L’etica della comunicazione, ovvero la campagna di tesseramento del PD Nazionale

di Cristiana Alicata.

Conosci i miei?

Qualche giorno fa, nei luoghi tipici delle affissioni politiche, anche abusivi, sono apparsi dei manifesti colorati.

“Conosci Farouk?”

“Conosci Eva?”

“Conosci Fabrizio?”

E la questione è: “Conosci i miei?”

I manifesti invitano a visitare una pagina Facebook.

Per farlo, ti devi ricordare l’indirizzo, riuscire a leggerlo dalla macchina. Manca il codice QR, quel codice che consente proprio di accedere con l’uso di uno smartphone direttamente ad un sito web, senza dovere memorizzare un link.

Alcune cose sembrano subito evidenti.

Si tratta di una campagna cosiddetta teaser, cioè una campagna che “incuriosisce” e “anticipa” la campagna vera e propria. Evidentemente però funziona poco, a dire mi piace sulla pagina ci sono solo 80 persone, malgrado Roma sia tappezzata di manifesti. Poi dopo che ne parla qualcuno su FB e il dibattito viene ripreso da Linkiesta, aumentano i “mi piace”. Sulla pagina FB molte domande anche ironiche: tutti vogliono sapere.

Si tratta di una cosa politica e di sinistra, lo si evince dall’uso didascalico di nomi stranieri e fa pensare,inizialmente, ad una campagna sulla cittadinanza. Qualcuno comincia a sospettare che sia una campagna del PD perché sembra che Di Traglia e lo stesso Bersani ne abbiano condiviso stati e immagini sul loro profilo di FB.

La cosa insospettisce chi come me vorrebbe una città diversa e non si aspetta certo dal proprio partito una campagna di manifesti abusivi, anche per promuovere una causa giusta.

Domando. Chiedo al segretario romano Marco Miccoli, alla direttrice di YouDem Chiara Geloni ed anche al responsabile della comunicazione nazionale, Stefano Di Traglia. Niente. Qualche risatina e qualche ironia sulla mia curiosità sul profilo FB Di Traglia su delle borse targate (PB= Pierluigi Bersani) che girerebbero per Londra…nessuno coglie il senso della mia domanda: perché imbrattare Roma di manifesti abusivi? Nessuno smentisce. Beh, giustamente, sono solo un dirigente regionale del partito, perché dovrei essere avvertita di una campagna teaser la cui forza, si sa, è proprio nel mistero in cui si avvolge. Peccato non cogliere la gravità della cosa.

E però la campagna non decolla. Proprio no. Forse perché tutti, noi compresi, non l’abbiamo condivisa perché non sappiamo di che si tratta e la maggior parte degli internauti non condivide senza sapere cosa condivide, come non retwitta chi chiede di essere retwittato.

E così vado a fondo, mi avvicino anche ai manifesti, non hanno il committente, solo l’indicazione della tipografia. Chiedo di nuovo, soprattutto quando trovo su via Portuense il ponte della ferrovia che di solito è il luogo dell’abusivismo di destra quanto ai manifesti. E scopro. E non volevo scoprirlo. O meglio. Poteva essere anche una leggerezza quella dei manifesti e allora sarebbe stato meglio chiedere scusa. Invece niente.

Scopro che è la campagna di tesseramento nazionale del PD. E’ la campagna di tesseramento del più grande partito del centro-sinistra. Il mio.

Ecco. Io come dirigente del PD chiedo scusa a tutta la città. Chiedo scusa perché mi vergogno di tutti i miei compagni di partito che lo fanno a titolo personale, ma oggi proprio mi andrei a nascondere avendo scoperto che è una campagna nazionale del PD. Non ho nemmeno il tempo di dare un giudizio su una campagna di comunicazione che fa manifesti di carta per promuovere una pagina FB e che è un ossimoro in termini di comunicazione.

E penso che il nostro partito avrebbe bisogno di altre pratiche. Penso che un Partito di sinistra non debba più fare manifesti. Tantomeno abusivi. Imbrattano, non sono ecologici, sono brutti. Umiliano le città.

E penso che un partito non è un detersivo, non deve fare campagne teaser per sembrare figo. Penso che un partito dovrebbe essere orgoglioso del suo simbolo e chiedere a tutti gli iscritti di condividere una campagna trasparente di tesseramento su Twitter, sui blog, su FB. Io, per esempio, questo lo l’avrei fatto. Siamo tantissimi che avremmo potuto dare un contributo. Oggi potevo scegliere se tacere o farmi insultare insieme agli altri quando questa cosa sarebbe venuta fuori. E ho scelto di dissociarmi.
Io mi dissocio.
Non dalla campagna di tesseramento, ma da queste modalità. A me piacerebbe che tutti i nostri elettori si tesserassero, perché sono convinta che Grillo non abbia ragione e il PD è ancora il luogo dove si può esercitare la democrazia, si può partecipare, prendere decisioni. Era questa la grande intuizione di Veltroni che si è schiantata contro il primato delle tessere.

Tessere che non sempre corrispondono a iscritti che partecipano, lo dimostrano le percentuali di iscritti che stanno andando a votare nei circoli per il segretario del PD Lazio. Non è partita una mail, un sms per avvertire gli iscritti del congresso. Però mi arrivano sms per dirmi quando Bersani va a Ballarò.

Sembra quasi che il segretario regionale non sia importante. E se il segretario non è importante, allora il partito organizzato non serve?

O è meglio che lo organizzino in pochi, pochissimi e nel più totale silenzio?
Tra un tesserato cammellato ed un elettore incazzato preferirò sempre il secondo.

Non sarà che tutto questo serve a fare tesserare il meno possibile? Che in fondo noi non li vogliamo gli elettori tesserati. Che poi incidono. Decidono. Votano. Quindi meglio che non si iscrivano e si limitino a turarsi il naso l’ultimo giorno utile e a votarci e basta. Ma senza pretendere di dettarci la linea. Ecco.

Il tutto è molto umiliante. Molto triste. Il tutto così lontano, lontanissimo, da quello che un partito potrebbe e dovrebbe essere in questo momento di crisi: luogo di aggregazione collettiva, aperto, forte, coraggioso, capace dicostruire una forza dirompente che sia alternativa sia al centro destra sia al Governo Monti, un luogo davvero democratico, dove si dicono le cose a tutti, si fa decidere tutti con un processo non demagogico, ma sano. Ma il fatto è che la democrazia è come l’amore. E’ difficile, va coltivata, può deludere, può tradirti, può lasciarti. Non avrai il potere sempre, non lo avrai sempre nello stesso modo. Per il resto, per farlo senza amore, si può sempre pagare o farsi aiutare. Un po’ più di amore in politica servirebbe. Per il bene comune, PD compreso.

 

 

 

 

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

76 Commenti

  1. Gianni

    Ma smettila di fare gnole. Per i manifesti abusivi si telefona ai vigili, non a Chiara Geloni che, giustamente, ti ha presa per il culo. Con “dirigenti” (decche?) come te non vinceremmo mai.

  2. La sottile differenza tra finanziatori, elettori, militanti e cittadini

    Non credo che si faccia una campagna del genere per non avere iscritti. Credo semmai che sia l’effetto di avere un segretario (e un gruppo dirigente nazionale) che considera la comunicazione distinta dalla politica e solo carta da pacchi per incartare la politica stessa.
    Il motivo per cui i partiti (non solo il PD) hanno bisogno degli iscritti sono i soldi. Nient’altro. E il motivo per cui i partiti (non solo il PD) guardano alle percentuali di consenso e non al numero totale di elettori è che prendono i soldi sulla base delle percentuali e non del numero di voti. Continua qua http://liberi.cittadiniglobali.org/2012/01/la-sottile-differenza-tra-finanziatori-elettori-militanti-e-cittadini/

  3. mi sembrano le nostre solite seghe mentali… e visto anche chi le riprende si capisce proprio che tali sono

  4. Non ho capito il tuo commento Paolo.

  5. Non ci posso credere Cri, è il nostro partito che ha commissionato questa campagna? Stai scherzando? Non solo è inopportuno ma non abbiamo neanche pagato la tassa comunale prevista. Complimenti! Queste non sono seghe mentali ma la constatazione che ci manca la coerenza e per questo non siamo credibili.

  6. Sì è così…d’altronde il Comitato per Gasbarra Segretario mi ha appena invitato ad un appuntamento in cui ci sono insieme D’Alema e lui….non so come hanno avuto la mail e non ci sono le indicazioni a norma di legge sull’uso dei dati sensibili. Diciamo che l’illegalità è prassi, ormai.

  7. la questione se posta nei termini della legalità ha poco senso: non si può fare attacchinaggio illegale (o, come si dice in gergo, parzialmente illegale) e quindi non si può uscire con i manifesti (il rispetto della privacy è obiettivamente più facile da ottenere). Il punto è che nell’immediato o si smette di fare comunicazione politica per strada oppure la si continua a fare in questo modo. Considerate, prima di lapidarmi, che dall’altro lato della strada gli altri (alleati o avversari che siano) se ne approfitteranno.

    Bisognerebbe intervenire su tutti i partiti (e invece la prima cosa che si fa appena si viene eletti è una bella amnistia sulle affissioni abusive…), mentre l’esempio etico di uno da solo è suicida.

    Detto ciò trovo più interessante il quadro generale che porta a questa situazione. Se non si interviene sulle cause, gli effetti si replicheranno.

    PS
    cristiana la tua email ce l’hanno tutti! :-P

  8. Alessio

    I manifesti no perché noi siamo per la comunicazione digggitale, mica per le cose antiche della vecchia politica; gli inviti via mail no, perché la mia privacy è sacra e come ti permetti tu di invitarmi a un’iniziativa politica (poi se non la invitano ovviamente si lamenterà: “Sono un dirigente regionale! Dovreste invitarmi!”). A me sembra che Cristiana Alicata abbia solo voglia di polemizzare un po’ sulle fregnacce, non riuscendo farlo su argomenti più seri.

  9. ti puoi permettere ma devi mettere in calce quello che prevede la normativa. Tranquillo che non mi offendo se non mi inviti all’incontro D’Alema e Gasbarra. Ne faccio a meno. Vorrei essere coinvolta in altre cose…ma tanto la faziosità con cui hai scritto questo commento è del tutto evidente, compreso il tuo anonimato. Coraggiosi, anche. Eh?

  10. p.s. esistono i social network, però tra lo spam di mail e i manifesti…sai quelle robe moderne….bleah.

  11. Stefano, non sono d’accordo.

    E’ vero che, come dice qualcuno, l’illegalità in questo paese è prassi; purtroppo lo è, per faccende piccole o grandi, anche per chi pretende rappresentare il cambiamento.
    Questa questione può essere posta SOLO nei termini della legalità, che in uno stato di diritto è rispettata, pena le sanzioni previste dalla legge.

    Ma l’illegalità è appunto sistema; tant’è che, se a Cristina o a qualunque cittadino fosse venuto in mente (e, purtroppo, non mi sembra che sia successo) di fare il suo dovere civico e segnalare l’illecito invece che andare da una dirigente di partito, mi immagino che le forze dell’ordine si sarebbero messe a ridere. A me è successo; la legge esiste per non essere applicata. Poi magari arrivano i condoni.
    A me avevano che dove c’è arbitrio e discrezionalità, il diritto è morto.

    I manifesti si possono fare, e LEGALI. O si possono scegliere campagne di altro tipo.

    Da vegano è quello che faccio ogni volta che voglio promuovere una campagna sui diritti animali: da privato cittadino, pago quel che devo (e non sempre è poco), per poi vedere i miei manifesti legali e PAGATI coperti da altri, abusivi, di un partito qualunque: PDL, LEGA, IDV, molto spesso anche PD.
    Manifesti politici ABUSIVI sui miei manifesti legali.

    Figuriamoci se un partito non può scegliere forme LEGALI di comunicazione politica!

    In questi casi nessuno fa nulla, nessuno risarcisce chi perde tempo e denaro a ostinarsi a rispettare la legge.

  12. *…pretende DI rappresentare…

    *…a me avevano INSEGNATO che…

    Ossignur, pure la grammatica è morta, me ne scuso.
    Sauti

  13. Emy

    Non conosco nessuno e se continua così manco mi interessa conoscerli. Ma che razza di ufficio comunicazione ha il Pd? Aiuto. Dopo la disastrosa immagine delle gambe al vento alla Festa dell’Unità (chiamata ancora dell’Unità) mi aspettavo migliorie… invece, peggio mi sento… qualcuno ci aiuti. :(

  14. Gianni

    Le critiche svenevole e fighette alla comunicazione del PD fanno lo stesso effetto delle barzellette di Berlusconi: sembrano venire da un epoca lontana, un po’ triste, della quale nessuno ha nostalgia.

  15. PB

    Caro Gianni,
    che ti piaccia o no, la comunicazione ha le sue regole base. E chi si occupa di comunicazione nel PD non le applica.
    Non sono critiche da fighette, sono indicazioni su come bisognerebbe operare. Se non le vuoi capire sono affari tuoi.

  16. i discorsi sono due: da un lato l’efficacia di una campagna del genere a mio avviso molto bassa e i commenti mi pare che concordino tutti. D’altronde, se le mie info sono corrette, è una campagna fatta in economia. Su questo si potrebbe fare una considerazione sulla gestione finanziaria di un partito che apre il 2012 in economia e una considerazione politica sul valutare il tesseramento una campagna minore.

    L’altro discorso è sull’illegalità diffusa nella comunicazione politica tradizionale. Avendo fatto sia il tesoriere che il coordinatore di circolo so che rispettare la legge è difficile anche solo per capire cosa rispettare. Faccio un esempio: mi sono informato se i circoli dovevano pagare ICI o AMA e mi è stato risposto che eravamo esentati, oggi scopro che l’esenzione per l’AMA non c’era, ma AMA stessa non chiedeva i soldi!

    Sui manifesti la ragione sta dalla parte della legge. D’altronde ovunque si incontra elettori o iscritti la prima richiesta è “siate visibili”. I manifesti della destra romana (io sto a Roma) sono abbondanti perché non hanno i circoli e i loro costi e hanno sostegno economico da parte di molti imprenditori locali. Rispettare la legge vuol dire non fare i manifesti. Questo è il fatto. La mia scelta fu quella di stare negli spazi legali e coprire i manifesti illegali della destra con i nostri. Il parzialmente illegale che dicevo.

    D’altronde anche le multe sono discrezionali: la prima volta che abbiamo fatto dei manifesti ci hanno multato dopo anni che la destra copriva anche i cancelli dei palazzi. Abbiamo pagato.

    Quello su cui Cristiana ha ragione è che una cosa è il circolo di quartiere che si autofinanzia e stampa 500 manifesti e copre 50 strade. Un’altra cosa è un partito nazionale che beneficia del finanziamento pubblico e che sceglie l’illegalità per risparmiare. Non è dignitoso, non è necessario ed è illegale.

    Ciao
    Stefano

  17. Gianni

    PB, sono d’accordo con te, la comunicazione e’ importante per una organizzazione politica. Penso solo che quelli che ne scrivono qui sopra non ne capiscano un cazzo. Molto meno di chi se ne occupa professionalmente nel PD, perlomeno.

  18. Gianni. Perdonami…ma sei ridicolo. Non sai nemmeno cosa significa occuparsi di comunicazione a livello professionale. E credimi…lavoro a fianco delle più grandi compagnie pubblicitarie del Paese. Ma a te che te frega…sei solo un troll fazioso…spero che almeno ti paghino visto che appena posto una cosa, conto così poco che sei subito lì a commentarla. Se fossi coerente con te stesso dovresti ignorarmi e non leggermi. Troppo onore, davvero.

  19. “Rispettare la legge vuol dire non fare i manifesti. Questo è il fatto”
    SE la scelta deve essere tra l’illegalità dei manifesti e la rinuncia a una campagna pubblicitaria, la questione mi sembra semplice: da un partito che pretende di rappresentare l’”alternativa” (io spero davvero che sia così, ma i fatti mi smentiscono), non vedo come possa essere preferita l’illegalità.

    MA la scelta non è questa; è, essenzialmente, tra affiggere manifesti negli spazi appositi, pagandoli magari con i proventi del rimborso elettorale (=finanziamento pubblico ai partiti, abolito per referendum ma moltiplicato x 5, per chi se lo fosse dimenticato), o darsi all’attacchinaggio selvaggio.

    E dato che a me, privato cittadino, riesce abbastanza semplice riuscire a rispettare la legge, mi aspetto che lo faccia anche un partito come il PD.
    Semplice, non conveniente: non è per nulla piacevole vedere manifesti, stampati a spese proprie e fatti affiggere negli spazi legali – pagati con il ricavato di cene vegane e piccoli eventi di raccolta fondi – coperti da manifesti ILLEGALI di partiti, PD compreso.

    Poi uno si va a lamentare dai signorotti locali di partito, e le scuse sono le più varie: all’inizio mi hanno risposto che di quella campagna affissioni non ne sapevano nulla.
    Poi hanno sbottato che era l’”unico” (?) modo possibile di fare campagne politiche, e che mi dovevo ADEGUARE. Brividi. Brutte eco di un passato che ritorna.
    Il peggio è che ho ricevuto la stessa risposta in municipio e dai carabinieri: risatine.

    Ma, certo, “Rispettare la legge vuol dire non fare i manifesti. Questo è il fatto”.
    Ah beh, se questo è il fatto, mi adeguo anche a questo.
    Se questo è l’”unico” (?) modo di fare propaganda politica, la legalità e i diritti di espressione (legale, pagata) dei cittadini possono essere sospesi.

    Ragion di stato; anzi, di partito.

  20. Gabriele, perdonami, ma cerco di spiegarmi meglio: un partito nazionale che ha gli incassi del finanziamento pubblico PUO’ e DEVE fare campagne in spazi legali (affissioni stradali, spazi sugli autobus, nelle metro, etc etc). Quegli spazi si pagano come li pagano tutti. Su questo siamo d’accordo, no?

    Nei restanti casi di comunicazione politica NON c’e’ finanziamento pubblico e quindi l’affissione legale non e’ possibile. E qui possiamo chiudere la discussione perche’ non c’e’ nulla da discutere.

    A margine davo una spiegazione del perche’ invece le cose vadano diversamente: quando tutti i tuoi avversari fanno affissioni illegali e tu no, tu perdi perche’ non c’e’ condanna sociale, perche’ non ci sono multe, ergo perche’ i vantaggi della propaganda illegale sono molto superiori agli effetti negativi.

  21. Comunque solo in italia … in Francia i manifesti politici sono praticamente tutti illegali, perché gli spazi commerciali non possono essere occupati dalla comunicazione politica.

    Ergo non ci sono manifesti, neanche poco prima di grandi appuntamenti elettorali. Tranne negli appositi spazi e i soli che fanno manifesti abusivi sono i gruppi estremi.
    Ho partecipato a delle riunioni organizzative del PS di Parigi estese ai partiti fratelli e quando qualcuno ha chiesto se dovevano mettere “un po’” di manifestini “selvaggi” (che sono comunque molto meno selvaggi), i capi inorriditi hanno detto: “ma certo che no”!

    E così non fanno attacchinaggio selvaggio né il PS né l’UMP e manco i manifesti legali assurdi che invadono le città italiane. E’ davvero così difficile?

  22. Ecco vietare i manifesti mi convince molto di più

  23. Gianni

    Cristiana, non mi occupo di comunicazione perche’ pago persone che se ne occupino per me. Spiega a Bachelet come aprire il mio curriculum su Linkedin (che ha difficolta’) e leggetevelo, cosi’ dai anche il miglior contributo che tu possa dare al tuo capocorrente di questa settimana.
    Sicuramente di comunicazione non mi puo’ spiegare niente una impiegata della FIAT con il cervello lavato dalle convenscion aziendali alla quale hanno fatto credere di essere una manager per farla contenta pagandola due lire (lavora al fianco delle piu’ grandi compagnia pubblicitarie del paese, mica cazzi). Ad ogni modo, chiunque abbia mai usato la parola “piombini” non dovrebbe piu’ argomentare di comunicazione per il resto della sua vita, se ha un minimo di decenza.
    E non lusingarti troppo, ti dedico molto meno del tempo che dedico alla scelta dei calzini. Molto meno. Ma non posso negare che mi attragga il fenomeno della stupidita’ quando assume una forma solida e tangibile, per quanto inconsapevole.

  24. Maurizio

    In poche parole, sia i dirigenti nazionali del PD sia i militanti che qui stanno spernacchiando la Alicata sono del parere che il fine giustifichi qualunque mezzo. Allora poche storie (seghe, dice qualcuno) sui manifesti abusivi, sulla logica di marketing da detersivo, sulla comunicazione interna.
    E, in caso d’insuccesso (probabile o addirittura voluto, sembra) sarò colpa dei disfattisti, come ai bei tempi.
    Indietro tutta !

  25. Gianni

    Credo che nessun dirigente nazionale prenda in considerazione la Alicata se non per spernacchiarla, come ammette lei stessa. Per quanto mi riguarda, se fossi testimone di una irregolarita’ lo comunicherei alle autorita’, alla magistratura o nel caso in questione ai vigili. Non mi sembra proprio di giustificare nessun mezzo per nessun fine. La Alicata invece sceglie di scrivere il solito pippone delirante. Va bene, ma io perlomeno mi tolgo il gusto di dirglielo.

  26. e noi ti sopportiamo nella tua ossessione. Io dico che dobbiamo dirci le cose. Come le dici tu a me, liberamente e sempre in modo compulsivamente offensivo, io le dico a loro. In un grande processo di miglioramento collettivo.

    p.s. Gianni…essere impiegati in Fiat e non stipendiati in qualche azienda pubblica dove ti ha piazzato qualcuno a non fare nulla in attesa di una carica elettiva…per me è un grande orgoglio. E mi rende libera di poter dire ciò che voglio anche ai supermega direttori della comunicazione che (yawn) non si degnano nemmeno di smentire….in attesa che la notizia esca sui grandi giornali e allora diranno…ops…cacchio….che errore (l’errore sono i manifesti abusivi ed evasori….quello a te, Gianni…sta bene? No, tanto per sapere….)

  27. Gianni

    Ah, guarda, Alicata, non c’e’ proprio niente di compulsivo in quello che ti scrivo, e’ tutto consapevole e, per il poco tempo che ci dedico, riflettuto.
    Fare gli impiegati alla Fiat e’ un lavoro come un altro, che pero’ non qualifica come esperti di comunicazione, nonostante gli esaltanti corsi per terzi livelli nei quali ti sei cosi’ appassionatamente identificata. Biasimevole, quindi, non e’ certo il lavoro che fai, ma le competenze che millanti con penosa e grottesca sicumera. Non me ne importerebbe nulla se ti occupassi di caccia e pesca, ma visto che, disgraziatamente, passi il tempo a tentare di danneggiare il mio partito e la sua organizzazione (seppure con risultati che sei la prima a definire non determinanti) dovrai rassegnati a prendere da me il dovuto ogni volta che ne ho l’opportunita’.
    D’altronde, se Di Traglia stesse ad ascoltare, sui temi di cui si occupa, una “piombina” (sic) che e’ tra coloro che non sono stati nemmeno capaci di tenere in piedi un circolo online, mi sembrerebbe una riprorevole perdita del suo tempo. Smentire i tuoi deliri sulle campagne di iscrizione fatte per non trovare iscritti, poi, ancora peggio. Prova a fare un articolo sul fatto che Fassina in realta’ si chiama Ork e viene da Mork, se vuoi provare a dire cose piu’ serie e fondate, cosi’ potrai comunque continuare a frignare che nessuno ti caga. A parte me, naturalmente.

  28. Uh, mamma mia, poveretto, ma non demordi. Ascolta Gianni, tu il mio CV e cosa faccio non lo sai. Facciamo così…smetti di parlarne e concentrati sul tema. Sei capace? Sei un po’ dispersivo. Si cura, comunque.

    Allora concentrati e prova a rispondere e a dimostrare di saper discutere in un consesso civile.

    1) è giusto fare manifesti abusivi e che non pagano la tassa comunale?
    2) la campagna ha ottenuto il il risultato che si proponeva (ovvero dopo 3 giri di affissioni abusive in tutta Roma) quanti “mi piace” ha su FB?
    3) lo sai che l’indirizzo che c’è scritto oltre ad essere di difficile lettura è anche sbagliato?

    Poi ti dico una cosa. Psicologicamente capisco che tu sia fedele di una parte politica che magari ti foraggia l’avvelenamento dei dibattiti dei nemici politici rei di esercitare dissenso….però guarda….dammi retta. Dacci ragione almeno 2 su 10….altrimenti sei poco e miseramente credibile. Un troll stalker…che meriterebbe di essere ignorato e farò così. E’ l’ultima volta che ti rispondo e ti dò importanza. Fai da uno psichiatra e curati che hai dei seri, serissimi problemi.

  29. Matte

    E su Cristiana, ma ancora stai a rispondere a questo disperato?
    Lascialo perdere, è una macchietta.

  30. Marco Antoniotti

    Grazie Cristiana,

    un ottimo commento (a parte il riferimento all’ex-ex-segretario, che non intuì un bel niente e che in fondo è l’ispiratore di campagne siffatte; ricordarsi “I care”).

    A presto

    Marco Antoniotti

  31. ilpartitochenonc'è

    ma state ancora a meravigliarvi? sarebbe questo ennesimo episodio triste a farvi indignare? se volete capire il concetto della legalità marca PD, GUARDATE LA SICILIA! Mirello Crisafulli (quello intercettato dai ROS del “tu fatti i ca..i tuoi” al boss Bevilaqua) al senato, l’appoggio al governo dell’inquisito per mafia Lombardo, il marito della Finocchiaro che subito dopo riceve un appalto abusivo per il PTA di Giarre…
    insomma, ci sono delle travi negli occhi, questa vicenda a paragone è un moscerino.

  32. Ciao a tutti, secondo me questa promozione virale è la spiegazione di quanto il partito si sia allontanato dalla gente e si sia avvicinato ( capendoci poco ) ai metodi cosiddetti moderni e appartenenti a un mondo inviso o cmq con condiviso in pieno dalla sinistra.
    gli unici che lavorano bene, anche se per fini orribili, sono quelli di Casa Pound, che tra la gente ci stanno, anche se maldestramente, ottenendo spazio nell’unico modo possibile : lavorando.
    povera sinistra , da mo’ che siamo messi male.

  33. Francesco

    Gianni, voi del PD fate veramente ridere. Vi presentate con la letterina di Letta (il nipote) a Monti….siete R.I.D.I.C.O.L.I.
    Solidarietà a questo giovane dirigente che ha il coraggio di dire le cose come stanno in un partito fatto da saltimbanchi e gente senza scrupoli.

  34. Gabriele

    E’ brutto vedere che la campagna virale di tesseramento nazionale (se davvero lo e’) si snoda su fbook. E’ giusto essere su fbook come partito, per carita’, ma una campagna fbook-centrica, tweetter-centrica o chicchessia-azienda-centrica e’ una cosa estremamente deprimente. La comunicazione libera e’ un principio, non un azienda. Da un lato c’e’ Vendola che sponsorizza l’opensource e dall’altro qualche gagliardo dirigente della comunicazione supergiovane che strizza l’occhio al PD 2.0 della SiliconValley. In mezzo balle di fieno e depressione cosmica.

  35. Luigi

    Uuuuuhhhhh…… Cri parli parli parli parli. E’ tipico dei dirigenti del nostro partito. Vedrai, farai carriera pure tu. E non vinceremo mai.

  36. Luigi

    E aggiornate l’orario dei messaggi. Sgangherati.

  37. io ci credevo nel pd ma sono fuggita all'estero

    Io credo che la VERGOGNA come sempre ci distingue dal resto del mondo. In un momento in cui si chiede agli italiani di sborsare più soldi, fare “sacrifici umani” e via dicendo, il PD come si permette di agire in un modo cosi spudorato?
    Il gesto in se é davvero oltraggioso, senza contare che é un atto che verrà strumentalizzato dai soliti noti.
    Ma davvero abbiamo bisogno di questo ora?
    in seconda istanza, continuate a darvi addosso dimenticando come sempre , da ormai troppi anni, cos’ é la sinistra italiana.
    Questi inutili botta e risposta non fanno che alimentare il senso di sfiducia nel partito senza contare che show must go on , potere ai banchieri , tanto in alternativa di destra e di sinistra c’é il vuoto.Ditemi un po’, dopo la caduta di berlusconi e l’avvento di Mr; Bank avete davvero esaurito gli argomenti e sentite la necessità di tutto questo? Non esiste davvero nulla di più importante da fare per il nostro paese?

  38. Pippo

    Gianni,

    > [...] Fassina in realta’ si chiama Ork e viene da Mork, [...]

    Ne dici di grosse: in realtà si chiama Mork e viene da Ork.

    Per il resto hai così torto che rischi di aver ragione…

  39. @Stefano: trovo le tue osservazioni estremamente pertinenti. Ma poi guardo cosa succede in giro per il mondo e scopro quello che è successo dal 2007 a San Paolo con i cartelloni e le affissioni. Pare anche che il 70% dei cittadini si dichiarino soddisfatti….

    http://www.adbusters.org/magazine/73/Sao_Paulo_A_City_Without_Ads.html
    http://www.lemonde.fr/m/article/2012/01/13/les-bresiliens-aiment-leur-ville-sans-pub_1628748_1575563.html

    Mi chiedo allora: se ce l’hanno fatto loro, non ce la possiamo fare anche noi?

  40. Tony Marmalado

    “non mi occupo di comunicazione perche’ pago persone che se ne occupino per me”

    Che perla!!

  41. ..se il motto è “l’importante è che se ne parli”, possiamo tranquillamente dire: obiettivo raggiunto!!!

  42. Marco

    Da ex elettore del pd, vorrei chiederti una cosa. Ma come avviene la costruzione della campagna, cosa si dicono, chi l’ha fatta? Ne ho fatte anch’io, pure per assessori del pd (vincenti). Dell’analisi della campagna non mi frega un granchè, ci si mette qualche minuto e la porterò a qualche corso, del fatto che sia illegale, ok, ma il danno viene fatto prima, quando la si inizia a costruire. E chi sono i responsabili? nome e cognomi, grazie!
    Se si può.
    marco

  43. Giacomo

    Ma io sono un pò sconcertato dalla polemica la denuncia da parte di Cristiana Alicata del fatto che il PD utilizzi gli stesso metodi illegali degli altri lasciando affiggere i manifesti dove non si potrebbe, violando così la legge mi sembre normale e sacrosanta.

    Per quanto riguarda gli effetti della comunicazione io da non esperto direi che non mi sembra particolarmente efficace e sarei contento di conoscere la risposta in una normale relazione costi/benefici.

    vedremo come andrà il tesseramento, facebook o non facebook.

  44. Ilarietta
  45. Diciamo però una cosa: la campagna parte male e non mi sembra granchè furba, ma il fatto principale – affissioni abusive – riguarda solo alcune zone d’Italia. A Roma è gravissimo, ma in gran parte d’Italia il problema non esiste. Mescolare piano nazionale e cattivi usi locali non è del tutto appropriato. Se il PD di Roma la smette di fare schifezze, beh ne guadagniamo un po’ tutti.

  46. L’affissione abusiva è sbagliata e si ricevono le multe per questo e andrebbero pagate! E fate pagare a tutti i partiti che abusano!

    Per quanto riguarda la campagna.
    1) Mi chiedo, ma dove siete stati dal 2008 in poi?
    Le campagne al tesseramento (tranne la prima) sono state abbastanza penose come messaggio e come foto. Credo che la semplicità sia la cosa più efficace. Tesseramento 2012 – Partito Democratico.
    2) Non è per un manifesto che le persone decidono di tesserarsi o meno.
    3) In questo paese ogni volta che si tenta di fare qualcosa di nuovo, c’è subito qualcuno che critica aspramente, e getta *** sul lavoro di altri. Trovo che provare non sia sbagliato, anche se sarebbe meglio farlo con un minimo di buon senso.
    4) Rendere interessante il tesseramento ad un partito politico è difficile.
    5) E’ vero che siamo in crisi, che c’è disoccupazione, etc, però non significa che l’Italia si deve fermare. In fin dei conti ci sono persone che lavorano anche nelle tipografie, facciamo chiudere anche loro?
    6) La campagna non è malvagia, anzi, se la si analizza da un punto di vista di marketing non è poi così male. Ma ovviamente non si tratta del video virale stupido su gatti, cani ed animali vari o del bambino che ride, misurare il successo della campagna in quanti mi piace ottiene la pagina lo trovo davvero sciocco.
    Come pre-campagna va bene, desta interesse. Chi avrà letto il manifesto ci avrà comunque pensato, o gli sarà rimasto in mente, quindi il risultato l’ha raggiunto.

  47. Francesco

    Certi commenti all’articolo di Cristiana sono di inaudita cattiveria, la stessa che ritrovo da qualche tempo nel pd, dove al confronto politico si preferisce l’attacco personale e l’offesa gratuita. Il segretario Bersani dovrebbe riflettere sui motivi di questo cambiamento.

  48. Gianni

    Penso che abbia ragione Alessandro Lanteri, nel post qui sopra. Questa polemica e’ una cosa del tutto interna a quel verminaio a cui e’ ridotto il PD del Lazio, che e’ nel mezzo di un processo congressuale delicato e combattuto.
    La Alicata, che pure non ha mai avuto nulla da dire sui manifesti abusivi dei suoi amici nazisti di Casa Pound (nemmeno quando li attaccavano menando i militanti del PD), si inventa questa minchiata per conquistarsi la benevolenza del suo capocorrente di questa settimana, dato che, come ricordava qualcuno, e’ in grado di farlo solo con le fregnacce.
    Mi dispiace per Bachelet, che e’ una persona seria, ma se si associa e certi personaggi vuol dire che se le cerca. Andra’ a finire come e’ logico che vada a finire: Bachelet perdera’ contro Gasbarra e la Alicata elemosinera’ il posto in lista alle prossime elezioni politiche. Nelle quali sara’ comunque sonoramente trombata, come e’ successo alle regionali, dato che chiunque persona di buon senso si rende conto dopo cinque minuti di avere a che fare con una cretina.
    L’ unica cosa positiva e’ l’articolo di Repubblica, che fa parlare del PD e della sua campagna di tesseramento. Dato che “no press is bad press” ,come dicono gli esperti di marketing che pullulano qui sopra (e che postano in orario di ufficio, questi martiri della legalita’), almeno questo risultato ce lo portiamo a casa.

  49. Paolo Guido

    In un Paese normale, in un partito normale, il responsabile della comunicazione (o del marketing?) si sarebbe dimesso per ritirarsi in esilio meditativo, prima che un Segretario normale lo mandasse a Gallipoli, come quell’altro Normale.

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