Cameron: l’uomo sbagliato nel posto sbagliato

di Pietro Raffa.

"Leaving the Continent" by rogiro

 

Sono sempre più convinto, l’ho ripetuto più volte, che un grande leader si distingue dai comuni mortali per la capacità di adottare scelte impopolari che alla lunga si riveleranno corrette. Questo non vuol dire affatto che quel politico sarà poi automaticamente premiato.

Winston Churchill fu decisivo nella vittoria contro il nazifascismo, ma perse le elezioni del 1945(*).
Oggi ci troviamo al centro di una crisi epocale e si avverte più che mai il bisogno di un’Europa davvero unita. Il 9 dicembre ventisei Stati dell’UE su ventisette (la Croazia entrerà ufficialmente dal 1° Luglio 2013) hanno siglato un accordo che prevede misure volte a rafforzare le discipline di bilancio e, più in generale, a migliorare l’integrazione economica.
Non c’è stata l’unanimità, appunto, poiché David Cameron si è rifiutato di aderire al nuovo patto. Perchè ha preso questa decisione? Per non cedere ulteriore sovranità sulle materie finanziarie, spiegano i tecnici.
Io penso che il motivo principale sia un altro: l’euroscetticismo che regna in Gran Bretagna.
Come mostra un sondaggio pubblicato dal Mail On Sunday, a total of 62 per cent of people agreed with the Prime Minister’s defiant stance, with just 19 per cent against:

Il 62% dei britannici sta dunque con Cameron, mentre solo il 19% pensa che il Premier britannico abbia sbagliato in questa sua ultima scelta. Come si può osservare sulla tabella, se oggi si tenesse un referendum volto a chiedere se la Gran Bretagna dovrebbe lasciare o meno l’Unione Europea, trionferebbero nettamente i . Il 66% delle persone interpellate ha inoltre dichiarato di volere un referendum per rivedere i rapporti tra Gran Bretagna e Unione Europea.
Ci ricolleghiamo così alle nostre considerazioni iniziali: se al posto di Cameron ci fosse stato un grande leader, quest’ultimo avrebbe ignorato tutti i sondaggi, non si sarebbe fatto spaventare dal possibile calo dei consensi e, per il bene delle generazioni future del proprio Paese, avrebbe siglato un accordo con tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Così, purtroppo per i britannici ed il resto degli europei, non è stato.
Speriamo in giorni (e in Premier) migliori.

Note
(*) Churchill venne poi rieletto nel 1951, rimanendo in carica fino al 1955.

 iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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