, non la regola. E’ un’eccezione che costa e costerà il mio voto poiché il vecchio invito montanelliano a turarsi il naso e votare DC è ormai stanco. Se il sistema è questo, non voglio partecipare. Se Cristina Alicata è l’eccezione al sistema posso solo congratularmi con lei ed esprimere la mia solidarietà a livello personale, ma non posso certo tesserarmi al PD, o votare per il sistema di cui – suo malgrado in questo momento – Cristina Alicata fa parte. Proprio non ce la farei a votarvi e guardarmi allo specchio, anche facendo ricorso a tutta la mia buona volontà.
(Chiedo scusa per aver ripetutamente sbagliato il nome di Cristiana)
Caro Gianni, i commenti critici sono sempre molto apprezzati su iMille. Nel tuo ultimo commento hai pero’ usato termini come “cretina” e “amica dei nazisti”, che sono oltre il dibattito anche aspro e finiscono per trascendere nell’offesa personale. Posso chiederti di fare critiche anche aspre senza passare pero’ all’offesa personale? Un cordiale saluto
Cara e simpatica Alicata
lei ha completamente ragione, ma mi perdoni: il pd, o almeno chi ne finanzia e autorizza le pubblicità, non da ora, è culturalmente subalterno a quella forma di superficialità di pensiero e di immagine che per semplicità riassumiamo nell’etichetta orrida: berlusconismo. Non c’è da spenderci molte parole. Questa sciocchissima e inefficacissima forma di propaganda ha radici profonde. E’ lo specchio di un partito ormai poco interessato a capire, standoci dentro, la società, un partito che ha dimenticato i suoi classici e che non elabora più, perché ha rotto da anni e anni i rapporti col mondo della scienza, degli studi, della scuola, tranne che non faccia occasionalmente comodo arruolare qualche intellettuale mondano, formato tv. E che di conseguenza NON SA COMUNICARE PERCHé NON SA CHE COSA E’ E COSA RAPPRESENTA. Ripiega perciò su tecniche mal digerite, le usa a sproposito e preferisco non sapere, poi, quanto le paga!
Per questo, sinceramente, io e molti altri che pure abbiamo votato per anni il suo partito, oggi ci auguriamo che il “grigio” Monti e la sua squadra durino più a lungo possibile e che il gioco delle carte non sia troppo presto rimesso in mano (ovviamente) ai mostri dell’inciviltà e della ignoranza (leggi pdl e lega) ma neanche, di nuovo mi perdoni, a questi futili chiacchieroni cui lei offre una fiducia e, mi pare di capire, un impegno che non so quanto meritino. Un cordiale saluto e un augurio.
Stefano Gensini
Caro Raoul, con piacere. In fondo dare della cretina alla Alicata e’ pleonastico. Io ti posso chiedere di essere altrettanto vigile quando mi accusano di essere pagato per i miei commenti, mi si manda dallo psicanalista o mi si definisce ridicolo? Grazie in anticipo.
Si’, vigilero’ perche’ ci sia rispetto reciproco. Grazie a te
Ma conoscete l’italia e gli italiani?
Sicuramente Merkel e Sartkozy!
Intanto questa è la dimostrazione del nulla intellettuale. Accreditarsi come “di tutti”, ma restare un’elitte di “politica aristocratica”.
Il problema non è la comunicazione del Pd, il vero problema è il Pd!
Un partito che si vanta di aver fuso nella sua anima varie sensibilità (da quella dei Ds a quella del Ppi), ma si scopre dedita alle anacronistiche macchinazioni stile Pci pure nelle primarie…
Un partito che si vanta democratico, ma guai a dissentire dal segretario (vedi diatriba tra bersaniani/d’alemiani versus veltroniani e ex ppi)…
Un partito che impartisce lezioni di morale agli altri, ma salva tangentisti di sistema e di riferimento della sua stessa dirigenza quali Penati e Tedesco dal carcere!!!
Si, direi scarsa comunicazione… se vi piace pensare a questo, allora per pietà ve la riconosco.