di Cristiana Alicata.
Da quando è nato, il PD ha affrontato due primarie “di partito”.
Le prime fondative con Veltroni, le seconde di svolta con Bersani. In entrambi i casi, chi ha votato, ha votato due liste. Una nazionale ed una regionale. Chi ha partecipato alle primarie del PD ha sempre, quindi, votato anche il segretario regionale. Tanto per dirne due: nel Lazio con Veltroni fu votato segretario Nicola Zingaretti e in Friuli Venezia Giulia quando fu eletto Bersani, Debora Serracchiani è diventata segretaria. Non esattamente due persone di secondo piano. Anzi.
Il PD del Lazio ha subito il commissariamento, così come il PD della Calabria. Ma nel Lazio grazie ad una lunga battaglia condotta principalmente da Giovanni Bachelet a partire dall’estate 2011, si sono ottenute le primarie.
La parabola discendente del centro sinistra nel Lazio inizia nel 2008, con la sconfitta di Rutelli. Poi è una carambola continua. Non si trova un candidato per sostituire Piero Marrazzo travolto dagli scandali e si subisce la candidatura di Emma Bonino: in Regione (così come già accaduto al comune di Roma nel 2008 con eccezione di una consigliera) vengono eletti solo maschi. Nel 2011, alle amministrative il PD raggiunge i minimi storici in molti comuni a causa di scissioni legate per lo più a questioni personali. Consiglieri regionali con decine di migliaia di preferenze personali, ma il partito nella stessa zona a valori scandalosi. Consiglieri con doppia carica. Montagne di soldi spesi per fare manifesti abusivi e illegali. Un bilancio del PD regionale indisponibile. In questi giorni il tesoriere ha dichiarato alla commissione congressuale che le casse del partito regionale sono vuote e quindi non ci sono soldi per promuovere le primarie (e sono stati quindi chiesti ai deputati contributi in più). Eppure quando fu fatto ricorso nelle settimane scorse perché i consiglieri regionali non pagavano i contributi, il Partito, offeso, dichiarò che si trattava di rarissimi casi e che quasi tutti pagavano.
Che fine hanno fatto i soldi? Come vengono usati? Perché gli eletti hanno tutte queste risorse e il partito no?
C’è chi finanzia i singoli invece che la causa comune? E se sì, perché?
Chi sono questi finanziatori? Dove è possibile trovare una forma di trasparenza delle risorse finanziarie di eletti e soprattutto del partito?
Circoli del partito al gelo o senza acqua, ma commissioni di garanzia che nemmeno rispondono ai ricorsi sui pagamenti: è il caso del PD della Provincia di Roma che non ha mai dato riscontro al ricorso presentato da alcuni iscritti. In questi giorni i candidati PD hanno perso le primarie per le amministrative 2012 (Monte Compatri e Rieti) o le hanno vinte con numeri al di sotto del 50% (il caso di Civitavecchia) anche se tutto il gotha del partito laziale è unito (almeno sulla carta) su un’unica candidatura alla segreteria del PD Lazio, quella di Enrico Gasbarra, ex vicesindaco dell’era Rutelli, presidente della Provincia di Roma prima di Nicola Zingaretti, ora deputato, in ogni caso protagonista della politica romana e laziale da più di venti anni. Ovviamente – vedere alla voce Milano e non a quella Napoli – le primarie non si perdono mai, ma resta l’amaro in bocca di essere un partito così grande e di non riuscire a mettere in campo facce credibili. Come se avessimo un brand senza prodotto.
Nel Lazio, se si esclude Roma, si riscontrano circoli con centinaia di iscritti che non hanno svolto il dibattito, ma dove c’era la fila per votare. In teoria doveva esserci una riunione con i candidati e poi si votava. Garanti mai mandati a verificare la procedura congressuale. Rappresentanti del candidato più forte che non si presentavano nemmeno per partecipare al congresso (è successo per esempio ad Anzio, a Velletri, a Monte Compatri, a Rignano Flaminio e ad Alatri).
Insomma lo stato del PD Lazio che può essere preso come esempio di deriva democratica e di meridionalizzazione (chissà cosa accade a sud del Lazio) è una bruttissima spia dello stato della nostra democrazia. Nei paesini e nelle periferie ci sono persone mai viste che si mettono in fila per votare senza avere assistito al dibattito. Succede tra gli iscritti, succederà anche alle primarie. Il ricordo di Napoli è ancora vivo.
Il partito che manda un sms a tutti per avvertire che Bersani apparirà in tv alla tal ora, non è in grado di mandarlo per informare i cittadini che c’è un congresso. Perché queste primarie, in realtà, devono andare deserte: il messaggio che deve passare è che queste primarie sono inutili. L’obiettivo è poter cancellare l’elezione degli organi di partito mediante le primarie. I Giovani Democratici le hanno già debitamente rimosse, anticipando il partito dei grandi.
Un altro dettaglio non di poco conto: perché se queste primarie non sono importanti, si stanno spendendo in persona D’Alema, Veltroni, Zingaretti – ormai candidato sindaco di Roma in pectore – e tutti i consiglieri comunali e regionali con tanto di impacchettamento cittadino continuo di manifesti abusivi? E perché a Palermo, dove si decide il sindaco in una regione dove da anni ormai la sconfitta del centro sinistra sembra essere una maledizione – non un solo big si è speso pubblicamente per una soluzione vincente ed anzi pare che le primarie stiano saltando?
Impoverire lo strumento delle primarie a partire dagli organi di partito è il primo passo per ridare autonomia al Partito e liberarlo dalla noiosa prigionia del consenso popolare come spinta al rinnovamento interno. Con il crollo di Berlusconi in tanti voteranno PD a prescindere (come se fosse un brand e non un contenitore di talento e progettualità) e quindi quel consenso percentuale deve e può trasformarsi in posti.
La battaglia del Lazio, appare essere una battaglia di democrazia che riguarda tutto il Paese. Sancire l’idea che i partiti non siano di proprietà di nessuno, ma siano contendibili. Oggi chi prova a cambiarli è un dissidente, un rompicoglioni, un corpo estraneo, un traditore.
Fallire nell’opera di mutamento dei partiti, significa consegnare il Paese al prossimo uomo forte di turno. Un partito ben governato ed unito, ma che ha poco consenso e non vince, è la peggiore opera che possiamo mettere in campo in questi tempi di buio.
Una cosa è certa e va detta.
Il PD è il partito più contendibile di tutti perché non ha proprietari e perché si è dotato di regole che tutti sono obbligati a rispettare. E’ fatto, composto, animato da tantissimi militanti che spesso ignorano completamente come stanno le cose nei territori del sud, nei paesini, nelle periferie e nelle provincie.
E’ lo specchio dell’Italia questo partito, in tutto e per tutto. Nel bene e nel male.
E forse è proprio il luogo dove ricominciare a pensare che possiamo cambiare e tendere ad un paese europeo fatto di democrazia consapevole e non di consenso e sudditanza.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti








Vergognati a continuare a gettare fango sul nostro partito, senza uno straccio di argomento che non siano insinuazioni vigliacche e meschine. La tua corrente ti ha piazzata in segreteria regionale, non sei nemmeno capace di richiedere un bilancio e di leggerlo, o di seguire le vie legali (che ci sono) per ottenerlo?
La verita’ e’ che o sei complice o sei inetta, ma in entrambi i casi devi lasciare in pace un partito di persone perbene che non sanno cosa farsene del tuo arrivismo e del tuo patetico protagonismo.
Scusi, signor Gianni, potrebbe cortesemente fornirmi quel bilancio di cui parla? ammetto di non esser stato capace a trovarlo, ma se la Alicata mente sarebbe utile poterla smentire coi dati alla mano.
Scrive su facebook, l’onorevole Morassut che appoggia Gasbarra (non specificando poi a chi si rivolge, ma in ogni caso manifestando in una certa forma il mio stesso malessere, non contro qualcuno, ma per lo stato del partito):” Quando un eletto – come accaduto a Roma nei giorni scorsi – che rappresenta l’intero Partito organizza manifestazioni pubbliche autonome con grande dispendio di mezzi per pesare nel partito non con le idee ma con una presunta potenza, in un partito come il PD deve porsi un problema. Soprattutto quando questo diventa un costume diffuso e non un caso isolato. Un partito che vuole aprirsi alla società deve bandire queste iniziative.”
Cosa c’entrano Renzi e Civati con il Lazio, adesso?
Nella disparità di comportamento tra Roma e Palermo c’è il (non)senso del PD odierno: un PD tutto concentrato su di sé e per nulla sul paese che si bea di perdere meno voti di quanti ne stia acquistando l’astensionismo è condannato a suonare fino all’affondamento del Titanic.
Per questo motivo alle primarie appoggerò Bachelet, perché anche quando sembra tutto perso, si continua sempre a provare a salvarsi. Magari non è razionale, ma o è l’istinto della sopravvivenza o la speranza.
Scusa Gianni, Alicata fa affermazioni, non “insinuazioni”: possono essere false, ma se lo dici, allora devi anche provarlo.
Raffaella, mi pare invece che siano insinuazioni sotto forma di domande, poer cui particolarmente vili. Di affermazioni non ne vedo nessuna. E l’onere della prova spetta casomai a chi le affermazioni le fa, non a chi le confuta.
Le primarie per la candidatura ad una carica pubblica hanno dimostrato di essere una risorsa. Ma per quale motivo a decidere i dirigenti di un partito devono essere i cittadini e non gli iscritti di quel partito? Quali sono i miei diritti come iscritto rispetto a chi passa una mattina ed esprime il suo voto? Iscrivendomi compio un atto di fiducia, impegno, condivisione di idee e valori. Se tu non vuoi farlo liberissimo ma perchè devi decidere chi guiderà chi rappresenta idee e valori che tu non vuoi sottoscrivere?
Non pensiamo che le primarie siano la soluzione a tutto.
I partiti devono essere contendibili, nel rispetto dei valori fondanti, da chi si iscrive e vi milita, non da chi decide di non farlo.
Alessandro, un partito con 40mila iscritti gonfiati (tradotto vuol dire 40mila pagano, ma solo 24mila votano spinti a forza da 1.500 persone al massimo) su una popolazione di 5 milioni di persone, rischia seriamente di perdere la propria ragione d’essere a stare troppo chiuso in se stesso.
Ad oggi se ti iscrivi al PD accetti anche il suo codice etico, statuto e regolamento che prevedono le primarie per le cariche interne. Se vuoi puoi combattere la battaglia per eliminarle, ma sei tu che hai l’onere di spiegare perché è meglio: inutile fare domande retoriche sul perché fare le primarie. Perché è così che è organizzato il PD.
Apprezzo il candore con il quale Stefano ci illustra il concetto di dialettica interna propugnato dagli elettori di Bachelet. Il PD e’ cosi’, se ti va bene, e se non ti va bene tanti saluti. Spero che lo legga anche la Alicata.
In realta’ Alessandro dice cose molto sensate. Il meccanismo per la elezione del segretario regionale e nazionale e’ insensata, e ha un costo elevatissimo sia dal punto di vista economico (come ci comunica chiaramente la Alicata) che politico (come ci comunica chiaramante ma involontariamente la Alicata). Il fatto che il mio segretario debba essere scelto anche dai miei avversari politici (come per esempio i grillini) e’ una idiozia senza paragoni nei partiti mondiali. E una idiozia, quando venisse identificata come tale, dovrebbe essere eliminata.
Veramente, Gianni, da Milano posso dirti che dal punto di vista economico le primarie sono una delle attività che funzionano di più: molti lasciano più dell’euro previsto e le casse dei circoli che organizzano i seggi riescono a respirare un po’ di più grazie a questi extra (dato che le tessere, invece, sono crollate miseramente)
Gianni, non ho mai parlato a nome degli elettori di Bachelet, quindi non ho mai propugnato alcun concetto a loro nome. Se tu e Alessandro volete cambiare lo statuto del partito utilizzate i canali ufficiali del partito invece di strapparvi le vesti su internet.
Possiamo fare tutte e due, no? Utilizzare i canali ufficiali, e diffondere la nostra opinione su internet.
Sulla questione primarie, non la vedo come l’autore dell’articolo.
Una eventuale “non partecipazione” di cittadini e non iscritti alle consultazioni per la selezione dei vertici regionali ( che dovranno poi comporre le liste elettorali per le prossime elezioni, compito mica da poco ), di fronte ai numeri generosi delle ultime tornate di questo tipo, non sono una sconfitta delle primarie, ma riguardano principalmente cosa viene realmente offerto in questa particolare consultazione.
Di questi giorni e’ palese la timidezza del PD regionale nel rendere pubblico il risultato delle consultazioni che si sono svolte tra gli iscritti, dove e’ noto il risultato complessivo finale ma sono eslcuse schede bianche e nulle e non si tiene conto del numero di chi, iscritto, non si e’ proprio espresso. E, stando a quanto riportato dalla stampa, e mai smentito, non si tratta proprio di cifre irrilevanti, raggiungendo il 40% degli aventi diritto.
Personalmente, in tutto questo leggo non il fallimento dello strumento, ma di chi ha condotto finora il partito e di chi aspira a farlo.
Dalla sua fondazione ad oggi il calo di partecipazione e’ palese, cosi’ come il numero di tesserati. Fenomeno mica solo regionale, sia chiaro, legato ad un generale sentimento di sfiducia verso il PD e gli altri partiti. Di fronte a tutto questo, chiudersi ancora di piu’ alla societa’ e ai cittadini forse rafforzera’ la posizione di qualche inossidabile ottuso, ma chi ci perdera’ sicuramente sara’ tutto il partito, che diverra’ necessariamente espressione di pochi.
Boh, a me non pare proprio cosi’. A me pare che i militanti e i cittadini siano stufi di essere chiamati a votare continuamente e i militanti di organizzare gazebi e seggi ogni cambio stagione (dico, due volte in un mese, e per eleggere il segretario del PD Lazio, mica il Papa) e che in realta’ le primarie, le snervanti discussioni su statuti e cavilli, i soliti giri di valzer fra correntine e salvatori della patria abbiano veramente rotto le balle a tutti. Sai che gusto a sapere che la Alicata e Scalfarotto vanno con Bachelet anziche’ con Marino, una roba da cambiarti la vita, proprio. In un momento in cui credo ci sarebbero molte altre cose a meritare attenzione, concentrazione e anche unita’ di intenti.
Secondo me e’ questo a rappresentare una chiusura da parte di una parte del partito (non la mia, per fortuna), che vuole parlare solo di se stessa, si guarda solo la pancia, si occupa di manifesti, di equilibri interni fatti col bilancino e di mille altre minchiate autistiche e autoreferenziali, anziche’ dei cittadini che dalla politica vogliono solo una buona gesitone dei loro affari pubblici, cittadini che sono la stragrande maggioranza, ossia tutti esclusi quella decina che si insultano a vicenda sul web.
Nonostante questo, se fosse vero che hanno votato il 40% degli aventi diritto sarebbe un successo enorme, e significa che i militanti del PD Lazio hanno la pazienza di Giobbe e una voglia della madonna di darci dentro. Ma e’ chiaro che quello delle primarie e’ ormai uno strumento usurato, prima di tutto da coloro che le primarie le farebbero in continuazione finche’ le vincono. E comunque, primarie o non primarie siamo quasi al 30%, si vede che non butta poi cosi’ male.
Il pd non è per nulla un posto da cui cominciare ma un posto in cui prendere atto che certe volte le cose falliscono e l’ostinazione delle diverse parti in campo serve forse, solo per ribadire posizioni di potere. Non sono d’accordo con la tua analisi Cristiana e non sono d’accordo che si possa essere allo stesso tempo donna di lotta e di governo. Ergo non si possono giocare tutte le parti in commedia. Quella che si combatte nel Lazio ma anche a Roma è il solito vecchio scontro fra élite di mestieranti. Il progetto pd è morto da un pezzo ma si fa finta di nulla perché ancorché un cadavere, fa per l’appunto gola quel presunto 30 per cento, frutto solo della disperazione della gente ma non consenso reale che nasce su progetti eccetera. Per quel presunto 30 per cento siete disposti a sprecare parole importanti e a farvi la guerra. Ma è falsa moneta. Sia la percentuale che la classe dirigente che questo presunto partito esprime. E l’uomo forte non è di turno perché l’ultimo è durato quasi vent’anni. A voi piace il turno perché pensate che adesso sia il vostro. Puó darsi. Il turno del potere. In cui né la democrazia, né la partecipazione, né tanto meno gli iscritti, contano qualcosa.
Ecco. Adesso pensate che Maddalena puo’ andare a votare il segretario del PD. Ditemi voi se non e’ una norma assurda…
Sul fallimento delle primarie dico due cose:
1) La federazione romana e quella regionale non stanno facendo NULLA per organizzare le primarie: ad oggi non si sa nemmeno se stamperanno i verbali, si ha certezza solo delle schede. Per cui i circoli si dovranno tassare per prendere gazebo, gruppi elettrogeni (perché x votare a febbraio fino alle 20 di sera servono), sedie e tavolini, oltre che stamparsi il materiale per fare propaganda politica. Se verranno abbastanza cittadini a votare rientreranno della spesa altrimetni no. E’ ovvio che chi ha una sede farà le primarie solo lì.
2) gli iscritti al PD di Roma sono calati del 50% all’anno tra il 2009 al 2011: il 75% in meno in 2 anni! Se alle primarie ci fosse un calo similare (probabile) e questo dato venisse utilizzato per eliminare lo strumento, parimenti bisognerebbe fare una riflessione sull’idea di un partito di militanti iscritti che nelle cose non esiste più già da oltre 1 anno a questa parte.
Non tema signor Gianni. Perseverare è diabolico. Anche per chi ci ha fortemente creduto e si è fortemente impegnato per 16 anni. Ho buttato la tessera pd nel cesso l’anno scorso e piuttosto che partecipare ad un’altra pagliacciata mi faccio tagliare le mani.
@Maddalena
Calma e gesso. Gianni gioca a fare il cane da guardia dell’ortodossia, e sara’ soddisfatto solo quando avra’ un partito dove tutti i militanti e iscritti saranno d’accordo con la sua idea. Poi, se questo partito sara’ composto solo da lui e da pochi altri, e solo da loro votato, non importa, e’ un fatto secondario. Il fatto che giochi con le cifre ( le poche che riporta ) senza manco sforzarsi ad un accenno di analisi che smonterebbe la sua visione delle cose e’ piu’ che sufficiente per incasellarne il profilo. Di personaggi cosi’, che si fanno guidare dalla fede e non dalla ragione, ce ne sono molti in giro.
Dall’altra parte della barricata, nel PdL, c’e’ Bondi, che ( forse ) e’ pure peggio. Almeno questo non scrive poesie.
Maddalena, non ho detto che andrai a votare il segretario del PD. Quello che fai e’ irrilevante. Quello che ho detto e’ che potresti farlo, e questo e’ aberrante.
Lorenzo M., mi dispiace di averti lasciato sperduto a boccheggiare, senza nemmeno uno straccio di argomento che non fosse un balbuziente attacco personale. E’ evidente a tutti che sei retoricamente molto debole, e non avrei dovuto approfittarne. Ti chiedo scusa.
@Gianni
E’ evidente a tutti che tu non ti renda minimamente conto di quanto vai scrivendo, oltre a confermare in pieno il profilo che ho tracciato. Che tu consideri un successo il fatto che a mala pena la meta’ degli iscritti abbia partecipato alla selezione del proprio gruppo dirigente, di fronte oltre tutto ad un dimezzamento del numero complessivo degli stessi in due anni, la cosa non puo’ essere spiegata con la logica.
A meta’ strada tra uno Schettino che fino all’ultimo ha negato il naufragio della propria nave, Bondi, o un troll. Fai te. Di sicuro, se scrivi sinceramente, nel mondo reale non vivi.
Signor Gianni, lo so benissimo che le mie azioni sono irrilevanti, del resto gli stessi iscritti di questo partito non hanno mai contato nulla. Stia tranquillo, nessuna azione aberrante o sacrilegasarà compiuta contro il suo sepolcro.
Secondo me Cristiana ha l’email di Gianni e ogni volta che scrive qualcosa gli manda il link, cosi’ lui interviene subito subito. Dicci la verita’ Cristiana, tu te lo coltivi Gianni!!!
Leggete su linkiesta.it il servizio sul bilancio del pd, non servono altri commenti, nessuno e’ credibile.
Il bilancio del PD, uno dei pochi ad essere pubblicato e l’unico ad essere certificato, e’ il bilancio di un partito gestito particolarmente bene. Il servizio di linkiesta infatti non solleva nessun problema non dico legale, ma nemmeno gestionale, a parte un comico quanto inappropriato uso dei punti esclamativi (“la lega delle cooperative finanzia il PD!!!!” ; “le aziende finanziano piu’ gli altri partiti del PD!!!!!!!”; “Mussari (membro del partito, ndr) e’ un banchiere e finanzia il PD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Insomma, il servizio di linkiesta e’ una specie di post della Alicata, ma scritto in italiano. L’ unica cosa in cui sono d’accordo con Fabio e’ che non e’ credibile. Lui.
Gianni sei un analfabeta di come si dialoga. Prova a porre questioni di merito senza offendere (la mia pazienza per la tua trollaggine fascista sta arrivando al limite)
Da giorni volevo intervenire anche dopo le offese piovute su Maddalena di cui conosco la storia politica e capisco la grande amarezza. Venendo dalla Campania, la sua resa appare una coraggiosa non connivenza con certe pratiche.
Il bilancio del PD nazionale forse sarà anche certificato….ma non lo sono quelli delle federazioni regionali e cittadine, che infatti non sono disponibili e di cui non si capisce nulla. Qui il link http://www.partitodemocratico.it/Allegati/rendiconto_pd_2010.pdf
Quando abbiamo fatto ricorso nelle sedi preposte consentite dal PD nel Lazio, ci fu risposto che pagavano quasi tutti. Una settimana fa, però,il tesoriere ha detto che le casse sono vuote. Impossibile sapere come siano stati spesi i soldi e quando. Cioè ci sono persone che sono nella direzione regionale che non sanno cosa paga e quando e come il proprio partito. Però esiste un Gruppo PD in regione che firma manifesti (abusivi).
Quando abbiamo fatto ricorso nelle sedi preposte consentite dal PD nel Lazio, ci fu risposto che pagavano quasi tutti. Una settimana fa, però,il tesoriere ha detto che le casse sono vuote. Impossibile sapere come siano stati spesi i soldi e quando. Cioè ci sono persone che sono nella direzione regionale che non sanno cosa paga e quando e come il proprio partito. Però esiste un Gruppo PD in regione che firma manifesti (abusivi).
Alicata, della tua pazienza non mi puo’ fregare di meno. E di fascisti si vede che te ne intendi poco, anche dopo le tue lingue in bocca con Casa Pound. Ad ogni modo quando vuoi provare a darmi del fascista in faccia sono a tua disposizione, visto che Minetti probabilmente e’ distratto.
Il bilancio del PD nazionale non “sara’” certificato: lo e’. L’ ignoranza, mi dispiace per te, non e’ un punto di vista.
E a proposito di ignoranza, dovresti sapere, visto che sei incredibilmente nella segreteria del PD Lazio per aver portato le borse al portaborse di Marino, che esistono mezzi legali per ottenere un rendiconto economico di una associazione politica. Fallo, invece che berciare insulti. La realta’ e’ che a te non importa nulla di sapere come stanno le cose, perche’ preferisci ammorbare l’ aria con le tue insinuazioni e i tuoi sospetti, che sono l’ unico modo per avere un briciolo di visibilita’ dato che di politica non capisci una cippa.
Esistono malversazioni all’ interno del PD Lazio nella gesitone dei fondi? Quando si sono verificate, in cosa consistono? Esistono anomalie contabili, spese non giustificate, entrate non registrate? O lo sai, o lo scopri, o chiudi il becco. Il PD e’ un partito di persone perbene, e una arrivista da due soldi senza etica e senza talento non si deve permettere di infangarlo.
Senti millantatore psicopatico. Io non ho mai portato la borsa a nessuno, non sono nella segreteria del pd lazio ma nella direzione e non ho fatto lingua in bocca coi fascisti. E ti riporto laverità.
Poi se tu abiti in svizzera, sei un troll, sei finto, sei pagato dai talebani non so che farti. Ma fatti curare…che oggi sembri Alemanno.
Caro Gianni, ti avevo chiesto con molta gentilezza di mantenere il dibattito anche aspro ma sempre nei limiti della civilta’. Me lo avevi promesso, ma vedo che rinneghi le promesse ripetutamente. Le lingue in bocca etc. sono espressioni che rischiano di trasformare il dibattito in un turpiloquio e non e’ giusto verso gli altri lettori. Ho chiesto ai tecnici del sito di bloccare il tuo account. Ovviamente potrai bypassare in qualche modo questo blocco, ma, come dire, e’ nostro dovere provare a rendere il sito un posto di dibattito civile
Cristiana, il bilancio del PD lombardo è ceertificato (per la precisione)